La dieta americana, in cosa consiste?

La dieta americana

In molti durante la primavera valutano se dimagrire oppure no. Il sogno di tutti ovviamente è quello di riuscire a tornare in forma prima dell’estate. Avete mai sentito parlare della dieta americana? Quest’ultima è stata progettata con la massima cura con lo scopo principale di perdere i chili in eccesso e va a basarsi principalmente sulla combinazione chimica fra qualche cibo che da una mano ad attivare più rapidamente il metabolismo facendolo diventare con il passare del tempo un vero e proprio brucia grassi favorendo la termogenesi ma tenendo sempre in considerazione che tale dieta di cui vi stiamo parlando è strutturata per essere seguita non oltre 72 ore, caso contrario l’organismo potrebbe iniziare a creare problemi di varia natura.

La Dieta Americana sta riscuotendo sempre più successo

Ai tempi d’oggi sono sempre più le persone che per una cosa o l’altra sono obese ed è per questo che è consigliato – sopratutto per vivere al meglio – cercare di tenere il peso forma ideale.

La dieta americana rispetto agli inizi sta riscuotendo con il tempo sempre più successo e sono davvero tante ad oggi le persone che la stanno provando con risultati più che soddisfacenti. La dieta americana è certamente una delle ultimissime novità che sta letteralmente facendo il giro di Internet. Lo scopo di tale dieta qual’è? La risposta è molto semplice, cercare di perdere almeno 3KG di peso corporeo in tre giorni compito arduo ma non impossibile se viene seguito alla lettera il programma.

Come riesce la dieta americana a far perdere 3KG in 3 giorni?

Come è possibile che la dieta americana permetta di perdere 3KG in sole 72 ore? Bruciare i grassi in più con questa dieta è possibile alla fin dei conti basta volerlo e il gioco è fatto.

Il funzionamento

La dieta americana andrebbe seguita passo per passo se si vogliono veramente ottenere i risultati sperati in cosi breve tempo. Solo cosi si va ad attivare la magia, applicata logicamente tramite l’associamento di appositi cibi combinati appositamente per dare una vera e propria scossa al metabolismo e sistema ormonale. La dieta americana, tra le altre cose, viene chiamata anche con il nome dieta del supermetabolismo.

La dieta dei tre giorni e non oltre

Cosa fondamentale che in molti trascurano è che la dieta americana non si può applicare per nessuna ragione al mondo per più di un mese di seguito. Inoltre tale metodo consiste in 72 ore di dieta come già accennato poco sopra con conseguenti 4 giorni di riposo completo. Questi tre giorni devono corrispondere all’incirca ad una perdita di 2-3 chili. Stando agli esperti la cosa essenziale è seguire passo per passo tale dieta altrimenti non si avranno i risultati sperati. Logicamente la dieta si può seguire anche per più di tre giorni ma i benefici al corpo non ci saranno, anzi a rimetterci in maniera pesante sarà il benessere generale.

La dieta americana inganna il metabolismo

La dieta americana deve in particolar modo la sua efficacia all’abbinamento di qualche preciso cibo che ha la capacità di andare ad ingannare in maniera significativa il metabolismo, rendendolo di conseguenza più attivo rispetto ai classici standard e dunque idoneo a bruciare nel miglior modo possibile i grassi in eccesso. Ad esempio, il caffè grazie al suo contenuto elevato di caffeina è tanto importante per dare una scossa tangibile al metabolismo, per questa semplice motivazione non va per nessuna ragione al mondo sostituito con tisane o qualsiasi altro genere di caffè esistente. E’ consigliato tra l’altro bere come minimo tre litri di acqua al giorno per andare a depurare il corpo smaltendo le tossine.

Dieta Americana: come dividere i tre giorni per perdere 3 chili e cosa mangiare

1° Giorno

Colazione: 1 caffè o thè, mezzo pompelmo, 1 fetta di pane tostato con due cucchiai con il miele
Pranzo: 120g di tonno al naturale, una fetta di pane tostato
Cena: 100g di carne bianca, 240g di fagiolini lessi, 120g di barbabietole rosse, 1 mela e 100g di gelato al limone

2° Giorno

Colazione: 1 caffè, 1 uovo sodo, mezza banana e 1 fetta di pane tostato
Pranzo: 200g di fiocchi di latte e 1 pacchetto di cracker integrali
Cena: 2 wurstel, 240g di broccoli, 120g di carote, mezza banana e 100g di gelato alla vaniglia

3°Giorno

Colazione: 1 caffè, 1 pacchetto di cracker, 30g di formaggio gruviera e 1 mela
Pranzo: 1 uovo sodo ed una fetta di pane tostato
Cena: 120g di tonno al naturale, 240g di barbabietole rosse, 120g di cavolfiore, 2 kiwi e 100g di gelato al limone

Conclusioni

La dieta americana è senz’altro una delle diete migliori che ci siano che con il passare del tempo sta riscuotendo sempre più successo. Noi personalmente consigliamo di provarla cosi da valutare se fa al caso vostro oppure no.

La dieta americana, in cosa consiste? ultima modifica: 2020-02-12T11:35:10+01:00 da Alex

Le farine farine per la pizza: scegli quella al caso tuo.

Come scegliere le migliori farine per la pizza.

Tutti coloro che, per mestiere o per semplice passione, intendono preparare la classica pizza, dovranno conoscere le migliori farine per la pizza in commercio da utilizzare al fine di creare al meglio il proprio prodotto. Attraverso questa sorta di guida elencheremo tutte le migliori farine utilizzabili per l’impasto della pietanza più amata al mondo: la pizza.

Conoscere le farine che si utilizzano risulterà fondamentale per la preparazione e la riuscita finale del prodotto, spesso causa di insuccessi e lamentele. Acquistare la prima farina sul ripiano di un supermercato non è sufficiente, ma lo stesso discorso vale anche per i pizzaioli di professione.

Ogni farina possiede proprietà e pregi differenti, come ci viene ricordato anche sul sito Esaustivo.it. Esse si sposano con determinate determinate, per risultare del tutto inadatte ad altre. Per essere certi dell’acquisto della farina giusta si dovranno valutare tutta una serie di caratteristiche come tipologie di grano, forza e contenuto di proteine.

CARATTERISTICHE DELLE DIVERSE TIPOLOGIE DI FARINE

FARINA TIPO 0: la farina di tipo “0” è ricca di glutine e molto indicata per l’impasto del pane tradizionale. Essa è più grossolana e meno fine della farina “00”.

FARINA TIPO 00: essa è la farina di uso più comune in cucina, nonché la più venduta. La sua fine granulazione deriva dalla lavorazione a cui sono sottoposte le parti più interne dei semi di grano teneri. Durante questo processo di lavorazione però vengono eliminati tutta una serie di nutrienti come i sali minerali, le fibre e le vitamine contenuti nel grano. Il risultato è una farina che, malgrado la semplicità di utilizzo, è priva dei nutrienti essenziali. Ciò comporta che sia più ricca di zuccheri e meno digeribile di altri tipi di farina.

FARINA TIPO 1: questo tipo di farina ha al suo interno un’alta concentrazione di germe di grano e crusca, utili all’organismo. La sua consistenza si sposa perfettamente con la preparazione di pizze, dolci da forno e pane.

FARINA TIPO 2: questa tipologia di farina la rende un prodotto semi-integrale dovuto ad una macinazione più grossolana, ad alto contenuto di fibre. Rispetto alla farina totalmente integrale la sua consistenza permette una più semplice lavorazione, ma la lievitazione dell’impasto avverrà molto più lentamente rispetto ad una farina tradizionale di tipo 00 e 0. La farina di tipo 2 viene comunemente impiegata nella preparazione di pizza, pane e dolci da forno.

FARINA INTEGRALE: la lavorazione di questa farina risulta essere più difficoltosa rispetto alle altre tipologie analizzate finora, ma il suo contenuto di nutrienti essenziali rimane il più alto grazie alla macinazione per intero del grano. La sua consistenza al tatto si presenta granulosa, mentre la sua lavorazione richiede una mano esperta, ma tuttavia è possibile acquistare il prodotto macinato a pietra, per consentire una maggiore lavorazione casalinga dell’impasto, ideale anche per la preparazione delle pizze.

FORZA DELLE FARINE

Le farine vengono classificate in base alla forza, calcolata in “W“. La “W” è un’unità di misura che indica la capacità di:

  1. assorbire i liquidi durante il processo di lavorazione dell’impasto
  2. trattenere l’anidride carbonica utile alla lievitazione. Tale capacità dipende dalla presenza di glutine nella farina stessa.

Le diverse farine si dividono quindi in forti e deboli, dalle più forti fino a un valore riportato in etichetta di 500 W, alle più deboli da 130 W.

FARINE DEBOLI: esse raggiungono i 170 W e assorbono circa il 50% dei liquidi durante il processo di impasto. Sono indicate soprattutto per la preparazione dei biscotti.

FARINE MEDIE: queste tipologie di farine raggiungono i 180 W fino a 260 W, assorbendo il 65% dei liquidi durante l’impasto, associate alla preparazione dei panini.

FARINE FORTI: esse raggiungono una capacità fra i 270 e i 350 W, assorbendo in media il 70% dei liquidi durante il processo di impasto. Esse risultano quindi ideali per la preparazione delle pizze, soprattutto la farina di Manitoba, che con la sua capacità di assorbimento di liquidi del 90% compensa quello delle farine più deboli.

FARINE MOLTO FORTI: queste farine oltrepassano i 350 W, assorbendo il 90% dei liquidi durante il processo di lavorazione dell’impasto. Sono impiegate soprattutto in pasticceria per dolci come i panettoni e i pandori.

MISURAZIONE DELLE CENERI DELLE FARINE: ogni farina riporta in etichette il proprio contenuto di sali minerali intatti dopo la lavorazione di macinazione. Le ceneri rappresentano l’unità di misura della raffinazione della farina stessa, più il loro apporto risulterà basso maggiore sarà la raffinazione subita. Allo stesso modo saranno riportate in etichetta anche i valori delle proteine delle diverse farine, corrispondenti alla Gliadina e alla glutenina.

Le farine farine per la pizza: scegli quella al caso tuo.
ultima modifica: 2017-08-22T12:15:03+02:00
da admin

Cos’è lo scalogno: caratteristiche di un must della cucina cinese.

Lo scalogno insieme con lo zenzero fresco e l’aglio, fa parte di ciò che lo chef Martin Yan ha definito “la santa trinità della cucina cinese.”                      Lo scalogno (chiamata “cipolle verdi” negli Stati Uniti) è indispensabile nella cucina cinese. Il loro delicato sapore è usato in marinate, pollame, e in piatti cotti, in particolare fritture. In cucina cantonese, lo scalogno è spesso accoppiato con zenzero in piatti di pesce. Le due sono utilizzate insieme in un condimento di olio riscaldato servito con cipolla in camicia bianca e pollo tagliato.

Gli scalogni sono anche utilizzati come guarnizione: entrambe le spazzole dello scalogno compresi i rami sono fatte a taglio per formare una frangia attraente.

Tassonomia

Lo scalogno è un membro della famiglia dell’aglio che comprende anche le cipolle e i porri.

Il nome tassonomico è Allium fistulosum (il nome della specie significa tubolare o vuoto). Una cipolla si raggruppa e cresce in ciuffi, invece lo scalogno sono identificabili dai loro cavi, foglie verde scuro e gli steli fini e neri.

Dalla Cina,  l’ Allium fistulosum si diffuse in Giappone, Asia e in Europa, fino a raggiungere l’Inghilterra agli inizi del 1600, in cui è stato chiamato “cipolla gallese” .. Oggi gli scalogni sono coltivati ​​in tutto il mondo.

Come scegliere un negozio di Scalogni

I supermercati vendono gli Scalogni generalmente in mazzi. Quando si sceglie uno scalogno è sempre meglio cercare quelli con società, foglie arricciato e liscio, e con il bianco immacolato degli steli. Evitare qualsiasi grappoli con foglie e steli appassiti che hanno cominciato a ingiallire.Per pulire e conservare gli scalogni, rimuovere l’elastico, sciacquare abbondantemente con acqua corrente fredda e asciugateli con carta assorbente. Avvolgere lo scalogno in un tovagliolo di carta leggermente umido e tenere in un sacchetto di plastica richiudibile o contenitore in frigorifero.

Cos’è lo scalogno: caratteristiche di un must della cucina cinese.
ultima modifica: 2015-09-07T11:56:17+02:00
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