Food delivery: misure in tempo di covid-19?

autore articolo Robera fabozzi data articolo 12 Marzo 2020 commenti articolo 0 commenti

Food delivery al tempo del coronavirus. Nonostante i tempi di crisi che stiamo vivendo, con un’emergenza sanitaria non indifferente, è arrivato il divieto di uscire di casa e di affollare luoghi chiuso. Solamente gli esercizi commerciali essenziali potranno restare aperti, e seguendo regole di sicurezza molto rigide ma giuste, affinché questo periodo buio passi velocemente. Anche il settore della ristorazione è stato travolto, e si sono rese necessarie misure di sicurezza straordinarie anche per il servizio di food delivery.

Food delivery: misure in tempo di coronavirus

Nonostante la diffidenza, più che giustificata, che si percepisce, i ristoratori stanno prendendo misure cautelari volte prevalentemente alle consegne a domicilio in base a norme igienico/ sanitarie estremamente precise. Ma vediamo insieme quali sono le suddette norme cui dovranno rigorosamente attenersi per garantire la qualità del cibo d’asporto.

Nuove norme per il settore food delivery

Innanzitutto, la prima regola prevista per i ristoratori nel rispetto delle nuove norme straordinarie igienico/ sanitarie, riguarda la conservazione del cibo da consegnare. Dovrà essere conservato in reparti appositi, che subiranno pulizie straordinarie, e staccate dai reparti di preparazione.

Nondimeno, anche la consegna ai rider sarà effettuata secondo le norme di sicurezza previste dal decreto ministeriale, e quindi il personale dovrà mantenere 1 metro di distanza l’uno dall’altro indossando mascherine, evitando il contatto diretto.

Terza regola, la conservazione del cibo durante il tragitto di consegna. Il cibo preparato e pronto per la consegna deve essere immediatamente sigillato in appositi contenitori termici mantenendo la freschezza del prodotto. Ovviamente tutti i contenitori destinati al trasporto dovranno essere stati, a loro volta, precedentemente puliti e sterilizzati.

La quarta regola riguarda la sicurezza del personale. Chiunque avverta sintomi influenzali, che sia sospettato di aver contratto il virus avrà immediatamente il permesso straordinario di tornare a casa, sospendendo l’attività lavorativa.

Benché molti ristoratori abbiano deciso di chiudere battenti fino a data da destinarsi, altri hanno mantenuto le consegne a domicilio seguendo rigidamente le norme igieniche straordinarie, cercando di mantenere uno stile di vita quanto più normale possibile anche in tempo di crisi.