NUOVO AGGIORNAMENTO RISTOMANAGER 2020r1

In queste ore stiamo rilasciato il Nuovo aggiornamento Ristomanager 2020r1.

Sia per Windows che per macOS (Scaricabile dall’Apple Store) Questa nuova release porterà molti cambiamenti e migliorie:

In questa nuova versione di Ristomanager 2020r1 abbiamo corretti i seguenti bug:
– il protocollo per il registratore di cassa ditron
– la gestione delle ive nei corrispettivi reparti
– aliquota iva nell’inserimento e modifica delle pietanze
– un bug sulle statistiche che non contava correttamente i coperti nel totale delle vendite
– varianti fix su android (consigliato aggiornare l’app dal playstore)
– bug su android che avveniva durante lo scambio del gruppo
– Sistemate le varianti su ios consigliato aggiornare l’app dall’apple store)

Una volta eseguita L’installazione dell’ aggiornamento Ristomanger vi consigliamo di Aggiornare tramite gli appositi store il Client (Android e/o IOS) per prendere la Relativa Comanda.

Una volta eseguita l’installazione della nuova versione visionate il video che vi illusterà come importare i vecchi prodotti presenti nelle vecchie versioni del software.

Implementare determinati software consente di velocizzare le operazioni che verrebbero svolte manualmente, riducendo i margini di errore. Infatti, l’utilizzo di un gestionale permette di ridurre gli sprechi di tempo.

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NUOVO AGGIORNAMENTO RISTOMANAGER 2020r1 ultima modifica: 2020-02-17T11:17:14+01:00 da Federico Grossini

Basta sostituire la plastica per salvare il pianeta?

Da alcuni anni, per salvare il pianeta, è stata avviata una progressiva riduzione nella produzione e nell’ utilizzo dei materiali plastici, a partire dal bando dei sacchetti per la spesa.

Questa tendenza, come sappiamo, rappresenta innanzitutto una risposta in senso ecologico, alla luce dell’inquinamento dovuto alla sua dispersione.

Sostituire la plastica è sempre la scelta migliore?

SOSTITUIRE LA PLASTICA: ALLA BASE DEL PROBLEMA

Un tempo esaltata dall’industria e dalla pubblicità per le sue caratteristiche tecniche, oggi la plastica ha perso il suo fascino, fino a diventare uno dei bersagli principali delle battaglie ambientaliste, per i danni che sta causando alla natura, ma non solo.

Infatti, gli effetti collaterali si ripercuotono anche sulla salute umana, come abbiamo visto nei nostri articoli sull’ inquinamento da microplastiche.

Oltre alle campagne di educazione e comunicazione, oggi nel mondo sono diversi gli Stati che hanno introdotto una plastic tax e i sacchetti biodegradabili a pagamento.

Tuttavia, concentrarsi solo su alcuni materiali senza correggere le abitudini e ridurre gli imballaggi serve a poco, e può deviare l’attenzione rispetto ai problemi principali da affrontare.

Le plastiche e la ricerca che le ha prodotte sono risorse da non disprezzare a priori, mentre sarebbe opportuno concentrarsi sull’ uso e sulla gestione dei materiali.

SOSTITUIRE LA PLASTICA CON MATERIALI ALTERNATIVI: COSA DICONO LE RICERCHE?

Pur essendo biodegradabile e comunemente ritenuta più ecologica, la carta, ad esempio, presenta determinate criticità. Infatti, una ricerca dell’Ente britannico per l’ambiente mostra che l’impatto ecologico maggiore di una busta dipende dalle risorse utilizzate per crearla.

Quelle di carta, su questo aspetto, richiederebbero fino a 70 volte in più di energia e 17 volte in più di acqua rispetto a quelle di plastica, e anche riciclarle sarebbe più dispendioso.

OTTIMIZZARE L’USO DEGLI OGGETTI

A prescindere dal materiale, comunque, lo studio danese puntualizza che un sacchetto andrebbe riutilizzato il più possibile per la spesa, e in seguito impiegato per contenere l’immondizia per poi essere smaltito.

Il riuso come sacco della spazzatura, però, è effettivamente praticabile solo per le buste in LDPE, avendo le stesse caratteristiche di quelle che rimpiazzano.

Questa “seconda vita”, infatti, evita l’acquisto e la produzione di altri sacchi di plastica più spessi, come sono in genere quelli commercializzati per tale scopo.

Criminalizzare la plastica di per sé, quindi, non è corretto, e ad ogni modo, per salvare il pianeta, le soluzioni messe a disposizione dalla tecnologia non devono essere considerate un’alternativa a uno stile di vita e di consumo più attento e consapevole.

NUOVE BIOPLASTICHE E SOLUZIONI ECO PER GLI IMBALLAGGI

Economica, leggera, resistente e durevole: il valore tecnico della plastica resta indubbio, e come abbiamo visto la sua sostituzione è complessa, anche alla luce delle più moderne tecnologie.

La questione del suo smaltimento, però, rappresenta un problema sempre più sentito e studiato, e sono molteplici le alternative sperimentate o già adottate.

Le bioplastiche sin qui conosciute, tuttavia, non sono da considerare a tutti gli effetti ecologiche come si può pensare, e gli avvertimenti dell’Agenzia Onu per salvare il pianeta lo confermano.

In altre parole, è sbagliato parlare di plastiche ecologiche se la biodegradabilità non è completa, perché ciò può portare a stare meno attenti all’uso di questi prodotti.

MATERIALI BIOPLASTICI

Le materie plastiche definite bio-based derivano interamente o in gran parte da risorse naturali rinnovabili, in genere amido, cellulosa e acido lattico, aspetto che determina il pro e il contro alla base di queste tecnologie.

Le fonti naturali impiegate, infatti, potrebbero essere destinate a scopi di sostentamento ben più importanti per la vita umana, a partire dalla produzione alimentare.

In questo senso, le riflessioni sono analoghe a quelle che spesso si fanno sui biocarburanti.

La plastica biodegradabile può essere decomposta grazie all’azione dei batteri, ma il tasso di degradazione può cambiare nettamente a seconda delle condizioni di smaltimento e della formulazione del materiale.

Di conseguenza, nell’ambiente il processo potrebbe richiedere molto più tempo del previsto e la diffusione di questi materiali sarebbe migliorativa solo dove raccolta e gestione siano organizzate e gestite correttamente. 

In acqua, la biodegradazione si attua con temperature di almeno 50 gradi centigradi, quindi molto superiori rispetto a quelle dei mari e dei fiumi.

PLASTICA: SÌ O NO? COMPORTAMENTI E GESTIONE FANNO LA DIFFERENZA

Anche al netto delle criticità riportate, le potenzialità tecniche delle plastiche bio-based e biodegradabili comunque non mancano, ed è certamente auspicabile un’evoluzione nelle sperimentazioni su questi materiali.

Concentrandosi sull’intero sistema produttivo, però, l’unica soluzione sensata, oltreché ecocompatibile, è la transizione verso un’economia circolare.

Infatti, nemmeno l’idea di sfruttare al massimo gli oggetti per aumentarne la vita è sufficiente in un’ottica di lungo periodo: il concetto stesso di “rifiuto” andrebbe superato.

Come abbiamo visto nella nostra intervista al professor Andrea Segrè, il passaggio a questo modello economico dovrebbe essere guidato e incentivato da una politica lungimirante, essendo portatore di grandi vantaggi ambientali e sociali.

A prescindere dai materiali, è importante contrastare fortemente l’usa e getta, la forma di utilizzo più dannosa, irrazionale e antieconomica.

Innanzitutto, però, bisogna fronteggiare il primo tra i problemi ambientali dovuti alla plastica, ovvero la sua cattiva gestione, in particolare quando i materiali vengono conferiti in discarica oppure – ancor peggio – dispersi all’aria aperta.

Ciò si verifica soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, privi di un sistema efficiente di raccolta, riciclo e smaltimento, dove alte percentuali di rifiuti non biodegradabili finiscono nell’ambiente.

TUTTI DEVONO FARE LA LORO PARTE

Per salvare il pianeta dobbiamo muoverci tutti!

Raccolta, riciclo e cambiamento delle abitudini sono gli strumenti che sanciscono questa azione congiunta.

Nel settore del packaging, ad esempio, i produttori potrebbero standardizzare i formati per renderli più facili da trattare in fase di riciclo.

Inoltre, i decisori politici, anziché concentrarsi solo su alcuni materiali, potrebbero considerare l’introduzione di una tassa su tutti i sacchetti e sugli imballaggi monouso.

Noi di Arkosoft ci teniamo all’ambiente. Potrai ridurre al minimo la carta utilizzando la nostra applicazione di gestionale per ristoranti. Prova subito la versione gratuita.

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Basta sostituire la plastica per salvare il pianeta? ultima modifica: 2020-02-11T10:31:22+01:00 da Federico Grossini

Arredamento pizzeria. Alcuni Consigli

Arredamento pizzeria, cosa significa?  Se hai già una piccola pizzeria ma i nuovi clienti tardano ad arrivare, calma e gambe in spalla.

L’arredamento della tua pizzeria sarà una componente fondamentale per il tuo business.

Contribuirà a conferire alla tua attività un’identità precisa e a fidelizzare una nuova e felice clientela. 

Ti spiegheremo perché, più che mai in questo preciso momento storico, è importante che la tua attività si distingua da quella dei tuoi competitor, proprio a partire dalla forma.

Forse non sai che, considerata la grande competizione nel settore della ristorazione e la continua fame di novità dei clienti.

L’ambiente e l’arredamento della tua pizzeria non sono fattori da sottovalutare o da considerare secondari. Possono fare la differenza, indurre un potenziale cliente a sceglierti e un cliente fidelizzato a ritornare.

Per questo, nel momento in cui deciderai di rinnovare il tuo locale o di aprirlo, dovrai pensare a quali sono le tendenze del momento e a come si sposano con la tua visione di business.

Devi puntare sulla qualità e rendere la tua pizzeria un luogo di incontro unico per i clienti fidelizzati e un posto che faccia gola a chi ancora non ti conosce.

Effettivamente è un’operazione complessa che richiede molta riflessione e, certamente, un approccio strategico. 

Noi siamo qui per darti qualche informazione che ti aiuti a intraprendere una direzione corretta ed evitare errori grossolani.

L’arredamento pizzeria deve far sentire come a casa propria

Il primo obiettivo da raggiungere, dovrebbe essere quello di far sentire il cliente a proprio agio in pizzeria.

I posti freddi, poco conviviali e gli ambienti troppo seri, non sono molto frequentati. 

Se la tua clientela è costituita prevalentemente da persone informali che vogliono trascorrere qualche ora piacevole, devi optare per un arredamento pizzeria accogliente, che faccia sentire come a casa propria.

Dividere il locale in zone può essere una buona idea

Separare la zona ristoro dalla zona operativa, in cui si gestiscono gli ordini per le consegne a domicilio e l’asporto, è di primaria importanza.

Il cliente vuole vivere un’esperienza positiva, anche mentre mangia una pizza, e non gradisce essere coinvolto in attività gestionali che non lo riguardano. 

Questo è un modo per rispettare la clientela e gestire meglio l’attività, creando quanta meno confusione possibile.

Allestire una zona bar: un’idea da considerare

Quante volte ti è capitato di avere gente nel tuo locale in attesa che un tavolo si liberasse?

Non è piacevole né per il tuo cliente che deve aspettare, né per chi deve andare via e avverte una certa pressione o per te che devi gestire entrambe le situazioni.

E’ normale che un tavolo si liberi un po’ più tardi del previsto e che due prenotazioni si sovrappongano ma c’è un’alternativa, allestendo una zona bar dove i clienti possano bere una birra, stuzzicare qualcosa. 

Ti garantiamo che, in questo modo, anche una situazione potenzialmente fastidiosa, si trasformerà in un’occasione piacevole di intrattenimento.

Allestire una cucina a vista, un atto di trasparenza

I clienti amano vedere come viene preparato il cibo che andranno a gustare.

Allestire una cucina a vista, tuttavia, non è solo un’operazione di marketing, volta a soddisfare un trend molto comune oggi.

È soprattutto un atto di trasparenza nei confronti del cliente che genera fiducia. 

Allestire la cucina a vista, comporta tuttavia massima pulizia, ordine e decoro.

Inoltre una cucina a vista, soprattutto se in linea con lo stile del locale, contribuisce fortemente a rendere la pizzeria un luogo ancora più familiare.

Una cucina a vista, inconsciamente, rimanda alla sfera familiare e porta le persone a rilassarsi, a sostare più a lungo e, di conseguenza, a consumare di più.

Al contrario, i luoghi asettici, pur offrendo prodotti di qualità, spingono il consumatore a ordinare solo lo stretto indispensabile e ad andare via subito dopo aver consumato.

L’arredamento della tua pizzeria è meglio evitare le vetrinette

Le vetrinette espositive, oltre a essere antiestetiche e superate, sono anche poco igieniche. 

Per evitare le impronte sui vetri o le condense che si creano a causa del calore, considera di eliminarle. 

Meglio un bel forno a legna a vista e per un’isola su cui tutti gli ingredienti possano essere esposti nella maniera più igienica possibile.

E’ fondamentale trovare la propria identità ed esprimerla anche attraverso lo stile e l’arredamento in pizzeria.

Arredamento pizzeria. Alcuni Consigli ultima modifica: 2020-02-07T13:43:11+01:00 da Federico Grossini

Cos’è la ristorazione 2.0?

Oggi spieghiamo cos’è la ristorazione 2.0 cercando di parlare in maniera più comprensibile possibile.

Il concetto di ristorazione 2.0 può non dirti nulla o, peggio, spaventarti ma imparare ad approcciarti a questo nuovo modo di fare fare business potrebbe portare alla tua attività una ventata di innovazione.


La tecnologia ormai è entrata a far parte dell’uso quotidiano in ogni ambito e tu non puoi proprio più ignorarlo. Non parlo solo di utilizzare un’attrezzatura all’avanguardia all’interno del tuo ristorante, per quanto questo sia sicuramente importante.

Imparare a sfruttare al meglio gli strumenti digitali che abbiamo a disposizione.

Oggi l’innovazione corre in aiuto di chi, come te, ha tante cose da fare e poco tempo per gestirle tutte, contribuendo in maniera rilevante alla riduzione degli errori nei quali si può incappare. Lo so, se non sei un nativo digitale, stai pensando che non hai il tempo per imparare ad utilizzare questi nuovi apparecchi tecnologici. Ma il bello è che è davvero tutto molto semplice e c’è chi ci ha già pensato per te!

Come la tecnologia può facilitare la tua attività

Nella tua attività sono davvero tante le cose da gestire e il tempo a disposizione non è mai troppo. Proprio per questo è fondamentale imparare ad affidarsi agli strumenti giusti che potrebbero davvero semplificare ogni cosa!


Certo, non tutto può essere automatizzato, il rapporto con il cliente è bene sia curato personalmente da uno staff preparato e cortese. La maggior parte degli italiani, infatti, preferisce ordinare una portata da un cameriere piuttosto che tramite una applicazione.


Ma se ci fosse uno strumento che ti aiutasse a far prenotare un tavolo o prendesse per te le ordinazioni di asporto e delivery? Potresti dedicare il tuo prezioso tempo ad altre attività, ottimizzando le risorse!

E il bello è proprio che la tecnologia ci ha già pensato per te. Con un’applicazione personalizzata su misura per il tuo ristorante potresti dire addio a foglietti volanti pieni di appunti. 

Gli errori nella trascrizione delle informazioni sarebbero solo un brutto ricordo.

Il processo di prenotazione e ordinazione diventerebbe molto più semplice sia per te che per i tuoi clienti.

Non puoi trascurare, infatti, l’importanza che oggi hanno gli smartphone nella vita quotidiana. La maggior parte delle ricerche avviene tramite mobile, così come gli acquisti.

Pensaci, praticamente qualsiasi cosa si può comprare online, persino cibo fresco come frutta e verdura.


Perché non far compiere anche al tuo ristorante questa rivoluzione digitale rendendolo a portata di smartphone? Il tuo business non potrebbe che trarne vantaggio e tu daresti ai tuoi clienti la possibilità di trovarti facilmente in qualsiasi momento.

Ottimizzazione delle risorse

Un’applicazione di gestione personalizzata registra automaticamente ogni ordinazione..

Questa è una delle enormi differenze che esiste tra l’avere una propria app e affidarsi a piattaforme digitali già esistenti.

I clienti sono tuoi , sei tu che conosci i loro gusti, tu che puoi scrivergli, inviargli promozioni speciali e decidere se applicare uno sconto o meno.

Essere all’ avanguardia significa proprio questo: se già efficienza e preparazione sono le parole chiave della tua attività la tecnologia ti permetterà di farne un vero e proprio mantra.

I flussi di lavoro saranno gestiti in maniera molto più chiara e lineare, in cucina non ci saranno accavallamenti di ordini e non dovrai più dedicare una persona alla prenotazione di tavoli e ordinazioni. Insomma ottimizzerai i tempi e massimizzerai i guadagni.

E il bello è che tutto questo è alla tua portata! Ristomanager.it crea applicazioni per il mondo della ristorazione pensate e sviluppate per soddisfare ogni tua esigenza.

Basterà semplicemente metterti in contatto con noi per richiedere una consulenza gratuita con un esperto.


Siamo a tua disposizione per spiegarti in dettaglio quanto può essere vantaggioso per la tua attività avere un’applicazione Custom!

Che aspetti? Scarica subito

Cos’è la ristorazione 2.0? ultima modifica: 2020-02-07T11:35:44+01:00 da Federico Grossini

Come gestire il personale


Cosa si intende per gestire il personale? E quali sono le figure che se ne occupano? Ecco tutto quello che c’è da sapere per una carriera nel settore.

Fino a qualche tempo fa, l’obiettivo della funzione HR di un’azienda era la gestione delle pratiche amministrative del personale dipendente.

La competizione globale, la sofisticazione delle tecnologie e la conseguente centralità della conoscenza hanno invece enfatizzato il ruolo del capitale umano.

Oggi la vita di un’azienda ruota attorno alle persone che ne fanno parte, alle loro competenze e alla loro capacità di contribuire al raggiungimento degli obiettivi d’impresa.

Per i responsabili della gestione del personale questo ha comportato un allargamento del loro raggio di azione. 

Oggi un Responsabile HR può toccare molti e diversi aspetti dell’attività d’impresa: vediamo insieme quali sono e che tipo di competenze servono per operare al meglio in questo settore.

Gestione del Personale: attività

Le principali attività che compongono l’universo della gestione del personale sono:

  • Pianificazione.
    Attraverso il processo di pianificazione i Responsabili HR identificano, sulla base degli obiettivi aziendali, quali sono le risorse (umane) di cui l’azienda già dispone e quali, invece, quelle che deve acquisire all’esterno;
  • Recruiting e selezione.
    Il processo di selezione prevede diversi step: la definizione dell’annuncio sulla base del profilo ricercato, la scelta del canale l’analisi dei curricula pervenuti, i colloqui e la scelta del candidato ideale;
  • Formazione e sviluppo.
    Condividere con i dipendenti gli obiettivi aziendali e fornirgli, se necessario, le opportune competenze per raggiungerli, è di cruciale importanza per guidare l’organizzazione verso i risultati attesi;
  • Valutazione del personale.
    Riguarda il monitoraggio delle performance dei dipendenti ed è propedeutico alla definizione dei sistemi di incentivazione del personale e all’identificazione degli eventuali punti di debolezza.
    Al termine del processo di valutazione viene stilato il piano di miglioramento, un documento in cui vengono indicate, laddove necessario, le azioni da mettere in campo per migliorare il rendimento del singolo lavoratore;
  • Retribuzioni. Una volta, questa era un’attività quasi esclusivamente contabile.
    Oggi, invece, le attività legate alla gestione dei compensi vengono definite con l’espressione total reward.
    Per total reward si intende l’insieme dei sistemi di retribuzione adottati dall’impresa, con il fine di attrarre e trattenere le persone motivandole e orientando i comportamenti verso gli obiettivi azienali;
  • Relazioni sindacali. È l’ambito in cui si confrontano due realtà tra loro spesso contrapposte, il datore di lavoro e le rappresentanze dei dipendenti .
    L’addetto alle relazioni sindacali sovraintende tutte le attività legate al rispetto dei contratti collettivi, alla retribuzione, alle ferie, ecc. e svolge un ruolo fondamentale in caso di controversie o crisi aziendali.

La gestione del personale comprende, dunque, sfere di attività molto diverse tra loro.

Per le responsabilità che queste comportano, ovviamente commisurate al livello occupato nell’organigramma, la funzione HR offre numerose possibilità di carriera.

Ecco quali sono le competenze essenziali per una carriera nella gestione delle risorse umane.

Le competenze richieste

Per avere successo nella gestione delle risorse umane, in qualunque ambito si decida di specializzarsi, due fattori sembrano essere determinanti.

Il primo è l’ auto formazione.

La formazione, inoltre, è la chiave per stare al passo con le innovazioni tecnologiche. Anche la gestione del personale sta incorporando la digital transformation.

Oggi gli HR hanno a disposizione un’incredibile quantità di informazioni, dati e strumenti con cui possono attirare nuovi talenti e valorizzare il capitale umano esistente.

E’ molto importante investire su sé stessi.

Leggi il nostro articolo su 10 regole fondamentali per aprire un ristorante QUI

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Come gestire il personale ultima modifica: 2020-02-06T15:40:44+01:00 da Federico Grossini

L’importanza del formato della carta

Per capire l’importanza del formato della carta dobbiamo dobbiamo comprendere alcuni tecnicismi, dalla misura della carta al suo peso e spessore, dalle serie alla luminosità e al tipo di bianco.

Esistono tanti tipi di formati di carta diversi ognuno con le proprie caratteristiche e i propri utilizzi specifici. I formati di carta variano infatti in base alla grammatura, allo spessore, alla finitura e tanto altro.

I formati carta normalizzati

Cosa vuol dire il formato carta?

Il formato carta è quella caratteristica con cui si indicano le dimensioni (lunghezza e altezza) di un foglio di carta, solitamente espresse in millimetri o in pollici.

differenziamo le misure relative a tre tipologie diverse di carta:

  • la carta per scrittura e per alcune classi di stampa è regolamentata dalla ISO 216 e definisce due serie di dimensioni (A e B);
  • le buste per la corrispondenza fanno riferimento alla ISO 269 che definisce la serie C;
  • la ISO 217 definisce la carta con margini non rifilati.

formati carta normalizzati dunque obbediscono a delle regole fisse di divisione che ne stabiliscono le misure, individuate in base a due criteri specifici.

La prima condizione necessaria è che il formato successivo si ottenga dal formato immediatamente superiore piegando in due il foglio sul lato lungo; la seconda condizione è che i lati del foglio così ottenuto rimangano in proporzione con quelli del formato precedente. 

Quali sono le misure dei diversi formati?

Come accennato nel paragrafo precedente, gli standard della norma ISO ha classificato il formato dei fogli in tre serie diverse (A, B, C) che differenziano ogni formato in base alle dimensioni e al peso del foglio.

A loro volta ogni serie è suddivisa in sottomultipli numerati, suddivisi dal formato più grande della scala (A0, B0 e C0) fino a quello più piccolo (A12, B12, C8), come mostrato nella tabella a seguire.

Serie A

A cosa serve il formato di carta A? È la carta con un punto di bianco molto elevato, va bene per qualsiasi tipo di utilizzo ed è adatta per stampanti laser, a getto d’inchiostro e per fotocopiatrici. Il risultato è eccellente e di altissima qualità;

I formati della serie A sono quelli più conosciuti e di uso più comune, specialmente all’interno degli uffici.

Dimesioni formato A4

Il formato standard utilizzato per qualsiasi documento e per le fotocopie è il foglio A4 le cui misure A4 tipiche sono di 21 x 29,7 centimetri.

Dimesioni formati A3 e A5

Il formato di dimensioni A3 è invece quello utilizzato per la stampa di locandine e progetti di grafica (le misure di un foglio A3 sono di 29,7 x 42 cm), mentre il foglio A5 è il formato tipico dei volantini, delle brochures con disegni e dei biglietti personalizzati per il compleanno o il matrimonio. Le misure del formato A5 sono di 14,8 x 21 cm.

Il formato più piccolo è il foglio A12, ma quello di uso più comune è sicuramente l’A8 che insieme al formato A7 viene utilizzato per i biglietti da visita in cartoncino o di auguri.

Dimesioni formato A6

Il formato A6, di dimensioni 10,5 x 14,8 cm, è molto utilizzato per i flyers promozionali di eventi, per le news e per le pubblicità informative.

Dimesioni altri formati

I formati più grandi sono invece quelli dei fogli di dimensioni A2, A1 e A0.

Si tratta di carta di alta qualità, adatta per le stampanti di qualsiasi tipo tutte le stampanti di qualsiasi tipo, fax e fotocopiatrici, buona resa per qualsiasi tipo di lavoro.

Serie B

A cosa serve il formato di carta B? I formati carta della serie B sono quelli utilizzati da chi lavora nel campo dell’editoria per la stampa di libri o di documenti ufficiali.

Per la stampa dei libri, in genere, si lavora con i formati B5 che hanno una dimensione di 17,6 x 25 cm. I formati B8 e B9 sono tra i formati più piccoli, mentre il B0 è il formato di carta più grande che arriva ben a un metro di larghezza.

L’area dei fogli della serie B è una media geometrica dei fogli della serie A. Quindi il B1 si trova esattamente a metà tra le dimensioni A0 e le misure del foglio A1.

Con questi formati di carta – specialmente il B2, B3 e B4 – è possibile stampare ad esempio poster o gigantografie di foto. I formati più piccoli invece sono utilizzati per la stampa di buste e passaporti.

Serie C

A cosa serve il formato di carta C? È una carta dalla qualità più economica delle altre, adatta soprattutto per la stampa in bianco e nero.

formati della serie C sono utilizzati essenzialmente per le buste da lettere o le buste postali. Le dimensioni dei fogli di questo gruppo sono una media geometrica dei formati A e B con lo stesso numero.

Ad esempio, l’area di un foglio C4 è la media geometrica di un foglio di misure A4 e di un B4. In questo modo viene facilitato l’utilizzo pratico della serie C: una pagina di formato A5 o uno A6, ad esempio, entrano perfettamente all’interno di una busta di formato C5 e C6, e lo stesso principio vale per gli altri formati sottocategorie di ogni serie.

Anche nel caso della Serie C, i formati con la numerazione minore – C0, C1, C2 e C3 – sono quelli di dimensioni più grandi, adatti a contenere fogli di dimensione maggiore.

Mentre i formati più piccoli sono quelli C7 e C8, rispettivamente di 8,1 x 11,4 cm e di 5,7 x 8,1 cm.

Come scegliere la carta per stampante

Scegliere la giusta carta per stampante, anche se sembra una decisione semplice, è in realtà un’azione da fare con attenzione soprattutto in base a quelle che sono le varie esigenze.

Solitamente, quando si effettuano gli acquisti, ci si sofferma soprattutto sul prezzo senza sapere se effettivamente soddisfaranno le proprie esigenze.

Quando si ha bisogno di carta per stampanti o fotocopie, si tende ad acquistare delle risme di carta. Cosa sono le risme? Sono dei pacchi composti solitamente da circa 500 fogli di carta.

Il formato A4 (210 × 297 mmè quello più utilizzato nelle risme, in quanto presenta la giusta dimensione per la stampante. Nelle fotocopiatrici si utilizza anche il formato A3 che è pari a due fogli di dimensioni A4 affiancati sul lato lungo.

Come già detto, scegliere la carta per la stampante dipende dal tipo di uso che se ne deve fare.

Proprio per questo motivo esistono anche altri tre criteri per la sua classificazione:

  • Uso mano: è la più economica ed è indicata soprattutto per la stampa di testo;
  • Speciale: sono tutte le varianti di carta che si trovano sul mercato (colorate, ruvide), hanno un costo più alto delle altre ma sono le meno adatte per la stampa in quanto presentano una superficie ruvida.
  • Patinata: è una carta rivestita da una sorta di patina che aumenta la sua lucentezza. E’ adatta alla stampa di colori in quanto assorbe di meno l’inchiostro facendoli brillare;

Un’altra caratteristica che differenzia un tipo di carta dall’altra è la sua Luminosità (Brightness). Questo valore viene misurato in base alla bianchezza della carta.

A seconda del valore di bianco presente avremo tipi di carta differenti, come abbiamo visto quindi carta di tipo A, di tipo B, di tipo C e carta riciclata (qualità molto più bassa delle altre in quanto è ottenuta dal riciclo di altri materiali cartacei. È di un colore meno bianco delle altre proprio per questo motivo).

Per le stampe di routine in ufficio, dove si ha bisogno di un buon risultato senza attendersi qualità fotografiche, molto spesso la scelta ottima è quella di puntare su una soluzione in cui il rapporto qualità prezzo soddisfi il perfetto compromesso.

 Cosa si intende per grammatura della carta?

La carta per stampante o per fotocopie ha delle caratteristiche tecniche ben precise che consentono di sceglierla sulla base degli utilizzi che se ne andranno a fare. Innanzitutto la carta si classifica in base al suo peso e alla sua grammatura si esprime in grammi per metro quadrato (g/mq).

Quando si parla di peso e grammatura si indica la consistenza del foglio di carta. Attenti a non confonderla con lo spessore del foglio, anche se sicuramente una carta di grammatura superiore avrà tendenzialmente uno spessore superiore.

La grammatura è “il peso di un foglio di carta di un metro quadro di superficie”. Per fare un esempio: un foglio di carta per fotocopie ha una grammatura 80. Se pesassimo un metro quadrato di quel foglio peserebbe 80 grammi.

In generale i principali tipi di carta sono:

  • 25 gr “carta bibbia” (carta con consistenza leggerissima);
  • da 60 a 90 gr abbiamo la “carta per fotocopieo da ufficio”
  • da 90 a 150 gr vi è la carta per “Volantini, manifesti e carta intestata”
  • dai 150 in su si ha la carta per “Bigliettini da visita, copertine e cartelle di presentazione”

La scelta di una determinata grammatura dipende dal risultato che si vuole ottenere e dalla destinazione d’uso della carta da utilizzare.

Una grammatura maggiore corrisponde a una carta più “pesante” e professionale, con una consistenza maggiore al tatto che in genere può indicare un maggior prestigio.

Anche in questo caso, come per le dimensioni, non esistono regole rigide da seguire obbligatoriamente. In base al contenuto e alla tipologia di utilizzo, infatti, nulla vieta di utilizzare una grammatura leggera per la stampa di manifesti o biglietti da visita.

Qual è il formato più adatto al tuo progetto?

Come detto in precedenza, il formato della carta ha delle caratteristiche specifiche che lo rende più o meno adatto a determinati utilizzi. Basta pensare alla stampa di un biglietto da visita in formato A4 per far storcere il naso anche a una persona non esperta in questo campo.

Ma quali sono le linee guida che aiutano a decidere il formato più adatto al proprio progetto?

Oltre alla grammatura, al formato della carta e alle misure c’è un altro fattore da tenere in considerazione nella scelta di un tipo di carta: la finitura. Con questo termine si indica la qualità della carta dal punto di vista estetico.

Per concludere ecco un elenco dei formati più indicati per i principali utilizzi della carta.

  • Fotocopie: formato A4 – 70 gr/mq
  • Libro: formati A4 o A6; B3 o B5 – 130 o 170 gr/mq
  • Documento standard: formato A4 – 80 o 100 gr/mq
  • Rivista: formato A5 – 170 o 200 gr/mq
  • Biglietti da visita: formato A8 – 300 o 400 gr/mq
  • Volantino: formato A5 – 130 o 170 gr/mq
  • Documento aziendale: formato A4 – 110 o 120 gr/mq
  • Brochure: formato A5 – 200 o 250 gr/mq
  • Busta: Serie C – 110 o 120 gr/mq
  • Poster: formati A0 o A1; B0 o B2 – 130 o 170 gr/mq

Leggi anche il nostro articolo inerente al registratore di cassa automatico. LEGGI

L’importanza del formato della carta ultima modifica: 2020-02-06T12:18:00+01:00 da Federico Grossini

10 regole fondamentali per aprire un ristorante

Ecco a voi alcune regole fondamentali per aprire un ristorante di successo.

1 – Scegli il tuo Brand e il tipo di Ristorante.

Per aprire un ristorante, è importante avere un concetto e un marchio chiari. Il concetto del tuo ristorante include lo stile di servizio, le pietanze che servi e l’atmosfera. 

Questo va di pari passo con il tuo brand, che costituisce l’identità, la personalità e la missione del tuo ristorante. Il tuo marchio è la forza immateriale alla base del tuo concetto di ristorante e il tuo concetto di ristorante e il tuo marchio devono essere correlati.

In base al tuo marchio e al tuo concetto, la tua sala da pranzo dovrebbe emanare un’atmosfera specifica e comunicare chi sei. Questo crea un’esperienza memorabile e significativa per i clienti che vorranno tornare. Scegliere un concetto unico e funzionale che si rivolge a un determinato gruppo demografico è uno dei fattori più importanti nella creazione del tuo concetto e marchio.

Sei un in punto luminoso oppure hai un locale che è dotato di opere d’arte moderna con un sistema mobile di punto vendita? Sei un ristorante raffinato adornato con piante e fiori alle pareti? Sei un bar poco illuminato con una numerosa lista di alcolici e organizzi eventi di jazz dal vivo? L’energia, le scelte verbali e l’attenzione del personale comunicheranno anche questo.

2- Forma le voci del menu

Prima di aprire un ristorante, ti consigliamo di stabilire alcuni prodotti alimentari di base che presenteranno il tuo menu. Decidere prima cosa ci sarà nel tuo menu è importante per capire l’equipaggiamento che ti serve, il personale che assumerai e la clientela che vuoi di attirare.

A questo punto, il tuo menu non ha bisogno di essere completamente progettato né le tue ricette devono essere completamente arricchite, a meno che il tuo intero concetto non scelga determinati elementi, come un posto per la pizza. Tuttavia, dovresti avere una solida idea della tariffa che servirai nel tuo ristorante. Più tardi nel processo di apertura del tuo ristorante, dovrai progettare il tuo menu per aumentare i profitti e aggiornarlo continuamente ottenendo informazioni su quali prodotti alimentari vendono bene e quali no.

3- Piano aziendale per il ristorante

Avere un business plan approfondito è essenziale quando si contattano gli investitori e si richiedono prestiti per un ristorante. Questo ti aiuterà anche a sviluppare la tua strategia e ad arricchire la fattibilità dei dettagli del tuo ristorante. Di seguito sono riportati i punti principali per un piano aziendale di ristorazione.

  1. Sintesi
  2. Panoramica e descrizione dell’azienda
  3. Analisi di mercato
  4. Offerte commerciali
  5. Software di gestione
  6. Strategie di marketing e pubbliche relazioni
  7. Proiezione finanziaria

4- Scegliere una posizione e l’ affitto dello spazio.

Quando si sceglie una posizione per il nuovo ristorante, le seguenti funzionalità sono tra le più importanti:

  • Visibilità e accessibilità. Seleziona un punto che può essere visto da chi guida o cammina. Dovresti anche cercare un’area in cui ci siano molti passanti. Inoltre, considera se c’è il parcheggio e la facilità di accesso a piedi o in auto.
  • La demografia. Assicurati che il target del tuo ristorante corrisponda ai dati demografici dell’area.
  • Costo del lavoro e salario minimo. È importante garantire che i costi del lavoro di un’area non riducano i profitti. Avrai anche bisogno di un’ idea chiara di ciò che i dipendenti potrebbero aspettarsi di fare in base alla posizione.
  • La competizione della zona. Alcuni concorrenti nelle vicinanze possono aiutare con il marketing. Ma è saggio avere abbastanza distanza da poter comunque garantire un solido bacino di clienti che non saranno facilmente attratti da un altro posto simile.

5- Autorizzazioni e licenze

Per aprire un ristorante, devi ottenere diversi permessi e licenze . Può valere la pena rivolgersi a un consulente legale al momento della presentazione dei permessi e delle licenze di ristorante per assicurarsi di completare ogni passaggio necessario.

6- Trova un fornitore di attrezzature e alimenti

Una fonte costante e affidabile di attrezzature e ingredienti a prezzi ragionevoli, deve essere stabilita e mantenuta per garantire il successo del ristorante. 

7- Progettare un Layout e Gestire l’attività

Quando avvii un ristorante, ti consigliamo di pensare attentamente a come organizzare l’intero layout per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel menu e nel tema. Il tuo obiettivo principale dovrebbe essere quello di creare un flusso sistematico da casa a casa , dalla hostess ricevente fino alla cucina. Una volta stabilito il layout di base, puoi progettare e decorare la tua sala da pranzo e pensare alla gestione del ristorante. Il nostro prodotto potrebbe fare a caso tuo. Da molti anni ci preoccupiamo di fornire la migliore esperienza possibile per i nostri clienti. Puoi provare subito gratuitamente la Demo del nostro gestionale TOTALMENTE OFFLINE. Scopri di più https://ristomanager.it/scarica.html

8- Assumi il personale “giusto

Un passo importante nell’apertura di un ristorante è l’assunzione del personale. Considera tutti i ruoli che devono essere ricoperti nel tuo prima di assumere del personale.

Questo può includere la gestione e la supervisione delle risorse umane, l’acquisto di alimenti e bevande, la ricezione e la conservazione dei prodotti, la preparazione degli alimenti, il servizio di ristorazione, la pulizia, il marketing, le vendite, le pubbliche relazioni, la contabilità, la revisione contabile e i servizi di bar.

Per il personale interno, cerca candidati con esperienza pregressa e un’estrema capacità Multitasking e di lavoro rapido ed efficiente. Tutti i dipendenti dovrebbero lavorare bene con gli altri ed essere in grado di mantenere la calma sotto pressione. In particolare, il personale interno dovrebbe emanare eccezionali capacità di pubbliche relazioni.

Sebbene l’elenco varierà in base alle esigenze specifiche della tua attività di ristorazione, ci sono alcune posizioni fondamentali che probabilmente dovrai riempire quando apri il tuo ristorante:

  • Direttore esecutivo
  • Direttore generale
  • Chef
  • Cuochi
  • Server informatici
  • I baristi
  • Camerieri
  • Runner
  • Lavastoviglie

9- Pubblicizza il tuo ristorante

La pubblicità è fondamentale per vari motivi. Innanzitutto, i potenziali clienti dovrebbero essere in grado di trovare informazioni di base sul tuo ristorante. In secondo luogo, dovrebbero sentirsi entusiasti di provare il tuo nuovo ristorante. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per creare eccitazione intorno al tuo ristorante:

  • Usa i social media. Crea account Facebook, Twitter e Instagram per condividere notizie, foto e notizie sul tuo ristorante. Le foto e le descrizioni dovrebbero comunicare il tuo marchio. Prendi in considerazione l’idea di includere immagini di alimenti o processi dietro le quinte per attirare potenziali clienti. Assicurati di utilizzare foto di alta qualità.
  • Costruisci un sito “attraente”. Il tuo sito dovrebbe essere facile alla navigazione e il design dovrebbe rappresentare il tuo brand. Includi le informazioni di base sul tuo ristorante, inclusi indirizzo, numero di telefono, orari e menu.
  • Inserisci un annuncio sul giornale locale. Ciò contribuirà a creare consapevolezza sul tuo nuovo ristorante. Potresti anche provare a ottenere una storia o una menzione in un articolo.
  • Crea una mailing list. Quando invii e-mail creative che comunicano il tuo marchio, è essenziale utilizzare contenuti pertinenti per ciascun gruppo di clienti. Ad esempio, l’invio di offerte speciali per la prenotazione ai clienti della prenotazione o l’invio di coupon di consegna ai clienti degli ordini online sono entrambe ottime idee.
  • Offri promozioni ai nuovi clienti. Offri agli ospiti un drink o un piccolo dessert gratuiti. I clienti ricorderanno la tua eccezionale ospitalità e avranno maggiori probabilità di consigliare il tuo ristorante e di restituire se stessi.
  • Prendi in considerazione l’ idea di ospitare una grande apertura e altri eventi. Questo può avvenire dopo l’apertura. Puoi tenere degli eventi per creare “ronzio” continuo intorno al tuo ristorante, come degustazioni di vini, musica dal vivo, lezioni di cucina o menu fissi a tema.

Hai sentito il vecchio adagio “La pratica rende perfetti”. Lo stesso vale per le aperture dei ristoranti. Prendi in considerazione l’ idea di ospitare un’apertura soft per un numero limitato di persone prima di aprire le porte del tuo ristorante al pubblico. Questa strategia “test run” ti consente di affinare i tempi specifici dei pasti per vedere dove il tuo personale potrebbe essere più efficiente. Dalle feste private per amici e parenti alle anticipazioni aperte al pubblico, ci sono diverse strategie di lancio soft. Eccone alcuni popolari:

  • Offri un menu “beta” che offre la metà di ciò che è presente nel menu completo. Riduce lo stress per il nuovo personale e incoraggia i clienti a tornare a vedere il menu completo.
  • Non operare tutto il giorno. Considera di offrire solo colazione e pranzo per 4 giorni, quindi cena il quinto.
  • Ospita un happy hour di “anteprima” con voci di menu selezionate e bevande esclusive.
  • Mantieni l’apertura di amici e parenti solo con piatti gratuiti, con l’intento di invitarli a formare il tuo personale.
  • Tenere un’apertura morbida per le case e le aziende vicine. Questo ti aiuterà ad ottenere fan locali, nella speranza che tornino e suggeriscano il tuo ristorante a visitare amici e colleghi.

10- Non avere fretta, pensa “soft”

Hai sentito il vecchio detto “La pratica rende perfetti”? Lo stesso vale per le aperture dei ristoranti. Prendi in considerazione l’ idea di ospitare un’apertura soft per un numero limitato di persone prima di aprire le porte del tuo ristorante al pubblico. Questa strategia “TEST RUN” ti consente di affinare i tempi specifici dei pasti per vedere dove il tuo personale potrebbe essere più efficiente. Dalle feste private per amici e parenti alle anticipazioni aperte al pubblico, ci sono diverse strategie di lancio soft. Eccone alcuni popolari:

  • Offri un menu unico che offra la metà di ciò che è presente nel menu completo. Riduce lo stress per il nuovo personale e incoraggia i clienti a tornare a vedere il menu completo.
  • Non operare tutto il giorno. 
  • Ospita un happy hour di “anteprima” con voci di menu selezionate e bevande esclusive.
  • Tenere un’apertura per le case e le aziende vicine. Questo ti aiuterà ad ottenere clienti locali, nella speranza che tornino e suggeriscano il tuo ristorante ad amici e colleghi.

Far decollare il tuo ristorante può sembrare un compito scoraggiante. Tuttavia, poiché l’industria della ristorazione continua a crescere e le tendenze della ristorazione continuano a diversificarsi, c’è sempre spazio per un altro ristorante straordinario. Con una pianificazione dettagliata e una corretta esecuzione delle tue idee uniche, la tua attività di ristorazione può prosperare.

10 regole fondamentali per aprire un ristorante ultima modifica: 2020-01-21T11:19:55+01:00 da Federico Grossini

Ristoranti della Toscana: I migliori 10

La Toscana è una delle regioni più antiche di Italia. Si evince infatti che i piatti di questa terra siano legati agli Etruschi. Ma quali sono gli ingredienti principali che compongono i piatti della tradizione ed i migliori ristoranti della toscana ? Non ci resta che scoprirlo insieme.

  • Il pane, volutamente non salato, in quanto utilizzato spesso d’accompagnamento ai vari salumi che la terra offre. Questo viene spesso tostato e servito insieme alle varie zuppe della zona. È anche l’ingrediente principale della famosissima Pappa al pomodoro, che non è altro che pane raffermo lasciato ammollire in acqua, accompagnato da pomodoro, aglio olio e peperoncino.

  • Il pesce utilizzato in vari modi. Tra i piatti più importanti riscopriamo il Caciucco alla Livornese, una zuppa inventata dai pescatori e preparata con gli avanzi di pesce pescato in giornata.
  • Per quanto riguarda i piatti a base di carne non possiamo dimenticare di certo la tipica Bistecca alla Fiorentina, spessa bistecca di bovino proveniente dal Chianti, che viene cotta alla griglia per pochissimi minuti e servita quasi al sangue.
  • Le verdure, vengono utilizzate nella preparazione della Ribollita, una zuppa che spesso si preparava durante il fine settimana per utilizzare tutti gli avanzi rimasti. Il suo nome deriva dalla doppia cottura, in quanto dopo averla portata a bollire per la prima volta, la zuppa viene riposta in frigo per tutta la notte e rimessa a cuocere il giorno dopo.

Abbiamo scoperto insieme alcuni dei piatti salati della cucina tipica Toscana, ma non di meno sono i dolci che si preparano da queste parti. Tra i più rilevanti i Cantucci di Siena, biscotti con mandorle aromatizzato agli agrumi e serviti col Vin Santo. Il Panforte, dolce speziato dell periodo natalizio. E per finire, ma non meno importante, il Castagnaccio, un dolce non lievitato, preparato con farina di castagne, uvetta, noci, pinoli e rosmarino.

Beh sicuramente vi sarà venuta voglia di provare questi piatti. Noi per questo motivo abbiamo selezionato per voi 10 dei migliori ristornanti della regione Toscana dovete potrete degustarli.

  • Enoteca Pinchiorri, che ha guadagnato ben 3 Stelle Michelin, è stata fondata da Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Feoldé. Ritroviamo proprio lei alla guida della cucina insieme allo Chef Riccardo Monco e al Sous-Chef Alessandro della Tommasina. Vanta una delle carte dei vini più prestigiosi al mondo, selezionati direttamente dal maestro Pinchiorri. La cantina è diventata uno dei luoghi più visitato a livello mondiale. Annie Feoldé, ha portato a Firenze la Novelle Cuisine.

  • Il Ristorante Bracali, gestito dai fratelli Bracali, vede alla guida della cucina Francesco. Una cucina basata sulla semplicità. Il fratello Luca, invece si occupa della cantina dei vini e dell’ospitalità, cercando di mettere l’ospite al centro di tutto. Proprio per questi motivi hanno guadagnato 2 Stelle Michelin.
  • Il Ristorante Caino di Montemerano, guidato dalla Chef Valeria Piccinni, prevede una cucina basata sulla qualità del prodotto. Si ricorre quindi ai frutti dati dall’orto. La cantina scende per diversi metri sotto la piazza del paese creando stanze dove riposano all’incirca 20 mila bottiglie.
  • Il Piccolo Principe di Viareggio, situato nel Grand Hotel Principe di Piemonte, dà luogo ad una cucina raffinata e legata alla tradizione. Lo Chef stellato Giuseppe Mancino ama la cucina innovativa, ma allo stesso tempo cerca di mantenere intatto il sapore del prodotto. La cantina del ristorante conta ben 800 etichette, per la maggior parte Toscani.

  • Arnolfo Ristorante, il cui proprietario è lo Chef Gaetano Trovato. I suoi piatti sono incentrati sulla tradizione e sui prodotti provenienti dalla Toscana, oltre l’attenzione verso la semplicità e i sapori di stagione. La sua sperimentazione in cucina lo ha portato a guadagnare 2 Stelle Michelin.
  • Il Falconiere, ristorante ricavato da un’antica limonaia. Luogo in cui prevale la qualità degli ingredienti, il rispetto della stagionalità e l’uso di prodotti a km 0. La cucina è firmata dallo Chef Silvia Regi Baracchi, alla quale è stata assegnata una Stella Michelin.
  • Il Ristorante Ora d’Aria, di Firenze, con alla guida della cucina lo Chef Marco Stabile, prende il suo nome proprio dalla vicinanza al vecchio carcere del posto. Nel 2011 ha visto assegnarsi la prima Stella Michelin. La cucina vanta qualità e trasparenza.
  • Il Pellicano, la cui cucina è guidata dallo Chef stellato Michelino Gioia. I suoi piatti sono realizzati con pesce fresco, l’agnello, la carne chianina e le erbe aromatiche. Nel menu non mancano mai  il piccione, le ostriche, la triglia, l’aragosta e gli scampi. Alla fine di ogni cena, un carrello con golosi cioccolati artigianali è offerto a tutti gli ospiti.

  • Il Silene di Roberto Rossi, situato in un borgo medievale dove un tempo vi era l’osteria della stazione di posta. La semplicità delle materie prime e il forte radicamento al territorio  sono due ingredienti fondamentali nella cucina del Silene, dove Roberto ha saputo ritrovare un legame profondo e viscerale con l’ambiente e i suoi prodotti, sviluppando un grande rispetto per le materie prime e per le loro tecniche di lavorazione e cottura.
  • Il Meo Modo by Andrea Mattei,  incarna la filosofia ‘dalla terra al piatto’, che coniuga la conoscenza profonda della sua eredità culinaria toscana con i prodotti di stagione.
Ristoranti della Toscana: I migliori 10
ultima modifica: 2018-07-23T15:13:20+02:00
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Registratore di cassa fiscale: come scegliere il più adatto

Uno degli strumenti più importanti e in alcuni casi indispensabili, per chi ha un’attività commerciale è sicuramente il registratore di cassa fiscale.  Questo strumento si può definire come un aggeggio meccanico o elettronico, usato per calcolare e memorizzare le varie operazioni di vendita e di solito è unito a un cassetto per tenere ordinato il denaro e dividerlo in base ai vari tagli.

La maggior parte dei registratori di cassa è in grado di stampare uno scontrino fiscale per il cliente e nel quale sono presenti i vari dettagli dell’acquisto e cioè la somma, la data e l’identificazione della cassa.

Registratore di cassa fiscale: la storia

Si dice che il registratore di cassa fiscale sia nato grazie a un certo James Ritty che era proprietario di un saloon e  voleva  evitare che i suoi dipendenti approfittassero di qualche  suo errore per rubare  parte un pò di soldi del guadagno.

Il primo registratore di cassa si chiamava Ritty’s Incorruptible Cashier”, che si traduce letteralmente  con “l’incorruttibile registratore di cassa di Ritty”. Nell’epoca moderna ha assunto un ruolo ben più importante, cioè comunicare guadagno e spese di un’attività commerciale all’agenzia delle entrate e forse non tutti sanno che l ‘Italia è stato il primo paese a renderlo obbligatorio per legge nel lontano 1983.

I vari tipi di registratore di cassa

Il registratore di cassa in un’attività commerciale è utile non solo per la questione pagamenti ma per tante altre cose come per esempio il monitoraggio, l inventario e la gestione dei flussi di cassa. In base al tipo di negozio si dovrà scegliere un registratore di cassa adatto alle varie esigenze.

Facciamo un solo esempio. Chi per esempio ha un negozio di abbigliamento che vende bene e che ha ricambi stagionali di inventario ha bisogno di un registratore di cassa fiscale, al quale poter collegare un lettore di codice a barre un Pos e un Pc e anche un programma di gestione magazzino, che aiuti a organizzare tutta l’attività del negozio.

Oppure chi ha un negozio molto grande e con tante vendite potrebbe orientarsi su un registratore di cassa fiscale con touch screen che permette di fare più operazioni in contemporanea, di velocizzarle e di effettuare anche attività complesse.

In conclusione prima di scegliere un modello di registratore di cassa fiscale, bisogna considerare molti aspetti e variabili, altrimenti c è il rischio di spendere soldi inutilmente e non avere quello che si cerca.

Ristomanager e il registratore di cassa

Ristomanager è uno dei software per la gestione dei ristoranti migliori nel mercato, tra i più innovativi e anche tra i più convenienti, visto che si può acquistare in abbonamento, a un prezzo molto vantaggioso e competitivo.

Questo tipo di software è compatibile con i registratori fiscali KUBE II F, ma è importante ricordare che si può anche usare senza registratore di cassa fiscale e usarlo come preconto, per poi andare nel registratore classico, e cioè quello non collegato al pc, e stampare infine lo scontrino fiscale.

Registratore di cassa fiscale: come scegliere il più adatto
ultima modifica: 2018-05-25T18:23:04+02:00
da admin

Ristomanager Gestione Comande: l’app disponibile anche su iPhone e iPad.

Gestione Comande

Siamo felici di annunciarvi che la app di Ristomanager Gestione Comande, il nostro client per prendere e inviare comande ai tavoli dei ristoranti, da oggi è utilizzabile anche sui dispositivi di casa Apple (iPhone e iPad).

A partire da ora potrete quindi scaricarlo da Apple Store o dal seguente link:

https://itunes.apple.com/us/app/ristomanager-gestione-comande/id1378289847?platform=ipad&preserveScrollPosition=true#platform/ipad

Vi ricordiamo che con il client Gestione Comande avrete la possibilità di gestire i tavoli , inviare la comanda ai reparti del vostro ristorante e inviare anche il conto o pre-conto. Per utilizzare app sarà necessario installare nel vostro computer l’apposito server. Tale server, per venire incontro a un’utenza sempre più vasta, è compatibile sia coi computer col sistema operativo Windows che col Mac. Fatto ciò dovrete inserire i vostri dati d’accesso per entrare nel server e poi nel client.

Le funzioni.

Elenchiamo ora le molteplici funzioni del client Ristomanager Gestione Comande:

  • – Aggiungere una Comanda
  • – Modificare una Comanda
  • – Eliminare una Comanda
  • – Inviare una comanda in Stampa
  • – Visualizzare tutti i tavoli
  • – Stampare lo scontrino
  • – Liberare il tavolo
  • – Divisione della comanda in gruppi. Con questa funzione si può anche invertire l’ordine delle comande
  • – Inserimento di una Nota per ogni prodotto o pietanza prima di inviarla
  • – Inserimento di ulteriori comande con la funzione Aggiunta

Oggi è un grande giorno per Arkosoft che migliora di giorno in giorno i suoi Prodotti!

Ristomanager Gestione Comande: l’app disponibile anche su iPhone e iPad.
ultima modifica: 2018-05-10T15:05:50+02:00
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