Le attrezzature più usate nelle attività di ristorazione.

La tecnologia dietro al food. Le attrezzature per la ristorazione.

La ristorazione non è fatta solo del cibo, degli ingredienti e delle mani umane che li impastano. Nei ristoranti, nei bar, nelle gelaterie e nelle attività di ristorazione di qualsivoglia natura entra in gioco un altro fattore: le macchine. Pensate ad attrezzature come le friggitrici di patatine nei fast food, i frigoriferi per conservare il pesce in magazzino, etc.

Ebbene, oggi Ristomanager vi farà esplorare le attrezzature più usate nella ristorazione. Vi porterà dietro le quinte del piatto che gustate a tavola. Vi svelerà la tecnologia dietro al food.

1) Le cucine professionali

Anche chi non è mai stato nella cucina di un ristorante sa che non è come quella di casa propria. Come da foto ogni pietanza di un ristorante viene preparato sui piani cottura di queste cucine di acciaio inox. Cucine che, a seconda della dimensione del locale, possono essere una o più di una. Oltre che alla cottura, le cucine professionali sono deputate al lavaggio delle stoviglie e degli ingredienti. Esse, ovviamente, non diversamente dalle nostre cucine casalinghe, dispongono anche di ripiani per conservare tegami, scolapasta e stoviglie di ogni tipo.

2) Gli abbattitori

In qualunque esercizio del settore ristorativo, dal ristorante di pesce alla gelateria, gli abbattitori permettono la conservazione dei generi alimentari. Per eliminare i batteri, acerrimi nemici per la salute del cliente e per la tua attività, gli abbattitori si servono di camere con temperature a -45° C, nelle quali raffreddano i cibi in due modi:

  • con l’abbattimento, portando la temperatura del prodotto a +3° C
  • con la surgelazione, che fa scendere la temperatura del prodotto a -18° C

Non c’è tuttavia pericolo che un abbattitore possa intaccare le proprietà organolettiche del prodotto i getti d’aria delle camere interne impediscono che si formino cristalli di ghiaccio nei generi ivi conservati.

Due le raccomandazioni per chi usa un abbattitore nella propria attività:

  1. di non conservare i generi alimentari a temperature più basse dei 18°/20° C
  2. di non conservarli per più di 7 giorni

3) I banchi vendita

I banchi vendita sono quelli dove i generi alimentari sono in esposizione, pronti per essere scelti e acquistati dai clienti. I banconi possono essere in legno o acciaio (o in entrambi i materiali), ma hanno sempre le immancabili vetrine da cui scegliere la pizza da asporto o i gusti del proprio cono gelato. Nel caso del banco vendita di una gelateria sono compresi anche gli immancabili contenitori metallici per esporre i gusti in vendita. Esistono banchi di varie dimensioni e composizioni in base alla grandezza e alla piantina interna del locale.

4) Le affettatrici

Le affettatrici sono un must non solo nelle salumerie, ma anche nei ristoranti visto che non mancano né gli antipasti a base di affettati, né la carne. La marca di affettatrici più rinomata è la Berkel, che le produce e vende instancabilmente dal 1898. Le affettatrici professionali si suddividono in due categorie:

  • a volano, ossia quelle tradizionali che avrete già visto dietro al banco di una macelleria, ad affettare i salumi
  • elettriche, che invece assicurano tagli più precisi e sono usate anche in casa

5) Le impastatrici

Dimenticate lo chef che impasta la pizza a mani nude: nelle pizzerie che devono produrne in quantità industriali questo ruolo spetta alle impastatrici. In base al tipo di impasto esse si suddividono in tre tipi:

  • braccia tuffanti, in cui una spatola e una forcella che, collegate ciascuna a un disco, ruotano l’una alla stessa velocità ma senso opposto rispetto all’altra lavorando l’impasto. Con questo tipo di impastatrice si ottengono impasti voluminosi (come quello per i panettoni), ma in tempistiche più lunghe. L’impasto inoltre consente che la pasta della pizza lieviti in modo più ossigenato grazie ai movimenti dal basso verso l’alto.
  • forcella, in cui il braccio che impasta, a forma di forcella o “U” rovesciata, è obliquo rispetto al piano della vaschetta dell’impastatrice. Questo comporta impasti più lenti, che però consentono nell’arco dell’impastamento più manipolazioni, con aggiunte di più ingredienti. Le impastatrici di ultima generazione consentono anche l’estrazione della vaschetta e di regolare l’impastamento a due velocità. L’impasto resta comunque più lento che non nelle impastatrici tuffanti e a spirale. L’impastatrice a forcella è adatta a ogni tipo di impasto, ma consigliatissima per quelli duri e medio duri
  • spirale, che a differenza delle due tipologie precedenti (tuffante e a forcella) garantisce impasti più veloci e con gran rilascio di calore (ben 18°C). Come da nome, l’impastatrice a spirale ha al suo interno una spirale perpendicolare al piano di impasto. Tale spirale è adatta agli impasti di tutti i tipi, ma è perfetta per snellire i tempi di quelli che richiedono una lavorazione lunga. Come l’impastatrice a forcella ha un impasto a due velocità: una per la miscela iniziale degli ingredienti e l’altra per l’impasto vero e proprio, quello finale.

 

I migliori 10 ristoranti in Emilia Romagna

 

Emilia Romagna, regione nota per le sue spiagge kilometriche affollate da turisti, ma anche importante per la sua cucina locale, ai primi posti della gastronomia nazionale per varietà e bontà delle pietanze saporite e generosamente condite.

Punto di forza della cucina tipica del posto è la pasta all’uovo. Ritroviamo le tagliatelle, spesso condite con il ragù alla bolognese a base di carne e pomodoro, le lasagne al forno, e tra le più importanti ci sono i tortellini, tradizionalmente serviti in brodo di carne o con panna. Vi sono anche i tortelloni ripieni con prodotti di salumeria come mortadella o prosciutto, uniti a uova, Parmigiano Reggiano e noce moscata o con ricotta e spinaci.

Tra i secondi piatti riscopriamo la “cotoletta alla Bolognese”, la “Falda Vicentina”, preparata con carne di cavallo e lo “stracotto di manzo”, profumato di spezie, preparato con carne di cavallo e di asinello. Lungo il Po, invece, è molto diffuso il consumo dell’anguilla, con la quale si prepara la zuppa: tipico piatto di Comacchio, dove le anguille vengono cucinate con cipolla, sedano, carota, pomodori, scorza di limone grattugiata e aceto. Non si aggiunge olio poiché il pesce, nella cottura, libera il suo grasso.

L’Emilia Romagna è una delle maggiori produttrici di salumi. Tra i più conosciuti vi sono la “mortadella dii Bologna”, la “mortadella di Modena”, il “culatello”, la “spalla di San Secondo”, gli “zamponi” e i “cotechini” di Modena.

Definito il “Re dei Formaggi”, il Parmigiano Reggiano è conosciuto in tutto il mondo ed utilizzato nei piatti di svariate regioni italiane, oltre a quella emiliana. Nella provincia di Vicenza vengono prodotti il Grana Padano e il Provolone Val Padana. Meno famosi sono: lo squacquerone, formaggio cremoso spesso utilizzato nel condimento della Piadina, la casatella e la caciotta di Castel San Pietro Terme.

Immancabile in Romagna, la Piadina Romagnola, cibo primordiale che risale alle popolazioni italiche, preparata con farina di grano, strutto e olio di oliva, lievito, sale e acqua, cotta su di un piatto di terracotta, detto “Teglia”, ma oggi più comunemente preparata si piastre di metallo o lastre di pietra refrattaria. Può essere mangiata come sostituta al pane. Molto spesso viene piegata in due e farcita in modo vario, sia dolce che salata.

 

L’Aceto Balsamico di Modena, registrato a marchio DOP dal 2000, è un condimento tradizionale della cucina emiliana, prodotto con mosti cotti d’uve, fermentati, acetificati ed in seguito invecchiati per almeno dodici anni.

Tra i dolci, ricchi di mandorle, miele e spezie, i più importanti sono: il certosino, la torta di riso di Bologna, la torta Barozzi, le frappe, le castagnole, le ciambelle e il biscione Reggiano.

Molto noto è il pane ferrarese, con una forma caratteristica formata da due filoncini di pasta attorcigliati. Con la farina di castagne, invece, si preparano le “mistochine” sia nella versione dolce con uvetta, che come base di accompagnamento.

Tra i migliori ristoranti in cui poter degustare i piatti tipici della tradizione romagnola, ne abbiamo selezionati 10, tra cui troviamo:

  • Il “Magnolia” di Cesenatico con ben due stelle Michelin, guidato da Alberto Faccani. Un luogo dove la tradizione incontra la creatività e la cucina incontra l’arte.

  • Il “San Domenico” di Imola, fondato nel 1970 dal Matre Morini e il Direttore Marcatilli. Con lo Chef Valentino Marcatilli, oggi è celebre per l'”Uovo a 65° in raviolo San Domenico”, preparato con burro di malga, parmigiano dolce e tartufo bianco.
  • Il ristorante “Marconi” guidato dai fratelli Mazzucchelli, ha l’obiettivo di soddisfare coloro che vogliono assaggiare un territorio e le sue eccellenze. La cucina è semplice, fatta di ciò che offrono il cortile, l’orto, il pollaio, i campi e i boschi.
  • La “Zanzara” di Ferrara, un luogo dove poter degustare pesce e cacciagione, con molta attenzione alle materie prime e alle tecniche di cottura.
  • La “Capanna di Eraclio”, situato fra le nebbie della bassa Ferrarese, vicino al mare. Luogo storico cresciuto intorno alla passione della famiglia Sorcini.
  • Il ristorante “Strada Facendo” di Modena ha come Chef Emilio Barbieri, che cerca di trasmettere i profumi e gli aromi della sua adolescenza in chiave attuale.

  • L'”Erba del Re” di Modena, con menù realizzati dallo Chef Luca Marchini, che sperimenta una visione della cucina personale e profonda.
  • A Parma troviamo il Ristorante “Parizzi” con una storia lunga 70 anni, con a capo lo Chef Marco Parizzi, vanta una stella Michelin dal 1980.
  • L'”Antica Corte Pallavicina”, situata in una grande azienda agricola di Parma dal sapore storico, xon caseificio e cantine per vini e salumi risalenti al XIV secolo.
  • Alla “Clinica Gastronomica” , la cucina è legata alla tradizione emiliana. Ricca di carrelli che celebrano il trionfo di antipasti divisi tra salumi e vegetali. Ampia gamma di pasta fatta in casa e vasta scelta di carni per quanto riguarda i secondi piatti.

Non vi resta che fare un viaggio in questa meravigliosa terra per scoprire e degustare tutti i suoi eccellenti sapori.

I migliori 10 Ristoranti in Veneto

Sapori intensi e delicati sono alla base della cucina veneta, che trovano le loro radici nella storia e nella conformazione geografica del territorio. I prodotti principali che caratterizzano i piatti tipici sono il riso, la polenta, il baccalà.

Il riso proviene dalle regioni arabe con cui la Repubblica di Venezia era in contatto commerciale. Si inizia nel 1500 a coltivare nelle pianure del Veronese la qualità “vialone”, di Indicazione Geografica Protetta (IGP), dal sapore particolare proveniente dal terreno alcalino in cui cresce. Tra i piatti legati al riso, troviamo il “Risi e Bisi” e il “Risi e Fegadini”.

La polenta è tra tutti, il piatto rappresentativo del Veneto, simbolo della tradizione popolare di questa regione. Il suo colore giallo deriva dalla farina di mais, arrivata in Europa grazie al commercio marittimo. Esiste anche la polenta bianca, tipica del Polesine e delle zone comprese tra Padova e Venezia. Il “Tajer di Legno”, è il tipico tagliere di legno utilizzato per far riposare la polenta, in quanto ne assorbe l’umidità e ne conserva il calore.

Il baccalà ha la sua provenienza dai mari settentrionali. Il “Baccalà alla Vicentina” può essere preparato in diverse varianti, utilizzando il latte o le patate, ma l’unica cosa che non può essere cambiata è la sua cottura che richiede circa 2 ore.

Altro prodotto della gastronomia veneta è il radicchio: la tipica verdura dal colore viola apprezzata per il suo gusto amarognolo, proveniente dal Trevigiano con marchio di origine IGP.

L’unica pasta davvero tipica di questa regione sono i “Bigoli”, spessi spaghetti, realizzati con l’utilizzo di un torchio azionato a mano.

Da non dimenticare sono i piatti tipici come le “sarde in saor” , cioè pesce fritto condito con uvetta, aceto, pinoli e cipolle abbrustolite, e l'”oca in onto”, dove la carne viene marinata in aglio, olio, rosmarino, sale e pepe.

Tra i dolci vanno ricordati gli “zaletti alla veneziana”, il cui nome richiama il colore della farina gialla utilizzata per la preparazione o la forma del gallo che viene realizzata con la pasta. Un altro dolce molto diffuso sono gli spiedini “Golosessi”, preparati con fichi secchi, noci, albicocche immerse nello zucchero caramellato e successivamente infilzati ad uno ad uno nei bastoncini di legno.

La cucina veneta si può gustare solo in loco, garantendo così unicità e genuinità.

Tra le varie produzioni di questo territorio, una delle principali, è quella del vino. Tra i più preziosi troviamo l’Amarone, il Bardolino, il Valpicella ed il Soave.

Il Veneto può vantare di uno degli spumanti più preziosi, il Prosecco di Valdobbiadene, ed in particolare il Cartizze.

Non meno importante risulta essere la produzione delle grappe, distillati di uva preparati secondo antiche ricette, che hanno raggiunto alti livelli di qualità e vengono venduti in tutto il mondo.

Tra i luoghi dove poter degustare i vari prodotti tipici, vi proponiamo la selezione di 10 ristoranti tra i migliori della regione:

  • Le “Calandre” a Rubano, può contare sulla guida dei fratelli Ajamo, rispettivamente cuoco e sommelier esperto della cantina sempre fornita dei migliori vini italiani e francesi.

  • Il “Desco“, situato nel centro storico di Verona, fondato e gestito da Elia Rizzo e dalla sua famiglia, in un prestigioso palazzo antico.
  • La “Peca” di Vicenza, il cui nome significa in dialetto vicentino traccia, impronta. Condotto dai fratelli Portinari, i loro menù spaziano tra pasta fresca, pesce e carne.

  • Ristorante “Perbellini” con una cucina ricercata, dove sapori e materie prima di altissima qualità sono i colori della tavolozza dello Chef. La passione per i vini della Famiglia Perbellini è il perfetto completamento ai piatti.
  • L’Antica Osteria Cera, di Lughetto, vanta ben due stelle Michelin. Gli amanti del pesce in purezza troveranno l’appagamento ricercato nelle ricette tradizionali incentrate sulla qualità del prodotto.

  • La “Locanda San Lorenzo“, si trova in provincia di Belluno, ed è stata fondata all’inizio del 900 da Osvaldo dal Farra. Gestito dallo Chef Renzo e la sua giovane squadra ha ricevuto una stella Michelin. La cantina conta 800 etichette selezionate tra le varie eccellenze italiane ed estere.
  • Al Capriolo“, ristorante da una stella Michelin potete trovare prodotti di prima qualità, finezza nelle preparazioni, sapori distinti e costanza nella realizzazione dei piatti.

  • Il ristorante “Aga” in San Vito di Cadore, dove poter trovare tecnica, avanguardia e originalità. Pochi tavoli per viziare al meglio i propri ospiti con proposte più sofisticate.
  • Il Ristorante “Feva“, vanta una cucina rispettosa del territorio, influenzata dalle stagioni, che rivaluta le materie povere e le ricette di tradizione. Qui potrete trovare la padronanza del mondo dei vini, l’arte e l’eleganza del servire in sala.

  • Il “Ridotto Restaurant” è un piccolo ristorante gourmet con solo 9 tavoli, che nasce nel 2006 grazie alla passione dello Chef Gianni Bonaccorsi. La cucina proposta è ancorata ai prodotti del mare e della terra. I piatti proposti sono di ricerca e cambiano a secondo della stagione.

Non vi resta che scegliere in base ai vostri gusti quale cucina provare. Siamo sicuri che nessuno di questi ristoranti vi deluderà.

 

 

I migliori 10 ristoranti in Sicilia

Sicilia terra unica per i suoi profumi e sapori. Tra i simboli culinari più importanti troviamo gli agrumi, le erbe aromatiche, i fichidindia, le mandorle, i pistacchi e le olive.

Gioca un ruolo di fondamentale importanza la frutta, spesso utilizzata nella preparazione di marmellate, macedonie, gelati e granite.

A proposito di gelato, sembra infatti che questo abbia origini siciliane, in quanto pare che ai tempi della dominazione araba si usasse preparare lo “Sherbet”, che tradotto significa “Sorbetto”. Gli arabi usavano mescolare la neve dell’Etna con canna da zucchero e succo di frutta, ottenendo così un composto definito come l’antenato del gelato.  Nel 1600, il siciliano Francesco Procopio Coltelli, ereditò dal nonno un’antica macchina sorbettiera che egli portò con sé in Francia quando aprì il più antico café parigino della storia (il café Procope), qui egli perfezionò la sua macchina e riuscì a creare i primi gelati più simili a quelli che oggi giorno si trovano in commercio. Ancor oggi infatti le attuali macchine del gelato si ispirano al sistema di mantecazione inventato da Procopio dei Coltelli.

Una delle caratteristiche della cucina siciliana è la circoscrizione delle pietanze in una determinata area, per cui la stessa ricetta diventa quasi introvabile spostandosi in un’altra zona dell’isola. Nella maggior parte dei casi si tratta di varianti della stessa ricetta regionale, ma in alcuni casi questi cibi, ad esempio i muccunetti di Mazzara del Vallo, hanno una preparazione e una commercializzazione rilevata solo nella loro zona di origine. Tale caratteristica alimentare ha portato spesso ad una divisione culinaria tra Sicilia occidentale, Sicilia centrale e Sicilia orientale. Potremmo trovare percorrendo un viaggio attraverso le provincie di quest’isola: gli arancini di Palermo, i cannoli siciliani di Catania o il pesto di Trapani.

Curiosando per le vie della regione, non si può non incappare nello Street Food, il cosiddetto cibo di strada, dove gustare tra le varie proposte le panelle e il pane con la milza. La tradizione è ricca di preparazioni veloci, e poco costose, in vendita in bancarelle o chioschi per strada. Inoltre, durante le festività, le vie si riempiono di fiere dove si trovano frittelle sia dolci che salate. Palermo è stata classificata la quinta città al mondo per il cibo di strada.

Per poter degustare i principali piatti tipici, riportiamo a seguito il nome dei migliori 10 ristoranti siciliani.

  • Ristorante La Madia – Licata

Diretto dallo Chef Pino Cuttaia, che ha lavorato nei più importanti ristoranti italiani. I suoi piatti sono ispirati alla tradizione siciliana, dagli ingredienti e dalle tecniche tipiche. Tra i piatti in menù troviamo gli gnocchi di seppia su crema di finocchio, il merluzzo affumicato alla pigna e sette tipologie diverse di pane.

  • Ristorante Duomo – Ragusa Ibla

Nel centro storico barocco di Ragusa ritroviamo il ristorante dello Chef Ciccio Sultano. Tra le ricette compaiono il timballo del ghepardo, petalo di rosa canina al miele e cicala di mare con salsa ai carapaci. La filosofia del locale è quella di riscoprire i sapori delle varie culture che hanno vissuto nel corso del tempo in Sicilia.

 

  • Ristorante Principe Cerami – Taormina

Situato all’interno dell’Hotel San Domenico Palace e diretto dallo Chef Massimo Mantarro, questo ristorante è aperto da aprile fino ad ottobre.

 

  • Ristorante Bye Bye Blues – Mondello

Una delle caratteristiche più attraenti di questo ristorante è la presenza della cantina, che conta oltre 350 diversi tipi di vino. La cucina è nelle mani di Patrizia Di Benedetto e tra i piatti speciali ci sono il risotto al ragù di polpo e profumo di zafferano, il filetto di manzo glassato al passito di Pantelleria e come dolce, la torta di limone e mandorle con gelato alla vaniglia.

 

  • Ristorante La Fenice – Ragusa

Il ristorante nasce all’interno di un’antica masseria ristrutturata, mentre la cantina dei vini si trova in una grotta naturale. A capo della cucina, lo Chef Claudio Ruta propone diversi piatti, tra cui la sfoglia di gamberi rosa con insalata mediterranea e salsa di mandorle e il gelato di senape e croccante di cipolle.

  • Ristorante La Gazza Ladra – Modica

Guidato dallo Chef Accursio Craparo, la location è situata all’interno del Palazzo Failla. Nei piatti si riscopre la ricerca della bellezza, armonia e profumi della terra siciliana.

 

  • Ristorante Casa Grugno – Taormina

Collocato in una struttura costruita nel ‘500, la cucina è affidata nelle mani dello Chef David Tamburrini, che accosta cibi antichi utilizzando materie povere.

 

  • Ristorante Corla – Caltagirone

Curato da Domenico Colonnetta e Ciccio Potti. Tra le varie proposte culinarie compare il cosciotto di coniglio ripieno con cipolle arrosto e lo sformato caldo di mandorle e cannella con gelato al Marsala.

  • Ristorante Don Serafino – Ragusa Ibla

Lo Chef Vincenzo Candiano propone diversi menù in base alle stagioni. Tra le specialità emergono le lasagnette di cacao amaro con ricotta Iblea e il coniglio farcito con pistacchi di Bronte e pancetta.

 

I 10 migliori trattorie e ristoranti tipici Lombardi

I piatti tipici della Lombardia

I piatti tipici  più rustici e originali sono sicuramente quelli montani della Valtellina a Sondrio e quelle dell’Oltrepò pavese dove poter gustare degli ottimi vini come Oltrepò Pavese Metodo Classico docg, ma anche la laboriosa e cosmopolita Milano può vantare le sue pietanze tipiche, non dimentichiamo la cotoletta alla milanese,  risotto allo zafferano e del dolce per eccellenza natalizio Il Panettun de Milan Milano senza il quale che Natale è?

Burro, formaggi e dolci sono le portate più caratterizzanti, ma è sterminato anche l’elenco delle pietanze principali.

Anche i ristoranti e le trattoria hanno tanto da offreice e noi da gustare a prezzi non esorbitanti, a Milano ecco tre ristoranti di nota.

Antica Hostaria della Lanterna(Milano) –

Traversa di corso Italia un piccolo semplice locale accoglie i clienti su pochi tavoli. Una vera trattoria, immutata nonostante l’evoluzione della ristorazione. Una signora ci comunica in “milaness” i tre primi e i due secondi della cena e scegliamo: maccheroni zafferano e crudo e osso buco con patate lesse. Entrambi buoni e ben preparati. Conto contenuto usciamo ben soddisfatti per il viaggio nel tempo. Da prenotare

La Libera (Via Palermo, 21 Milano) –

Locale storico nel cuore del quartiere degli artisti a Brera, accogliente e vecchio stile, Una Garanzia della Milano sia da bere che da gustare .Sempre una garanzia sul cibo di qualità e abbondante. Classica trattoria di una volta,con prezzi di una volta (bassi).La proprietaria è rustica ma molto simpatica, sempre pieno si consiglia la prenotazione.

Antica Trattoria della Pesa (Viale Pasubio, 10 Milano) –

Ottimi piatti “milanesissimi”: risotto allo zafferano, cotoletta, osso buco, trippa; cantina più che dignitosa, la “bonarda” è leggera, fresca, gradevole e non impegnativa; servizio adeguato e veloce; prezzo un po’ sopra la media, diciamo molto “milanese” anche quello, ma, nel complesso, ne vale la pena, la cucina merita.

Ristorante  e trattorie della valtellina

Attraversata da Est a Ovest dal fiume Adda, per poi immettersi nel Lago di Como qui le carni di selvaggina e i vini corposi la fanno da padrona, la Valtellina è la regione geografica che vanta la più ricca tradizione culinaria della Lombardia.

Quanto a primi piatti si segnalano la polenta alla valtellinese con grana e burro, i pizzoccheri della Valtellina insaporiti con il condimento a base di patate, fontina spinaci e verza, e la supa de can, una minestra con pane raffermo a base di uova…

Ecco 5 tra i migliori ristoranti della valtellina

Ristorante Camino (Livigno) –

Il cibo è squisito, le pietanze offerte sono ottime! Luca e i suoi collaboratori riescon

o ad offrire piatti tradizionali con un tocco moderno, il tutto in un ambiente cortese e amichevole. Consigliatissimo!!!

Osteria del Benedet – (Via Roma 2, 23014 Delebio, Italia)

Locale storico su tre piani, rifinito con sobrietà, splendida cantina; sala ordinata con buon tovagliato e tavoli ben distanziati. Servizi di una pulizia esemplare.
La carta non elenca molte portate, sintomo che la preparazione è curata, anche perché non sono piatti banali e di facile interpretazione. Noi optiamo per la carne, in particolar. Servizio professionale, peccato manchi la carta dei distillati.
Prezzo corretto, rapportato alla qualità e quantità dei piatti,

Trattoria Alpina –

Tradizione che delizia

Posto ideale in cui andare con gli amici per mangiare e bere in quantità e ovviamente qualità. Il cibo è davvero buono e le porzioni sono abbondanti. Non sono mai uscita insoddisfatta da questa trattoria. Il prezzo è conveniente e il menù è vasto.

Osteria del Zep (Morbegno)-

Locale molto caratteristico personale premuroso qualità ottima!!! Cucina tipica valtellinese!!! Visita al tavolo anche dello chef!!! Il posto merita anche solo per l’arredo che è a dir poco stupefacente, ogni angolo racconta una storia.. per il resto che dire, cucina valtellinese sincera e fatta col cuore.

Ristoranti e pizzerie Oltrepò Pavese

L’enogastromia classica viene espressa grandiosamente dai Ristoratori che sanno esaltare, con le loro ricette, le tipicità dell’O.P.

Locanda Antica Trattoria – (Montebello della Battaglia)

Un luogo familiare con un tocco di simpatia e originalità del proprietario

Locale familiare, cibo di buona qualità con possibilità di degustare una buona cucina locale e ottimi vini.
Alla buona cucina fa da cornice il proprietario, Paolo… UNICO nella sua originalità e simpatia!
Locale consigliato!

Osteria Fra’ Pellizza – (Costeggio -Pavia)

Un locale curato con personale gentile dove è possibile farsi tentare dai migliori piatti tipici della cucina romana. Tutto davvero buono dagli antipasti (squisiti i carciofi con la ricotta come pure il baccalà), ai primi (dagli immancabili spaghetti cacio e pepe alle linguine con lo scorfano), ai secondi (trippa alla romana, coda alla vaccinara, come pure il dentice coi pistacchi), fino ai dolci. Da evidenziare la cura nel presentare tutti i piatti come pure buono il vino consigliatoci dal cameriere davvero molto capace e simpatico, vino sicuramente necessario per… innaffiare il tutto.

Osteria del Vecio Alpin – (Casteggio)

La vera Osteria che tutti i buon gustai cercano si trova in questa piccola e ben curata struttura che ricorda una baita di montagna. I proprietari sono molto gentili, educati sempre con il sorriso che mette allegria. Il cibo è di alto livello, sono una famiglia di Alpini questo è già un ottimo biglietto da visita. Le portate abbondanti.

Si  una vera e ruspante Osteria dove mangi divinamente dove quando passi per Casteggio devi assolutamente fermarti.

 

 

 

Nuovo aggiornamento per Ristomanager 1.2.1

Oggi esce la nuova versione di Ristomanager 1.2.1, in questa versione abbiamo aggiunto il supporto per la multi(valuta), quindi avrete la possibilità di cambiare la valuta e non usare solo “Euro” che verrà lasciata come Valuta predefinita. Ora avrete anche la possibilità di installare il software su più macchine e condividere il database,  quindi potrete usare un pc come “server” per la gestione dei tavoli ed un altro pc (client) per la gestione della cassa veloce e/o asporto. Tutte queste impostazioni le potrete configurare nelle “opzioni generali” del software:

 

 

Abbiamo anche aggiornato la versione per sistemi Apple (OSX) che potrete scaricare facilmente dallo store di apple, sistemato il funzionamento del server su OSX (alcune volte non si apriva) ed inserito il supporto per la valuta, con la possibilità di scegliere anche su Apple la condivisione del Database.

Per questa nuova versione dovrete confermare la registrazione del nostro software, certificando la vostra email e cliccando sul link che vi invieremo.

 

 

Inoltre abbiamo reso compatibile il software con la legge europea sul GDPR, quindi avrete la possibilità di rimuovervi dalla sottoscrizione cliccando sempre sul link inviatovi per posta.

 

Buon Download

Cordiali Saluti

Arkosoft

 

 

Street food: cos’è, a chi si rivolge e come avviare un’attività.

Cos’è lo street food?

Per “street food” si intende la vendita e, spesso, anche la preparazione di generi alimentari destinati al consumo in strada. La preparazione e il commercio del cibo avvengono a bordo di un food truck. Per chi è a digiuno di inglese un food truck è il classico furgone itinerante che esercita in spazi pubblici e aperti tipo strade, parchi o piazze.

Lo street food si inserisce nel solco dell’informal food sector (settore del cibo informale), che ruota attorno al cibo mangiato non al tavolo di un ristorante ma in piedi e con la formula take away (tipica, oltre che dei chioschetti di hot dog anche delle pizzerie da asporto).

Street food: i target di riferimento.

Il pubblico a cui lo street food fa riferimento è molto variegato, questo grazie alla sua comodità. I giovani e gli studenti ne sono attratti per i prezzi bassi, i lavoratori per la comodità della sua consumazione in pause pranzo spesso troppo brevi.

Ma lo street food, oltre che un “ripiego” alimentare per chi ha poco tempo e denaro, può anche essere un’attrazione fieristica. Non si contano i vari eventi di street food che, soprattutto d’estate, affollano le strade italiane e deliziano gli avventori con le prelibatezze regionali. Ciò attrae un pubblico di tutte le età e tipologie: dal giovane amante degli eventi informali e non convenzionali alle famiglie curiose. Queste ultime, come anche gli avventori over 50, riscoprono il cibo regionale sotto una luce più “giovane”, nuova, non legata ai classici ristoranti e trattorie.

Per i motivi sopra elencati lo street food è un segmento interessante del settore alimentare, e fra poco vedremo come aprire un’attività in questo ambito.

Come avviare un’attività di street food.

L’aria informale e “rassicurante” di un food truck non deve farci credere che avviare un business nello street food sarà una passeggiata. Di seguito l’iter che, passo dopo passo, farà partire la tua attività.

I requisiti.

Partiamo dal presupposto che food trucker non ci si improvvisa, e richiede quindi uno a scelta fra i seguenti requisiti

  1. avere un diploma alberghiero
  2. aver maturato almeno 2 anni di esperienza nella ristorazione negli ultimi 5 anni
  3. essere iscritti al REC (Registro Esercenti di Commercio) come “somministratori di cibo e bevande
  4. aver frequentato corsi regionali sul commercio alimentare e aver superato i relativi esami finali
  5. avere un socio che possieda uno o più dei requisiti prima elencati

La licenza.

Una volta soddisfatto almeno uno dei 5 requisiti si procede col chiedere la licenza. Essa, a seconda del tipo di attività che si ha in mente, è di due tipi:

  1. tipo A: ossia una licenza concessa dal Comune di propria appartenenza per svolgere la propria attività in un punto fisso. Tale licenza è valida su tutta la regione di riferimento e consente a un food trucker di partecipare a fiere in tutta Italia. Essa può essere richiesta a un massimo di 30 giorni a partire dalla pubblicazione (a marzo-aprile o settembre-ottobre) dell’elenco dei posti liberi. Tuttavia può essere persa se il commercio non viene esercitato regolarmente e si accumulano troppe assenze.
  2. tipo B: essa è una licenza per i food truck itineranti, che non esercitano in un punto fisso. Essa permette di esercitare la propria attività in tutte le fiere d’Italia, ma a patto che il commerciante si informi e si accordi col Comune di turno per eventuali posteggi liberi (da occupare in archi di tempo limitati). La licenza B, a differenza della A, è gratuita, senza tassa di rilascio né di rinnovo.

Iter burocratico per avviare l’attività.

Oggi, con la Comunicazione Unica, è possibile adempiere a tutti gli step necessari per avviare un’attività:

  1. apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate
  2. iscrizione ad INPS e INAIL
  3. iscrizione al Registro delle Imprese alla Camera di Commercio

Scelta e autorizzazioni per il food truck.

Oltre a tutta la trafila di ordinaria amministrazione per avviare un’impresa bisogna occuparsi anche di un’altra trafila: quella per il food truck.

Esso è il mezzo trasporto e “compagno di viaggio” nella tua avventura food. La prima cosa è innanzitutto sceglierlo delle dimensioni adatte e adeguato alla tua tipologia di attività.

Se essa prevede spostamenti di brevi tratti, all’interno di una stessa città, l’ideale è l’ape-car, di piccole dimensioni e facile da montare e smontare.

Qualora invece tu voglia un mezzo “itinerante”, che ti permetta di spostarti di fiera in fiera nel raggio di tutta la regione, opta per un porter formato “medium”. Esso ti permetterà di trasportare con te tutto l’occorrente per la tua attività in tragitti di medio e lungo raggio.

Infine, se col tuo food truck “pensi in grande” dovrai puntare su poderoso food truck FIAT Ducato.

Una volta scelto il veicolo adatto a te dovrai farlo collaudare e immatricolare. Inoltre, in quanto somministratore di cibo e bevande ai consumatori, dovrai far sì che il tuo food truck abbia un’autorizzazione sanitaria dalla ASL locale.

 

 

 

 

Ristomanager: come inserire foto dei prodotti.

Bentornati ancora una volta al consueto appuntamento col nostro Vlog di Ristomanager, incentrato questa volta su un aspetto particolare della gestione dei prodotti e delle pietanze all’interno del software, vale a dire l’inserimento delle immagini dei prodotti, per facilitare le funzioni di Cassa Veloce e inserimento nelle comande.

Scopriamo come sfruttare nel modo migliore la possibilità di poter inserire le nostre immagini dei prodotti che accompagneranno i nostri piatti

Come abbiamo già accennato precedentemente nel Vlog numero 7, nel quale abbiamo trattato l’inserimento dei prodotti, in Ristomanager è possibile assegnare una immagine specifica per ogni prodotto, a prescindere dalla sua Tipologia (che come detto sono Magazzino o Pietanza). Tale funzione si rivela estremamente utile per il riconoscimento immediato dei diversi prodotti all’interno della Cassa Veloce, modalità preposta appositamente al servizio di asporto, ma utile anche nei bar per le ordinazioni dei prodotti di consumo o perché no, ad esempio nel caso in cui offriate una lista dei diversi cocktail disponibili.

Potete tranquillamente assegnare un’immagine ai prodotti, sia nel momento stesso in cui essi vengono creati tramite la funzione dedicata a tale scopo, che aggiungerle successivamente ai prodotti già esistenti; in questo secondo caso, vi basterà semplicemente accedere alla funzione di gestione dei prodotti partendo dalla interfaccia principale e modificare quindi il prodotto o la pietanza di vostro interesse, per poi visualizzare la scheda “Immagini”, all’interno della quale avrete a disposizione due comode opzioni per l’assegnazione dell’immagine al prodotto.

La prima opzione vi permette di selezionare una delle immagini già presenti in Ristomanager, con una vasta scelta di immagini suddivise in categorie di prodotti e pietanze, ma potrete anche in ogni caso scegliere delle immagini di vostro gradimento, da voi stessi accuratamente selezionate.

Potete trovare maggiori informazioni, tra l’altro di più facile fruizione, all’interno del Vlog numero 7, oppure potete consultare come sempre la nostra Guida Ufficiale, raggiungibile come sempre all’indirizzo:

http://wiki.softwareristorante.net

Impariamo ad usare la cassa veloce su Ristomanager

Ecco la funzione cassa veloce

E ci ritroviamo a parlare del nostro gestionale Ristomanager, che tra le tante funzioni ha anche cassa veloce, utile per ristoranti, birrerie, bar e food truck.

In questo articolo scopriremo come utilizzare questa funzione, in tutti i suoi dettagli tecnici. Buona lettura!

A cosa serve?

Cassa veloce serve a far pagare il conto in cassa ai clienti che non si siedono al tavolo.

Quando qualcuno prende un bicchiere un bicchiere di vino al volo nel bancone o quando si ordina da asporto, Cassa Veloce rappresenta lo strumento ideale.

Grazie al suo calcolatore automatico, potrai comunicare il totale al cliente e alla cassa principale, in modo da stampare lo scontrino.

Come si utilizza (istruzioni veloci)?

Apri l’interfaccia di Ristomanager e clicca su Cassa veloce, in modo da poter inserire l’ordine.
Cerca i prodotti nelle varie categorie (antipasti, bevande, vini, ecc.) e clicca sopra a quelli che ti interessano.

Se ti presentano un buono sconto, inseriscilo nel rettangolo verde.
Ora che hai il totale sottomano, comunicalo al cliente e clicca su Stampa scontrino.

Se non hai molta dimestichezza con lo strumento, nei punti sottostanti ti riporterò la guida ufficiale di Ristomanager.

Guida

Come inserire una pietanza

Sul lato sinistro della finestra è possibile selezionare tutte le Pietanze disponibili, inserite tutte tramite il Magazzino di cui abbiamo già visto le funzionalità.
Per aggiungerle, basta dapprima selezionare la Categoria di appartenenza, quindi cliccare sull’immagine della Pietanza se disponibile, e il programma provvederà ad inserirle nel conto, posto sul lato destro della finestra, insieme al Totale da Pagare, in quale verrà aggiornato.

Come inserire un’aggiunta

Durante l’inserimento dei prodotti nella comanda, si possono gestire contemporaneamente la aggiunte di ingredienti, semplicemente selezionandole dall’elenco degli Ingredienti posto sotto ai prodotti, che appare dopo avere selezionato una categoria.
Per applicare una aggiunta, selezionate dapprima il prodotto su cui si desidera intervenire, quindi cliccare su una operazione tra quelle disponibili come icone rosse  collocate a sinistra del tastierino numerico, infine cliccate sul nome dell’ingrediente desiderato.

Con RistoManager è possibile sia aggiungere che togliere ingredienti ai prodotti utilizzando rispettivamente i pulsanti Con e Senza, come anche specificare se il cliente vuole Poco o Molto di un ingrediente.

Come modificare le quantità di un Prodotto

Quando vi sono più di un prodotto uguale sulla ordinazione, è utile inserire dapprima il prodotto, con le varie aggiunte, quindi utilizzare il comodo tastierino numerico per effettuare le quattro operazioni aritmetiche di DivisioneMoltiplicazioneAddizione e Sottrazione, sulle quantità dei prodotti selezionati.
Per effettuare tali operazioni, si deve cliccare sui numeri per impostare la quantità, quindi agire sui tasti di operazione desiderati, infine premere il tasto Invio (freccia spezzata). E’ possibile effettuare operazioni con quantità decimali.

NOTA: effettuando modifiche degli ingredienti sui prodotti multipli, il costo viene moltiplicato per le quantità del tale prodotto.

Come eliminare i prodotti dalle comande

Per eliminare un prodotto da un’ordinazione, basta selezionarlo dall’elenco posto sotto il Totale da Pagare, quindi utilizzare il pulsante Elimina (indicato dalla freccia verde).

Il prodotto verrà eliminato dalla lista come si può vedere nell’immagine sottostante.

Come svuotare le comande

Nel caso in cui venga annullata una ordinazione, è sufficiente premere l’apposito pulsante Svuota, il quale eliminerà qualsiasi prodotto inserito e azzererà il Totale da Pagare.

Come inviare la comanda

Una volta creata l’ordinazione, è possibile inviarla alle varie stampanti di reparto tramite il comando Invia Comanda.

Come stampare lo scontrino

Dopo avere inviato la comanda, si può procedere alla Stampa Scontrino tramite l’apposito bottone;

E’ anche possibile procedere all’inserimento dei prodotti e impostare il Totale da Pagare; il programma vi chiederà se volete inviare l’ordine, quindi sarà come utilizzare il bottone Invia Comanda.

Come chiudere la Cassa Veloce

E’ sempre possibile chiudere la finestra della Cassa Veloce e annullare l’ordinazione, semplicemente tramite il bottone Chiudi; questo svuoterà la comanda in corso.

Buon lavoro!

Food Tech: oltre il 40 percento delle prenotazioni ai ristoranti è fatta online

Internet è ormai entrato a far parte integrante del mondo della ristorazione, e si può essere sicuri che questo mezzo sarà sempre più in crescita, specialmente se guardiamo alle previsioni per i prossimi anni; il canale online andrà a vincere la corsa contro il telefono, quale mezzo per effettuare le prenotazioni ai ristoranti.

 

Il mondo della ristorazione è in continua evoluzione, anche quando si tratta di accettare e adattarsi alle nuove tendenze per ricevere le prenotazioni. Qualche anno fa la situazione sembrava impensabile, però, a poco a poco, il mondo digitale si è imposto nei ristoranti, tanto che ormai non si può più far finta di nulla.

Il 40% delle prenotazioni ai ristoranti vengono ricevute online, da piattaforme dedicate o direttamente dal proprio sito.

Lo studio di TheFork ha informazioni molto rilevanti per i ristoranti, che consentono di avere un assaggio, di come la fiducia dei ristoratori nei sistemi di prenotazione online, continua a crescere ogni anno. La comodità, la velocità o semplicemente la forza dell’abitudine di fare affari via Intenet, sono soltanto alcuni dei motivi che hanno dato grande impulso alla crescita delle prenotazioni ai ristoranti fatte online e hanno fatto si che si raggiungessero certe percentuali.

Tuttavia, il telefono continua ancora ad avere una certa importanza, tanto che ancora il 52% dei ristoranti che hanno partecipato a questo studio preferisce ricevere le prenotazioni per telefono, rispetto al 30% per la ricezione di prenotazioni, tramite richieste online.

Quasi la metà degli intervistati credono che le prenotazioni online ai propri ristoranti sono cresciute del 25% lo scorso anno, una cosa molto positiva se si prendono in considerazione i dati attuali del settore. E’ anche cresciuta la fiducia dei ristoratori nei sistemi online di prenotazione ai ristoranti; a questo proposito, il 60% degli intervistati ha dichiarato di essere soddisfatto dei servizi che offrono prenotazioni via web e il 22% lo considera un buon modo per fidelizzare i propri clienti.