Impariamo ad usare la cassa veloce su Ristomanager

Ecco la funzione cassa veloce

E ci ritroviamo a parlare del nostro gestionale Ristomanager, che tra le tante funzioni ha anche cassa veloce, utile per ristoranti, birrerie, bar e food truck.

In questo articolo scopriremo come utilizzare questa funzione, in tutti i suoi dettagli tecnici. Buona lettura!

A cosa serve?

Cassa veloce serve a far pagare il conto in cassa ai clienti che non si siedono al tavolo.

Quando qualcuno prende un bicchiere un bicchiere di vino al volo nel bancone o quando si ordina da asporto, Cassa Veloce rappresenta lo strumento ideale.

Grazie al suo calcolatore automatico, potrai comunicare il totale al cliente e alla cassa principale, in modo da stampare lo scontrino.

Come si utilizza (istruzioni veloci)?

Apri l’interfaccia di Ristomanager e clicca su Cassa veloce, in modo da poter inserire l’ordine.
Cerca i prodotti nelle varie categorie (antipasti, bevande, vini, ecc.) e clicca sopra a quelli che ti interessano.

Se ti presentano un buono sconto, inseriscilo nel rettangolo verde.
Ora che hai il totale sottomano, comunicalo al cliente e clicca su Stampa scontrino.

Se non hai molta dimestichezza con lo strumento, nei punti sottostanti ti riporterò la guida ufficiale di Ristomanager.

Guida

Come inserire una pietanza

Sul lato sinistro della finestra è possibile selezionare tutte le Pietanze disponibili, inserite tutte tramite il Magazzino di cui abbiamo già visto le funzionalità.
Per aggiungerle, basta dapprima selezionare la Categoria di appartenenza, quindi cliccare sull’immagine della Pietanza se disponibile, e il programma provvederà ad inserirle nel conto, posto sul lato destro della finestra, insieme al Totale da Pagare, in quale verrà aggiornato.

Come inserire un’aggiunta

Durante l’inserimento dei prodotti nella comanda, si possono gestire contemporaneamente la aggiunte di ingredienti, semplicemente selezionandole dall’elenco degli Ingredienti posto sotto ai prodotti, che appare dopo avere selezionato una categoria.
Per applicare una aggiunta, selezionate dapprima il prodotto su cui si desidera intervenire, quindi cliccare su una operazione tra quelle disponibili come icone rosse  collocate a sinistra del tastierino numerico, infine cliccate sul nome dell’ingrediente desiderato.

Con RistoManager è possibile sia aggiungere che togliere ingredienti ai prodotti utilizzando rispettivamente i pulsanti Con e Senza, come anche specificare se il cliente vuole Poco o Molto di un ingrediente.

Come modificare le quantità di un Prodotto

Quando vi sono più di un prodotto uguale sulla ordinazione, è utile inserire dapprima il prodotto, con le varie aggiunte, quindi utilizzare il comodo tastierino numerico per effettuare le quattro operazioni aritmetiche di DivisioneMoltiplicazioneAddizione e Sottrazione, sulle quantità dei prodotti selezionati.
Per effettuare tali operazioni, si deve cliccare sui numeri per impostare la quantità, quindi agire sui tasti di operazione desiderati, infine premere il tasto Invio (freccia spezzata). E’ possibile effettuare operazioni con quantità decimali.

NOTA: effettuando modifiche degli ingredienti sui prodotti multipli, il costo viene moltiplicato per le quantità del tale prodotto.

Come eliminare i prodotti dalle comande

Per eliminare un prodotto da un’ordinazione, basta selezionarlo dall’elenco posto sotto il Totale da Pagare, quindi utilizzare il pulsante Elimina (indicato dalla freccia verde).

Il prodotto verrà eliminato dalla lista come si può vedere nell’immagine sottostante.

Come svuotare le comande

Nel caso in cui venga annullata una ordinazione, è sufficiente premere l’apposito pulsante Svuota, il quale eliminerà qualsiasi prodotto inserito e azzererà il Totale da Pagare.

Come inviare la comanda

Una volta creata l’ordinazione, è possibile inviarla alle varie stampanti di reparto tramite il comando Invia Comanda.

Come stampare lo scontrino

Dopo avere inviato la comanda, si può procedere alla Stampa Scontrino tramite l’apposito bottone;

E’ anche possibile procedere all’inserimento dei prodotti e impostare il Totale da Pagare; il programma vi chiederà se volete inviare l’ordine, quindi sarà come utilizzare il bottone Invia Comanda.

Come chiudere la Cassa Veloce

E’ sempre possibile chiudere la finestra della Cassa Veloce e annullare l’ordinazione, semplicemente tramite il bottone Chiudi; questo svuoterà la comanda in corso.

Buon lavoro!

Food Tech: oltre il 40 percento delle prenotazioni ai ristoranti è fatta online

Internet è ormai entrato a far parte integrante del mondo della ristorazione, e si può essere sicuri che questo mezzo sarà sempre più in crescita, specialmente se guardiamo alle previsioni per i prossimi anni; il canale online andrà a vincere la corsa contro il telefono, quale mezzo per effettuare le prenotazioni ai ristoranti.

 

Il mondo della ristorazione è in continua evoluzione, anche quando si tratta di accettare e adattarsi alle nuove tendenze per ricevere le prenotazioni. Qualche anno fa la situazione sembrava impensabile, però, a poco a poco, il mondo digitale si è imposto nei ristoranti, tanto che ormai non si può più far finta di nulla.

Il 40% delle prenotazioni ai ristoranti vengono ricevute online, da piattaforme dedicate o direttamente dal proprio sito.

Lo studio di TheFork ha informazioni molto rilevanti per i ristoranti, che consentono di avere un assaggio, di come la fiducia dei ristoratori nei sistemi di prenotazione online, continua a crescere ogni anno. La comodità, la velocità o semplicemente la forza dell’abitudine di fare affari via Intenet, sono soltanto alcuni dei motivi che hanno dato grande impulso alla crescita delle prenotazioni ai ristoranti fatte online e hanno fatto si che si raggiungessero certe percentuali.

Tuttavia, il telefono continua ancora ad avere una certa importanza, tanto che ancora il 52% dei ristoranti che hanno partecipato a questo studio preferisce ricevere le prenotazioni per telefono, rispetto al 30% per la ricezione di prenotazioni, tramite richieste online.

Quasi la metà degli intervistati credono che le prenotazioni online ai propri ristoranti sono cresciute del 25% lo scorso anno, una cosa molto positiva se si prendono in considerazione i dati attuali del settore. E’ anche cresciuta la fiducia dei ristoratori nei sistemi online di prenotazione ai ristoranti; a questo proposito, il 60% degli intervistati ha dichiarato di essere soddisfatto dei servizi che offrono prenotazioni via web e il 22% lo considera un buon modo per fidelizzare i propri clienti.

Come decorare piccoli ristoranti

Vuoi abbellire un piccolo ristorante? Sei nel posto giusto!

Ti sei mai chiesto perché le sedie dei fast food sono fatte così?
La risposta è che esiste la psicologia dell’interior.
Ebbene sì, la disposizione degli oggetti in uno spazio chiuso influenza i comportamenti d’acquisto.

Ecco quindi alcuni accorgimenti per arredare nel modo giusto il tuo locale.

IL TEMA

Proprio perché il ristorante è piccolo, necessita la massima coerenza nella scelta degli oggetti.
Dunque bisogna scegliere un tema che dia personalità al luogo.
Chiaramente il tema non può essere scelto a caso: non puoi arredare un pub cubano con la bandiera del Brasile!
E’ importante che il tema rispecchi il cibo: non puoi appendere quadri che raffigurano frutti esotici in un Mc Donald’s!

CONOSCERE IL TARGET

Il cliente è il motivo del nostro impegno, quindi i suoi gusti devono essere messi al centro anche i questi casi.
Chi frequenta il tuo ristorante?
Di solito il target è influenzato molto dalla posizione del locale.
In un ristorante in centro a Firenze sarebbe ideale affrescare i muri con delle opere d’arte o dei quadretti, molto apprezzati dai turisti.
Magari il tuo si trova in una città più tranquilla e attrae principalmente gente del posto: affiggere qualche frase in dialetto potrebbe fare al caso tuo!

LO STILE MINIMALE

Diversi studi di architettura hanno dimostrato che il cliente tende a preferire un ambiente fondamentalmente neutro, su toni e arredi non particolarmente forti, lussuosi o barocchi, ma che contenga un elemento particolare, di gusto e non banale, capace di diventare quel punto di richiamo, di forza, che ogni cliente ricorderà, più del nome del locale.

Economico e lineare: possiamo pensare che lo stile scandinavo, ispirato dai nostri cataloghi ikea, sia un’ottima scelta per un locale piccolo.

PER I PIU’ ORIGINALI

Puoi anche scegliere di mettere in campo diversi pezzi straordinari, sempre che questi seguano uno stile complessivo. E’ perfetto per fare storytelling!

Arreda con oggetti che narrino la tua storia, iniziando dalle tue passioni!
Dà un’idea di genuinità che evoca sensazioni piacevoli e curiosità in chi guarda.
A volte, un oggetto come il calcetto o un giradischi può fare davvero la differenza!

Perché la regola è sempre la stessa: regalare ai clienti un’esperienza unica, differente dalla concorrenza, e predisporli a tornare!

COME USARE LO SPAZIO VUOTO

In molti ristoranti, purtroppo, qualsiasi spazio a disposizione viene riempito da mobili, mensole, oggetti vari o quadri.
Il rischio è quello di creare un ambiente troppo carico e soffocante.

Nell’arredamento, lo spazio vuoto amplifica le dimensioni percepite di ogni stanza: utilissimo per un locale piccolo!
Inoltre, se non avete troppe decorazioni, lo spazio vuoto permette di sottolineare ed esaltare gli elementi d’arredo che circonda.

Spesso è anche funzione dello stile del ristorante: ad esempio, è molto utilizzato nello stile moderno.

Altri vantaggi dello spazio vuoto sono il fatto che restituisce luminosità agli ambienti e fa respirare un ambiente troppo pesante.

Come attirare clienti con bambini nel tuo ristorante

E’ brutto da dire ma, nel mondo della ristorazione, i bambini significano incassi. Scopriamo insieme il motivo e le strategie per attirare bambini nel tuo locale!

Perché orientarsi verso i bambini?

Che i bimbi ti piacciano o meno, ciò che ti interessa è che sono una fonte di guadagno perché rientrano nella categoria di persone che usufruisce di un tuo servizio/bene. Non conta il fatto che i soldi non siano loro!

La loro differenza rispetto al resto del tuo target sta nel fatto che non sempre consumano autonomamente.
Ecco perché bisogna distinguerli tra quelli che sono in età di influenzare i loro genitori riguardo alla scelta del ristorante e i bambini davvero piccoli, che non riescono ad esprimere le loro preferenze col linguaggio verbale. Mettiamo una soglia a 5 anni. Dopo quell’età possiamo già pensare che il piccolo si ricordi del nome del locale o di un piatto che gli è piaciuto particolarmente.

In questo caso, dobbiamo trattare i bambini come se fosse un adulto: se l’età lo consente, rivolgiti direttamente a loro al momento delle ordinazioni, chiedendo cosa preferiscono e offrendo spunti per un menu appetitoso.
Facendo così il bambino si ricorderà positivamente del locale e insisterà con i genitori affinché lo portino a mangiare da te.

Quali sono i buoni motivi per attirarli?

1)I BIMBI NON BADANO A SPESE
Quando un genitore porta il proprio figlio in un ristorante, solitamente fa di tutto per accontentarlo, altrimenti il bimbo farà i capricci.
Sul serio, i bambini non cedono a compromessi su quello che vogliono: si mettono a piangere e non accettano l’insoddisfazione.

2)I BIMBI NON SONO RAFFINATI
Non serve cucinare con ingredienti di prima qualità, perché i bambini non sanno apprezzare i sapori ricercati, probabilmente perché non hanno avuto modo di assaggiarli.
Sono sufficienti delle patatine fritte e una bibita gassata per renderli contenti. Ecco il nostro articolo sulle idee per un menu per bambini.

3)I BIMBI NON SONO SOLI
Quando tu vai a mangiare fuori, potresti essere anche solo. I bimbi, invece, hanno bisogno di essere accompagnati.
Questo significa che il tuo target è la famiglia, che spende di più rispetto al resto dei clienti soli o in coppia.

Come attirare le famiglie nel tuo ristorante?

Ecco gli aspetti da tenere in conto:

1)IL MENU
In una parola: sfizioso.
Il bambino inizia ad assaporare il menu con lo sguardo.
Investi in un menu colorato che faccia apparire anche i piatti più salutari come buonissimi. Così riuscirai anche ad avere il consenso dei genitori più facilmente.
Usate originalità e proponete deliziosi dessert appositamente creati per loro.

2)ARREDAMENTO

Per essere un ristorante Kid Friendly vi servono necessariamente: seggioloni in legno, posate per bambini, bavaglini di carta, piatti e bicchieri di plastica.
Se il vostro ristorante propone anche un buffet, potete creare uno spazio bambini in cui il cibo sia presentato alla loro altezza in modo che possano servirsi da soli.
L’ideale sarebbe prevedere un angolo per i bambini, dove possano giocare al sicuro.

3)ACCOGLIENZA

Avere dei bambini piccoli può essere imbarazzante per dei genitori.
Per questo, se volete fidelizzare una famiglia, è importante che gli adulti si sentano compresi e a loro agio, nonostante gli inconvenienti legati al comportamento che i bambini potrebbero avere durante i pasti.
Lo staff deve stare attento ad alcune specifiche esigenze del target.
Accettare di scaldare un biberon, lasciare che consumino cibo preparato da casa, allattare i bambini e soddisfare le richieste di variazione del menù sono solo alcuni piccoli accorgimenti per conquistare le mamme e i papà.

4)ORGANIZZA DELLE ANIMAZIONI

Maghi, trucca bimbi, giochi con animatori e palloncini a forma di animali: cose che attraggono i bambini!
Il weekend sarà il momento ideale per proporre questo tipo di divertimento destinato ai più piccoli, perché i genitori non lavorano.
L’importante è la capacità di promuovere il vostro programma sul vostro sito web, sui social network, nella vostra campagna di marketing via email e con il passaparola.

Alcuni problemi fastidiosi nella gestione di un ristorante

Tra le attività imprenditoriali più diffuse nel nostro Paese, facile immaginare che le più numerose sono quelle dedicate al Food&Beverage. Meno facile è trovare quel locale che abbia raggiunto il successo e sia stato in grado di mantenerlo negli anni.

Parlando della gestione di un ristorante, infatti, sono tanti gli errori e i problemi che si riscontrano comunemente. Spesso, inoltre, si crede di star piuttosto agendo nell’interesse della propria attività. Facciamo un esempio?

Problema n.1: Un menù per tutti i gusti, va bene o no?

No. Presentare un menù di pagine e pagine, con piatti che intendono accontentare il gusto di qualsiasi cliente si sieda al tavolo, è sbagliato. O comunque, occorre differenziare. Questa soluzione potrebbe funzionare, anche se relativamente, in una meta prettamente turistica; lì sarà possibile trovare il cliente che vuole l’hamburger e quello che vuole il sushi, e pensare di accontentarli entrambi.

La tendenza degli ultimi tempi dimostra, tuttavia, che per fidelizzare il cliente è meglio specializzarsi su una particolare proposta (che sia la cucina di mare, le ricette tradizionali del luogo, i piatti di montagna e così via); i clienti, turisti compresi, sono spesso esigenti, alla ricerca dell’eccellenza o della tipicità; meglio essere esperti in quella proposta che con tanti piatti tra cui poter scegliere e mediocri in qualità. Ne va anche dell’identità del luogo, per cui…

Problema n.2: avere un locale “anonimo”

Nella gestione di un ristorante, occorre ricordare che l’occhio vuole la sua parte. Per cui, oltre che la buona cucina, per fidelizzare il cliente occorre accoglierlo in un ambiente che abbia un suo carattere. La decorazione, i dettagli, i colori, sono importanti a creare la giusta atmosfera che accompagna i vostri piatti, e devono essere in linea con la vostra proposta. Creare un ambiente inospitale può allontanare il cliente tanto quanto trovare un capello nel piatto.

Problema n.3: …e la concorrenza?

Come già detto, i locali (ristoranti, pizzerie, pub) sono tanti e non si può non tener conto della loro presenza e offerta. Monitorare la concorrenza, invece, serve su più fronti: vedere cosa funziona o cosa no nel proprio settore; quali sono i propri punti di forza o di debolezza, e quindi come poter perfezionare il proprio servizio, e così via.

Serve anche a stare sempre all’erta e non guadagnare mai eccessiva sicurezza circa la propria attività. Esser sicuri di aver raggiunto un certo standard, finisce per arginare le iniziative (attività, miglioramenti, strategie di marketing etc.) e far arenare l’attività.

Problema n.4: come faccio a stare al passo coi tempi?

Stare al passo coi tempi oggi, nella gestione di un ristorante, significa anche essere social. Non va trascurata quella parte di marketing che si lega, infatti, agli strumenti digitali.

Vuol dire anche di avvalersi di tecnologie di supporto nella gestione del proprio locale: esistono software in grado di gestire le prenotazioni, tenere sotto controllo il magazzino e tanto altro ancora, velocizzando e automatizzando alcuni processi. L’uso di queste tecnologie, che di fatto semplificano il lavoro di ristoratori e non solo, migliora la qualità del servizio in termini di rapidità e precisione. Come? Credi di poter fare tutto da solo?

Problema n.5: sei tu che possiedi l’attività o è l’attività che possiede te?

Nella gestione di un ristorante, spesso il proprietario si sente in dovere di assolvere da solo ad una serie infinita di mansioni. Lo troviamo così ad accogliere i clienti, prendere le ordinazioni, controllare la cucina, preparare il conto, dare il resto alla cassa, controllare la merce e tanto altro ancora. Anche questo è un errore di gestione: un sovraccarico di lavoro e responsabilità che danneggia la qualità del rapporto con la clientela e con chi altro lavora con te.

Impara a delegare e a goderti di più il tuo tempo e i frutti del tuo lavoro. Scegli del personale competente e avvaliti dell’aiuto della tecnologia.

Un suggerimento? Scopri i vantaggi di RISTOMANAGER, il software gestionale perfetto per ogni ristoratore. Scarica gratuitamente la versione di prova. La trovi qui
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Come adattare il menù alla legge sugli allergeni

Il 13 dicembre 2014 è entrata in vigore la nuova legge sugli allergeni.

La legge sugli allergeni prevede che il consumatore di un qualsiasi prodotto alimentare sia a conoscenza degli ingredienti contenuti nei cibi, allergeni inclusi. Questo non vale soltanto i cibi da “etichetta”, ovvero i prodotti confezionati, bensì anche per i menù dei ristoranti.

Cosa è un allergene?

È una sostanza generalmente innocua per buona parte dei consumatori, ma pericolosa a vario livello per i soggetti allergici. Può infatti produrre crisi allergiche di varia gravità, come asma, eruzioni cutanee e altro ancora.

Secondo la nuova legge, la loro presenza va indicata tra gli ingredienti e messa in evidenza (attraverso l’uso del grassetto o di un carattere diverso, per esempio), nelle etichette dei cibi preconfezionati. Per i ristoranti, invece, è un po’ diverso.

Come adattare il menù alla legge sugli allergeni?

Innanzitutto, gli ingredienti ed eventuali allergeni vanno segnalati prodotto per prodotto. Non va bene, per esempio, il cartellone unico che raduna in un’unica dicitura tutti gli ingredienti base dei gelati di una gelateria o dei cibi di un bar; devono, piuttosto, essere elencati uno ad uno ed in maniera completa ed individuale. E, a proposito di bar o ristoranti, la legge prevede che tutto avvenga per iscritto: non basta che sia il ristoratore o il barista a dare informazioni “a voce” sui prodotti.

Come adattare il menù alle nuove disposizioni? Niente cambiamenti drastici!

Deve essere preparate una documentazione completa circa gli ingredienti che compongono ogni singola portata. Questa può essere allegata al menù o consegnata su richiesta ai consumatori. Importante: è tuttavia obbligatorio segnalare in modo evidente, sul menù, la presenza di questa documentazione. O ancora, ribadirla sul registro o su un apposito cartello.

come adattare il menù alla legge sugli allergeni

Quali sono i prodotti che contengono allergeni? 

Purtroppo per chi ne soffre, sono più comuni di quanto si possa immaginare: circa cento. Evitare pericoli tuttavia è semplice, e la lista dei principali responsabili di reazioni allergiche si restringe a quattordici. Sono questi quelli che necessitano di segnalazione obbligatoria.

Ricordatevi di controllare gli ingredienti della merce che acquistate per il vostro locale e segnalare l’eventuale presenza di allergeni (es: può contenere tracce di frutta a guscio) nei vostri documenti. Ecco una lista per cominciare a prendere dimestichezza con la legge sugli allergeni e i cibi coinvolti.

1. Cereali contenenti glutine: grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati. Ne sono esclusi: sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio; maltodestrine a base di grano; sciroppi di glucosio a base di orzo; cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici;

2. Crostacei e prodotti a base di crostacei.

3. Uova e prodotti a base di uova.

4. Pesce e prodotti a base di pesce. Si escludono: gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi; gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino.

5. Arachidi e prodotti a base di arachidi.

6. Soia e prodotti a base di soia, tranne: olio e grasso di soia raffinato; tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo D-alfa naturale, tocoferolo acetato D-alfa naturale, tocoferolo succinato D-alfa naturale a base di soia; oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia; estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia.

7. Latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio), tranne: a) siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola; b) lattiolo.

8. Frutta a guscio e i suoi prodotti, tranne per la frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.

9. Sedano e prodotti a base di sedano.

10. Senape e prodotti a base di senape.

11. Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo.

12. Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini di SO2 totale da calcolarsi per i prodotti così come proposti pronti al consumo o ricostituiti conformemente alle istruzioni dei fabbricanti.

13. Lupini e prodotti a base di lupini.

14. Molluschi e prodotti a base di molluschi.

Le migliori 4 catene di ristoranti italiani in America

Cucina italiana in America: dove trovarla nelle grandi città.

Le migliori catene di ristoranti italiani in America è bene che si conoscano: sono i pochi posti in cui potrete mangiare davvero del buon cibo italiano. Gli altri, spesso, sono imitazioni o strane commistioni di cucina dello Stivale e cucina americana. Ne vengono fuori bizzarrie come il pollo alla parmigiana (parmigiana chicken) o gli spaghetti con le polpette (spaghetti with meatballs) invece del caro ragù.

Questo melting pot culinario può senza dubbio dare anche risultati interessanti e divertenti, oltre che spesso ad avere una sua storia. Per esempio, alcuni piatti sono nati quando i migranti italiani hanno dovuto riadattare le loro ricette agli ingredienti disponibili nel nuovo continente. Altri, invece, sono vere e proprie sperimentazioni, piatti rivisitati in chiave fusion. Ma dove mangiare, allora, dell’autentico cibo italiano?

New York, 200 Fifth Avenue: Eataly New York

Non soltanto dell’autentica cucina italiana, ma anche con i debiti distinguo regionali. A caratterizzare Eataly è la genuinità del cibo, la selezione e la freschezza degli ingredienti e, appunto, il rispetto dei regionalismi. Così l’olio è pugliese, il parmigiano reggiano, il pesto genovese, la pasta di Gragnano e così via; accompagna, ovviamente, un’accurata selezione di vini. La catena nasce da un’idea di Oscar Farinetti e potrete trovarla anche in alcune città italiane. Tra le altre buone ragioni per sceglierlo, vi è anche la possibilità di fare acquisti all’interno del ristorante: molti dei prodotti sul menù sono anche in vendita in una sala apposita. Mangiare cibo mediterraneo nella Grande Mela? Si può. Da Eataly!

Washington, 2029 P Street NW: Obelisk

Altra città, altro ristorante. A Washington troviamo Obelisk, rinomatissimo ristorante aperto ormai dal 1987. Il menù è ampio e appetitoso, ed attinge a molti ingredienti della cucina tradizionale italiana, anche i più inconsueti: dalla cicoria grigliata alle frittelle di zucchine, ai più tradizionali ravioli al sugo o al maiale arrosto. Un menù non soltanto variegato ma anche in continuo “aggiornamento”: ogni giorno delle gustose e nuove proposte. Le 4 migliori catene di ristoranti italiani in america

Coronado, California, 932 Orange Avenue: Primavera Ristorante

Al Primavera Ristorante l’eccellenza è il pesce fresco: frutti di mare, calamari, scampi e altro ancora, che potrete gustare sia ordinandoli dal menù per i vostri pasti, sia in versione “stuzzichini” per un happy hour alternativo. Oltre ciò, le ricette che caratterizzano la migliore e tradizionale cucina italiana, accompagnata da buon vino. E, visto che troviamo nel cuore della California, vini non soltanto italiani ma anche californiani!

Las Vegas, 3500 Las Vegas Boulevard: Il Mulino Las Vegas

Tra le migliori catene di ristoranti italiani in America non poteva mancare questo. Il Mulino di Las Vegas potrete trovarlo anche a New York, ma se vi trovate nella città delle follie non dimenticate di farvi una capatina. Nulla sul menù potrebbe farvi sospettare di trovarvi in America piuttosto che nella penisola: tutto è rigorosamente italiano, dagli antipasti, ai primi, ai secondi. Se cercate quindi un posto in Vegas dove mangiare un’insalata caprese (anche se in un locale raffinato piuttosto che in una trattoria), il Mulino fa al caso vostro.

Un business plan efficace per il tuo ristorante

Cos’è un business plan? Perché è importante per la tua attività? Come va fatto? Segui questa guida e non avrai più dubbi al riguardo!

Cos’è un business plan?

La nascita di una nuova attività imprenditoriale o di un qualsiasi progetto aziendale deve essere sostenuta da uno studio, detto anche analisi di fattibilità, in grado di descrivere il sistema di vincoli e opportunità nel quale l’azienda opera e di sintetizzare i contenuti e le caratteristiche di un progetto imprenditoriale (business idea).
Lo studio di fattibilità si concretizza nella redazione di un documento: il business plan.

Il business plan è necessario per accedere ai finanziamenti pubblici agevolati e al credito bancario, in quanto contiene una serie di dati di natura economico-aziendale, sui quali tracciare linee guida per la costituzione dell’attività.
Una volta avviata l’impresa, il business plan diviene la guida per la gestione corrente.

Non deve però essere considerato uno strumento assoluto, ma uno strumento dinamico, adattabile ai cambiamenti che avvengono all’interno o all’esterno dell’impresa.
Nonostante i business plan possano diventare rapidamente obsoleti, hanno un altissimo valore se sviluppati e usati correttamente.

Come può influenzare il tuo ristorante?

Imparare come fare un business plan e un piano di marketing ti permetterà non solo di avere un progetto chiaro ed efficace della tua idea imprenditoriale, ma soprattutto di avere sotto controllo i ricavi dei primi anni di esercizio.

Infatti, non sempre ad un investimento corrisponde un rendimento.
Purtroppo, alcuni ristoratori sono esclusivamente preoccupati al costo dell’investimento, senza calcolare l’effettivo ritorno economico.
Per fare una corretta valutazione di convenienza, avere sempre presente i ricavi rispetto ai costi è fondamentale.

5 step per un progetto perfetto

1)Studia la concorrenza

Il primo passo da fare è decidere che tipo di cucina proporre: regionale, internazionale, esotica, di mare o altro.
Contemporaneamente bisogna analizzare anche il mercato per il tipo di ristorazione che vuoi fare, avvalendoti di strumenti come le ricerche di mercato.

Successivamente, dovrai preoccuparti di recuperare dei fornitori che siano in grado di fornirti una materia prima di qualità, adeguata al tipo di cucina che vuoi fare e soprattutto a prezzi che siano non troppo alti.

2)Elenca gli investimenti

Macchinari da cucina, celle frigorifere, forni, cappe, attrezzatura varia e minuta, stoviglie, tavoli, sedie, tovaglie, posate, bancone…

Insomma, fai l’elenco di tutto quello che ti serve e stima quanto ti costa. Fatti dare da ogni fornitore un preventivo di spesa e poi fai la somma per vedere quanto devi investire.

3)Redigi lo stato patrimoniale

Dopo che hai stimato l’ammontare degli investimenti, devi specificare come credi di finanziarti, cioè devi analizzare il piano di copertura finanziaria.

Questo documento risponde alla domanda: come mi procuro i soldi per allestire la mia attività?

Bisogna tener conto del fatto che nella quasi totalità dei casi, gli enti non prestano il 100 percento del denaro che serve per aprire un’attività.
Quindi o hai già da parte dei soldi o dovrai trovarti un socio (una cosa non esclude l’altra).

4)Fai il conto economico

Ora devi passare a stimare i costi di gestione e i ricavi che puoi ottenere, cioè fare il piano di copertura dei costi di gestione.

I costi di gestione per avviare un ristorante sono tutti quelli che devi sostenere per acquistare ogni giorno le materie prime (cioè alimenti e bevande), per sostenere le utenze, per pagare il personale, e per pagare tutte le spese amministrative e/o commerciali e generali.

Altri costi che dovrai tenere in conto sono le rate del mutuo (costo fisso) e gli oneri finanziari.

I costi che sostieni devono essere “coperti” dai ricavi che presumi di conseguire vendendo i tuoi pasti, altrimenti il tuo profitto risulterà negativo.

Buona apertura!

Perché mangiare cibo indiano: 3 buone ragioni

Abbiamo visto attraverso un interessante articolo sul Washington Post di questa settimana, dal titolo – “Gli scienziati hanno capito ciò che rende il cibo indiano così delizioso” il quale parla del  subcontinente indiano che è la patria di oltre 1 miliardo di persone che dispone di una ricca tradizione culinaria che si basa molto sull’utilizzo di spezie e sapori forti.

I Piatti occidentali spesso usano meno ingredienti di piatti indiani. In molti casi, gli ingredienti utilizzati in un piatto condividono gli stessi composti aromatici. Come risultato, molti piatti indiani fanno sentire come se ci fosse una festa in corso in bocca. Anche se questo può creare un sovraccarico sensoriale per alcune persone.

Ci sono diversi vantaggi per incorporare la cucina indiana nella vostra cucina:

1 –  Il cibo indiano è davvero ottimo. Anche se non vi piace il cibo piccante, in molti casi è possibile richiedere le versioni meno piccanti di un piatto in un ristorante.

2 –  La cucina indiana è generalmente sana. C’è una grande enfasi su ingredienti vegetali , che rendono un paradiso per i vegani e vegetariani. Ad esempio, avere una lenticchia al posto di un hamburger vegetariano. L’uso delle spezie riduce drasticamente la necessità di sale infatti molti delle spezie hanno benefici per la salute.

3 –  Gli Ingredienti per il cibo indiano sono a buon mercato. Una libbra di lenticchie costa una frazione del prezzo di una libbra di carne rossa.

UN CONSIGLIO

Mentre si prepara piatti indiani in casa può sembrare scoraggiante in un primo momento, ma una volta che si ottiene la mano di esso, è piuttosto rapido. La maggior parte dei curry possono essere fatti in anticipo per una settimana prima e lasciare in frigo.