I nuovi fast food del pesce

Chi l’ha detto che gli ottimi piatti a base di pesce si possono mangiare soltanto nel classico ristorante?

Facciamo un giro in tutta Italia alla ricerca di alcuni nuovi fast food del pesce,dove le prelibatezze di mare segnano una nuova tendenza della ristorazione veloce .

La possibilità di assaporare le prelibate pietanze di mare nel panino o mentre mentre si passeggia, conquista il palato dei consumatori occasionali.

Ha aperto a Fiumicino MecFish il primo rivoluzionario fast food di pesce, che offre pesce freschissimo cucinato in maniera veloce, gustosa, e a prezzi accessibili. Il locale è quasi tutto all’ aperto: una piccola veranda sul lungomare di Fiumicino, arredata con tavoli bianchi e sedie blu, che offre circa una 50 ina di posti a sedere. All’ interno sulla parete troviamo delle simpatiche lavagne che evocano le classiche cabine che ritroviamo negli stabilimenti balneari, su di esse si declina un menù ricchissimo di pesce fresco.

A Fiumicino nasce anche l’idea di Amelindo Fish per una proposta più creativa e veloce che potesse interessare una vasta clientela tra giovani, famiglie e tutti gli amanti del buon pesce, anche a portar via.

Pesce Bueno”  apre il suo primo punto vendita in provincia di Pisa. Da un’idea di Francesco Urbani , il franchising sta riscuotendo grande successo a Cecina. La sua concezione è di pranzi e cene veloci ed economici, ma di qualità.  Pesce Bueno è un ristorante di pesce, con la differenza che i piatti vengono serviti all’interno di un panino. Non è il fast food che tutti immaginano, con prodotti mediocri e poca attenzione alla soddisfazione del cliente.

A Bastiglia, in provincia di Modena, dove le sorelle Alice e Valentina Parenti hanno tramutato la propria passione per la cucina e la ristorazione in un piccolo business molto apprezzato dando vita alla Bottega del Pesce . Un locale che unisce la possibilità di comprare pesce fresco ma anche di gustarne il sapore immediatamente.

Milano non avrà il mare, ma sicuramente buon gusto. Il pesce all’ombra della Madonnina è molto apprezzato.

Pescaria, il nuovo fast food del pesce nasce a Polignano a Mare e nel giro di pochi mesi ha conquistato il palato di Milano.  La cura maniacale per i dettagli e la preparazione impeccabile dei piatti hanno premiato l’idea.Tutti guardano ai genuini piatti a base di pesce ideati nella provincia di Bari.

Good Blue, invece, è un healthy fast food di pesce nel centro di Milano. Si propone di offrire un’esperienza gastronomica ‘sostenibile’, nutrendo le persone in modo sano e veloce.  Il è menù composto da piatti di pesce pescato secondo criteri di salvaguardia del mare e delle sue specie, e impegnandosi a nutrire il mare attraverso azioni concrete e misurabili.
Il menù, pensato per un consumo veloce e smart, da fast food, è perfetto per una pausa pranzo o una cena con gli amici, grazie anche alla possibilità di take away o delivery, e include bowls, wraps, tacos, aguachiles e insalate, tutti a base di pesce o in alternativa vegetariana.

Anche a Torino da Street Fish è il pesce fresco a farla da padrone. Nel piccolo locale metà dello spazio è occupato da una grande cucina a vista: nell’altra metà, tavoli alti con sgabelli.  Si mangia pesce in tutte le forme: dal crudo al marinato, dal cotto alla “pasticceria di pesce”, recentissima new entry del menu che gioca con mini pasticcini e finger food e combina soprattutto polpo, tonno e branzino in maniera inaspettata. La pasticceria per ora sta ancora nascendo, ma gli chef hanno intenzione di proporre in futuro anche brioche e mini-coni.

Nel cuore pulsante di Napoli, dove la cucina napoletana ammalia i turisti con un corollario di specialità che vanno dalla pizza alla trippa, l’antica pescheria Gagliotta si è reinventata offrendo al vivace passeggio che anima la zona le prelibatezze del mare, freschissime e gustose. I piatti cucinati nel retrobottega. Il pesce, freschissimo, appena raccolto dal banco, pescato poche ore prima dalle acque del Tirreno, diventa in pochi minuti un piatto prelibato.

 

I migliori 10 ristoranti in Sicilia

Sicilia terra unica per i suoi profumi e sapori. Tra i simboli culinari più importanti troviamo gli agrumi, le erbe aromatiche, i fichidindia, le mandorle, i pistacchi e le olive.

Gioca un ruolo di fondamentale importanza la frutta, spesso utilizzata nella preparazione di marmellate, macedonie, gelati e granite.

A proposito di gelato, sembra infatti che questo abbia origini siciliane, in quanto pare che ai tempi della dominazione araba si usasse preparare lo “Sherbet”, che tradotto significa “Sorbetto”. Gli arabi usavano mescolare la neve dell’Etna con canna da zucchero e succo di frutta, ottenendo così un composto definito come l’antenato del gelato.  Nel 1600, il siciliano Francesco Procopio Coltelli, ereditò dal nonno un’antica macchina sorbettiera che egli portò con sé in Francia quando aprì il più antico café parigino della storia (il café Procope), qui egli perfezionò la sua macchina e riuscì a creare i primi gelati più simili a quelli che oggi giorno si trovano in commercio. Ancor oggi infatti le attuali macchine del gelato si ispirano al sistema di mantecazione inventato da Procopio dei Coltelli.

Una delle caratteristiche della cucina siciliana è la circoscrizione delle pietanze in una determinata area, per cui la stessa ricetta diventa quasi introvabile spostandosi in un’altra zona dell’isola. Nella maggior parte dei casi si tratta di varianti della stessa ricetta regionale, ma in alcuni casi questi cibi, ad esempio i muccunetti di Mazzara del Vallo, hanno una preparazione e una commercializzazione rilevata solo nella loro zona di origine. Tale caratteristica alimentare ha portato spesso ad una divisione culinaria tra Sicilia occidentale, Sicilia centrale e Sicilia orientale. Potremmo trovare percorrendo un viaggio attraverso le provincie di quest’isola: gli arancini di Palermo, i cannoli siciliani di Catania o il pesto di Trapani.

Curiosando per le vie della regione, non si può non incappare nello Street Food, il cosiddetto cibo di strada, dove gustare tra le varie proposte le panelle e il pane con la milza. La tradizione è ricca di preparazioni veloci, e poco costose, in vendita in bancarelle o chioschi per strada. Inoltre, durante le festività, le vie si riempiono di fiere dove si trovano frittelle sia dolci che salate. Palermo è stata classificata la quinta città al mondo per il cibo di strada.

Per poter degustare i principali piatti tipici, riportiamo a seguito il nome dei migliori 10 ristoranti siciliani.

  • Ristorante La Madia – Licata

Diretto dallo Chef Pino Cuttaia, che ha lavorato nei più importanti ristoranti italiani. I suoi piatti sono ispirati alla tradizione siciliana, dagli ingredienti e dalle tecniche tipiche. Tra i piatti in menù troviamo gli gnocchi di seppia su crema di finocchio, il merluzzo affumicato alla pigna e sette tipologie diverse di pane.

  • Ristorante Duomo – Ragusa Ibla

Nel centro storico barocco di Ragusa ritroviamo il ristorante dello Chef Ciccio Sultano. Tra le ricette compaiono il timballo del ghepardo, petalo di rosa canina al miele e cicala di mare con salsa ai carapaci. La filosofia del locale è quella di riscoprire i sapori delle varie culture che hanno vissuto nel corso del tempo in Sicilia.

 

  • Ristorante Principe Cerami – Taormina

Situato all’interno dell’Hotel San Domenico Palace e diretto dallo Chef Massimo Mantarro, questo ristorante è aperto da aprile fino ad ottobre.

 

  • Ristorante Bye Bye Blues – Mondello

Una delle caratteristiche più attraenti di questo ristorante è la presenza della cantina, che conta oltre 350 diversi tipi di vino. La cucina è nelle mani di Patrizia Di Benedetto e tra i piatti speciali ci sono il risotto al ragù di polpo e profumo di zafferano, il filetto di manzo glassato al passito di Pantelleria e come dolce, la torta di limone e mandorle con gelato alla vaniglia.

 

  • Ristorante La Fenice – Ragusa

Il ristorante nasce all’interno di un’antica masseria ristrutturata, mentre la cantina dei vini si trova in una grotta naturale. A capo della cucina, lo Chef Claudio Ruta propone diversi piatti, tra cui la sfoglia di gamberi rosa con insalata mediterranea e salsa di mandorle e il gelato di senape e croccante di cipolle.

  • Ristorante La Gazza Ladra – Modica

Guidato dallo Chef Accursio Craparo, la location è situata all’interno del Palazzo Failla. Nei piatti si riscopre la ricerca della bellezza, armonia e profumi della terra siciliana.

 

  • Ristorante Casa Grugno – Taormina

Collocato in una struttura costruita nel ‘500, la cucina è affidata nelle mani dello Chef David Tamburrini, che accosta cibi antichi utilizzando materie povere.

 

  • Ristorante Corla – Caltagirone

Curato da Domenico Colonnetta e Ciccio Potti. Tra le varie proposte culinarie compare il cosciotto di coniglio ripieno con cipolle arrosto e lo sformato caldo di mandorle e cannella con gelato al Marsala.

  • Ristorante Don Serafino – Ragusa Ibla

Lo Chef Vincenzo Candiano propone diversi menù in base alle stagioni. Tra le specialità emergono le lasagnette di cacao amaro con ricotta Iblea e il coniglio farcito con pistacchi di Bronte e pancetta.

 

Food News: Las Bravas, due spagnole in Italia a bordo di un food truck

Cosa è un food truck? È la casa dello street food.

Valentina e Mireja ne hanno fatto la loro professione e, dopo aver girato in lungo e in largo per la Spagna, arrivano in Italia a bordo del loro rimorchio blu: si chiamano Las Bravas e la loro specialità sono le tapas.

Arrivano a Milano e da lì partiranno per farsi conoscere in tutto lo stivale. La loro è una cucina su ruote nella quale preparano in versione rivisitata le specialità culinarie della penisola iberica. Mireja è di origine spagnola, Valentina ha vissuto a Barcellona tanto a lungo da innamorarsene. Il loro progetto nasce dall’amore per la cultura culinaria spagnola e dalla voglia di condividerla ed esportarla: da qui l’idea di riproporre ricette iberiche in versione street food e mettere sulla loro impresa itinerante.

Ma quali sono stati i passaggi per mettere su un tapas bar, o in generale un food truck, su due ruote?

L’iter è lungo e parte sempre da una buona idea e tanta buona volontà per metterla in atto. Bisogna aver ben chiari i propri obiettivi e l’identità della propria attività, valutandone bene tanto tanto le spese quanto i possibili guadagni.

Successivamente, bisogna avere a che fare con la burocrazia: occorre innanzitutto l’attestato del corso di Somministrazione Alimenti e Bevande. Altro passo fondamentale, l’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, la registrazione all’Inps e alla Camera di Commercio. Bisogna poi recarsi al Comune di residenza per ottenere la licenza al commercio itinerante, e informarsi in quali strade è consentito sostare e vendere e in quali orari. Ogni Comune ha un suo regolamento e conoscere bene le norme permette di evitare problemi di ogni sorta e sanzioni.

Quali sono i vantaggi di un food truck?

I costi iniziali non sono certo quelli dell’apertura di un vero e proprio ristorante ed è facile ammortizzarli rapidamente.

Puoi più facilmente fidelizzare il cliente: il rapporto con chi “mangia” è più diretto e informale rispetto che nella ristorazione tradizionale. Anche la vendita risulta semplificata e veloce: il formato street food è più pratico rispetto alle classiche “portate”, e aiuta la crescita dei profitti.

Puoi spostarti e partecipare a festival, eventi o anche scegliere i luoghi migliori che offrono maggiori possibilità di vendita: se un posto non funziona, riaccendi il motore e via!