Cos’è un software gestionale?

Come nascono i software gestionali? A cosa serve un software gestionale? Come vengono usati i software nella ristorazione?

Rispondiamo a tutte queste domande.

Definizione e nascita dei software gestionali

Un software gestionale è un programma informatico che consente l’automatizzazione di alcuni processi aziendali.

Ne esistono alcune macro tipologie, a seconda delle esigenze:

  1. per la contabilità
  2. per il magazzino
  3. per la produzione
  4. per il budgeting
  5. per la gestione ed analisi finanziaria
  6. dedicato

Come per tutti i prodotti software, ha avuto una rapida evoluzione dopo i primi anni settanta, legata soprattutto alla progressiva diminuzione del costo degli elaboratori e alla diffusione del personal computer.

Anche la nascita di ambienti di sviluppo come il COBOL, un linguaggio di programmazione adatto all’elaborazione di dati commerciali, ha contribuito al processo di diffusione.
Le imprese e i lavoratori si sono avvicinati sempre di più a questo tipo di tecnologie.

Intorno agli anni novanta si è assistito ad un cambiamento: il passaggio dai software di gestione con interfaccia a caratteri su terminale a quelli di nuova generazione ad interfaccia grafica.
Inoltre le stampe sono passate dalle tipiche a caratteri e quelle grafiche su laser.

Quali sono i vantaggi dei software gestionali?

Oggigiorno non si può pensare al successo di un’azienda senza l’utilizzo di un software gestionale perché i vantaggi che comportano sono la chiave per ottenere un vantaggio competitivo. Per esempio:

  1. Velocità, cruciale nei settori a contatto con il cliente come la ristorazione e il mondo alberghiero
  2. Precisione: errare è umano ed evitare di eseguire alcuni passaggi manualmente ci dà garanzia di esattezza
  3. Sicurezza, assicurata dalla possibilità di poter conservare, senza la necessità di grandi spazi, qualsiasi documento anche in più copie
  4. Analisi, incrocio dati e reporting, strumenti molto utili per stabilire e/o modificare la propria strategia aziendale a seconda di indicatori rilevanti per il proprio business, che possono essere tenuti sempre sotto controllo
  5. utilizzo da remoto
  6. riduzione tempi e costo di lavoro: la macchina ti costa meno di un dipendente!

I software gestionali nella ristorazione

I software gestionali si sono specializzati anche in base al settore produttivo e amministrativo. Esistono software che si occupano di logistica, altri per i negozi o per il magazzino.

Nella ristorazione, i software hanno trovato applicazione nell’ambito delle ordinazioni. L’emblema di questa affermazione è il palmare.

Attualmente, i software nella ristorazione non si limitano a questo, ma sono in grado di gestire i tavoli, le scorte, i listini, le prenotazioni e molti altri aspetti.

Ristomanager e i vantaggi di un software gestionale

Ecco alcuni esempi di ciò che ti permette di fare un software gestionale come Ristomanager:

  1. gestire i tavoli
  2. vedere le statistiche sulla vostra attività
  3. gestire i prodotti, impostando con precisione le quantità disponibili per ogni articolo
  4. possibilità di utilizzarlo su qualsiasi computer e su qualsiasi tablet con schermi da almeno 7”
  5. utilizzo senza connessione ad internet, in modo da non perdere le comande se salta la corrente

Accademia italiana chef

Il tuo sogno è quello di diventare uno chef, trasformando la tua passione in un vero lavoro? O forse sei già un cuoco di mestiere ma vuoi aggiornarti?Sappiamo qual è il posto giusto per te allora!

Accademia Italiana Chef è la scuola di cucina che consente di intraprendere la professione di chef in modo sicuro e efficace.

Esperti del settore ti insegneranno delle basi solide su cui poter costruire la tua carriera in ambito culinario.

Oltre alla teoria, all’Accademia Italiana Chef anche la pratica è fondamentale: all’interno dei percorsi formativi sono garantiti tirocini presso strutture qualificate convenzionate con l’Accademia Italiana Chef.

Infatti, il grande vantaggio derivante da questa prestigiosa accademia è il fatto che di certo non ne uscirai senza un lavoro.
Grazie alle convenzioni con oltre 2400 ristoranti italiani, dall’Osteria Francescana di Modena a quello di Cracco, dalla piccola pasticceria a Knam o Sal De Riso, alle numerose esperienze pratiche con la presenza dei professionisti della ristorazione, alternate ai corsi di cucina da cuoco, pasticciere e pizzaiolo professionista, non c’è rischio di non trovare un lavoro soddisfacente!

Come funziona

L’Accademia Italiana Chef è patrocinata dalla Associazione Professionale Cuochi Italiani, ed ente formativo Accreditato alla Regione e dotato della nuova certificazione “Qualità nella Formazione” ISO 29990:2011.
Il Corso Professionale di Chef è un corso con format 1 Day in Full Time, ovvero una volta a settimana per sette incontri, per un totale di 14 moduli formativi composti sempre da una parte teorica ed una pratica.  

La scuola di cucina professionale presente in 5 città in Italia: a Firenze, Roma, Milano, Torino e Bologna con numerosi corsi di cucina professionale.

Tra i corsi disponibili all’Accademia Italiana Chef spiccano il Corso per Chef, il corso per cuoco professionista, il corso per pasticcere ed il corso per pizzaiolo.​

Viene promesso agli Chef partecipanti un percorso formativo che passa attraverso tutti gli aspetti relativi alla gestione di una cucina e di un ristorante.

CALENDARIO CORSI DI CUCINA PROFESSIONALE A EMPOLI (FIRENZE)

07 Luglio 2019
Prezzo Speciale Sessione Estiva

CORSO DI PIZZAIOLO PROFESSIONALE

DOMENICALE (Calendario Lezioni: 7-14-21-28 Luglio; 4 Agosto)

07 Luglio 2019

CORSO DI PIZZAIOLO

DOMENICALE (Calendario Lezioni: 7-14-21-28 Luglio; 4 Agosto)

15 Settembre 2019

CORSO DI PIZZAIOLO PROFESSIONALE

DOMENICALE (Calendario Lezioni: 15-22-29 Settembre; 6-13 Ottobre)

15 Settembre 2019

CORSO DI PIZZAIOLO

DOMENICALE (Calendario Lezioni: 15-22-29 Settembre; 6-13 Ottobre)

21 Settembre 2019

CORSO DI PASTICCERIA PROFESSIONALE

SABATO (Calendario Lezioni: 21-28 Settembre; 5-12-19-26 Ottobre)

21 Settembre 2019

CORSO DI PASTICCERE (SOLO MODULI ACCADEMICI)

SABATO (Calendario Lezioni: 21-28 Settembre; 5-12-19-26 Ottobre)

22 Settembre 2019

CORSO DI CUOCO PROFESSIONALE

DOMENICALE (Calendario Lezioni: 22-29 Settembre; 6-13-20-27 Ottobre)

15 Ottobre 2019

CORSO DI CHEF PROFESSIONISTA

Martedì (Calendario Lezioni: 15-22-29 Ottobre; 5-12-19-26 Novembre)

Attrezzature ristorazione: le più utili per fare soldi

Hai un bar o un ristorante?
Quali sono gli attrezzi migliori che ti fanno guadagnare?

Gli elettrodomestici erano l’emblema dello sviluppo consumistico negli anni ’60: le case si riempono di frigoriferi, forni, lavastoviglie, spremiagrumi.
Allo stesso modo, i ristoranti e i bar si sono dotati di alcune tecnologie per preparare sempre più piatti in meno tempo.

Vediamo insieme alcune attrezzature interessanti di cui si potrebbe dotare la tua attività ristorativa.

La centrifuga

Sempre più persone sono ossessionate dall’idea di mangiare in modo salutare. Nel nostro Paese sono aumentati di un paio di punti percentuali i vegani e i vegetariani in un solo anno.

Grazie alla centrifuga, potrai realizzare gustose bevande a base di frutta e verdura.
Con le varie tipologie di centrifuga, tra cui anche alcune in acciaio inox, puoi preparare senza sforzo diversi tipi di drink senza perdere le vitamine e le altre sostanze nutritive degli ingredienti utilizzati.

Iniziare a preparare estratti naturali aumenterà i tuoi incassi per due motivi:

  1. i clienti sono attratti dalle bevande naturali
  2. i centrifugati sono costosi (da 3,50 ai 6 euro in media)

Altre buone ragioni per dotarsi del macchinario sono:

  1. il fatto che la centrifuga non è costosa (le cifre partono dai 50 euro)
  2. molte catene internazionali come Dersut offrono questo tipo di prodotto

La friggitrice

I cibi fritti sono sfiziosi e gustosi, piacciono proprio a tutti!

In commercio esistono vari tipi di friggitrice: ci sono le friggitrici ad aria, la friggitrice senza olio, la friggitrici più o meno professionale, ognuna di queste può essere quella adatta a voi.

Ma quali sono dei buoni motivi per pensare di acquistarne una?

  1. la possibilità di avere l’olio sempre alla giusta temperatura evitando che il fritto risulti eccessivamente unto e pesante
  2. il filtro anti-odori, che ti permette di non fare odore
  3. il risparmio di moltissimo olio
  4. la rapidità con cui cucinano i cibi

Ecco alcuni punti a cui prestare molta attenzione durante l’acquisto del tuo apparecchio:

  • Velocità di riscaldamento, per risparmiare sui consumi e sul tempo
  • Rivestimento solido e antiaderente
  • Filtro, vaschetta e cestello removibili per un’accurata pulizia (anche in lavastoviglie)
  • Termostato regolabile con manopola
  • Cavo di alimentazione abbastanza lungo per permetterti di posizionarla in qualsiasi angolo della tua cucina
  • Oblò che non si annebbi durante la cottura in modo da tenere d’occhio i livelli di doratura dei cibi

In particolare ti suggerisco di scegliere un modello che sia completamente removibile per facilitarne la pulizia: generalmente puoi inserire tutte le parti (ad eccezione della componente elettrica) direttamente in lavastoviglie.

La macchina per i gelati

Pensa che esistono delle attività specifiche per produrre il gelato. Tu, che sei più furbo, puoi offrire questo servizio in aggiunta alla tua normale attività ristorativa.

Oggi in Italia ci sono 39mila gelaterie, la competizione è agguerrita. Sta scomparendo la classica gelateria “coni e coppette”, oggi ci si propone anche come caffetterie e bar, si affianca al gelato anche la pasticceria e la cioccolateria 

Certo, bisogna considerare che in questi ambiti improvvisarsi è impossibile, pertanto è necessario continuare a formarsi imparando competenze sempre nuove.

Se sei interessato a scoprire quali sono le altre attrezzature più usate nella ristorazione, clicca qui.

Cosmofood 2019 a Vicenza: programma e consigli

Quest’anno si terrà la settima edizione di Cosmofood, la fiera del Triveneto dedicata alle eccellenze del settore food and beverage, contract, food & drink service, retail, & technology.

Si svolgerà presso la Fiera di Vicenza, in via dell’Oreficeria, 16.

Vuoi penetrare nuovi mercati? Sviluppare reti commerciali? Ricevere importanti ordini? Facci un salto dal 9 al 13 Novembre 2019.

La fiera è aperta al pubblico e ad un ricercato gruppo di operatori del settore sia nazionali che internazionali.
Grazie a questo incontro, gli espositori potranno ottenere ordini, contatti commerciali e farsi conoscere.

Per esporre, dovrai compilare la domanda di ammissione che successivamente verrà vagliata e in breve tempo, se l’azienda soddisferà i requisiti qualitativi.

Vuoi motivarti ad andare? Clicca su questo articolo per capire l’importanza di una visita al Cosmofood.

Programma

AREA FOOD LOVER – PAD. 1 

SABATO 9 e DOMENICA 10 NOVEMBRE dalle 9:30 alle 21:00

LUNEDì 11 e MARTEDì 12 NOVEMBRE dalle 9:30 alle 18:30

AREA OPERATORI PROFESSIONALI – PAD. 7 : 

DOMENICA 10, LUNEDì 11, MARTEDì 12 NOVEMBRE dalle 9:30 alle 18:30

MERCOLEDì 13 NOVEMBRE dalle 9:30 alle 17:30

INGRESSO

Ingresso gratuito previa registrazione per operatori di settore

Novità: ingresso gratuito per i food lover

INGRESSO GRATUITO PER BAMBINI FINO A 10 ANNI E DISABILI CON UN ACCOMPAGNATORE

Consigli sul viaggio

Vicenza è una piccola città situata tra Verona e Padova.
E’ raggiungibile con il treno e l’auto. Non ci sono aeroporti.
La fiera è ben collegata al centro della città, basta prendere il tram n.12 da Viale Roma, di fronte alla stazione.

Per l’alloggio, vi consiglio di cercarvi una stanza su Air Bnb.
Con poco più di 20 euro a persona, sarete a pochi km dalla zona fiera.
I comuni più vicini al luogo di interesse sono: Vicenza, Altavilla Vicentina (dove si fermano i treni regionali lenti) e Creazzo.

Come aprire un chiosco sulla spiaggia

Hai voglia di mollare tutto e vivere al mare? Segui l’articolo e scoprirai come fare soldi con un’attività piacevole, che si svolge in mezzo alla bellezza naturale dell’ambiente marino.

Indaghiamo su quanto costa aprire un chiosco e su come si apre, nonché i vari requisiti burocratici.

Primo passo: scelta del chiosco

Innanzitutto bisogna fare una scelta: chiosco stabile o ambulante?

Nel primo caso si può gestire come un bar in muratura, senza differenza con i bar tradizionali.

Se preferisci un chiosco ambulante, mobile, il vantaggio è il fatto che si può trattare sicuramente con più clienti, dato che ti potrai muovere per andarli a cercare.

Le particolarità del chiosco in spiaggia

Il chiosco non è soltanto una tipologia di attività che può essere esercitata in spiaggia.
Ne nascono sempre di più anche in città, soprattutto in prossimità delle zone molto trafficate, sia di legno che a container, per avere un’attività a poco prezzo, soprattutto negli ultimi tempi in cui i prezzi degli immobili in centro per le attività commerciali sono aumentati.

Per chi vuole avere un chiosco in spiaggia, serve la concessione!

Le spiagge e gli arenili sono in Italia proprietà del demanio, cioè dello stato, e non possono essere né acquistati né tanto meno affittati.
Per trovare una porzione di spiaggia dove far insistere il proprio chiosco sarà necessario aggiudicarsi una concessione.

Per avere le informazioni dettagliate sulla procedura da seguire devi rivolgerti al tuo Comune, in quanto ognuno ha le sue regole riguardo a costruzioni e permessi. 

Le località turistiche più importanti d’Italia in genere assegnano porzioni di spiaggia per un periodo variabile che va da 1 a 7 anni e nel caso in cui la richiesta fosse alta, possono ricorrere anche a delle piccole aste.

I prezzi in questo caso, per una concessione che dura un anno, possono anche superare i 30.000 euro.

Teniamo conto dunque di questi costi e chiediamo al comune dove vorremmo mettere il nostro chiosco un prospetto dei costi.

In genere però oltre alla porzione per il chiosco viene data la concessione anche per mettere e affittare ombrelloni.

In questo caso il prezzo richiesto, anche se fosse superiore a 30.000 euro, sarebbe sicuramente facile da coprire se in una località turistica apprezzata dai turisti.

Costi di un chiosco: un bar low cost?

C’è una grande differenza tra un ambulante con carretto e bici e un chiosco invece stabile e magari realizzato con materiali di pregio.

Ci sono in commercio moltissime aziende che propongono soluzioni low cost come chioschi in legno, anche di dimensioni ridotte.
Per un modello estremamente piccolo i prezzi partono da circa 1.000 euro, per poi salire con l’allargarsi della struttura.

Nel caso di un chiosco in spiaggia, le dimensioni non contano!
Il chiosco in legno non è sicuramente adatto però ad ospitare clienti all’interno: puoi preparare i loro ordini dentro e accomodarli ai tavoli fuori.

Chiaramente ci vuole denaro anche per l’acquisto dei tavoli e delle strutture esterne.

La spesa per un chiosco invece di dimensioni più ampie, a container, i prezzi salgono sensibilmente e possono facilmente superare, con attrezzatura completa, anche i 20.000 euro.

Requisiti personali

Avrai bisogno di una licenza per la somministrazione di alimenti e bevande. Può essere esentato dal corso:

  • chi si è diplomato presso uno qualunque degli istituti alberghieri italiani
  • chi ha una laurea in materie scientifiche
  • chi ha già lavorato nel settore alberghiero per almeno 2 anni

I corsi SAB per ottenere la certificazione durano tipicamente tra le 60 e le 100 ore e hanno un costo che difficilmente supera i 600 euro.

Recandovi in Camera di Commercio potrete senza problemi ottenere una lista degli enti che sono abilitati ad erogare questo tipo di corsi.

Requisiti burocratici

Essendo un’attività a tutti gli effetti:

  1. è necessaria una partita IVA
  2. è necessaria l’iscrizione presso la Camera di Commercio
  3. è necessaria inoltre l’iscrizione all’INPS, INAIL
  4. la licenza per somministrazione di alimenti e bevande

Inoltre ogni bando del comune potrebbe richiedere degli adempimenti ulteriori:

  1. la relazione tecnica di un professionista che riguarda la struttura;
  2. la domanda per la richiesta dell’autorizzazione a operare;
  3. il collaudo, che deve essere svolto anche in questo caso da un professionista
  4. la dichiarazione di conformità degli impianti, svolta da un tecnico autorizzato

Come aprire una birreria di successo

Hai un po’ di soldi da parte? Ti piacerebbe gestire un posto dove le persone di incontrano per stare in compagnia bevendo una birra e mangiando un buon panino?
Aprire una birreria potrebbe rivelarsi l’attività che fa per te.

Ecco una guida con tutto ciò che devi sapere per aprire una birreria.

Requisiti personali

Occorre avere l’autorizzazione alla distribuzione di cibi e bevande. Si ottiene automaticamente se si hanno i seguenti requisiti:

  1. un diploma di scuola alberghiera
  2. una esperienza lavorativa di almeno 2 anni di lavoro negli ultimi 5 nel settore somministrazione di cibi e bevande;
  3. titoli di studio, per esempio di ragioneria, di laurea in materie economiche o scientifiche.

Se non si è già in possesso, sarà necessario seguire dei corsi SAB per poter ottenere tale autorizzazione e competenza.

Requisiti burocratici

Come per ogni attività commerciale, bisognerà:

• aprire la Partita IVA;
• effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese;
• presentare la SCIA, ossia il modulo di autocertificazione che attesta l’inizio dell’attività.
• aprire la posizione INPS ed iscriversi all’INAIL.

Sarà inoltre necessario rispettare pure le norme igieniche e le autorizzazioni sanitarie richieste e rilasciate dall’Asl di appartenenza; nel caso in cui il locale sia di ampiezza superiore ai 250 metri quadrati, sarà necessaria la certificazione antincendio rilasciata dai vigili del fuoco.

Una tassa sulla musica?

Ebbene sì: se si ha intenzione di rendere l’ambiente più accogliente con la musica, che sia dal vivo o meno, è richiesto il pagamento della SIAE, una tassa obbligatoria per chi vuole diffondere musica.
Il mancato pagamento può portare a sanzioni anche molto salate.

L’insegna costa?

Una volta aperta la birreria sarà necessario far conoscere il proprio locale, così da ampliare giorno per giorno la propria clientela. Per questo motivo è fondamentale pubblicizzare continuamente la propria attività, attraverso un’insegna con il nome della birreria.

Si ricorda però che per insegne superiori ai 5 metri quadri, si dovrà pagare una tassa comunale, calcolata in base alla superficie totale e alla luminosità dei caratteri.

Consigli sulla location

Il locale destinato a diventare pub o birreria deve essere innanzitutto situato in una buona posizione, e preferibilmente dotato di buone possibilità di parcheggio.

Da questo punto di vista, avere un locale in centro può rappresentare un limite. Ma non disperate: avrete come vostri clienti tutti coloro che non vogliono spostarsi in auto o che vivono in centro o che non hanno la patente.
Certo, nelle zone centrali gli affitti sono generalmente molto più alti rispetto alla periferia, ma di sicuro la vostra birreria godrà di ha una migliore visibilità.

Se non vi piace la caoticità del centro, puntate su un luogo di passaggio.

Soprattutto per quanto riguarda le birrerie in stile tedesco, scozzese o irlandese, l’arredamento che va per la maggiore è in legno.
Questo materiale infatti è in grado di conferire al locale un aspetto accogliente e familiare, e per rendere l’atmosfera ancora più tipica è possibile collocare su pareti e soffitti poster, bandiere, gadget birrari ed altri complementi d’arredo che richiamano alla tradizione.

La birreria deve essere dotata di un ampio bancone sul quale collocare le spine per la birra (almeno quattro o cinque) e la cassa, mentre nel retrobottega vi deve essere spazio a sufficienza per immagazzinare birre ed alimenti da servire ai clienti.

La cucina deve rispondere alle vigenti normative sanitarie, ed anche i bagni sono un aspetto da non trascurare. Se gli spazi lo consentono, è bene predisporre servizi igienici con anticamera separati per uomini e donne.

Come evitare gli ammanchi di cassa nella ristorazione

Si tratta di un problema molto comune nella ristorazione.
Purtroppo non basta stare costantemente attenti per evitarli, ma è necessario implementare procedure interne e assicurarsi che vengano rispettate.

Analizziamo insieme le possibili cause e rimedi.

Cos’è un ammanco di cassa?

Ammanco significa mancanza. Di cosa? Denaro dalla cassa.
Quindi un ammanco di cassa è il riscontro di una differenza tra quella che dovrebbe essere la liquidità di cassa e quella effettivamente rilevata.

Chiaramente, il problema sorge qualora fosse negativa.

Principali cause

  1. Furto: ebbene sì, nel 75 percento dei casi è questo il motivo. Lasciare il mano la cassa ad un dipendente è sempre un rischio. Capita quasi ad ogni ristoratore.
  2. Cattiva gestione del magazzino
  3. Errori con i resti

Soluzioni

Caso n.1

Per ridurre il rischio di furto, basta usare un gestionale come Ristomanager, che differenzia le funzioni di cassa tra proprietari e camerieri.

Il nostro software, infatti, centralizza le operazioni, in modo che sarai sempre tu a gestire gli ordini e le operazioni di cassa.

Caso n.2

Il punto debole di ogni attività, che mina la sua efficienza: il magazzino!
In questo caso bisogna agire su tutto ciò che riguarda l’inventariato.

Sempre con Ristomanager, il gestionale per ristoranti, bar, pizzerie, agriturismi, osterie e birrerie (e chi più ne ha, più ne metta) potrai avere dei dati precisi sulle sue scorte.

Caso n.3

Qui la soluzione che ti propongo è l’indennità di cassa: un compenso dato a chi maneggia il denaro, visto che si prende la responsabilità degli eventuali errori di cassa.

Attenzione però: te la consiglio solo se hai un grande ristorante, altrimenti potrebbe rivelarsi una misura troppo costosa.
Infatti l’indennità rappresenta una somma aggiuntiva rispetto alla paga base.

Punto di vista contabile: deducibilità

La voce Ammanchi di cassa va iscritta in conto economico tra gli Oneri diversi di gestione in B14.

Secondo l’Amministrazione finanziaria, gli ammanchi di cassa sono deducibilisia ai fini Ires che Irap se viene dimostrato che essi sono:

  • fisiologici,
  • inevitabili
  • connaturati all’attività d’impresa.

E’ inoltre necessario documentare la differenza attraverso un apposito verbale redatto da soggetto responsabile dei controlli aziendali e dal responsabile di cassa a cui gli ammanchi sono attribuibili.

Se tutte le condizioni sopra elencate non dovessero verificarsi gli ammanchi non possono essere considerati deducibili.

Una volta documentato in tal modo l’ammanco, la deducibilità dello stesso dal reddito d’impresa discenderà dalle comuni regole di esperienza, secondo cui ammanchi di modesto ammontare quotidiano non potranno che rappresentare oneri diversi di gestione fiscalmente rilevanti.

In merito alla determinazione del modesto importo la risoluzione specifica che la valutazione dovrà essere rapportata esclusivamente alla gestione quotidiana della cassa tenendo conto:

  • della presenza di misure organizzative e di strumenti per il contenimento e la prevenzione delle cause di formazione delle differenze di cassa;
  • del trend delle differenze di cassa rilevate nel periodo oggetto di osservazione;
  • dell’emersione di differenze di cassa, per lo stesso periodo d’imposta, sia di segno negativo sia positivo, ipoteticamente compensabili;
  • della limitata significatività delle differenze di cassa in rapporto al volume d’affari, alla consistenza del fondo cassa giornaliero o quello rilevato al momento in cui vengono effettuati i controlli, al numero e valore complessivo delle operazioni, al numero delle casse operanti e al numero degli operatori di cassa.

In ultimo va ricordato che alle differenze di cassa, precisa l’Amministrazione, è applicabile la disciplina dell’articolo 101 Tuir in merito alla deducibilità delle perdite di beni, non merce, in presenza di elementi certi e precisi che consentano di ricostruirne obbiettivamente l’an e il quantum. Al verificarsi di tali presupposti si potrà considerare verificato anche il requisito dell’inerenza.

Il controllo dipendenti nei ristoranti: strategie

I dipendenti sono fondamentali in qualsiasi attività commerciale, ma ancora di più se si tratta di un’attività in cui il contatto con il cliente è costante.

Per un ristorante di successo è necessario instaurare un clima di fiducia e collaborazione tra dipendenti e proprietari.
Un clima interno sereno si traduce in migliore servizio per il cliente.

Non sempre però riusciamo a trovare le persone giuste con cui far funzionare un’attività. Perciò dobbiamo dotarci di alcune strategie per salvaguardare i nostri soldi.

Eccole:

Monitorare il punto cassa

Un buon motivo per farlo è il fatto che si tratta di una delle zone più a rischio del locale.
Ancor di più se ai dipendenti è permesso l’accesso e se si può prelevare i contanti.
Cosa bisogna fare? In questo caso, si deve monitorare tutte le operazioni registrate dal sistema:

  • Numero di aperture cassa
  • Numero di transazioni annullate
  • Errori di battitura
  • Numero di digitazioni

Con Ristomanager potrai ovviare a questo problema!
Infatti, grazie al nostro gestionale potrai tenere sotto controllo il processo degli ordini, tenere traccia dei conti inseriti, conteggiare le comande e avere dati in tempo reale sulla disponibilità dei prodotti in magazzino.

Il magazzino

Un’altra zona “rossa” è il magazzino.
Potrebbe succedere che i vostri dipendenti rubino delle scorte.
Questi episodi possono avvenire prima che la merce venga inventariata, cioè appena presa dal fornitore, o dopo.

Nel secondo caso, il furto del cibo può limitarsi a mangiare un gelato in cucina o diventare molto più grave con casse intere di materie prime che finiscono nelle case dei dipendenti anziché nel magazzino.

Per contrastare questi pericoli, è importante che ogni movimento di magazzino sia messo per iscritto e ogni inventario e certificato da un chi è responsabile del controllo.

Telecamere: sono legali?

Spesso accade che gli imprenditori sentano la necessità di installare telecamere di sorveglianza che inquadrino determinate aree della struttura aziendale. L’abbiamo visto pure in TV!

Finzione o realtà?

Con una serie di recenti provvedimenti il Garante privacy ha dichiarato illecito l’uso del sistema di videosorveglianza  installato in alcuni luoghi di lavoro.

La legge prevede, infatti, che le immagini raccolte per finalità di sicurezza non possono essere utilizzate per controlli, anche indiretti, sull’attività lavorativa. Serve l’accordo sindacale, e, in suo difetto, l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.

Soluzioni alternative per scoprire i dipendenti che rubano?

Due le soluzioni. La prima è quella di eventuali testimonianze di colleghi che abbiano assistito all’illecito: le loro dichiarazioni possono essere utilizzate per incolpare il collega scorretto.

La seconda soluzione è quella del finto cliente. In sostanza, anziché filmare i lavoratori, il datore di lavoro può effettuare un controllo a campione attraverso la simulazione di un acquisto da parte del personale ispettivo che si presenti alla cassa in veste di cliente, verificando se al mancato rilascio dello scontrino corrisponde il trattenimento del relativo prezzo incassato.

Come aprire un’osteria di successo

Se si pensa a dove bere un buon bicchiere di vino tipico della zona, è di sicuro uno dei primi luoghi che ci vengono in mente.

Stiamo parlando dell’osteria, uno dei format ristorativi più antichi che, anche in tempi moderni, riesce a riscontrare uncrescente apprezzamento da parte del pubblico, anche tra i più giovani. Complice una costante ricerca di italianità in tavola, di qualità e genuinità nonché un crescente interesse verso i prodotti tipici e locali,  aprire un’osteria può rivelarsi un’attività imprenditoriale di successo e redditizia.

Vediamo di fare il punto della situazione con la nostra guida.

Requisiti e burocrazia

Nulla di nuovo: sono i soliti requisiti richiesti per la somministrazione di cibi e bevande e per l’apertura di un’attività.

Per aprire un osteria sono richiesti dei requisiti morali obbligatori, ovvero non devi essere stato dichiarato fallito o interdetto in precedenza. In caso contrario, non otterrai il via libera e le autorizzazioni necessarie per l’apertura.
Inoltre, sarà necessario l’attestato SAB (o titolo equivalente per manipolazione e somministrazione alimentare). In alternativa, sono sufficienti 2 anni di esperienza nel settore e il diploma alberghiero o affini.

Inoltre sarà necessario cercare un locale che ben si adatti all’apertura di una osteria e che quindi disponga di tutti i requisiti di sicurezza e igiene obbligatori per legge.

Qualora il locale non ne fosse in possesso non otterrai il permesso di aprire. Per rimediare potresti mettere a norma i locali tramite dei lavori di ristrutturazione, quindi informati accuratamente sulle norme e sulle qualità del locale prima di affittare o acquistare.

Altri requisiti obbligatori per l’apertura di una osteria sono:

  1. l’apertura di una Partita Iva e l’iscrizione al Registro delle Imprese;
  2. ottenere tutti i permessi obbligatori per l’apertura di una attività, come il certificato ASL (che attesti la sicurezza e l’igiene dei locali, si richiede alla ASL tramite apposito modulo, la ASL invierà personale per i controlli) e l’iscrizione a Inps ed all’Inail;
  3. ottenere il permesso per l’esposizione dell’insegna e pagare la relativa tassa;
  4. ottenere il certificato HACCP per la somministrazione di alimenti e di bevande;
  5. dichiarare al comune l’inizio di attività e ottenere il permesso;
  6. pagare la Siae nel caso in cui pensiate di trasmettere musica nel vostro locale.

I 4 segreti del successo di un’osteria

1)Il business plan fa la differenza

Oltre ai requisiti, che sono praticamente identici a quelli per aprire un ristorante, è fondamentale preparare con attenzione un business plan accurato.
Questo documento ti permetterà di fissare in maniera chiara i tuoi obiettivi, step fondamentale per il successo della tua osteria.
Soprattutto, con il business plan riuscirai a capire come raggiungere i tuoi traguardi dal punto di vista finanziario.
Ti consiglio anche di documentarti sui possibili finanziamenti concessi dalla regione per l’apertura di nuove attività.

2)La location

A prescindere dal tipo di attività commerciale, la ricerca del locale da destinare alla vendita è un aspetto a cui dedicare enorme importanza.
Da questa delicata scelta infatti potrebbe dipendere il successo della vostra osteria.
Per individuare il locale giusto è opportuna un’approfondita analisi di mercato per conoscere le possibilità di guadagno, che dipendono dal target,e i concorrenti presenti nelle immediate vicinanze.

Bisogna analizzare bene anche i punti strategici, il massimo sarebbe riuscire a trovare un locale nei pressi di centri sportivi, discoteche, cinema e grandi attrazioni turistiche.

Con un budget iniziale cospicuo si potrebbe pensare di acquistare il locale, anche se affittarne uno sarebbe un modo per vedere prima come vanno le cose. Un altro punto su cui prestare attenzione e impegnare diverse giornate è l’arredamento della vostra osteria, per dare così alla struttura un’impronta assolutamente personalizzata.

Fortunatamente trattandosi di un’osteria non sono necessarie grosse formalità, possono bastare tavoli e sedie in legno e bicchieri e posate anche non elegantissimi proprio per dare un tocco rustico al locale. Ovviamente questo in linea generale, perché l’arredamento dell’osteria dipende naturalmente dai vostri gusti personali.

Ricorda che bisogna creare un ambiente accogliente e famigliare: anche l’arredamento può fare la differenza tra il successo e l’insuccesso!
Scegli colori caldi e mobilio in legno per creare l’atmosfera rustica richiesta e ad attirare un maggior numero di persone.

3)La scelta del personale e il cibo

Le parole d’ordine sono: vino, taglieri e piatti tipici.

È consigliabile assumere solo personale competente e personale specializzato che abbia esperienza nella ristorazione e che sappia trattare i cibi. Uno chef preparato è un buon punto da cui partire.

Quando si tratta di aprire una qualunque nuova attività commerciale la scelta dei dipendenti è fondamentale.
Tutto il personale, dai proprietari ai camerieri, si deve distinguere poi per cordialità e simpatia, in quanto il cliente deve essere invogliato a tornare in osteria sia per provare altro ottimo vino e altre pietanze locali ma anche per l’ospitalità ricevuta.

4)Il marketing e la concorrenza

Nonostante l’antichità dell’attività, se si vuole avere successo nel 2019 devi adattarti all’era tecnologica in cui viviamo.
Quindi sarà fondamentale la presenza sui social, un sito web accattivante nonché la presenza su siti di recensioni e blog di settore.

Non dobbiamo però dimenticarci della promozione tradizionale, come la festa di inaugurazione e il passaparola.

L’osteria non è un ristorante di lusso e per combattere la concorrenza bisogna sfruttare ogni espediente, perché il cliente di turno va trattato sempre al meglio sotto ogni punto di vista: culinario, economico e in termini di accoglienza.


Come aprire una trattoria di successo: costi e requisiti

Recentemente, il mondo ha preso coscienza degli effetti negativi del cibo spazzatura: si sta diffondendo anche in Italia il recupero del mangiar sano.
A giovarne, saranno i produttori di slow food per eccellenza: le trattorie.

Nell’immaginario collettivo, la trattoria è un luogo dove:

  1. si mangia in modo genuino
  2. si spende poco
  3. si va in compagnia
  4. le porzioni sono abbondanti
  5. non è necessario vestirsi in modo formale
  6. il proprietario è gentile

Potenzialmente puoi attrarre qualsiasi tipo di clientela: dalle coppie alle grandi compagnie, dalle famiglie ai lavoratori.

Cosa aspetti? Segui questa breve guida per sapere come rivoluzionare la tua vita con l’apertura di un’attività soddisfacente che puoi gestire in famiglia.

Requisiti e burocrazia

Per quanto riguarda gli adempimenti burocratici sarà necessario:

  1. compilare un’autocertificazione, la SCIA, Segnalazione Certificato di Inizio Attività, al comune d’appartenenza;
  2. aprire la partita IVA;
  3. compilare il modulo di Comunicazione Unica d’impresa alla Camera del Commercio per far parte del Registro delle Imprese;
  4. iscrizione all’ Inps e Inail;
  5. il documento HACCP per tutti i lavoratori presenti all’interno del locale.

Oltre a tali adempimenti sono necessari anche determinati requisiti tra cui:

  1. l’autocertificazione riguardante il possesso dei requisiti morali e professionali;
  2. l’autorizzazione igienico-sanitaria rilasciata dall’ASL di appartenenza;
  3. l’autorizzazione alla distribuzione di cibi e bevande, ottenibile se si ha già un’esperienza pregressa di almeno 2 anni nel settore e il possesso di un diploma che certifichi le competenze richieste per aprire una trattoria oppure con dei certificati e il corso.

Costi

E’ un investimento più economico rispetto ad un ristorante, in primis per quanto riguarda l’affitto.
Infatti non è necessario occupare un ambiente di lusso in centro città: è sufficiente che lo stabile sia accogliente e comodo, meglio se un po’ spartano e rustico!

Oltre alle spese burocratiche, dovranno poi essere sostenute delle spese per arredare il locale, per allestire una cucina, per le utenze, per pagare il personale dipendente e per pagare i fornitori.

Nonostante ciò con una cifra compresa tra i 20.000 e i 30.000 euro è possibile avviare a questo genere di attività.

Puoi valutare anche il franchising.
Con una quota di affiliazione che oscilla dai 15.000 ai 25.000 euro, l’azienda madre provvederà agli arredi, ti darà assistenza dal punto di vista amministrativo, ti sponsorizzerà attraverso i propri canali pubblicitari, e procaccerà per te direttamente i fornitori.

Gestione e personale

Aprire una trattoria equivale ad aprire un qualunque genere di attività commerciale, e anche se di dimensioni modeste, necessiterà della redazione di un business plan.

Una pianificazione accurata ti permetterà di determinare gli investimenti iniziali e le prospettive di crescita, tenendo presenti anche i rischi potenziali.

Infine, parliamo del personale, dicendo che non sono necessari grandi chef, ma piuttosto persone competenti e in particolare nei piatti tipici locali, che saranno il punto forte del menu; e l’accoglienza al cliente che rappresenterà l’ultimo, ma sempre importantissimo, fattore in cui dovremo impegnarci a fondo.
In questo ambito non sono incluse soltanto le cordialità (cortesia, disponibilità e simpatia) ma anche il listino dei prezzi contenuto anche se dipende dal comunque dal cliente.