I migliori 10 ristoranti della Toscana

La Toscana è una delle regioni più antiche di Italia. Si evince infatti che i piatti di questa terra siano legati agli Etruschi. Ma quali sono gli ingredienti principali che compongono i piatti della tradizione? Non ci resta che scoprirlo insieme.

  • Il pane, volutamente non salato, in quanto utilizzato spesso d’accompagnamento ai vari salumi che la terra offre. Questo viene spesso tostato e servito insieme alle varie zuppe della zona. È anche l’ingrediente principale della famosissima Pappa al pomodoro, che non è altro che pane raffermo lasciato ammollire in acqua, accompagnato da pomodoro, aglio olio e peperoncino.

  • Il pesce utilizzato in vari modi. Tra i piatti più importanti riscopriamo il Caciucco alla Livornese, una zuppa inventata dai pescatori e preparata con gli avanzi di pesce pescato in giornata.
  • Per quanto riguarda i piatti a base di carne non possiamo dimenticare di certo la tipica Bistecca alla Fiorentina, spessa bistecca di bovino proveniente dal Chianti, che viene cotta alla griglia per pochissimi minuti e servita quasi al sangue.
  • Le verdure, vengono utilizzate nella preparazione della Ribollita, una zuppa che spesso si preparava durante il fine settimana per utilizzare tutti gli avanzi rimasti. Il suo nome deriva dalla doppia cottura, in quanto dopo averla portata a bollire per la prima volta, la zuppa viene riposta in frigo per tutta la notte e rimessa a cuocere il giorno dopo.

Abbiamo scoperto insieme alcuni dei piatti salati della cucina tipica Toscana, ma non di meno sono i dolci che si preparano da queste parti. Tra i più rilevanti i Cantucci di Siena, biscotti con mandorle aromatizzato agli agrumi e serviti col Vin Santo. Il Panforte, dolce speziato dell periodo natalizio. E per finire, ma non meno importante, il Castagnaccio, un dolce non lievitato, preparato con farina di castagne, uvetta, noci, pinoli e rosmarino.

 

Beh sicuramente vi sarà venuta voglia di provare questi piatti. Noi per questo motivo abbiamo selezionato per voi 10 dei migliori ristornanti della regione Toscana dovete potrete degustarli.

  • Enoteca Pinchiorri, che ha guadagnato ben 3 Stelle Michelin, è stata fondata da Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Feoldé. Ritroviamo proprio lei alla guida della cucina insieme allo Chef Riccardo Monco e al Sous-Chef Alessandro della Tommasina. Vanta una delle carte dei vini più prestigiosi al mondo, selezionati direttamente dal maestro Pinchiorri. La cantina è diventata uno dei luoghi più visitato a livello mondiale. Annie Feoldé, ha portato a Firenze la Novelle Cuisine.

  • Il Ristorante Bracali, gestito dai fratelli Bracali, vede alla guida della cucina Francesco. Una cucina basata sulla semplicità. Il fratello Luca, invece si occupa della cantina dei vini e dell’ospitalità, cercando di mettere l’ospite al centro di tutto. Proprio per questi motivi hanno guadagnato 2 Stelle Michelin.
  • Il Ristorante Caino di Montemerano, guidato dalla Chef Valeria Piccinni, prevede una cucina basata sulla qualità del prodotto. Si ricorre quindi ai frutti dati dall’orto. La cantina scende per diversi metri sotto la piazza del paese creando stanze dove riposano all’incirca 20 mila bottiglie.
  • Il Piccolo Principe di Viareggio, situato nel Grand Hotel Principe di Piemonte, dà luogo ad una cucina raffinata e legata alla tradizione. Lo Chef stellato Giuseppe Mancino ama la cucina innovativa, ma allo stesso tempo cerca di mantenere intatto il sapore del prodotto. La cantina del ristorante conta ben 800 etichette, per la maggior parte Toscani.

  • Arnolfo Ristorante, il cui proprietario è lo Chef Gaetano Trovato. I suoi piatti sono incentrati sulla tradizione e sui prodotti provenienti dalla Toscana, oltre l’attenzione verso la semplicità e i sapori di stagione. La sua sperimentazione in cucina lo ha portato a guadagnare 2 Stelle Michelin.
  • Il Falconiere, ristorante ricavato da un’antica limonaia. Luogo in cui prevale la qualità degli ingredienti, il rispetto della stagionalità e l’uso di prodotti a km 0. La cucina è firmata dallo Chef Silvia Regi Baracchi, alla quale è stata assegnata una Stella Michelin.
  • Il Ristorante Ora d’Aria, di Firenze, con alla guida della cucina lo Chef Marco Stabile, prende il suo nome proprio dalla vicinanza al vecchio carcere del posto. Nel 2011 ha visto assegnarsi la prima Stella Michelin. La cucina vanta qualità e trasparenza.
  • Il Pellicano, la cui cucina è guidata dallo Chef stellato Michelino Gioia. I suoi piatti sono realizzati con pesce fresco, l’agnello, la carne chianina e le erbe aromatiche. Nel menu non mancano mai  il piccione, le ostriche, la triglia, l’aragosta e gli scampi. Alla fine di ogni cena, un carrello con golosi cioccolati artigianali è offerto a tutti gli ospiti.

  • Il Silene di Roberto Rossi, situato in un borgo medievale dove un tempo vi era l’osteria della stazione di posta. La semplicità delle materie prime e il forte radicamento al territorio  sono due ingredienti fondamentali nella cucina del Silene, dove Roberto ha saputo ritrovare un legame profondo e viscerale con l’ambiente e i suoi prodotti, sviluppando un grande rispetto per le materie prime e per le loro tecniche di lavorazione e cottura.
  • Il Meo Modo by Andrea Mattei,  incarna la filosofia ‘dalla terra al piatto’, che coniuga la conoscenza profonda della sua eredità culinaria toscana con i prodotti di stagione.

 

I migliori 10 ristoranti della Toscana ultima modifica: 2018-07-23T15:13:20+02:00 da admin

I migliori 10 ristoranti in Sicilia

Sicilia terra unica per i suoi profumi e sapori. Tra i simboli culinari più importanti troviamo gli agrumi, le erbe aromatiche, i fichidindia, le mandorle, i pistacchi e le olive.

Gioca un ruolo di fondamentale importanza la frutta, spesso utilizzata nella preparazione di marmellate, macedonie, gelati e granite.

A proposito di gelato, sembra infatti che questo abbia origini siciliane, in quanto pare che ai tempi della dominazione araba si usasse preparare lo “Sherbet”, che tradotto significa “Sorbetto”. Gli arabi usavano mescolare la neve dell’Etna con canna da zucchero e succo di frutta, ottenendo così un composto definito come l’antenato del gelato.  Nel 1600, il siciliano Francesco Procopio Coltelli, ereditò dal nonno un’antica macchina sorbettiera che egli portò con sé in Francia quando aprì il più antico café parigino della storia (il café Procope), qui egli perfezionò la sua macchina e riuscì a creare i primi gelati più simili a quelli che oggi giorno si trovano in commercio. Ancor oggi infatti le attuali macchine del gelato si ispirano al sistema di mantecazione inventato da Procopio dei Coltelli.

Una delle caratteristiche della cucina siciliana è la circoscrizione delle pietanze in una determinata area, per cui la stessa ricetta diventa quasi introvabile spostandosi in un’altra zona dell’isola. Nella maggior parte dei casi si tratta di varianti della stessa ricetta regionale, ma in alcuni casi questi cibi, ad esempio i muccunetti di Mazzara del Vallo, hanno una preparazione e una commercializzazione rilevata solo nella loro zona di origine. Tale caratteristica alimentare ha portato spesso ad una divisione culinaria tra Sicilia occidentale, Sicilia centrale e Sicilia orientale. Potremmo trovare percorrendo un viaggio attraverso le provincie di quest’isola: gli arancini di Palermo, i cannoli siciliani di Catania o il pesto di Trapani.

Curiosando per le vie della regione, non si può non incappare nello Street Food, il cosiddetto cibo di strada, dove gustare tra le varie proposte le panelle e il pane con la milza. La tradizione è ricca di preparazioni veloci, e poco costose, in vendita in bancarelle o chioschi per strada. Inoltre, durante le festività, le vie si riempiono di fiere dove si trovano frittelle sia dolci che salate. Palermo è stata classificata la quinta città al mondo per il cibo di strada.

Per poter degustare i principali piatti tipici, riportiamo a seguito il nome dei migliori 10 ristoranti siciliani.

  • Ristorante La Madia – Licata

Diretto dallo Chef Pino Cuttaia, che ha lavorato nei più importanti ristoranti italiani. I suoi piatti sono ispirati alla tradizione siciliana, dagli ingredienti e dalle tecniche tipiche. Tra i piatti in menù troviamo gli gnocchi di seppia su crema di finocchio, il merluzzo affumicato alla pigna e sette tipologie diverse di pane.

  • Ristorante Duomo – Ragusa Ibla

Nel centro storico barocco di Ragusa ritroviamo il ristorante dello Chef Ciccio Sultano. Tra le ricette compaiono il timballo del ghepardo, petalo di rosa canina al miele e cicala di mare con salsa ai carapaci. La filosofia del locale è quella di riscoprire i sapori delle varie culture che hanno vissuto nel corso del tempo in Sicilia.

 

  • Ristorante Principe Cerami – Taormina

Situato all’interno dell’Hotel San Domenico Palace e diretto dallo Chef Massimo Mantarro, questo ristorante è aperto da aprile fino ad ottobre.

 

  • Ristorante Bye Bye Blues – Mondello

Una delle caratteristiche più attraenti di questo ristorante è la presenza della cantina, che conta oltre 350 diversi tipi di vino. La cucina è nelle mani di Patrizia Di Benedetto e tra i piatti speciali ci sono il risotto al ragù di polpo e profumo di zafferano, il filetto di manzo glassato al passito di Pantelleria e come dolce, la torta di limone e mandorle con gelato alla vaniglia.

 

  • Ristorante La Fenice – Ragusa

Il ristorante nasce all’interno di un’antica masseria ristrutturata, mentre la cantina dei vini si trova in una grotta naturale. A capo della cucina, lo Chef Claudio Ruta propone diversi piatti, tra cui la sfoglia di gamberi rosa con insalata mediterranea e salsa di mandorle e il gelato di senape e croccante di cipolle.

  • Ristorante La Gazza Ladra – Modica

Guidato dallo Chef Accursio Craparo, la location è situata all’interno del Palazzo Failla. Nei piatti si riscopre la ricerca della bellezza, armonia e profumi della terra siciliana.

 

  • Ristorante Casa Grugno – Taormina

Collocato in una struttura costruita nel ‘500, la cucina è affidata nelle mani dello Chef David Tamburrini, che accosta cibi antichi utilizzando materie povere.

 

  • Ristorante Corla – Caltagirone

Curato da Domenico Colonnetta e Ciccio Potti. Tra le varie proposte culinarie compare il cosciotto di coniglio ripieno con cipolle arrosto e lo sformato caldo di mandorle e cannella con gelato al Marsala.

  • Ristorante Don Serafino – Ragusa Ibla

Lo Chef Vincenzo Candiano propone diversi menù in base alle stagioni. Tra le specialità emergono le lasagnette di cacao amaro con ricotta Iblea e il coniglio farcito con pistacchi di Bronte e pancetta.

 

I migliori 10 ristoranti in Sicilia ultima modifica: 2018-06-20T17:10:11+02:00 da admin

Ristorazione: quali sono le tendenze future?

La ristorazione è indubbiamente uno dei settori lavorativi che in Italia funziona  meglio e le motivazioni sono abbastanza semplici da comprendere.  Nel nostro paese innanzitutto c è un grande interesse intorno al cibo in quanto la nostra cucina è una delle più famose e apprezzate  del mondo e ha le spalle una grande storia e tradizione.

Anche le tante trasmissioni televisive incentrate sulla cucina come Masterchef, hanno contribuito ad accentuare l’interesse verso un mondo cosi vario e cosi affascinante.

Inoltre non si deve trascurare un altro aspetto e cioè quello della convivialità.  Per  molte persone quindi mangiare insieme diventa un’occasione per instaurare nuove relazioni  o per coltivare le proprie amicizie. Ma il cibo a volte può anche essere occasione per iniziare nuove e proficue collaborazioni professionali, approfittando del clima di armonia e di amicizia che si crea tra le persone di fronte a un gustoso piatto.

Secondo alcune statistiche l’Italia è uno dei paesi in Europa nei quali si mangia di più fuori casa per tanti motivi diversi. Per esempio, specialmente al Sud, è tradizione consolidata organizzare riunioni di famiglia per festeggiare compleanni,anniversari o altre ricorrenze, mangiando fuori in locali come agriturismi,trattorie o ristoranti caratteristici del luogo.

La ristorazione quindi è uno dei settori nei quali gli imprenditori sono più stimolati  a investire, nonostante la crisi economica e le condizioni fiscali che, come ben sappiamo, nel nostro paese sono poco favorevoli e che di solito hanno il potere di scoraggiare chiunque voglia mettersi in discussione come libero professionista.

In questo articolo andremo a scoprire insieme quali sono le tendenze future nel campo della ristorazione, argomento che è di grande interesse sia per chi ama la cucina e sia per chi ha il sogno di mettersi in proprio e vuole capire su cosa puntare dal punto di vista del marketing.

Ristorazione: il diffondersi dello street food

Negli ultimi 5 10 anni una tendenza che si sta diffondendo a macchia di olio è sicuramente legata allo street food che ha come caratteristiche principali: la velocità con la quale si cucinano gli alimenti e il fatto che si consumano per strada.

I cibi sono vari e vanno dalle piadine, ai panini, alle patatine o anche roba internazionale e questa formula piace a circa 30 milioni di italiani perchè da la possibilità di mangiare mentre si sta passeggiando con la famiglia o gli amici e a  a prezzi modici. Inoltre dona l’opportunità di conoscere cibi legati al luogo nel quale si vive o un posto nel quale si è in vacanza.

Ogni anno vengono organizzate in numero sempre maggiore rassegne dedicate allo street food e per questo motivo i prodotti più apprezzati sono in genere quelli locali a discapito dei cibi provenienti dall’estero. Però a volte non purtroppo la qualità degli alimenti è molto bassa e per questo si parla spesso di cibo spazzatura.

Quello che è certo è che dal punto di vista del business, è un mercato che sta prendendo sempre più piede nel nostro paese e a dimostrazione di ciò è nata nel 2008 l’Associazione italiana Street Food , che ha la funzione riunire il meglio dell’artigianato del gusto in Italia e fare formazione e informazione attorno al tema del cibo di strada e delle sue tradizioni.

Nel 2012 è nata, per merito della casa editrice specializzata in viaggi Lonely Planet, la prima guida ai migliori street food del mondo e l’anno dopo è uscita anche una versione italiana per opera di Gambero Rosso, che subito dopo è diventata un App.

Infine è bene sottolineare che per chi ha un’attività tradizionale, lo street food può rappresentare un’idea promozionale vincente, da proporre magari in occasione di qualche importante evento o rassegna cittadina.

La moda e la diffusione della cucina vegana e vegetariana

Secondo i dati Eurispes quest’anno circa l’8 per cento degli italiani ha scelto di non mangiare più carne e di abbracciare la dieta vegetariana e tra questi più o meno 1/3 si è poi spostato sulla cucina vegana e quindi oltre a rinunciare alla carne e al pesce, non consuma i derivati della carne.

L’aumento di questo fenomeno ha varie motivazioni che vanno dal fattore etico a quello alimentare,entrambi importanti per chi compie una scelta che non è facile. Tutto ciò ha influito ovviamente anche per chi lavora nell’ambito della ristorazione, in quanto ha dovuto adattarsi a una richiesta di piatti diversi da quelle che sono le pietanze tipiche della cucina mediterranea.

Il cambiamento è stato lento e ha provocato qualche problema a livello pratico per le persone vegetariane e vegane, che si sono spesso trovate in situazioni di disagio, nel momento in cui magari cenavano fuori con gli amici o la famiglia e non riuscivano a trovare i cibi adatti al loro percorso alimentare.

Le cose stanno notevolmente cambiando e si è creato un  circolo virtuoso che ha portato negli ultimi anni a una sempre maggiore presenza di locali dedicati ai vegani in tutta Italia: botteghe, trattorie, bar dedicati a frullati ed estratti, ma anche ristoranti gourmet e proposte di alta cucina.

Ma ormai anche molti locali che non hanno un’impronta vegana o vegetariana offrono alcuni piatti vegani e hanno una parte del loro menù dedicata alla cucina alternativa, per la gioia di alcuni chef che possono sbizzarirsi nello sperimentare cose nuove.

Il peso della cucina orientale nella ristorazione

In Italia abbiamo la grande fortuna di avere una delle migliori cucine del mondo e una delle più invidiate da tanti paesi europei. Infatti piatti come la pasta o la pizza sono amatissimi ovunque e tantissimi imprenditori italiani hanno negli anni positivamente investito all estero aprendo locali e ristoranti italiani, che sono frequentati sia dagli italiani che dalle persone del posto.

Una cosa bella della cucina italiana è che risulta essere molto varia e diversa, in base alla regione dove ci si trova.M a il grande difetto del nostro paese, fino a un po’ di anni fa, era quello di essere molto chiuso nei confronti del cibo orientale.

Le cose sono per fortuna cambiate e sempre più persone si sono appassionate alla cucina orientale che è molto varia, gustosa e raffinata. In conseguenza di ciò sono nati molti locali di cucina giapponese, cinese, thailandese, ma soprattutto sono nati molti sushi bar più o meno in tutta Italia.

Alcuni di questi locali offrono prodotti di qualità più bassa e formule come per esempio la famosa all you can eat che permettono di mangiare spendendo poco e puntando sulla quantità, mentre altri ristoranti orientali ed etnici sono decisamente più costosi ma allo stesso tempo più vari e raffinati.

Conclusioni

La tendenza della ristorazione dei prossimi anni, come abbiamo visto in quest’articolo, si muoverà in due direzioni:da un lato ci sarà la continua rivalutazione della tradizione della cucina mediterranea, che fa parte della nostra cultura culinaria da tantissimi anni e che non può essere abbandonata, ma ha bisogno di rinnovarsi continuamente.

Ma dall’altro lato sarà importante aprirsi a nuovi mondi, come quello della cucina orientale ed etnica e dei piatti vegani e vegetariani, nell’ottica di una integrazione tra 2 tradizioni molto diverse, ma che possono trovare dei punti di contatto e regalare alternative a chi ama cambiare e sperimentare in continuazione.

Inoltre molti imprenditori avranno l’occasione di investire e ottenere buoni risultati sia dal punto di vista della credibilità che del business.

Ristorazione: quali sono le tendenze future? ultima modifica: 2018-06-09T06:02:20+02:00 da admin