Ricevuta fiscale e scontrino elettronico

autore articolo Lucia Di Noi data articolo 10 Luglio 2019 commenti articolo 0 commenti

Ricevuta fiscale e scontrino elettronico,cosa dobbiamo aspettarci?

Un’attività di impresa o di lavoro autonomo comporta la necessità di produrre un documento fiscale attestante la somma ricevuta come compenso.Tale documento può essere una fattura o una ricevuta fiscale ed è necessario per qualsivoglia tipo di prestazione.

Vediamo ora nello specifico di cosa si tratta

La famosa ricevuta fiscale è un documento, rilasciato dagli esercenti, che descrive il bene venduto o la prestazione effettuata e il corrispettivo ricevuto. Non contiene lo scorporo dell’IVA né i riferimenti di colui che effettua il pagamento. La ricevuta fiscale viene rilasciata al posto dello scontrino fiscale a meno che Il cliente non richieda specificatamente la fattura . La ricevuta fiscale è generalmente compilata in duplice copia, su prestampati aventi numerazione progressiva e tutti i riferimenti fiscali del soggetto emittente. La legge permette all’esercente di scegliere tra emissione di scontrino o ricevuta o entrambi. Nelle transazioni e-commerce il documento è detto ricevuta di acquisto.

La fattura, invece, è un documento fiscale che si emette verso titolari di partita IVA, contiene i dati fiscali sia di chi la emette sia di chi la paga. Quando ci si ritrova a dover pagare una prestazione occasionale (fino a 5 mila euro annui non c’è bisogno di avere una partita Iva) è sufficiente compilare una semplice ricevuta. Fondamentale è, invece, riportare l’importo al netto della ritenuta d’acconto al 20% precisando la prestazione occasionale svolta.

Quindi come si presenta la situazione riguardante la Ricevuta fiscale e lo scontrino elettronico,cosa dobbiamo aspettarci ?

Recentemente ci siamo dovuti confrontare con il debutto a inizio 2019 dell’obbligo di fattura elettronica nelle operazioni tra “privati”. Dal 1° luglio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha confermato che non sarà più possibile il rilascio di ricevute o scontrini fiscali cartacei. Difatti i corrispettivi percepiti vengono oramai documentati attraverso la trasmissione dei dati giornalieri ed utilizzando la memorizzazione elettronica.

Al cliente viene rilasciato un documento valido a fini fiscali integrato con codice fiscale o partita Iva dell’acquirente. Anche gli scontrini verranno inviati online all’Agenzia delle Entrate. L’obbligo è immediatamente valido per i contribuenti con volume d’affari superiore a 400mila euro. A partire dal 1° gennaio 2020,invece,l’obbligo sarà esteso a tutti gli altri soggetti. Per l’adempimento di questi provvedimenti, presi al fine di contrastare l’evasione fiscale, sarà necessario munirsi di Registratori Telematici idonei che comporteranno ovviamente un costo.

Tuttavia, niente panico, è possibile avviarsi gradualmente verso questi cambiamenti. Si verrà valutati in base al tipo di attività e alle possibili difficoltà di connettività web nel territorio in cui si opera. Per il biennio 2019-2020 i commercianti potranno beneficiare di un contributo pari al 50% della spesa sostenuta. Si potrà ottenere, entro il limite di 50 euro nel caso di adattamento di un registratore già in possesso, e di 250 euro se si fa un nuovo acquisto.

Per le specifiche riguardanti il passaggio dal registratore di cassa a quello telematico è necessario leggere il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 182017/2016 avente tutte le caratteristiche tecniche necessarie. Le operazioni che necessitano una certificazione tramite documento commerciale sono rese note dall’Art. 22 DPR 633-1972 (Commercio al minuto e attività assimilate) .

Ricevuta fiscale e scontrino elettronico ultima modifica: 2019-07-10T17:08:55+02:00 da Lucia Di Noi