La dieta americana, in cosa consiste?

La dieta americana è una delle ultime novità che sta facendo il giro del web. Scopriamola insieme

Scopriamo il menù per dimagrire 4 kg in 3 giorni… e vediamo anche, come sempre nel caso di diete miracolose, il perché non può funzionare.

La dieta americana, secondo le migliaia di persone che dicono di averla provata, fa perdere anche 3 kg in 3 giorni. Come?

Con le solite parole magiche ovvero “fa bruciare i grassi in eccesso“.

Già che ci siamo, si mette dentro anche il concetto di “velocizzare il metabolismo” – cosa che noi abbiamo affrontato in diversi articoli – e attivazione del sistema endocrino“.

La cosa più grave di queste diete è che questi fattori, alla base, non sono sbagliati: il fatto è che fanno molta leva su ciò, ottengono credibilità e illudendo le persone che in 3 giorni si possa ottenere per davvero simili risultati.

Risultati come bruciare i grassi o regolarizzare il metabolismo si ottengono in mesi.

Il presunto funzionamento

La dieta americana andrebbe seguita alla lettera perché solo così può attivare la magia, applicata tramite l’abbinamento di determinati alimenti combinati apposta per dare una mossa a metabolismo e sistema ormonale. Si chiama anche dieta del supermetabolismo, molto simile a quella già trattata.

Il menù di esempio

Ecco un esempio di menù di dieta americana, realizzato attingendo da menù già proposti su altre fonti web generiche, dubitiamo fortemente della veridicità medica dei menù che si trovano in giro, prendete con le pinze quanto riportato qui sotto e andate da un nutrizionista esperto per approfondire.

Giorno uno

  • colazione: succo di pompelmo o arancia, una fetta di pane integrale, un cucchiaio di burro di arachidi al naturale o fatto in casa;
  • pranzo: 125 g di tonno naturale, una fetta di pane tostato, 1 caffé senza zucchero;
  • cena: 90 g di carne, 250 g di fagiolini, 250 di barbabietole o carote, una mela e 125 g di gelato alla vaniglia

Giorno due

  • colazione: un uovo sodo, una fetta di pane tostato, mezza banana, caffé senza zucchero;
  • pranzo: 125 g di tonno o 250 g di formaggio, 5 cracker salati;
  • cena: 250 g di broccoli, 125 g di carote, mezza banana e 125 g di gelato alla vaniglia

Giorno tre

  • colazione: un uovo sodo, una fetta di pane tostato, caffé senza zucchero;
  • pranzo: una fetta di formaggio (quale, non è dato sapere), 5 cracker salati, una mela piccola, caffé senza zucchero;
  • cena: 250 g di tonno (non si sa se fresco, in scatole, boh), 125 g di carote, 250 g di fagiolini, una mela o 250 g di melone e 125 g di gelato alla fragola
La dieta americana, in cosa consiste? ultima modifica: 2020-02-12T11:35:10+01:00 da Federico Grossini

Basta sostituire la plastica per salvare il pianeta?

Da alcuni anni, per salvare il pianeta, è stata avviata una progressiva riduzione nella produzione e nell’ utilizzo dei materiali plastici, a partire dal bando dei sacchetti per la spesa.

Questa tendenza, come sappiamo, rappresenta innanzitutto una risposta in senso ecologico, alla luce dell’inquinamento dovuto alla sua dispersione.

Sostituire la plastica è sempre la scelta migliore?

SOSTITUIRE LA PLASTICA: ALLA BASE DEL PROBLEMA

Un tempo esaltata dall’industria e dalla pubblicità per le sue caratteristiche tecniche, oggi la plastica ha perso il suo fascino, fino a diventare uno dei bersagli principali delle battaglie ambientaliste, per i danni che sta causando alla natura, ma non solo.

Infatti, gli effetti collaterali si ripercuotono anche sulla salute umana, come abbiamo visto nei nostri articoli sull’ inquinamento da microplastiche.

Oltre alle campagne di educazione e comunicazione, oggi nel mondo sono diversi gli Stati che hanno introdotto una plastic tax e i sacchetti biodegradabili a pagamento.

Tuttavia, concentrarsi solo su alcuni materiali senza correggere le abitudini e ridurre gli imballaggi serve a poco, e può deviare l’attenzione rispetto ai problemi principali da affrontare.

Le plastiche e la ricerca che le ha prodotte sono risorse da non disprezzare a priori, mentre sarebbe opportuno concentrarsi sull’ uso e sulla gestione dei materiali.

SOSTITUIRE LA PLASTICA CON MATERIALI ALTERNATIVI: COSA DICONO LE RICERCHE?

Pur essendo biodegradabile e comunemente ritenuta più ecologica, la carta, ad esempio, presenta determinate criticità. Infatti, una ricerca dell’Ente britannico per l’ambiente mostra che l’impatto ecologico maggiore di una busta dipende dalle risorse utilizzate per crearla.

Quelle di carta, su questo aspetto, richiederebbero fino a 70 volte in più di energia e 17 volte in più di acqua rispetto a quelle di plastica, e anche riciclarle sarebbe più dispendioso.

OTTIMIZZARE L’USO DEGLI OGGETTI

A prescindere dal materiale, comunque, lo studio danese puntualizza che un sacchetto andrebbe riutilizzato il più possibile per la spesa, e in seguito impiegato per contenere l’immondizia per poi essere smaltito.

Il riuso come sacco della spazzatura, però, è effettivamente praticabile solo per le buste in LDPE, avendo le stesse caratteristiche di quelle che rimpiazzano.

Questa “seconda vita”, infatti, evita l’acquisto e la produzione di altri sacchi di plastica più spessi, come sono in genere quelli commercializzati per tale scopo.

Criminalizzare la plastica di per sé, quindi, non è corretto, e ad ogni modo, per salvare il pianeta, le soluzioni messe a disposizione dalla tecnologia non devono essere considerate un’alternativa a uno stile di vita e di consumo più attento e consapevole.

NUOVE BIOPLASTICHE E SOLUZIONI ECO PER GLI IMBALLAGGI

Economica, leggera, resistente e durevole: il valore tecnico della plastica resta indubbio, e come abbiamo visto la sua sostituzione è complessa, anche alla luce delle più moderne tecnologie.

La questione del suo smaltimento, però, rappresenta un problema sempre più sentito e studiato, e sono molteplici le alternative sperimentate o già adottate.

Le bioplastiche sin qui conosciute, tuttavia, non sono da considerare a tutti gli effetti ecologiche come si può pensare, e gli avvertimenti dell’Agenzia Onu per salvare il pianeta lo confermano.

In altre parole, è sbagliato parlare di plastiche ecologiche se la biodegradabilità non è completa, perché ciò può portare a stare meno attenti all’uso di questi prodotti.

MATERIALI BIOPLASTICI

Le materie plastiche definite bio-based derivano interamente o in gran parte da risorse naturali rinnovabili, in genere amido, cellulosa e acido lattico, aspetto che determina il pro e il contro alla base di queste tecnologie.

Le fonti naturali impiegate, infatti, potrebbero essere destinate a scopi di sostentamento ben più importanti per la vita umana, a partire dalla produzione alimentare.

In questo senso, le riflessioni sono analoghe a quelle che spesso si fanno sui biocarburanti.

La plastica biodegradabile può essere decomposta grazie all’azione dei batteri, ma il tasso di degradazione può cambiare nettamente a seconda delle condizioni di smaltimento e della formulazione del materiale.

Di conseguenza, nell’ambiente il processo potrebbe richiedere molto più tempo del previsto e la diffusione di questi materiali sarebbe migliorativa solo dove raccolta e gestione siano organizzate e gestite correttamente. 

In acqua, la biodegradazione si attua con temperature di almeno 50 gradi centigradi, quindi molto superiori rispetto a quelle dei mari e dei fiumi.

PLASTICA: SÌ O NO? COMPORTAMENTI E GESTIONE FANNO LA DIFFERENZA

Anche al netto delle criticità riportate, le potenzialità tecniche delle plastiche bio-based e biodegradabili comunque non mancano, ed è certamente auspicabile un’evoluzione nelle sperimentazioni su questi materiali.

Concentrandosi sull’intero sistema produttivo, però, l’unica soluzione sensata, oltreché ecocompatibile, è la transizione verso un’economia circolare.

Infatti, nemmeno l’idea di sfruttare al massimo gli oggetti per aumentarne la vita è sufficiente in un’ottica di lungo periodo: il concetto stesso di “rifiuto” andrebbe superato.

Come abbiamo visto nella nostra intervista al professor Andrea Segrè, il passaggio a questo modello economico dovrebbe essere guidato e incentivato da una politica lungimirante, essendo portatore di grandi vantaggi ambientali e sociali.

A prescindere dai materiali, è importante contrastare fortemente l’usa e getta, la forma di utilizzo più dannosa, irrazionale e antieconomica.

Innanzitutto, però, bisogna fronteggiare il primo tra i problemi ambientali dovuti alla plastica, ovvero la sua cattiva gestione, in particolare quando i materiali vengono conferiti in discarica oppure – ancor peggio – dispersi all’aria aperta.

Ciò si verifica soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, privi di un sistema efficiente di raccolta, riciclo e smaltimento, dove alte percentuali di rifiuti non biodegradabili finiscono nell’ambiente.

TUTTI DEVONO FARE LA LORO PARTE

Per salvare il pianeta dobbiamo muoverci tutti!

Raccolta, riciclo e cambiamento delle abitudini sono gli strumenti che sanciscono questa azione congiunta.

Nel settore del packaging, ad esempio, i produttori potrebbero standardizzare i formati per renderli più facili da trattare in fase di riciclo.

Inoltre, i decisori politici, anziché concentrarsi solo su alcuni materiali, potrebbero considerare l’introduzione di una tassa su tutti i sacchetti e sugli imballaggi monouso.

Noi di Arkosoft ci teniamo all’ambiente. Potrai ridurre al minimo la carta utilizzando la nostra applicazione di gestionale per ristoranti. Prova subito la versione gratuita.

SCARICA SUBITO

Basta sostituire la plastica per salvare il pianeta? ultima modifica: 2020-02-11T10:31:22+01:00 da Federico Grossini

Cos’è la ristorazione 2.0?

Oggi spieghiamo cos’è la ristorazione 2.0 cercando di parlare in maniera più comprensibile possibile.

Il concetto di ristorazione 2.0 può non dirti nulla o, peggio, spaventarti ma imparare ad approcciarti a questo nuovo modo di fare fare business potrebbe portare alla tua attività una ventata di innovazione.


La tecnologia ormai è entrata a far parte dell’uso quotidiano in ogni ambito e tu non puoi proprio più ignorarlo. Non parlo solo di utilizzare un’attrezzatura all’avanguardia all’interno del tuo ristorante, per quanto questo sia sicuramente importante.

Imparare a sfruttare al meglio gli strumenti digitali che abbiamo a disposizione.

Oggi l’innovazione corre in aiuto di chi, come te, ha tante cose da fare e poco tempo per gestirle tutte, contribuendo in maniera rilevante alla riduzione degli errori nei quali si può incappare. Lo so, se non sei un nativo digitale, stai pensando che non hai il tempo per imparare ad utilizzare questi nuovi apparecchi tecnologici. Ma il bello è che è davvero tutto molto semplice e c’è chi ci ha già pensato per te!

Come la tecnologia può facilitare la tua attività

Nella tua attività sono davvero tante le cose da gestire e il tempo a disposizione non è mai troppo. Proprio per questo è fondamentale imparare ad affidarsi agli strumenti giusti che potrebbero davvero semplificare ogni cosa!


Certo, non tutto può essere automatizzato, il rapporto con il cliente è bene sia curato personalmente da uno staff preparato e cortese. La maggior parte degli italiani, infatti, preferisce ordinare una portata da un cameriere piuttosto che tramite una applicazione.


Ma se ci fosse uno strumento che ti aiutasse a far prenotare un tavolo o prendesse per te le ordinazioni di asporto e delivery? Potresti dedicare il tuo prezioso tempo ad altre attività, ottimizzando le risorse!

E il bello è proprio che la tecnologia ci ha già pensato per te. Con un’applicazione personalizzata su misura per il tuo ristorante potresti dire addio a foglietti volanti pieni di appunti. 

Gli errori nella trascrizione delle informazioni sarebbero solo un brutto ricordo.

Il processo di prenotazione e ordinazione diventerebbe molto più semplice sia per te che per i tuoi clienti.

Non puoi trascurare, infatti, l’importanza che oggi hanno gli smartphone nella vita quotidiana. La maggior parte delle ricerche avviene tramite mobile, così come gli acquisti.

Pensaci, praticamente qualsiasi cosa si può comprare online, persino cibo fresco come frutta e verdura.


Perché non far compiere anche al tuo ristorante questa rivoluzione digitale rendendolo a portata di smartphone? Il tuo business non potrebbe che trarne vantaggio e tu daresti ai tuoi clienti la possibilità di trovarti facilmente in qualsiasi momento.

Ottimizzazione delle risorse

Un’applicazione di gestione personalizzata registra automaticamente ogni ordinazione..

Questa è una delle enormi differenze che esiste tra l’avere una propria app e affidarsi a piattaforme digitali già esistenti.

I clienti sono tuoi , sei tu che conosci i loro gusti, tu che puoi scrivergli, inviargli promozioni speciali e decidere se applicare uno sconto o meno.

Essere all’ avanguardia significa proprio questo: se già efficienza e preparazione sono le parole chiave della tua attività la tecnologia ti permetterà di farne un vero e proprio mantra.

I flussi di lavoro saranno gestiti in maniera molto più chiara e lineare, in cucina non ci saranno accavallamenti di ordini e non dovrai più dedicare una persona alla prenotazione di tavoli e ordinazioni. Insomma ottimizzerai i tempi e massimizzerai i guadagni.

E il bello è che tutto questo è alla tua portata! Ristomanager.it crea applicazioni per il mondo della ristorazione pensate e sviluppate per soddisfare ogni tua esigenza.

Basterà semplicemente metterti in contatto con noi per richiedere una consulenza gratuita con un esperto.


Siamo a tua disposizione per spiegarti in dettaglio quanto può essere vantaggioso per la tua attività avere un’applicazione Custom!

Che aspetti? Scarica subito

Cos’è la ristorazione 2.0? ultima modifica: 2020-02-07T11:35:44+01:00 da Federico Grossini

10 regole fondamentali per aprire un ristorante

Ecco a voi alcune regole fondamentali per aprire un ristorante di successo.

1 – Scegli il tuo Brand e il tipo di Ristorante.

Per aprire un ristorante, è importante avere un concetto e un marchio chiari. Il concetto del tuo ristorante include lo stile di servizio, le pietanze che servi e l’atmosfera. 

Questo va di pari passo con il tuo brand, che costituisce l’identità, la personalità e la missione del tuo ristorante. Il tuo marchio è la forza immateriale alla base del tuo concetto di ristorante e il tuo concetto di ristorante e il tuo marchio devono essere correlati.

In base al tuo marchio e al tuo concetto, la tua sala da pranzo dovrebbe emanare un’atmosfera specifica e comunicare chi sei. Questo crea un’esperienza memorabile e significativa per i clienti che vorranno tornare. Scegliere un concetto unico e funzionale che si rivolge a un determinato gruppo demografico è uno dei fattori più importanti nella creazione del tuo concetto e marchio.

Sei un in punto luminoso oppure hai un locale che è dotato di opere d’arte moderna con un sistema mobile di punto vendita? Sei un ristorante raffinato adornato con piante e fiori alle pareti? Sei un bar poco illuminato con una numerosa lista di alcolici e organizzi eventi di jazz dal vivo? L’energia, le scelte verbali e l’attenzione del personale comunicheranno anche questo.

2- Forma le voci del menu

Prima di aprire un ristorante, ti consigliamo di stabilire alcuni prodotti alimentari di base che presenteranno il tuo menu. Decidere prima cosa ci sarà nel tuo menu è importante per capire l’equipaggiamento che ti serve, il personale che assumerai e la clientela che vuoi di attirare.

A questo punto, il tuo menu non ha bisogno di essere completamente progettato né le tue ricette devono essere completamente arricchite, a meno che il tuo intero concetto non scelga determinati elementi, come un posto per la pizza. Tuttavia, dovresti avere una solida idea della tariffa che servirai nel tuo ristorante. Più tardi nel processo di apertura del tuo ristorante, dovrai progettare il tuo menu per aumentare i profitti e aggiornarlo continuamente ottenendo informazioni su quali prodotti alimentari vendono bene e quali no.

3- Piano aziendale per il ristorante

Avere un business plan approfondito è essenziale quando si contattano gli investitori e si richiedono prestiti per un ristorante. Questo ti aiuterà anche a sviluppare la tua strategia e ad arricchire la fattibilità dei dettagli del tuo ristorante. Di seguito sono riportati i punti principali per un piano aziendale di ristorazione.

  1. Sintesi
  2. Panoramica e descrizione dell’azienda
  3. Analisi di mercato
  4. Offerte commerciali
  5. Software di gestione
  6. Strategie di marketing e pubbliche relazioni
  7. Proiezione finanziaria

4- Scegliere una posizione e l’ affitto dello spazio.

Quando si sceglie una posizione per il nuovo ristorante, le seguenti funzionalità sono tra le più importanti:

  • Visibilità e accessibilità. Seleziona un punto che può essere visto da chi guida o cammina. Dovresti anche cercare un’area in cui ci siano molti passanti. Inoltre, considera se c’è il parcheggio e la facilità di accesso a piedi o in auto.
  • La demografia. Assicurati che il target del tuo ristorante corrisponda ai dati demografici dell’area.
  • Costo del lavoro e salario minimo. È importante garantire che i costi del lavoro di un’area non riducano i profitti. Avrai anche bisogno di un’ idea chiara di ciò che i dipendenti potrebbero aspettarsi di fare in base alla posizione.
  • La competizione della zona. Alcuni concorrenti nelle vicinanze possono aiutare con il marketing. Ma è saggio avere abbastanza distanza da poter comunque garantire un solido bacino di clienti che non saranno facilmente attratti da un altro posto simile.

5- Autorizzazioni e licenze

Per aprire un ristorante, devi ottenere diversi permessi e licenze . Può valere la pena rivolgersi a un consulente legale al momento della presentazione dei permessi e delle licenze di ristorante per assicurarsi di completare ogni passaggio necessario.

6- Trova un fornitore di attrezzature e alimenti

Una fonte costante e affidabile di attrezzature e ingredienti a prezzi ragionevoli, deve essere stabilita e mantenuta per garantire il successo del ristorante. 

7- Progettare un Layout e Gestire l’attività

Quando avvii un ristorante, ti consigliamo di pensare attentamente a come organizzare l’intero layout per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel menu e nel tema. Il tuo obiettivo principale dovrebbe essere quello di creare un flusso sistematico da casa a casa , dalla hostess ricevente fino alla cucina. Una volta stabilito il layout di base, puoi progettare e decorare la tua sala da pranzo e pensare alla gestione del ristorante. Il nostro prodotto potrebbe fare a caso tuo. Da molti anni ci preoccupiamo di fornire la migliore esperienza possibile per i nostri clienti. Puoi provare subito gratuitamente la Demo del nostro gestionale TOTALMENTE OFFLINE. Scopri di più https://ristomanager.it/scarica.html

8- Assumi il personale “giusto

Un passo importante nell’apertura di un ristorante è l’assunzione del personale. Considera tutti i ruoli che devono essere ricoperti nel tuo prima di assumere del personale.

Questo può includere la gestione e la supervisione delle risorse umane, l’acquisto di alimenti e bevande, la ricezione e la conservazione dei prodotti, la preparazione degli alimenti, il servizio di ristorazione, la pulizia, il marketing, le vendite, le pubbliche relazioni, la contabilità, la revisione contabile e i servizi di bar.

Per il personale interno, cerca candidati con esperienza pregressa e un’estrema capacità Multitasking e di lavoro rapido ed efficiente. Tutti i dipendenti dovrebbero lavorare bene con gli altri ed essere in grado di mantenere la calma sotto pressione. In particolare, il personale interno dovrebbe emanare eccezionali capacità di pubbliche relazioni.

Sebbene l’elenco varierà in base alle esigenze specifiche della tua attività di ristorazione, ci sono alcune posizioni fondamentali che probabilmente dovrai riempire quando apri il tuo ristorante:

  • Direttore esecutivo
  • Direttore generale
  • Chef
  • Cuochi
  • Server informatici
  • I baristi
  • Camerieri
  • Runner
  • Lavastoviglie

9- Pubblicizza il tuo ristorante

La pubblicità è fondamentale per vari motivi. Innanzitutto, i potenziali clienti dovrebbero essere in grado di trovare informazioni di base sul tuo ristorante. In secondo luogo, dovrebbero sentirsi entusiasti di provare il tuo nuovo ristorante. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per creare eccitazione intorno al tuo ristorante:

  • Usa i social media. Crea account Facebook, Twitter e Instagram per condividere notizie, foto e notizie sul tuo ristorante. Le foto e le descrizioni dovrebbero comunicare il tuo marchio. Prendi in considerazione l’idea di includere immagini di alimenti o processi dietro le quinte per attirare potenziali clienti. Assicurati di utilizzare foto di alta qualità.
  • Costruisci un sito “attraente”. Il tuo sito dovrebbe essere facile alla navigazione e il design dovrebbe rappresentare il tuo brand. Includi le informazioni di base sul tuo ristorante, inclusi indirizzo, numero di telefono, orari e menu.
  • Inserisci un annuncio sul giornale locale. Ciò contribuirà a creare consapevolezza sul tuo nuovo ristorante. Potresti anche provare a ottenere una storia o una menzione in un articolo.
  • Crea una mailing list. Quando invii e-mail creative che comunicano il tuo marchio, è essenziale utilizzare contenuti pertinenti per ciascun gruppo di clienti. Ad esempio, l’invio di offerte speciali per la prenotazione ai clienti della prenotazione o l’invio di coupon di consegna ai clienti degli ordini online sono entrambe ottime idee.
  • Offri promozioni ai nuovi clienti. Offri agli ospiti un drink o un piccolo dessert gratuiti. I clienti ricorderanno la tua eccezionale ospitalità e avranno maggiori probabilità di consigliare il tuo ristorante e di restituire se stessi.
  • Prendi in considerazione l’ idea di ospitare una grande apertura e altri eventi. Questo può avvenire dopo l’apertura. Puoi tenere degli eventi per creare “ronzio” continuo intorno al tuo ristorante, come degustazioni di vini, musica dal vivo, lezioni di cucina o menu fissi a tema.

Hai sentito il vecchio adagio “La pratica rende perfetti”. Lo stesso vale per le aperture dei ristoranti. Prendi in considerazione l’ idea di ospitare un’apertura soft per un numero limitato di persone prima di aprire le porte del tuo ristorante al pubblico. Questa strategia “test run” ti consente di affinare i tempi specifici dei pasti per vedere dove il tuo personale potrebbe essere più efficiente. Dalle feste private per amici e parenti alle anticipazioni aperte al pubblico, ci sono diverse strategie di lancio soft. Eccone alcuni popolari:

  • Offri un menu “beta” che offre la metà di ciò che è presente nel menu completo. Riduce lo stress per il nuovo personale e incoraggia i clienti a tornare a vedere il menu completo.
  • Non operare tutto il giorno. Considera di offrire solo colazione e pranzo per 4 giorni, quindi cena il quinto.
  • Ospita un happy hour di “anteprima” con voci di menu selezionate e bevande esclusive.
  • Mantieni l’apertura di amici e parenti solo con piatti gratuiti, con l’intento di invitarli a formare il tuo personale.
  • Tenere un’apertura morbida per le case e le aziende vicine. Questo ti aiuterà ad ottenere fan locali, nella speranza che tornino e suggeriscano il tuo ristorante a visitare amici e colleghi.

10- Non avere fretta, pensa “soft”

Hai sentito il vecchio detto “La pratica rende perfetti”? Lo stesso vale per le aperture dei ristoranti. Prendi in considerazione l’ idea di ospitare un’apertura soft per un numero limitato di persone prima di aprire le porte del tuo ristorante al pubblico. Questa strategia “TEST RUN” ti consente di affinare i tempi specifici dei pasti per vedere dove il tuo personale potrebbe essere più efficiente. Dalle feste private per amici e parenti alle anticipazioni aperte al pubblico, ci sono diverse strategie di lancio soft. Eccone alcuni popolari:

  • Offri un menu unico che offra la metà di ciò che è presente nel menu completo. Riduce lo stress per il nuovo personale e incoraggia i clienti a tornare a vedere il menu completo.
  • Non operare tutto il giorno. 
  • Ospita un happy hour di “anteprima” con voci di menu selezionate e bevande esclusive.
  • Tenere un’apertura per le case e le aziende vicine. Questo ti aiuterà ad ottenere clienti locali, nella speranza che tornino e suggeriscano il tuo ristorante ad amici e colleghi.

Far decollare il tuo ristorante può sembrare un compito scoraggiante. Tuttavia, poiché l’industria della ristorazione continua a crescere e le tendenze della ristorazione continuano a diversificarsi, c’è sempre spazio per un altro ristorante straordinario. Con una pianificazione dettagliata e una corretta esecuzione delle tue idee uniche, la tua attività di ristorazione può prosperare.

10 regole fondamentali per aprire un ristorante ultima modifica: 2020-01-21T11:19:55+01:00 da Federico Grossini

Ristorazione Navale: Di cosa si tratta?

Quando si parla di ristorazione, si intende un vero e proprio settore commerciale. Riguarda la produzione e la distribuzione di pasti per clienti, oltre che riguardare anche la distribuzione automatica.

In questo ambito le realtà che operano sono diverse: ristoranti, mense scolastiche o ospedaliere, ditte che si occupano di catering e le imprese che gestiscono la distribuzione di bevande e alimenti attraverso i distributori automatici.

Il settore della ristorazione ha trovato ampio sviluppo grazie alle esigenze sorte dal mondo del lavoro, o dello studio e dal settore turistico.

Infatti sono in continua evoluzione le abitudini delle persone che tendono a consumare i pasti piuttosto fuori casa e hanno sempre meno tempo. Di conseguenza la ristorazione, oltre a quella di tipo tradizionale, si sta evolvendo verso nuove forme che soddisfino le esigenze dei propri clienti.

Un settore in particolare: La ristorazione navale

È il momento di approfondire un ramo specifico che è quello della ristorazione navale.

Questo è un settore di una lunga tradizione, che si esplica secondo un sistema classico. Ovvero viaggiando e soggiornando per diversi giorni su una nave, in mare, è come se si vivesse sulla terra ferma. Pertanto sono presenti dei ristoranti che preparano quotidianamente delle pietanze, diversificando il tipo di cucina e il tipo di offerta, cioè da piatti più ricchi e costosi a quelli più semplici e più economici, per venire incontro alle possibilità di ogni passeggero.

Inoltre questo sistema nasce anche dal fatto che non vi è la possibilità e lo spazio per conservare notevoli e differenti quantità di cibo. Proprio da ciò lo intendiamo appunto come un metodo a carattere tradizionale.

Nella ristorazione navale gli alimenti subiscono tutti quelli che sono i processi di lavorazione, in maniera settoriale. Quindi dalla fase di approvvigionamento, stoccaggio, lavorazione, alla presentazione dei piatti nelle varie ricette possibili.

Le navi da crociera sono l’emblema di questa forma di ristorazione, che con la crescente tendenza dal punto di vista turistico, ha acquisito un certo livello di business.

Cosa significa cucinare sulle navi

Nella ristorazione navale bisogna considerare i numeri concernenti i piatti preparati ogni giorno. Quindi sia per il rifornimento delle materie prime che nelle diverse fasi di lavorazione, bisogna porre una notevole attenzione alle norme igieniche.

Si considera che in media in una nave da crociera ci siano circa 5000 persone tra passeggeri ed equipaggio, quindi una vera piccola città.

Questo significa che le cucine lavorano 24 ore su 24. L’igiene appunto è importante perché nel caso di un’infezione intestinale, considerando tutte le persone presenti, quali gravi conseguenze potrebbe comportare?

Perciò bisogna organizzare bene le dispense per una buona conservazione del cibo. Inoltre articoli freschi come frutta e verdura spesso vengono acquistati di volta in volta nelle varie tappe durante la rotta di viaggio.

La regola è che ogni tipo di cibo viene stoccato in un ambiente isolato dagli altri così da evitare ogni possibilità di contaminazione.

Anche le cucine hanno una divisione per reparti in base al tipo di cibo che viene preparato, se piatti caldi, o freddi, dolci o roba da panetteria.

Anche per il lavaggio delle stoviglie ci sono delle aree apposite e distinte sempre per garantire la massima igiene.

Un settore quello della ristorazione navale che ha delle norme di lavorazione ben definite e il più organizzate possibile per permettere in ambienti come lo sono le navi, di essere efficaci, veloci e garantire ogni forma di sicurezza e fiducia a tutte le persone che per un determinato periodo sono presenti a bordo.

Conclusioni

Un lavoro complesso e che deve essere perfettamente organizzato, quello della ristorazione navale, dove i numeri così alti di cibi preparati, necessita di una gestione e organizzazione che non può essere messa a punto a bordo, ma da terra.

A bordo delle navi si esegue soltanto, sotto la supervisione degli chef e di chi si occupa dell’aspetto del servizio, ma è a terra che vengono provati e pensati i menù adatti ad ogni stagione, e che vengono decise le indicazioni che vengono inviate a bordo per la preparazione dei piatti.

A rendere così funzionale questo tipo di servizio, è importante la presenza di aziende che si occupano delle forniture navali supportando le attività di catering e ristorazione di grandi e notevoli dimensioni.

Ristorazione Navale: Di cosa si tratta?
ultima modifica: 2018-08-30T19:33:18+02:00
da admin

Cos è la ristorazione pubblica con somministrazione diretta

Uno dei settori lavorativi più importanti, nonchè più discussi, è sicuramente quello della ristorazione. Ci sono tante persone che hanno il sogno di lavorare o investire come imprenditori in questo campo.                                    Quindi sapere cos è la ristorazione pubblica con somministrazione diretta, può diventare fondamentale per chi ha interesse verso questo mondo cosi affascinante ma variegato.

Non è un caso che molte persone, nel momento in cui decidono di iniziare un’attività aprendo un bar o qualunque cosa che preveda la somministrazione di alimenti e bevande, iniziano un corso di formazione specializzato che insegni loro tutto quello che serve sapere sull’argomento.

Questi corsi si chiamano Sab,ma un tempo si chiamavano corsi REC( Registro Esercenti Commercio).Questi percorsi formativi sono ricercati in tutte le regioni  ma prevedono costi, condizioni e attività diverse tra di loro. Essi trattano vari materie, da quelle legislative a quelle igienico sanitarie.

In più vengono trattate le tecniche di ristorazione, le normative di sicurezza sul lavoro e anche tutte le strategie di marketing legate a questo mondo. Ovviamente devono essere organizzati solo dagli enti certificati e che hanno tutti i requisiti richiesti dalle regioni di appartenenza.

Nel prossimo paragrafo andremo a vedere chi è obbligato a farli e quali parametri bisogna rispettare per evitarli e successivamente andremo a capire insieme con precisione cos è la ristorazione pubblica con somministrazione diretta.

Quando sono obbligatori i corsi somministrazione alimenti e bevande

Come abbiamo detto prima chi decide di mettersi in gioco nel campo della ristorazione e in un’attività che prevede la somministrazione di alimenti e bevande, avrà l’obbligo di informarsi sui corsi Sab organizzati dalla sua regione. Ma ci sono alcune eccezioni, che permettono di evitare la frequentazione di questi corsi.

Infatti nel caso in cui la persona in questione abbia maturato negli ultimi 5 anni un’esperienza professionale presso imprese e o attività che prevedevano somministrazione di alimenti e bevande, sarà esentata dall’obbligo di iscrizione e frequentazione del corso.

La stessa cosa è valida nel caso in cui  è in possesso di un titolo di studio a livello universitario o un diploma di scuola superiore o ancora di un corso triennale, che siano collegati all’attività in questione. Infine questa regola vale per chi è iscritto al registro esercenti.

Una cosa importante da ricordare è che chi avrà l’obbligo di frequentare un corso Sab, per poter essere abilitato alla professione, dovrà superarlo con esito positivo, rispettando le regole di orario minimo di presenza alle lezioni e superando un esame finale.

Esistono alcuni enti che offrono questi corsi anche on line, che come sappiamo hanno il vantaggio di permettere allo studente di non doversi spostare fisicamente per frequentare.

Ma bisogna stare attenti a verificare se, gli enti che lo propongono, abbiano tutte le certificazioni e i requisiti adatti per rilasciare l’attestato che serve allo studente, per il suo percorso formativo.

Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande:cos è

Viene definita somministrazione al pubblico di alimenti e bevande quel tipo di commercio collegato alla distribuzione e al consumo di prodotti alimentari in un locale o in spazi aperti per il pubblico. La definizione è uguale anche se si parla di distributori automatici.

Un elemento determinante del concetto di somministrazione è la presenza all’interno del locale di dipendenti e personale addetto a servire i tavoli.

Nel caso in cui ci sia l’assenza dei dipendenti e non ci sia nemmeno un servizio al tavolo, non si può più parlare di somministrazione:un esempio in tal senso può essere comprare qualcosa in una bottega o in un supermercato.

Ma in questa lista possiamo includere anche l’acquisto in una gelateria artigianale o in una rosticceria o kebaberia.

In queste situazioni  si può parlare di attività di commercio al dettaglio perchè il prodotto viene acquistato e pagato in cassa, senza nessun altro servizio.

somministrazione alimentare

Caratteristiche esercizi somministrazione

Sono tante le caratteristiche e i requisiti che contraddistinguono gli esercizi di somministrazione. Innanzitutto per quanto riguarda la loro allocazione non ci sono limiti, anche se bisognerà ovviamente seguire i regolamenti comunali.

Inoltre dovranno avere la peculiarità di essere sorvegliabili e rispettare il decreto ministeriale del dicembre 92, che stabilisce i criteri di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande.

Questi criteri sono diversificati in base al fatto se si parla di locali aperti a tutti o solo a una nicchia di persone. Gli esercizi di somministrazione alimentare definiti a tipologia unica, dovranno inoltre seguire delle accortezze igienico sanitarie in maniera attenta, per non incorrere in multe.

Questi esercizi hanno  inoltre il potere e la facoltà di vendere per asporto gli alimenti e le bevande che vendono senza nessuna particolare autorizzazione. Infine ricordiamo che non ci sono leggi che impediscono l’esercizio congiunto di attività produttive diverse tra di loro, anche se sono gestite da proprietari diversi.

Però alcune norme di settore, come le disposizioni in tema di sorvegliabilità, rendono l’operazione assolutamente improponibile.

Cos è la ristorazione pubblica con somministrazione diretta
ultima modifica: 2018-06-29T02:49:32+02:00
da admin

Tavoli per ristorante: come sceglierli

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito a un boom di interesse nei confronti del cibo e di tutto quello che ci sta intorno. Questo perchè in Italia abbiamo una grande tradizione per quanto riguarda la cucina e di conseguenza le persone sono molto appassionate al cibo e a cucinare.

Inoltre dobbiamo considerare anche il grande successo di una serie di programmi televisivi che ha accentuato questo fenomeno. Anche se negli ultimi 15 anni una grande crisi economica ha colpito tutto il mondo e anche il nostro paese, il settore della ristorazione è uno dei pochi a funzionare ancora molto bene dal punto di vista imprenditoriale.

Molti imprenditori ogni giorno sentono il desiderio di aprire un ristorante e iniziano a lavorare al progetto dovendosi occupare di molte cose e tutte molto importanti come per esempio il registratore fiscale.

Una delle cose rilevanti è sicuramente la scelta dell larredamento e in particolare iìdei tavoli tavoli. In quest’articolo, che vuole essere una guida, andremo a vedere i tavoli per ristorante, cercando di capire quali sono le varie alternative che offre il mercato e come orientarsi nella scelta, nel momento in cui si vogliono comprare per il proprio ristorante.

Vedremo quindi le caratteristiche che devono avere tavoli per ristorante e anche i vari materiali che si possono scegliere.

Tavoli per ristorante:i materiali

Nel momento in cui ci si occupa dell’arredamento del proprio locali è indispensabile informarsi e andare a scegliere i tavoli per ristorante adatti alle proprie esigenze. I parametri da considerare sono tanti e possiamo partire dalla valutazione del materiale dei tavoli.

Innanzitutto bisogna considerare che la varietà dei materiali si è evoluta nel tempo in base alle richieste del mercato, che come sappiamo cambiano spesso nel corso degli anni. La scelta quindi è molto soggettiva e riguarda i gusti e le idee di design del cliente e anche le esigenze del suo locale.

Tra i più usati abbiamo sicuramente i tavoli per ristorante di legno che sono molto belli da vedere, eleganti ma molto costosi. Questo materiale di solito è amato da chi ha il progetto di aprire un ristorante con uno stile rustico, informale e che vuole creare un ambiente e un’atmosfera accogliente e caldi.

Gli altri materiali usati per i tavoli per ristorante sono il metallo(accaio, ferro o alluminio) e i materiali sintetici.

La scelta del materiale è molto condizionata dallo spazio nel quale si mettono i tavoli in questione. Infatti c è molta differenza da questo punto di vista tra sala interna e sala esterna, per quei locali che hanno la fortuna di averla.

Iniziando dalla sala interna dobbiamo considerare che le caratteristiche che devono avere i tavoli sono il carattere e la praticità nello spostamento. In questo senso riteniamo opportuno consigliare di optare per i tavoli di legno e con materiali sintetici.

Se invece parliamo di sala esterna la situazione cambia perchè purtroppo spesso non possiedono coperture contro le intemperie e quindi il primo fattore da considerare è il discorso climatico.

L’opzione migliore quindi in questo caso è l’acquisto di tavoli di ferro, acciaio o alluminio che sono molto resistenti e non si fanno scalfire o danneggiare dal maltempo e non volano via, in caso di forte vento.

Il difetto di questi materiali è che sono un pò costosi e quindi si potrebbero scegliere i tavoli di plastica ma in quel caso il livello di qualità cala vertiginosamente. Da evitare  è assolutamente il legno che si può rovinare più facilmente e che richiede più attenzione e manutenzione.

Tavoli per ristorante: forma e dimensione

Un altro aspetto molto importante nella scelta dei tavoli per ristorante è sicuramente legato alla scelta di forma e dimensione. Infatti sbagliare questa scelta è grave perchè significherebbe non organizzare bene gli spazi.

Quindi è indispensabile considerare la grandezza della sala del ristorante:nel caso in cui sia molto stretta e lunga e che lo spazio sia occupato soprattutto dal bancone del bar, la scelta più intelligente è sicuramente quella dei tavoli fissi a muro.

Questa soluzione fa si che si possono aggiungere posti a sedere e sfruttare bene lo spazio quando il locale è pieno. Invece nel caso di sale molto spaziose l’opzione più saggia è sicuramente mettere tavoli quadrati, soprattutto perchè sono più pratici da unire nel caso arrivi nel locale una comitiva di persone molto numerosa.

Un piccolo accorgimento da attuare, e tanti lo fanno, è disporre  i tavoli in diagonale invece che in parallelo perchè occupano meno spazio.

Tavoli per ristorante: caratteristiche importanti

Le caratteristiche più importanti che devono avere sono essenzialmente: la comodità, fattore indispensabile per mettere a proprio agio i clienti; la resistenza e la qualità del materiale, perchè comprare articoli economici ma con poca qualità è un errore che nel medio termine si paga amaramente.

Molto importante è anche il fattore design ed estetico in quanto un ristorante con ottimi piatti, ma con tavoli e arredamento brutti da vedere, non verrà apprezzato dal pubblico.  Infine bisogna scegliere tavoli per ristorante facili da pulire: la scarsa igiene e pulizia danneggiano e penalizzano un ristorante o qualunque tipo di locale.

Fondamentale è la coerenza nello stile dei tavoli per  ristorante scelti che devono essere uniformi con l’atmosfera che si sceglie per il proprio ristorante.

Tavoli per ristorante: come sceglierli
ultima modifica: 2018-05-30T19:42:12+02:00
da admin

Il mestiere del pizzaiolo: intervista a Roberto Gallo

Non c è dubbio che in Italia nonostante la terribile crisi economica c è un unico settore che continua a funzionare e a dare possibilità professionali  cioè la cucina e la ristorazione. La nostra cucina è ancora una delle più apprezzate del mondo e di certo il piatto che ancora stimola la fantasia, di chi ama il cibo italiano, è sicuramente la pizza. Quindi quale miglior mestiere se non quello del pizzaiolo?

Grazie anche a programmi televisivi di successo, molte persone coltivano il sogno di affermarsi professionalmente nella cucina e il mestiere del pizzaiolo in questo senso è uno dei più gettonati in questo periodo storico.

Incontriamo Roberto Gallo, un ragazzo di 26 anni, che è riuscito a raggiungere il suo sogno di essere un pizzaiolo, e che ha accettato di rispondere a qualche domanda per i lettori di Ristomanager.

Ciao Roberto, raccontaci qualcosa su di te e sulla tua passione per la pizza.

Ciao a tutti mi chiamo Roberto Gallo, ho 26 anni e sono nato a Chieri, in provincia di Torino. La passione per la pizza è nata in maniera concreta circa 8 anni fa, quando mio fratello, anche lui pizzaiolo, mi ha proposto di aiutarlo nel forno dove lavorava. Da quel momento non ho più smesso di amare questo lavoro, che per me non è solo una professione per avere un guadagno, ma una vera e propria vocazione.

Tieni conto che la mia famiglia di origine calabrese lavora da tanti anni nel mondo della ristorazione. Infatti mio fratello e mio padre sono pizzaioli, mia madre e mia sorella sono cuoche!

Prima di iniziare a lavorare  hai frequentato un corso, una scuola o hai avuto un maestro che ti ha insegnato il mestiere del pizzaiolo?

La mia formazione è avvenuta direttamente sul campo grazie a mio fratello che mi ha permesso di lavorare con lui e mi ha insegnato tante cose. Successivamente, e per la precisione 2 anni fa, ho conosciuto Enzo Cacialli. Lui è un pizzaiolo napoletano ed è il proprietario di una pizzeria a Napoli storica, che si chiama Antica pizzeria O Presidente.

Non smetterò mai di ringraziarlo perchè mi ha insegnato tutti i segreti del mestiere e mi ha incoraggiato nel mio percorso. Lui è un grande maestro della pizza napoletana e ho preso il suo posto nella pizzeria, dove lavoro in questo momento, il Ristorante pizzeria Emporio, a Rondissone, provincia di Torino.

pizza

Spesso si discute sulle farine migliori da utilizzare per le pizze e volevo chiederti quali usi tu e quanto per te è importante la qualità delle materie prime.

Credo che ogni pizzaiolo debba usare le farine che ritiene migliori per il tipo di servizio che il locale dove lavora vuole offrire ai suoi clienti. Io personalmente uso solo farine del mulino Caputo, con dei mix di Caputo rossa e tipo 1.

Io amo questa farina perchè è macinata a pietra e questo aspetto è una garanzia dal punto di vista della qualità, in quanto, a differenza della macinazione meccanica, non fa perdere sostanze nutritive al grano.

Ovviamente la qualità delle materie prime è fondamentale per la buona riuscita del prodotto. Non mi piace chi lavora in maniera improvvisata. Ritengo che sia necessario che un buon pizzaiolo sappia creare la giusta alchimia tra l’impasto e gli ingredienti.

Hai un sogno nel cassetto? E puoi fare un saluto ai lettori di Ristomanager?

Il mio sogno è quello di partecipare al campionato mondiale della pizza e magari di vincerlo! In generale il mio obiettivo è quello di continuare ad evolvermi nel mio lavoro e di trasmettere la mia passione per la pizza a tante persone.

Un saluto a tutti i lettori di Ristomanager e spero in futuro di discutere con voi su tutti gli aspetti di questo straordinario piatto!

Il mestiere del pizzaiolo: intervista a Roberto Gallo
ultima modifica: 2018-04-19T17:38:01+02:00
da admin

RoDyMan, il robot pizzaiolo fra cucina partenopea e tech.

Gli ingredienti di quest’incredibile storia sono tre: Napoli, la pizza e la robotica. Ingredienti che, ben amalgamati, hanno creato RoDyMan, il robot-pizzaiolo.

Tutto ebbe inizio nel Prisma Lab, laboratorio di robotica dell’Università Federico II di Napoli. Qui un team di ingegneri capitanato dal prof. Bruno Siciliano ordina una pizza e ha un’intuizione: costruire un robot in grado di manipolare oggetti elastici, malleabili. Come la pasta della pizza che i nostri ingegneri stavano addentando.

E aldilà dell’impastare la pizza RoDyMan, il robot pizzaiolo, rappresenta una vera e propria tappa evolutiva nella robotica. E non solo perché i suoi movimenti fluidi abbandonano la tradizionale rigidità dei robot, ma anche perché la sua abilità potrebbe essere sfruttata in molte altre professioni manuali, anche in ambito sanitario (pensate agli avveniristici robot-chirurghi).

Un esercito di RoDyMan prenderà definitivamente il posto dei lavoratori umani?

Il prof. Siciliano assicura come RoDyMan non intenda tanto rimpiazzare l’uomo quanto affiancarlo in determinate attività. Neanche i pizzaioli in carne ed ossa, attualmente, sembrano particolarmente preoccupati da RoDyMan, infatti dubitano che una sequenza di movimenti robotici, scaturiti da algoritmi, possano rimpiazzare l’arte dei pizzaioli umani, scaturita invece dall’emozione. E da quella passione che sembra scorrere nelle loro vene come il magma del Vesuvio. “Non ci crederete ma ogni pizza ha un’anima” dice Gino Sorbillo, il pizzaiolo più noto di Napoli “un’anima che cambia da impasto a impasto”. E, per il momento, le code chilometriche fuori dal suo locale nonché i ben 150’000 occupati nel settore ristorazione lasciano ben sperare Sorbillo e suoi colleghi chef.

Tuttavia la secolare arte della pizza sembra essere stata tramandata anche a RoDyMan, i cui movimenti sono modellati su quelli del pizzaiolo Enzo Coccia, altro veterano del settore. Sullo chef sono stati infatti applicati dei sensori che permettono di trasmettere ogni movimento su uno schermo detto avatar. Da tale schermo, che funge da “mente” per RoDyMan, il robot li memorizza. E, come prevede il prof. Siciliano, nell’arco di quest’anno il robot pizzaiolo non avrà nulla da invidiare ai suoi “colleghi” in carne ed ossa, tanto che potrà fare sfoggio della sua abilità al Pizza Festival di maggio 2018. Lì, sotto gli occhi increduli dei visitatori, cucinerà pizze senza saltare alcuna fase di preparazione, partendo dall’impasto e arrivando alla cottura.

Tuttavia, quanto è costato RoDyMan, il robot pizzaiolo ?

 Il prof. Siciliano non nasconde una spesa da centinaia di migliaia di euro, che tuttavia è stata premiata con un finanziamento di ben due milioni che ha permesso al Prisma Lab dell’Università Federico II di Napoli di reclutare borsisti di dottorato da università di ogni parte del mondo. Una bell’inversione di tendenza rispetto ai laureati italiani che vanno all’estero, che riempie di orgoglio il prof. Siciliano e l’università partenopea.

RoDyMan, il robot pizzaiolo fra cucina partenopea e tech.
ultima modifica: 2018-03-22T14:46:32+01:00
da admin

Cos’è il Food & Beverage Management.

Cos’è il Food & Beverage Management?

Il Food & Beverage Management è l’insieme di competenze per la gestione di ristoranti, bar, alberghi ed enoteche. Tali competenze ruotano attorno a ogni aspetto della ristorazione, che va dal coordinare il lavoro del personale al rapporto coi clienti, passando per il calcolo dei costi.

Da queste poche righe emerge quanto le competenze manageriali siano importanti per il funzionamento di un albergo o un ristorante e per dare lustro, di riflesso, all’Italia del turismo eno-gastronomico.

Di seguito, le skills e mansioni che in un buon Food & Beverage Manager non devono mancare.

Food & Beverage Management: le skills.

Essere un Food & Beverage Manager non è cosa da tutti, questo va specificato. Per esercitare questo mestiere e sopportare la pressione di responsabilità che comporta occorrono skills quali:

  1. ottime capacità di problem solving
  2. capacità gestionali
  3. doti di leadership e coordinamento del team di lavoro
  4. ottime capacità relazionali coi collaboratori e i clienti
  5. il saper leggere/stilare un bilancio dei costi inerenti all’attività
  6. la gestione delle leve del marketing
  7. conoscenza e applicazione delle principali tecniche commerciali
  8. la conoscenza delle materie prime (in questo caso cibo e bevande), delle loro procedure di preparazione e dei loro valori nutrizionali
  9. conoscenza di ogni mansione relativa procedura dei membri del team, affinché tutti siano utili per l’attività dell’azienda
  10. la conoscenza di ogni sala e spazio del locale in funzione degli eventi e dei bisogni degli ospiti

Food & Beverage Management: le mansioni.

Ora veniamo al “clou”, ossia le vere e proprie mansioni in cui si articola il Food & Beverage Management. Eccoi principali compiti e responsabilità di un Food & Beverage Manager:

  1. individuare il fabbisogno di personale necessario a ogni fase di attività nella ristorazione
  2. selezionare il personale
  3. assegnare a ogni dipendendente compiti, tempi e modalità di svolgimento
  4. controllare l’operato di ogni singolo collaboratore
  5. soddisfare i bisogni dei clienti
  6. calcolare il costo del personale e della preparazione di cibo e bevande, quindi definire il budget
  7. vegliare sulla qualità del cibo e delle bevande da servire al cliente
  8. controllare l’igiene dei locali, delle materie prime, e di tutte le strutture e utensili destinati alla conservazione, alla preparazione e al consumo dei cibi.
Cos’è il Food & Beverage Management.
ultima modifica: 2018-02-14T18:59:43+01:00
da admin