Street food: cos’è, a chi si rivolge e come avviare un’attività.

Cos’è lo street food?

Per “street food” si intende la vendita e, spesso, anche la preparazione di generi alimentari destinati al consumo in strada. La preparazione e il commercio del cibo avvengono a bordo di un food truck. Per chi è a digiuno di inglese un food truck è il classico furgone itinerante che esercita in spazi pubblici e aperti tipo strade, parchi o piazze.

Lo street food si inserisce nel solco dell’informal food sector (settore del cibo informale), che ruota attorno al cibo mangiato non al tavolo di un ristorante ma in piedi e con la formula take away (tipica, oltre che dei chioschetti di hot dog anche delle pizzerie da asporto).

Street food: i target di riferimento.

Il pubblico a cui lo street food fa riferimento è molto variegato, questo grazie alla sua comodità. I giovani e gli studenti ne sono attratti per i prezzi bassi, i lavoratori per la comodità della sua consumazione in pause pranzo spesso troppo brevi.

Ma lo street food, oltre che un “ripiego” alimentare per chi ha poco tempo e denaro, può anche essere un’attrazione fieristica. Non si contano i vari eventi di street food che, soprattutto d’estate, affollano le strade italiane e deliziano gli avventori con le prelibatezze regionali. Ciò attrae un pubblico di tutte le età e tipologie: dal giovane amante degli eventi informali e non convenzionali alle famiglie curiose. Queste ultime, come anche gli avventori over 50, riscoprono il cibo regionale sotto una luce più “giovane”, nuova, non legata ai classici ristoranti e trattorie.

Per i motivi sopra elencati lo street food è un segmento interessante del settore alimentare, e fra poco vedremo come aprire un’attività in questo ambito.

Come avviare un’attività di street food.

L’aria informale e “rassicurante” di un food truck non deve farci credere che avviare un business nello street food sarà una passeggiata. Di seguito l’iter che, passo dopo passo, farà partire la tua attività.

I requisiti.

Partiamo dal presupposto che food trucker non ci si improvvisa, e richiede quindi uno a scelta fra i seguenti requisiti

  1. avere un diploma alberghiero
  2. aver maturato almeno 2 anni di esperienza nella ristorazione negli ultimi 5 anni
  3. essere iscritti al REC (Registro Esercenti di Commercio) come “somministratori di cibo e bevande
  4. aver frequentato corsi regionali sul commercio alimentare e aver superato i relativi esami finali
  5. avere un socio che possieda uno o più dei requisiti prima elencati

La licenza.

Una volta soddisfatto almeno uno dei 5 requisiti si procede col chiedere la licenza. Essa, a seconda del tipo di attività che si ha in mente, è di due tipi:

  1. tipo A: ossia una licenza concessa dal Comune di propria appartenenza per svolgere la propria attività in un punto fisso. Tale licenza è valida su tutta la regione di riferimento e consente a un food trucker di partecipare a fiere in tutta Italia. Essa può essere richiesta a un massimo di 30 giorni a partire dalla pubblicazione (a marzo-aprile o settembre-ottobre) dell’elenco dei posti liberi. Tuttavia può essere persa se il commercio non viene esercitato regolarmente e si accumulano troppe assenze.
  2. tipo B: essa è una licenza per i food truck itineranti, che non esercitano in un punto fisso. Essa permette di esercitare la propria attività in tutte le fiere d’Italia, ma a patto che il commerciante si informi e si accordi col Comune di turno per eventuali posteggi liberi (da occupare in archi di tempo limitati). La licenza B, a differenza della A, è gratuita, senza tassa di rilascio né di rinnovo.

Iter burocratico per avviare l’attività.

Oggi, con la Comunicazione Unica, è possibile adempiere a tutti gli step necessari per avviare un’attività:

  1. apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate
  2. iscrizione ad INPS e INAIL
  3. iscrizione al Registro delle Imprese alla Camera di Commercio

Scelta e autorizzazioni per il food truck.

Oltre a tutta la trafila di ordinaria amministrazione per avviare un’impresa bisogna occuparsi anche di un’altra trafila: quella per il food truck.

Esso è il mezzo trasporto e “compagno di viaggio” nella tua avventura food. La prima cosa è innanzitutto sceglierlo delle dimensioni adatte e adeguato alla tua tipologia di attività.

Se essa prevede spostamenti di brevi tratti, all’interno di una stessa città, l’ideale è l’ape-car, di piccole dimensioni e facile da montare e smontare.

Qualora invece tu voglia un mezzo “itinerante”, che ti permetta di spostarti di fiera in fiera nel raggio di tutta la regione, opta per un porter formato “medium”. Esso ti permetterà di trasportare con te tutto l’occorrente per la tua attività in tragitti di medio e lungo raggio.

Infine, se col tuo food truck “pensi in grande” dovrai puntare su poderoso food truck FIAT Ducato.

Una volta scelto il veicolo adatto a te dovrai farlo collaudare e immatricolare. Inoltre, in quanto somministratore di cibo e bevande ai consumatori, dovrai far sì che il tuo food truck abbia un’autorizzazione sanitaria dalla ASL locale.

Street food: cos’è, a chi si rivolge e come avviare un’attività. ultima modifica: 2018-01-26T17:18:37+01:00 da admin

Comprare pesce di qualità per i ristoranti: rischi, precauzioni e novità.

Comprare pesce di qualità: i pericoli dell’anisakis.

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Comprare pesce di qualità per un ristoratore, se vogliamo, è ancora più importante che per un consumatore finale.

Che tu decida di comprarlo fresco o già surgelato, esso dev’essere innanzitutto salubre e non mettere a rischio la salute del tuo cliente. Fondamentale è che il pesce che conservi in magazzino non sia contaminato da anisakis. Quest’ultimo è un verme nematode che ha come “habitat” pesci come merluzzo, sardine, tonno, nasello, salmone, ma anche molluschi come calamari, seppie, polpi e totani. I danni di questo parassita alla salute del cliente sono molteplici, arrivando addirittura all’asportazione di porzioni dell’intestino colpito.

Tragici inconvenienti che tuttavia si possono evitare con le giuste precauzioni. Per eliminare l’anisakis dal pesce è bene congelare il pesce nel proprio magazzino a temperature di -15° C per 96 ore, -20° C per 60, -30° C per 12, -40° C per 9. Con questa semplice misura tutelerai due soggetti:

  1. il tuo cliente dai danni alla salute di cui sopra
  2. il tuo ristorante dai prevedibili danni di immagine e guai legali

Comprare pesce di qualità: i rischi legali.

Ed è proprio sui rischi legali del non avere pesce di qualità che ci focalizzeremo in questa parte dell’articolo.

Quando un cliente, a poche ore dal pasto, si sente male e finisce malauguratamente in ospedale la denuncia sarà infatti inevitabile. Le responsabilità del ristoratore si dividono infatti in:

  1. contrattuali: che il cliente può dimostrare dall’ordinazione effettuata e/o dallo scontrino pagato
  2. extracontrattuali: che invece consistono nel referto medico post-ricovero in seguito a un’intossicazione.

Inoltre il pesce avariato è a tutti gli effetti un prodotto difettoso, quindi l’avventore avrà diritto al risarcimento quando:

  1. avrà provato, tramite analisi, che il pesce mangiato è un prodotto difettoso che ha di fatto attentato alla sua salute
  2. avrà dimostrato tramite il suo avvocato il nesso causale fra la natura del pesce consumato e l’intossicazione alimentare subita
  3. sempre tramite avvocato avrà sancito la natura e la cifra da ottenere come risarcimento

Ma c’è di più: una sentenza della Cassazione di Milano di luglio di quest’anno, riportata sul “Sole 24 Ore”, ha addirittura condannato per frode in commercio un ristoratore milanese reo di non aver indicato sul menù che il pesce non era fresco ma acquistato già surgelato. Su quest’ultima questione tuttavia la legislazione è ancora un po’ incerta, al che si auspica un dialogo fra le Associazioni di Ristoratori, Eurofishmarket e le istituzioni.

Comprare pesce di qualità: le etichette informative.

Un altro step molto importante quanto sottovalutato per verificare la qualità del pesce è controllare l’etichetta.  Essa deve infatti tracciare nel dettaglio tutto l'”iter” di trattamenti che il pesce ha seguito dalle acque di provenienza in cui è stato pescato fino al tuo magazzino.

Ed è stata proprio la tracciabilità del pesce l’argomento caldo dello Slow Fish 2017. La fiera, tenutasi a Genova, ha infatti annunciato una nuova iniziativa: quella delle etichette informative. Esse, senza più simboli incomprensibili ai consumatori, dovranno tracciare nel dettaglio tutta la “storia” del prodotto ittico dalla provenienza alla destinazione finale (che sia essa il supermercato o il magazzino di un ristorante). Ovviamente le etichette saranno altrettanto dettagliate anche sulla produzione.

Comprare pesce di qualità per i ristoranti: rischi, precauzioni e novità. ultima modifica: 2017-12-03T13:44:35+01:00 da admin

I piatti con le alghe: l’ultimissimo trend della ristorazione

Proprietà delle alghe.

Il 2017 ha in serbo tante novità per la scena gastronomica, non da ultimo i piatti con le alghe. Pare infatti che, a lunga distanza dagli chef giapponesi, anche i nostri cuochi italiani abbiano scoperto quanto le alghe siano commestibili. E non solo: esse sono dei veri e propri “serbatoi” di principi nutritivi quali ferro, magnesio, vitamina B12, iodio, calcio e potassio.

Le alghe sono inoltre ricche di fibre, il che le rende di fatto delle “spazzine” dell’intestino. Altrettanto “igieniche” sono nella loro funzione di antiossidanti: esse ripuliscono infatti l’organismo dai radicali liberi. Essi infatti, se non vengono riassorbiti, fiaccano il sistema immunitario e financo a favorire l’insorgenza del cancro.

Ma le proprietà di questa varietà di pianta marittima non finiscono qui. Le alghe infatti sono già note per essere depurative e non inquinarsi (i rischi di intossicazione per chi mangia alghe tendono quindi a zero).

Tipi di alghe e in quali piatti sfruttarle.

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Ma le alghe, oltre che salutari, possono essere anche saporite. Vediamo quindi quali sono e dove sfruttarle come ingredienti:

  • nori: un’alga nera, collosa, che però fa al caso vostro se avete un ristorante giapponese. Con le alghe nori infatti potete dar vita ai sushi maki. Se invece il vostro è un comune ristorante europeo, niente panico: essa darà comunque un valore aggiunto ai vostri brodi di pesce. Quest’alga si sposa inoltre alla perfezione nel riso basmati, meglio se in aggiunta ai germogli di soia e semi di zucca

  • spirulina: alga blu proveniente dalle acque del Messico. Il suo inconsueto colore non deve insospettirvi: la spirulina è un ingrediente indovinato in molte ricette anche italiane fra cui le tagliatelle e i fusilli. Ma quest’alga dalle proprietà benefiche e antiossidanti fa capolino anche nei biscotti, nell’acqua di cocco, negli smoothies, e nei bocconcini con gli spinaci

  • kombu: quest’alga giapponese, oltre ai già noti benefici delle alghe, ha quello di essere alcalinizzante e quindi di regolarizzare il pH dell’organismo. Essa è anche impiegabile su due fronti gastronomici: quello giapponese e quello vegano. Nel primo l’alga kumbu è un ingrediente nella zuppa azuki, nel secondo è il ripieno dei ravioli vegani. Sempre sul fronte vegano è molto gettonata negli hamburger vegani

  • wakame: alga gettonatissima nella cucina vegana, dove trova ampio impiego. La si può gustare in tutti gli stati: cruda, cotta, sbriciolata dopo una cottura al forno, come ingrediente in una crema vegetale. Essa fa infatti bella figura nella crema di sedano, negli arancini, come condimento dei bastoncini di pesce, e nel sugo di roveja e funghi.

  • kelp: segni particolari di quest’alga: bruna, odorosa di mare, attivo supporto di processi dell’organismo come la diuresi e il riassorbimento della ritenzione idrica. L’alga kelp è anche il principio attivo di numerosi integratori alimentari per le sue proprietà benefiche sul metabolismo. Quando è essicata è molto impiegata nelle insalate vegane. Essa è anche il valore aggiunto di minestre e di pasta e fagioli (dei quali esalta il sapore)

I piatti con le alghe: l’ultimissimo trend della ristorazione ultima modifica: 2017-11-24T12:13:49+01:00 da admin

Come essere un buon cameriere: 10 regole

Essere dei camerieri di successo non è difficile, ma molti non sanno tutti i segreti, per cui ecco i nostri consigli su come essere un buon cameriere.

Non sarà difficile come essere un astronauta o un acrobata da circo; ma quello del cameriere è uno dei lavori più difficili del mondo; in cui però si può avere dei buoni profitti, se lo si fa bene.
I camerieri di successo hanno un grande rispetto per il ristoratore all’interno del quale lavorano e che danno loro uno stipendio.

Ecco 10 nostri consigli che ogni cameriere di un ristorante dovrebbe seguire per avere le tasche piene di mance:

  1. Mantenete un aspetto pulito
    La prima impressione è quella che conta, per cui i clienti vi giudicheranno per l’aspetto del vostro ristorante. Assicuratevi che i capelli siano puliti, che i capelli lunghi siano ben pettinati e che non coprano il volto. Tenete le unghie ben curate e non usate mai un grembiule sporco. Utilizzare una quantità  moderata di lozione e tenete sempre le scarpe perfettamente pulite.
  2. Conoscete il menu
    Occorre conoscerlo davvero bene, in ogni suo aspetto. Dovrete essere in grado di rispondere alle domande circa gli ingredienti dei piatti quando verranno dei clienti curiosi, vegetariani o che sono allergici ad alcuni alimenti. Questo include tutti i tipi di menu: pietanze, bevande e vini, e per i bambini. Se non conoscete la risposta, e verificatela rapidamente per poter rispondere in modo sicuro. Ciò contribuirà a farvi capire quali sono i piatti più redditizi e in grado di generare ulteriori mance.
  3. Rispettate i tempi dei vostri clienti
    Accoglie i clienti subito e non lasciateli in attesa o a chiedersi dove siete finiti. Ricordate che in fondo hanno deciso di venire a spendere i loro soldi nel ristorante, quindi rendete utile questo fatto. Cercate di servire una bevanda entro i primi due minuti. Citate le specialità del ristorante, dal menu delle bevande. Tornato dopo che avete servito il cibo, per garantire che tutti siano soddisfatti e non richiedano niente. Evitate le conversazioni personali iniziali che vi riguardano e cercate di essere veloci con il conto, quando questo viene richiesto.
  4. Ricordate l’ordine in cui si sono seduti i clienti
    Immaginate ogni tavolo come un orologio ed immaginate mentalmente ogni cliente, come se foste seduti alle ore 12; e a partire da destra, assegnate ai clienti un numero del quadrante. Annotate ogni ordine come “pollo alle 00:00” “pasta alle 01:00”, “panino alle 02:00” e così via. Questo impedirà che dobbiate chiedere “chi ha ordinato il …”, quando il cibo è pronto.
  5. Ricordatevi dei clienti abituali
    Avere dei clienti che ritornano spesso al ristorante, è l’obiettivo principale della maggior parte dei ristoratori. Se riconoscete qualcuno da una visita precedente, assicuratevi di scrivere il suo nome (dalla carta di credito o dalla prenotazione), così come il suo drink e piatto del menu, preferito. Questo vi servirà per la sua prossima visita e lo renderete felice se sa che vi ricordate di lui.
  6. Lavorate in gruppo
    Durante le ore più trafficate, la consegna di alimenti e bevande può essere effettuata in ritardo. Se avete una mano libera quando vi spostate tra i tavoli e la cucina, prendete un piatto vuoto o, se siete in cucina e vedete un compagno alle prese con un grosso ordine di cibo, dategli una mano. Non fate affidamento sul personale di supporto per fare tutto il lavoro pesante.
  7. Essere disponibili
    Non ci sono dubbi; i fine settimana sono i giorni migliori per il guadagno dei ristoranti. Il successo sta nella vostra capacità di avere un atteggiamento positivo nei momenti di maggior lavoro, senza interrompere la vostra giornata lavorativa.
  8. Sorridete e siate gentili
    Questo può sembrare banale, ma deve essere naturale. Sorridete ogni volta che vi avvicinate ai tavoli, anche quando ci saranno momenti in cui i clienti difficili metteranno alla prova la vostra pazienza. Se un cliente è insoddisfatto del vostro servizio, cercate aiuto dal vostro superiore gerarchico, e non discuteteci, siate invece tolleranti; ricordate che gli altri clienti possono vedervi. Evitate assolutamente i flirt, a nessun coniuge o fidanzata sembrerà giusto che il proprio partner riceva troppa attenzione da parte del cameriere.
  9. Prestate attenzione ai bambini
    Date tutta l’attenzione possibile ai bambini, nella maggior parte dei casi essi influenzano la decisione del ristorante da visitare. Siate consapevoli di dove si posizionano gli oggetti taglienti, caldi o altri oggetti che possono causare danni in caso di distrazione. Cercate di consultare i genitori quando i bambini ordinano per conto loro, lasciate che i genitori sappiano che siete dalla loro parte e senza deludere il bambino.
  10. Siate sempre presenti
    Restate sempre quanto più disponibili e solleciti possibile verso le tabelle. Attenti ai bicchieri vuoti, al consumo dei piatti. Comunicate in anticipo se un piatto necessita di più tempo del previsto. Se scoprite che un piatto sia cucinato in modo errato, fatelo subito sapere ai clienti del tavolo. Ricordate che le persone stanno pagando per essere serviti e non lasciateli in attesa, o evitarli.

Tenete sempre questo in mente: siate onesti quando segnalate le mance ricevute, ricordate che è un lavoro di squadra e che il personale di cucina si aspetta anche di ricevere una parte dei proventi.
Il menu indirizza i clienti nella giusta direzione, ma sono i camerieri di successo che chiudono davvero la vendita.

Come essere un buon cameriere: 10 regole ultima modifica: 2015-11-05T11:23:33+01:00 da admin

Come scegliere il posto giusto per aprire un ristorante

Uno dei passi più importanti nella apertura di ogni nuova attività è quello di scegliere il posto giusto per aprire un ristorante. Il passo successivo nel processo è decidere se affittare appositamente uno spazio o acquistarlo.

A seconda di dove si trova lo spazio commerciale, non si possono avere altre opzioni oltre il noleggio o il leasing. E se questo è la prima volta, il noleggio non è una soluzione così male nello scegliere il posto giusto per aprire un ristorante – almeno non vi ritroverete con un enorme mutuo da pagare, se le cose non dovessero andare bene.

In ogni caso, ci sono diversi fattori da considerare nella scelta di uno spazio da affittare aprire per un ristorante, compresa l’ubicazione fisica e lo spazio a disposizione, la durata del contratto di locazione, e i fondi disponibili.

Che cosa viene prima, il ristorante o lo spazio?

Esistono alcuni concetti di ristorazione da tenere sempre presenti, e lo spazio viene costruito intorno a quei concetti. Questo è il caso ad esempio, delle catene di ristoranti come Ca’puccino o Rossopomodoro.

Esse sono costruite da zero, tutte con le stesse specifiche strutture o grafiche. In questo modo, si ha la coerenza tra più sedi,  e il rafforzamento del marchio aziendale della società. Altri ristoranti sono creati su spazi esistenti – le loro caratteristiche peculiari vengono ottimizzate e tagliata su misura per avere una posizione invidiabile. Pensate al vostro ristorante preferito del centro. Probabilmente l’edificio con i suoi spazi era  già lì, prima ancora del ristorante. I proprietari del ristorante hanno quindi dovuto lavorare con le dimensioni attuali, sili di costruzione, ecc … Poiché la maggior parte delle persone non sono possiedono denaro sufficiente per costruire un nuovo ristorante da zero o per entrare a far parte di una grande catena, la maggior parte finiscono con utilizzare l’opzione due – ovvero la ristrutturazione di uno spazio esistente.

Come affittare un ristorante

Quindi, una volta trovato lo spazio perfetto, è forte la tentazione di firmare sulla linea tratteggiata, per andare ad iniziare.

In realtà non è una buona idea accelerare gli eventi. Prima di tutto, bisogna verificare se lo spazio può essere utilizzato come ristorante, ad esempio se in esso vi è consentito vendere liquori. In alcune città, ci sono ancora leggi proibizioniste in vigore che limitano la porzione di alcol del tutto o se un ristorante si trova ad una certa distanza da una scuola o da una chiesa. Una volta stabilito che lo spazio permette di aprire delle attività di ristorazione, è necessario valutare se esso è in grado di ospitare un ristorante vero e proprio.

E’ abbastanza grande? Andate nel centro storico di qualsiasi grande città e vedrete alcuni piccoli ristoranti stipati in spazi poco più grandi di un corridoio. Quindi, avere uno spazio più grande non è sempre meglio. Tuttavia, se il vostro progetto prevede un minimo di 100 posti a sedere, e lo spazio lo consente di averne solo 25, a quel punto dovrete cercare di velocizzare al massimo il servizio offerto. E poi c’è la questione di chi pagherà per i lavori di ristrutturazione. Sarà il padrone di casa a pagare per l’installazione di una stanza frigorifera? Oppure la nuova pavimentazione antiscivolo in cucina? O sarete voi responsabili per l’intero importo? Considerate sempre tutte queste preoccupazioni prima di firmare un contratto di locazione in tutta tranquillità.

Come ci si può permettere?

Il fattore più importante per scegliere il posto giusto per aprire un ristorante è il vostro budget. Se si trova una posizione privilegiata in un centro storico, è probabile che l’affitto sarà superiore rispetto ad una posizione meno desiderabile, come un parcheggio del centro commerciale. Proprio come l’acquisto di una casa, è necessario essere consapevoli del vostro denaro disponibile. Considerate anche per quanto tempo il contratto di locazione sarà in vigore. Un contratto di locazione di cinque anni è piuttosto comune nel mondo degli affari. Tuttavia, se il ristorante chiude dopo un anno o due, sarete ancora responsabili del pagare l’affitto per i prossimi tre anni. Se un potenziale padrone di casa non è disposto a negoziare un contratto di locazione più breve, agite con la massima cautela, e passate allo spazio successivo.

Come scegliere il posto giusto per aprire un ristorante ultima modifica: 2015-10-21T11:36:49+02:00 da admin

Come scegliere i bicchieri per la birra

Considerando il fatto che la birra è la bevanda alcolica più popolare al mondo e la terza bevanda più popolare dietro acqua e tè, non c’è bisogno di chiedersi perché occorre saper scegliere i bicchieri per la birra.

Esistono vari tipi tra cui scegliere i bicchieri per la birra, con varie forme e dimensioni che vanno dagli stivali per la birra, boccali e coppe, agli stili più sofisticati come i bicchieri Pilsner.                                                                            Molti bar servono la birra da un rubinetto o dalle bottiglie di vetro.                I bicchieri per la birra sono stati appositamente progettati per rendere l’esperienza di bere birra più piacevole.                                                                  I tipi principali sono i bicchieri, boccali, e tutta una serie di bicchieri campionatori, ideali per servire i voli di birra o semplicemente un campione di birra in modo che un ospite possa avere un assaggio prima di ordinare un bicchiere intero.

La birra in vetro è essenziale per molti bar, soprattutto bar sport, di quartiere o bar “dive”, e bar che sono noti per la loro selezione di marche.

Questa bevanda è raramente servita in un bicchiere di plastica, a meno che non vi capita di essere in visita una fraternità. La birra viene spesso servita in un bicchiere di birra o pub, da circa 16 once (quasi mezzo litro). Alcuni sono progettati per contenere un po ‘meno di tale quantità, ma di solito non più di questo.

I bicchieri per la birra sono strategicamente sagomati per consentire al liquido gassato di respirare, ma anche per creare una testa adeguata, raccolgono l’aroma di luppolo e orzo in modo appropriato, e hanno un aspetto professionale e gustoso allo stesso tempo. Invece, i boccali per birra offrono un aspetto più corposo, con bordi del vetro più spessi e spesso una capacità superiore ai bicchieri per la birra. Essi sono spesso conservati in un refrigeratore per il vetro o congelatore al fine di offrire alla clientela la birra gelata che bramano. I bicchieri per la birra campionatori forniscono al bar un modo per servire dei piccoli assaggi di birre diverse per i clienti indecisi su cosa ordinare, o per servire una selezione di molte birre, una scelta comune dei micro birrifici e pub specializzati.

Tutte queste considerazioni vanno sempre tenute bene a mente, quando si va a scegliere i bicchieri per la birra che avrete nel vostro bar o ristorante.

Come scegliere i bicchieri per la birra ultima modifica: 2015-10-05T12:14:48+02:00 da admin

Come pulire il forno della pizza in modo corretto

Pulire il forno della pizza in modo corretto permette di avere delle pizze migliori e più sane.

Se non volete che le vostre pizze e calzoni abbiano un sapore di giornale del giorno prima, o un forno che consumi troppo, si dovrebbero utilizzare i giusti accorgimenti per pulire il forno della pizza.

Che cosa serve per effettuare la pulizia:

Guanti
Grembiule
Lucidante per acciaio inox atossico
Pennello / spatola per la pulire il forno della pizza
Asciugamani
Pennello a mano e paletta per la polvere

Pulizia di un Forno a Ripiani per Pizza

Come tutti i pizzaioli sanno, occorre pulire il forno della pizza ogni giorno. Questo compito è abbastanza semplice: basta rimuovere eventuali residui o detriti da sotto le porte dei forni con una piccola scopa o una spazzola.

Ma si dovrebbe anche effettuare una pulizia completa settimanale, in particolare per i ripiani in pietra. In questo modo le vostre pizze non avranno alcun sapore indesiderato e le prestazioni del vostro forno non ne soffriranno.

Procedimento:

  1. Innanzi tutto, dovrete lasciare il forno a raffreddare. Non tentate mai di utilizzare le nostre soluzioni di pulizia su una superficie calda. Ciò previene gravi ustioni.
  2. Indossate guanti e grembiule.
  3. Per pulire la parte esterna del forno, prendete uno straccio e tamponate su di esso un po’ di detersivo per acciaio inossidabile. Questo pulitore contribuirà a rimuovere qualsiasi alone da calore o scolorimento. Per dare veramente al forno una grande brillantezza, mettete del lucido per acciaio o, se si desidera utilizzare una soluzione a base di olio d’oliva biologico su un panno e strofinate un po’ su quelle macchie opache del vostro forno.
  4. Utilizzate su cenere, fuliggine e altri detriti presenti sulle vostre pietre di cottura il raschietto e utilizzate la spazzola metallica sul lato opposto per staccare eventuali residui ostinati. Quando avete finito questa operazione, raccogliete i detriti con il pennello e la paletta per la polvere.
  5. E ‘importante non usare mai acqua o altri liquidi per pulire la superficie della pietra. Se il piano di cottura di pietra assorbisse il liquido, potrebbe anche spaccarsi quando esposta al calore elevato del forno.

Pulizia di un Forno con Nastro Trasportatore

I forni a stastro offrono una grande efficienza. Pulirli però può comportare un po’ di lavoro di routine. In quanto forno per la pizza, vorrete sicuramente garantire che il vostro forno sia il più pulito possibile, per conservare la qualità delle vostre pizze. I forni a nastro hanno un sacco di componenti, il che significa che ci sono più posti per le briciole, formaggio fuso e altri detriti della pizza dove perdersi.

Procedimento:

  1. Scollegare il forno. Questo lavoro è già abbastanza difficile, senza la minaccia di prendere una scossa.
  2. Staccare il nastro trasportatore. Consigliamo di consultare il manuale operativo del vostro forno per capire come farlo correttamente. Quando il nastro è stato rimosso, spruzzate del pulitore atossico per forni sul nastro e lasciate riposare per venti minuti.
  3. Mentre il prodotto per la pulizia agisce sulla superficie del nastro, aprite le porte del forno a legna e rimuovete i grandi pezzi rettangolari di metallo che si trovano sopra e sotto il nastro trasportatore. Di solito ci si dovrà concentrarsi solo sulla pulizia delle pinze inferiori in quanto di solito diventano le più sporche a causa degli scoli del formaggio, briciole e ingredienti per la pizza. Si consiglia di pulire le prime pinze una o due volte l’anno.
  4. Quando tutte le pinze vengono rimosse, spruzzatele sempre con del prodotto per la pulitura del forno e permettere loro di subire il suo effetto per venti minuti.
  5. Mentre il prodotto agisce sul nastro trasportatore e le pinze, andate avanti e aspirate i detriti rimanenti presenti all’interno del forno.
  6. Una volta che l’interno è pulito, si può agire sulla parte esterna del forno con lo smalto per acciaio inox o olio d’oliva. Inoltre, non dimenticate di pulire le finestre e le porte del vostro forno in quanto attirano anche un sacco di materiale delle pizze.
  7. Prendete la vostra spazzola metallica e ripulite il nastro trasportatore e le pinze, una volta che i venti minuti sono scaduti. Quando raggiungono la pulizia desiderata, sciacquateli accuratamente e lasciateli fuori ad asciugare, poi re-installare all’interno le pinze al loro posto all’interno del forno.
  8. Ora che il forno è stato rimesso insieme, assicuratevi di pulire la griglia della scatola di controllo con una spazzola metallica. Non utilizzate mai un detergente liquido; non vorrete di certo cortocircuitare i componenti elettrici del forno della pizza.

Pulire il forno per la pizza con cassetto svuotatore

Esistono poi i forni da banco. Se ne avete uno, potete pulirlo allo stesso modo dei loro fratelli più grandi, ma su una scala molto più piccola. Molti di questi forni dispongono di vassoi per briciole rimovibili che rendono il compito di pulire il forno della pizza ancora più facile.

Una cura e una manutenzione adeguata può allungare la durata dei forni per pizza. Anche se può sembrare un lavoro di routine orribile, prendendovi tutto il tempo necessario per le pulire il forno della pizza ogni settimana e giorno vi impedirà di dover sborsare denaro per un nuovo forno su base annua. Inoltre, darà alle vostre pizze un gran gusto, anche dopo molteplici utilizzi.

Come pulire il forno della pizza in modo corretto ultima modifica: 2015-10-02T11:37:56+02:00 da admin

Come gestire un ristorante con bar.

Per molti ristoranti a servizio completo, il bar o ristorante è dove i clienti si riuniscono per mangiare e bere, mentre il personale di attesa raccolgono le loro bevande e cocktail. Il set-up di un bar ristorante dipende dalla dimensione, tema e liquori patente di ristorante. Alcuni bar sono solo di servizio, il che significa che non serve direttamente i clienti; è solo per il personale per ordinare bevande. Altri bar fanno il servizio completo e offrono bevande e un menu limitato o completo. Ma come gestire un ristorante con bar?

Il bar può raddoppiare come una stazione di attesa, in cui i server possono riversare le proprie bevande a fontana o possono essere a limiti strettamente al personale, ad eccezione del barista.

Ecco le cose fondamentali da controllare:

Controlla la tua Licenza di liquore

Autorizzazioni di liquore variano e una licenza possono coprire tutte le bevande alcoliche, mentre altri coprono solo vino e birra. Se si sta servendo solo birra e vino, un piccolo servizio bar è più che sufficiente per le vostre esigenze. Se si prevede di offrire ai super alcolici, così come vino e birra, e stanno cercando di espandere il business attraverso la vendita a barre, è necessario pianificare per un bar a servizio completo.

Capire quanto spazio avete per un Ristorante Bar

Idealmente ci dovrebbe essere di circa due piedi di spazio tra sgabelli da bar per ospitare. Ciò significa che se si vuole otto posti al bar, è necessario un bar a otto piedi.

Decidere dove mettere il Ristorante Bar

Un diritto bar all’ingresso di un ristorante è in grado di fare il doppio dovere come una sala d’attesa. Un bar nel centro di un ristorante è più facile per il personale ad accedere. Una barra posta sul retro di un ristorante più intimo, lontano dal caos e dalla frenesia della parte anteriore della casa. Decidere quale posto è migliore per la vostra barra.

Creare l’atmosfera con la illuminazione

La illuminazione nella barra deve essere sottile. Non molto perchè i clienti altrimenti non possono leggere il menu, ma sicuramente non troppo brillanti. La illuminazione da incasso e la illuminazione della pista con interruttori dimmer consentono di controllare la luce, adeguandolo per l’ora del giorno.

Approfittate di omaggi

Il tuo vino e birra potrete attrezzarle come merce gratis, come gli occhiali, specchi decorativi, anche quelle luci al neon di cattivo gusto che pendono in finestre. Scopri cosa si può ottenere gratuitamente prima di acquistare oggetti decorativi.

Come gestire un ristorante con bar. ultima modifica: 2015-10-01T11:03:29+02:00 da admin

Come aprire un piccolo ristorante

Piccoli ristoranti hanno molti vantaggi rispetto a stabilimenti più grandi. I piccoli ristoranti offrono un ambiente immediato e comodità e sono ideali per un concetto come un bar o bistrot. Essi richiedono meno capitale di start-up per le apparecchiature, la manutenzione meno personale, e costano meno in termini di servizi e manutenzione. Anche con una piccola quantità di posti a sedere, ristoranti più piccoli possono ancora produrre profitti consistenti. Ma come aprire un piccolo ristorante?

Scegliere la posizione giusta per un piccolo ristorante

Non importa quanto sia grande un ristorante, se si sta pensando ad un’ apertura, la posizione è uno dei fattori più importanti (se non il fattore più importante) da considerare. Non ogni spazio disponibile è giusto per un ristorante. Una buona posizione ristorante è più difficile da trovare rispetto alcuni. Quello che può apparire come il posto- perfetto dire una strada vivace pedonale nel cuore di Downtown può rivelarsi un vero disastro. Altre volte un posto che si potrebbe mai pensare di mettere un ristorante – come in una vecchia fabbrica in un ex parco industriale  è un successo.

Come aprire un piccolo ristorante: Pianificazione di una piccola sala 

Molto piccole sale da pranzo, offrendo intimità istante, possono essere un po ‘di un puzzle quando si tratta di montaggio in tutti i pezzi necessari. La sala da pranzo, non importa il tipo di concetto si sta pianificando, è il cuore del vostro ristorante. Un tipico ristorante sala da pranzo design include posti a sedere, attendere stazioni e di stoccaggio. Mentre può essere tentati di stipare più posti a sedere in sala da pranzo che è comodo, questo solo si traduce in servizio scadente, il che rende difficile per il personale di manovra tra i tavoli e difficile per i clienti di godere il loro pasto.

La regola generale, con la creazione di tavoli del ristorante è che ogni tabella dovrebbe essere compreso tra 24 e 30 pollici a parte. Si può prendere in considerazione ristoranti capanne, come un ritmo opzione nella vostra sala da pranzo di risparmio. Proprio come sedie ristorante, cabine disponibili in una varietà di forme, dimensioni e colori.

Come aprire un piccolo ristorante ultima modifica: 2015-09-28T20:00:25+02:00 da admin

Comprare un ristorante o aprirne uno proprio?

Con il rallentamento dell’economia, i lavoratori sempre più sfollati stanno cambiando carriera e mettersi in affari per se stessi, tra cui aprire i loro proprio ristorante. Tuttavia, anche prima della recessione, una massa di ristoranti tende ad andare e venire entro i primi tre anni di apertura. Un ristorante a volte si chiude bottega, altre volte cambierà le mani, con i nuovi proprietari che possono mantenere il nome, menu e l’attuale concetto o optare per cambiare tutto. Quindi cosa fare? Meglio comprare un ristorante o aprirne uno proprio?

Ci sono pro e contro per l’acquisto di un ristorante esistente o la presa in consegna di un precedente spazio ristorante. Se state pensando di aprire il proprio ristorante o l’acquisto di un ristorante esistente, considerare quanto segue:

I pro di acquisto di un ristorante esistente

E’ un’operazione chiavi in mano, più o meno. Mentre si può scegliere di apportare alcune modifiche al menu o disegno complessivo ristorante, un ristorante esistente è bene, esistente. In teoria ha dimostrato che si tratta di un’impresa redditizia. Non c’è bisogno di preoccuparsi di che tipo di attrezzatura si
dovrebbe comprare, o la progettazione di un efficace sala da pranzo. E ‘tutto fatto per voi. A seconda del prezzo finale, l’acquisto di un ristorante esistente può essere molto meno costoso di iniziare un nuovo ristorante da zero.

La banca o il proprietario (o chiunque possiede l’attrezzatura) possono essere più disposti a tagliare un accordo per sbarazzarsi del loro inventario, così come riempire lo spazio con un inquilino, lasciando spazio per la negoziazione. Ma prima di firmare qualsiasi cosa, porsi questa importante domanda:

Perché questo ristorante deve andare fuori dal mercato?

Era il luogo? Il servizio? Il cibo? Una combinazione di tutti e tre? Se avete a che fare direttamente con i proprietari precedenti, potrebbero non essere del tutto onesti sul perché hanno scelto di chiudere. Nessuno vuole ammettere la loro attività è un fallimento e hanno bisogno di scendere questa
nave che affonda.

Una volta che si decide di affittare un precedente spazio ristorante o comprare un ristorante esistente, fate il vostro lavoro.

Parte del vostro business plan dovrebbe essere un bilancio dettagliato, che viene descritto come molto denaro è necessario a fare per coprire tutte le spese generali. Se state pianificando le modifiche importanti, che cosa stanno andando a costare? Questi devono essere contabilizzati nel primo capitale di avviamento.

Comprare un ristorante o aprirne uno proprio? ultima modifica: 2015-09-25T11:34:32+02:00 da admin