COME SI FA A CREARE UN MENU PERFETTO?

Avere un menu perfetto rappresenta il vostro messaggio ad ogni cliente.

È fondamentale tanto quanto le pietanze e le portate che offrite. In più, alcuni “menu engineer’ hanno studiato delle tecniche che possono indirizzare le scelte della clientela.

Vediamo insieme quali sono

1. Menu – La lunghezza 

Non confondete la vostra clientela con menu dalla lunghezza e complessità eccessiva. 

Minimizzate le pagine a seconda del tipo di locale che avete ma di base cercate di mantenervi sulle 2 pagine. Se poi avete carte delle acque, dei distillati ecc., portatele al tavolo a parte. All’ interno delle 2 pagine, potete associare la scelta dei vini più adatti ad ogni portata, quella dei dolci con i passiti e una lista di formaggi in chiusura. Insomma, non screditate i menu con poche pagine: permettono al cliente di non perdersi e di essere attratti a colpo d’occhio da più possibilità, senza per questo confonderlo.

2. Menu – Il numero delle portate

Poche. Anche qua cercate di non esagerare con il numero di portate. Metterne troppe in lista vi farebbe sembrare disattenti e approssimativi, mentre i piatti darebbero la sensazione di non essere freschi. Dare troppe poche scelte, al contrario, deluderebbe profondamente la clientela. Se siete ristoranti specializzati in carne o pesce, evitate di andare sopra le 7 portate. Se, invece, non siete ristoranti specializzati, date 3 o 4 scelte di piatti di carne, 3 o 4 di pesce e 2 o 3 piatti vegani/vegetariani.

3. Menu – Il materiale 

Evitate assolutamente la plastica: dareste la sensazione di essere un locale per turisti o peggio un fast food. E poi che tipo di clienti ospitate? Facile: degli zozzoni che sporcano i menu ancor prima di ordinare. E siete davvero tanto tirchi da non potervi permettere di ristampare un menu sgualcito? Dunque puntate sulla qualità e di conseguenza la durevolezza. Scegliete copertine di carta rigida o di altri materiali ancora più pregiati (come la pelle). Fate attenzione anche al peso, il menu deve essere di un certo spessore ma deve anche essere facile da maneggiare.

4. Menu – Il triangolo d’oro

La clientela,  ha l’abitudine di iniziare a guardare il menu partendo dal centro, per poi salire in alto a destra e passare all’ angolo in alto a sinistra. Vale la pena, quindi, inserire i piatti forti proprio in quelle aree.

5. Menu – La grafica

Una copertina rigida è la soluzione migliore, ricordate sempre che i professionisti sono professionisti perché sono pagati per un lavoro specifico.

Se siete cuochi fate i cuochi, se siete ristoratori fate i ristoratori e se siete grafici, fate i menu. Il pistolotto serve a dire semplicemente che i menu scritti con il font base di Word, magari pieni di errori e dunque corretti a penna sono un pessimo messaggio pubblicitario per il vostro locale. 

Se siete stati superficiali e sciatti nello stilare il cuore della vostra proposta culinaria, quella che dovrebbe dare senso a tutta la vostra attività, come potete pretendere che il cliente si fidi di ciò che avviene nel chiuso della vostra cucina? Dunque, affidatevi ad un grafico per la costruzione e la composizione del menu. Oppure studiate design e pensateci voi…

6. Menu – I colori

Come per la grafica, il consiglio di un professionista sarebbe l’ideale. Di base, però, sappiate che il rosso rinforza una scelta; il verde rappresenta la salubrità; l’arancione è il colore dell’appetito; il giallo richiama l’attenzione.

7. Menu – Il piatto esca

In alto nella lista si possono inserire i piatti più costosi. Questo perché scorrendo il menu tutte le altre portate sembreranno a buon mercato rispetto a quello iniziale. Al contrario, se volete dare l’idea di economicità, sarà bene porre in cima i piatti meno costosi. Un’altra tendenza dei clienti, poi, è quella di scegliere i primi piatti o l’ultimo in assoluto. Sarà bene porre qui le pietanze con i migliori margini per il ristoratore.

8. Menu – Gli spazi bianchi

Anche un vuoto può essere determinante. Isolare un piatto all’interno di un menu aiuta a farlo risaltare e ad attirare l’attenzione sullo stesso.

9. Menu – I prezzi

Scrivete i prezzi alla stessa altezza dei piatti e con lo stesso font. L’unica differenza è alleggerire la scritta: se il piatto e la descrizione sono in nero stampate i prezzi in grigio. Evitate prezzi come 9,99€: fanno troppo effetto supermercato. 

Cercate di imporre prezzi unitari, senza decimali.

10. Menu – Descrivere i piatti

Uno studio dimostra che descrivere i piatti aumenta le vendite del 27%.

Per cui associate i piatti meglio descritti a quelli con i maggiori guadagni per voi. Sappiate anche che le pietanze che saltano più all’occhio nel menu sono proprio quelle descritte più a lungo.

11. Menu – Come descrivere i piatti

Lasciate stare termini complessi o inutili preziosismi letterari. Siate semplici e chiari. 

Evitate nomi complessi dei piatti e descriveteli con obiettività. Scrivete provenienza e tipologia di prodotti in poche righe, sottolineando quelli BIO, DOP, approvati da Slow Food o a km 0

Sfruttate i termini come “Fresco di giornata”, “Casereccio” o “Fatto in casa”. Inoltre, gli aggettivi come “nostri” o “della nonna” attraggono per la genuinità e la nostalgia che riescono a suscitare.

Fate attenzione a non creare aspettative errate: “mousse di zucchine con prosciutto” è diverso da “mousse di zucchine e prosciutto”.

COME SI FA A CREARE UN MENU PERFETTO? ultima modifica: 2020-01-29T09:34:07+01:00 da Federico Grossini

Come funziona la ristorazione nel settore terziario

Parlare di ristorazione, significa intendere un servizio rivolto in maniera diretta agli individui dove per lo più c’è anche un contatto umano.

Anche se l’evoluzione tecnologica sta permettendo che questa forma di servizio, oltre ad avvenire in maniera diretta, si esplichi anche con forme di intermediazione, come ad esempio nel food delivery, dove semplicemente attraverso una piattaforma o applicazione, si ordina il pasto preferito che viene dopo breve tempo consegnato direttamente a casa, sul luogo di lavoro e comunque ovunque si desidera.

La ristorazione che per certi aspetti generali non conosce crisi, anche se alcuni modelli tradizionali hanno fatto dei passi indietro, questo settore manifesta un notevole andamento di crescita, con i consumi ed in particolare quello dei pasti fuori casa che ha buoni punti percentuali di crescita.

Questo non fa altro che alimentare lo sviluppo delle attività e improntare i possibili e migliori servizi per soddisfare le nuove esigenze delle persone.

I percorsi in cui si sviluppa la ristorazione

Possiamo quindi individuare come funziona la ristorazione nel settore terziario: sono infatti distinguibili diverse forme che si differenziano in ristorazione commerciale, collettiva e i servizi di catering e banqueting.

La ristorazione commerciale comprende sia il ramo alberghiero, la ristorazione tipica, quella veloce e quella viaggiante.

Pertanto da questa diramazione si definiscono quelli che sono i tipi di locali di cui spesso usufruiamo:

  • Ristorante tradizionale, a tema, trattorie, pizzeria, osteria, ristorante gourmet, agriturismo;
  • Ristoranti di hotel;
  • Fast food, spaghetterie, tavola calda, take-away;
  • La ristorazione ferroviaria, aerea e navale.

La ristorazione collettiva invece è rivolta invece a delle categorie ben definite, ovvero un elevato numero di persone, appartenenti ad un gruppo che hanno bisogno di usufruire del medesimo servizio.

Questi non sono clienti occasionali, ma costanti e spesso, il costo del servizio non è a proprio carico ma del gruppo, azienda o realtà a cui appartengono. Così possiamo distinguere:

  • Ristorazione aziendale;
  • Scolastica;
  • Socio-sanitaria;
  • Comunitaria;
  • Assistenziale.

Catering e banqueting invece esprimono il concetto di servizio vero e proprio reso al mondo della ristorazione; dove il catering interviene principalmente nella ristorazione collettiva, mentre il banqueting, che consiste nell’organizzare ricevimenti e banchetti in ambienti privati rappresenta un’alternativa in costante crescita, al tipo di ristorazione nei ristoranti od hotel.

Individuando perciò le differenziazioni tra i diversi ambiti, diviene più chiaro capire come funziona la ristorazione nel settore terziario.

Gusto ed estetica

Per comprendere a fondo come funziona la ristorazione nel settore terziario, dobbiamo anche soffermarci su alcuni dettagli che sono differenti in base alle forme di ristorazione che precedentemente abbiamo elencato.

Infatti quando parliamo di quella commerciale, è l’individuo che sceglie il piatto secondo un proprio desiderio e gusto, tra tutta la tipologia che ogni tipo di locale offre per i propri clienti,

Inoltre nel caso di ristoranti di un certo livello o in base al tipo di cucina su cui si basa la propria offerta, anche i piatti hanno una presentazione di un certo livello estetico.

Questo perché ogni attività ristorativa aspira all’unicità e in quanto la cucina rappresenta anche una vera e propria forma di arte.

Stessi concetti anche nei servizi di catering e banqueting, dove bisogna presentare bene il proprio brand e ottenere positive recensioni per continuare ad avere mercato e richiesta.

Nel caso invece della ristorazione collettiva, qui entrano in gioco altri fattori: oltre a quello igienico e di sicurezza alimentare, vi è meno attenzione all’estetica del piatto, ma maggiore controllo e bilanciamento dal punto di vista nutrizionale.

I piatti nascono dall’apporto congiunto tra cuochi, nutrizionisti e a volte personale medico, con la supervisione di esperti di igiene.

Conclusioni

La nostra panoramica generale ci ha dato delle indicazioni importanti su come funziona la ristorazione nel settore terziario; un settore che rappresenta una buona fetta dell’economia e che è in grado di variegare da metodi tradizionali a quelli più avanzati, fornendo sempre servizi più complessi.

Un settore in cui è fondamentale il rapporto con il cliente, dove è importante la fiducia reciproca; inoltre è importante la flessibilità dell’utilizzo delle risorse affinché siano adeguate alle preferenze della clientela e ai momenti stagionali o ciclici che si susseguono.

Informatica, telematica e globalizzazione hanno inciso fortemente nella crescita di questo settore e continueranno a farlo nei prossimi anni, con conseguenze non prevedibili in questo preciso momento.

Come funziona la ristorazione nel settore terziario
ultima modifica: 2018-08-24T16:07:16+02:00
da admin