Registratore di cassa automatico: la storia

autore articolo Robera fabozzi data articolo 7 Maggio 2020 commenti articolo 0 commenti

Oggigiorno quasi diamo per scontato il registratore di cassa automatico. Ciò che forse non sappiamo è che questo dispositivo ha una sua storia che affonda le sue radici addirittura al 1800!

Correva l’anno 1879 e gli Stati Uniti uscivano dalla guerra civile, che se da un lato aveva finalmente abolito la schiavitù, dall’altro si trascinava dietro una lunga scia di sangue.

Erano, quelli, anche gli anni dei saloon, proprio i famosissimi locali del Far West, protagonisti di ogni film western che si rispetti. Uno dei suoi gestori, tale James Ritty, stava lavorando ad un dispositivo che gli permettesse di tenere sottochiave l’incasso; certe mani leste erano più che attive anche nel Far West. Così, insieme al fratello John, brevettavano nel 1883 quello che sarebbe diventato poi uno strumento fondamentale per tutte le attività commerciali.

Pare che i fratelli Ritty, per creare il registratore di cassa, avessero seguito lo schema dei meccanismi che si utilizzavano al tempo per mettere in moto i battelli a vapore. Funzionava in questo modo: era dotato di uno sportellino che apriva un cassetto, e quest’ultimo si azionava solo quando si concludeva il conteggio e, in pratica, si doveva pagare.

Quest’operazione faceva sì che un campanello suonasse per avvisare tutti che un addetto stava aprendo la cassa.

Da allora, il nostro registratore di cassa ne ha fatta di strada; con il passare del tempo, le nuove tecnologie hanno modificato il suo sistema interno e modernizzato. Vediamo, allora, come si è passati dal registratore del Far West ai nuovi modelli di registratore di cassa automatico presenti nella grande distribuzione del 2020!

Registratore di cassa automatico: l’evoluzione del tempo

Come siamo passati dal campanellino al touch screen? Quando si diffuse l’elettricità il sistema venne subito sostituito con un motore elettrico che poi con tempo fu in grado di emettere anche gli scontrini di carta con tutti dettagli sugli acquisti effettuati.

Questa scoperta la dobbiamo a Charles F. Kittering, ingegnere presso la National Cash Register. Siamo nel 1906 e con questa modifica il sistema di cassa si velocizzò di parecchio.

Ma dobbiamo aspettare gli anni ’70 per la svolta in digitale. Sì, avete capito bene: dal 1970 in poi cominciarono a diffondersi sempre più a macchia d’olio i software gestionali, in grado di leggere addirittura le carte di credito.

Fu una vera rivoluzione di sistema, che permise di fare grandissimi passi avanti verso i modelli di registratori di cassa moderni. E con le nuove leggi in materia fiscale degli anni ’80, i registratori di cassa divennero obbligatori.

Ogni esercizio commerciale doveva possederlo; il suo scopo? Garantire un tracciamento di tutti i contribuenti. In pratica, in origine il registratore di cassa era un modo per tenere i guadagni sotto controllo dalle grinfie dei cowboy. Grazie all’evoluzione tecnologica subita, il registratore di cassa diventò poi un mezzo utile attraverso cui lo Stato poteva controllare i contribuenti.

Il passaggio al registratore di cassa con lettore codice a barra il passo è breve.

Questo tipo di registratori di cassa funzionano tramite un lettore che scansiona tutte le informazioni riguardanti i singoli prodotti. Dal vecchio modello con le campanelle hanno conservato la capacità di aprirsi a conteggio finito, anche se i registratori di oggi possono essere aperti in qualunque momento tramite un’apposita chiave.

Come funziona il codice a barre?

Prima di tutto, si definisce codice a barre un sistema di identificazione basato sull’alternanza di spazi e barre di varia dimensione. Il lettore, di cui il registratore di cassa è dotato, è programmato per leggere le diverse sequenze e interpretarle tramite 4 tipi di tecnologia:

  • Laser
  • CCD
  • Linear Image
  • Omnidirezionale

I primi tre hanno bisogno di puntare il codice per interpretarlo.

registratore di cassa automatico

L’ottica omnidirezionale è dotata di una griglia di scansione che punta specificamente il codice da analizzare in modo da lasciare libere le mani.

Non esiste un solo tipo di codice a barre, ça va sans dire. Fra i più utilizzati, ricordiamo almeno:

  • Codici a barre codebar

Sono presenti prevalentemente nelle banche del sangue e nelle biblioteche.

  • Codici a barre code 39

Fra i codici industriali, in assoluto il più famoso, che trasmette 43 caratteri alfanumerici.

  • Codici a barre code 128

Il code 128 permette di rappresentare tutti e 128, per l’appunto, caratteri del codice ASCII.

  • Codici a barre EAN

Sono questi i codici più diffusi per l’identificazione dei prodotti nella vendita a dettaglio.

I codici a barre sono fondamentali nella gestione dei magazzini perché aiutano a catalogare il prodotto, e tramite il lettore, ad avere tutte informazioni necessarie.

Come funziona un registratore di cassa automatico?

Questo piccolo viaggio nella storia dei registratori cassa ci ha condotto fino ai modelli contemporanei. Anno 2020, parliamo di registratori con rendi resto automatico. Vediamo come funziona.

Un modello di registratore sempre più utilizzato dalle realtà commerciali perché comodo e pratico. Collegato ad un software di gestione, può emettere sia gli scontrini fiscali che registrare tutte le transazioni avvenute.

In grado di chiudere e aprire la cassa in automatico, registrare tutte le attività della giornata: il sistema di automazione velocizza di gran lunga anche l’attività di monitoring delle vendite, aiutando a tracciare tutte le operazioni effettuate anche da remoto.

In ottica di ottimizzazione dei costi di gestione, un registratore automatico permette di risparmiare tempo e risorse umane. Altri vantaggi interessanti sono costituiti da:

  • Semplicità di utilizzo
  • Igiene maggiore (che nel settore alimentare e col senno di poi visto che mala tempora currunt è un super vantaggio)
  • Riduzione dell’errore umano nell’erogazione del resto
  • Maggiore sicurezza grazie ai sistemi di antifurto installati
  • Controllo banconote false

Ovviamente, le casse automatiche hanno bisogno di essere costantemente aggiornate, e una manutenzione periodica è d’obbligo.

Quanto costa un registratore di cassa nel 2020?

Quali sono i prezzi aggiornati al 2020 per acquistare un registratore di cassa automatico? I costi possono variare in base al modello scelto e alle funzionalità implementate. Per avere un registratore di buona qualità, compatibile con la stragrande maggioranza dei software gestionali, la spesa supera i 3000€.

Voliamo più alto rispetto al registratore di cassa che ha una variabile di prezzo più ampia, compresa fra i 500€ e i 2000€ circa.

Questa era la nostra piccola guida nel mondo dei registratori di cassa, ma vogliamo conoscere la vostra opinione! Scriveteci nei commenti!