COPERTO? E’ LEGALE?VA PAGATO?

autore articolo admin data articolo 5 Marzo 2019 commenti articolo 0 commenti

È una delle cose che dà più fastidio, soprattutto ai turisti: non a caso, esiste solo in Italia. Ma di cosa si tratta?

E’ il costo del vettovagliamento . E’ lo spazio con tutti gli oggetti che vengono predisposti per un singolo commensale: comprende le stoviglie, le posate, i bicchieri, la tovaglia, il tovagliolo e, nel caso di apparecchiature formali, molti altri pezzi. Si aggiunga anche il costo necessario per la successiva pulizia e il pane, in modo da dare una maggiore giustificazione al costo aggiuntivo richiesto. Include, inoltre, la tipologia qualitativa del servizio reso, intendendo con questa espressione la particolarità del ristorante stesso, la professionalità del personale e gli ulteriori servizi non quantificati nel conto.

Le origini di tale “tassa” risalgono al medioevo, quando con essa si intendeva il contributo che versavano al proprietario della locanda quei commensali che consumavano il cibo portato da casa servendosi di tavoli, sedie e posate del locale. Se, invece, si consumavano cibi preparati dal locandiere, il “coperto” era già incluso nel conto finale.

Da non confondere, ad ogni modo, il coperto con il servizio, che varia dal 15 al 20% del totale e trae origine dal passato quando non c’erano i contratti di lavoro e il personale veniva pagato a percentuale sulle ordinazioni dei clienti e dei tavoli che serviva. All’epoca, il servizio era, appunto, la retribuzione dei camerieri: è paradossale che questa voce sia rimasta anche oggi, nonostante i camerieri siano regolarmente retribuiti.

Coperto al ristorante: è legale?

Il dilemma che, da anni, affligge i consumatori è: il coperto è legale?

Il problema è che, pur trattandosi di un addebito che può sembrare pretestuoso, nessuna norma lo vieta, a patto che sia specificato nel listino prezzi.

La questione deve essere regolarizzata a livello locale, dalle Regioni o dalle amministrazioni comunali: alcune se ne sono occupate, altre no. Qualche esempio?

Una successiva legge regionale del 2006 vieta, tuttora, il cosiddetto “pane e coperto”, ma consente la voce “servizio”: se il servizio di somministrazione viene effettuato al tavolo, il listino prezzi deve essere posto a disposizione dei clienti prima dell’ordinazione e deve indicare l’eventuale componente del servizio con modalità tali da rendere il prezzo chiaramente e facilmente comprensibile al pubblico, vietando di applicare costi aggiuntivi per il coperto .
A livello nazionale, la regola è che gli esercenti devono esporre nel locale, in un luogo visibile al pubblico la licenza, l’autorizzazione e la tariffa dei prezzi [.

Fino ad allora, il coperto dovrà essere pagato, fermo restando che, se si ha il sospetto di illeciti posti in essere dai ristoratori, l’eventuale denuncia dovrà essere presentata ai vigili urbani.

COPERTO? E’ LEGALE?VA PAGATO? ultima modifica: 2019-03-05T12:59:48+02:00 da admin