Menù ristorante: cosa è? E’ utile veramente?

In molti si chiedono cosa sia il menu’ ristorante. A cosa serve realmente? E’ veramente utile come si dice? Cerchiamo di scoprirlo insieme in questo nuovo e dettagliato articolo.

Menù ristorante

Entrando nello specifico, il menu’ di un ristorante da fare è molto facile. Alla fin dei conti, detto in parole povere, ci troviamo davanti ad una vera e propria rappresentanza del brand, identità a tutti gli effetti per poter comunicare in maniera diretta con il cliente. Riflette in tutto e per tutto lo stile del ristorante e qualità degli alimenti.

Menù ristorante: tutto ciò che c’è da sapere a riguardo

Se è vero che il menu’ va a rispecchiare l’identità del locale è anche vero che per far bella figura bisogna essere i più coerenti possibile. Il menu’, tra le altre cose, dev’essere stilato in funzione del target di pubblico a cui è destinato. Se un ristorante è principalmente attratto da famiglie, il menu’ dovrebbe essere facile e risultare capibile per ogni persona di ogni fascia di età. Qualora invece si tratti di un ristorante di un certo valore, è preferibile un menu’ che proponga un linguaggio raffinato.

Il menu’ di un ristorante per attirare l’attenzione deve sopratutto generare prima di tutto un forte interesse per il cliente, caso contrario vuol dire che è da rivedere. Nulla va fatto cosi tanto per farlo. Prima di tutto è fondamentale raccogliere più info possibili da tutti gli chef che si hanno in azienda e pensare cosa potrebbe attirare i clienti.

Menù ristorante: per essere vincente bisogna dare più info degli alimenti

Per avere a portata di mano un menu’ con i fiocchi e presentarsi al meglio al pubblico è consigliato che siano riportate più info possibili sugli alimenti. Elenco allergeni, indicare se si è davanti a prodotti freschi e non surgelati, insomma info che possono far cambiare opinione ad un cliente.

Dando questo tipo di informazioni si va ad aumentare in maniera significativa la percezione della qualità degli alimenti proposti all’interno del ristorante. Rendere il menu’ di facile comprensione è uno dei migliori metodi per attirare la clientela.

Passando al design del menu’, quest’ultimo dev’essere semplice evitando di utilizzare parole troppo complesse. Descrivere tutti gli alimenti con semplicità è essenziale.

Conclusioni

Il menu’ di un ristorante non va scritto una volta sola e richiede attenzioni costanti. Prima di diventare quello definitivo bisogna un po’ testare se è in grado di attirare o meno il cliente. Domandante voi stesso ai clienti che opinione hanno del menu’ offerto dal locale cosi da farvi un’idea e migliorarlo.

Infine, se siete proprietari di un locale noi vi consigliamo di mettere a disposizione anche uno strumento per attirare i clienti facendoli ordinare da casa oppure tramite ordinazione facendo recapitare gli alimenti a casa loro. In commercio ci sono moltissimi software che permettono di organizzare il proprio ristorante al meglio gestendolo perfettamente, fra tutti troviamo ristomanager che vi consigliamo di scaricare per PC e smartphone dal seguente indirizzo. Provatelo e non vi pentirete.

Il software che funziona senza internet

Il software che funziona senza internetah come lo vorrei!– ci sembra di sentirvi, mentre l’ennesimo problema di connessione ha messo KO la vostra attività. E se vi dicessimo che con Ristomanager tutto ciò diventerà solo un ricordo lontano?

Se non ci credete, allora vi conviene leggere quest’articolo; vi garantiamo che alla fine avrete cambiato idea e correrete subito a installare il vostro nuovo software gestionale per ristoranti.

Rispondiamo ai vostri messaggi!

Sappiamo che questa è una questione che vi sta a cuore; in molti messaggi che ci avete lasciato sui social, e che ci fanno sempre molto piacere, ci avete chiesto maggiori info riguardo una caratteristica in particolare di Ristomanager: la capacità di continuare a funzionare anche senza connessione internet.

Ci avete raccontato di vari episodi successi nel vostro locale in cui vi siete ritrovati a fine serata con comande perse, conteggi finali errati a causa di guasti di rete e altri mille scenari spiacevoli. Ecco perché abbiamo deciso di rispondere a tutti con questo articolo in cui conosceremo più da vicino i dettagli del nostro software e della vostra caratteristica preferita. Analizzeremo nel dettaglio quali sono i vantaggi di avere il software che funziona senza internet e perché potrebbe tornarvi molto utile per incrementare il fatturato della vostra attività nel settore della ristorazione.

Perciò, senza cincischiare oltre, vi lasciamo al nostro articolo sui benefits di avere il software gestionale che funziona anche senza internet.

Il software che funziona senza internet: analisi di scenario

Potremmo prendere ad esempio tantissime storie che voi stessi ci avete raccontato. Episodi di vita vera che vi hanno costretti a bloccarvi sul lavoro, rischiando di danneggiare la vostra attività in termini di fatturato, sì, ma anche d’immagine, e talvolta le due cose vanno a braccetto.

Benché non sia questa la sede adatta per dare spazio alle vostre singole storie (per quello, vi rispondiamo sempre in privato e continueremo sempre a farlo con tutti!), abbiamo deciso di rappresentarle per scenari tipo che potrebbero verificarsi. Siamo sicuri che non avrete difficoltà a rispecchiarvici.

#Situazione 1: ordinazioni perse

Lo scenario tipo che potrebbe presentarsi è il seguente: serata movimentata, locale pieno e all’improvviso la linea internet salta. Basta un guasto tecnico di qualsivoglia natura, anche di qualche minuto per generare il panico e crearvi seri problemi. Infatti, un software gestionale tradizionale sarà supportato esclusivamente dalla connessione internet, e se questa per mille motivi diversi dovesse saltare, il sistema si blocca.

Questo significa che i tablet non saranno più in grado di mandare le ordinazioni in cucina. Né tanto meno in cassa, con il rischio di far aspettare più del solito i vostri clienti, oppure di perdervi qualcosa nel conteggio finale.

#Situazione 2: impossibilità di stilare correttamente il conteggio finale

Ecco, su questo punto vi invitiamo a riflettere. Molto spesso ci dite che quando vi trovate nella situazione spiacevole di stare senza internet ritornate al buon vecchio cartaceo, eppure vi capita di perdere lo stesso le ordinazioni. Adesso immaginate anche solo per un minuto quanto i vostri clienti saranno felici di ripetervi le comande, aspettare ancora. Saranno insoddisfatti del servizio, potrebbero lasciarvi recensioni negative e molti, spazientiti infine, se ne andranno oppure semplicemente non ritorneranno.

C’è una solo modo per descrivere tutto ciò: una catastrofe che poi si trasforma presto in perdita in termini di fatturato e non solo perché non riuscite a risalire al conto totale del singolo tavolo (a maggior ragione quando vi sono più commensali e le ordinazioni si confondono).

Arrivati a questo punto non servirà a molto scusarsi con il cliente; ormai il lead è perso. Talvolta i giudizi dei consumatori sono impietosi, ma il mercato contemporaneo ci ha reso molto esigenti, e le imprese che vogliono emergere dovranno necessariamente alzare l’asticella per tenere il passo alla concorrenza e guadagnarsi la sua fetta di clienti.

#Scenario 3: I tuoi dati in mano ai terzi

Oltre una questione che possiamo definire più strettamente gestionale in relazione al locale e il servizio clienti, diamo uno sguardo ad un’altra situazione importante, purtroppo non sempre tenuta nella giusta considerazione: stiamo parlando della sicurezza dei dati.

Un’alternativa molto usata è il software in cloud; peccato che i problemi non finiscano qui! Prima di tutto, vale quanto detto sopra in materia di connessione, in più si aggiunge la questione dei dati, sia personali dei vostri clienti che interni alla vostra attività.

Il cloud è infatti gestito da aziende terze che nel momento in cui forniscono il servizio hanno poi libero accesso a tutte le vostre informazioni: database clienti, numeri di fatturato ecc. La nostra domanda è questa: ve la sentireste di cedere la vostra privacy a terzi senza alcuna garanzia di tutela?

Ovviamente, a voi la scelta. Lasciate, però, che vi spieghiamo quali sono le soluzioni proposte da Ristomanager.

Ristomanager è la soluzione

Il software che funziona senza internet, altrimenti detto Ristomanager, vi risolverà sia il problema relativo alla connessione che alla privacy: vediamo come!

#Problema 1: connessione internet

Il software di Ristomanager funziona anche offline perché sfrutta il vostro pc come server locale, permettendovi di continuare ad essere operativi in ogni situazione, che sia di cassa oppure al momento della configurazione di più dispositivi associati. I dati saranno salvati in automatico.

#Problema 2: sicurezza dati

Eliminando il passaggio da parte di terzi, nessuno potrà più avere libero accesso alle vostre informazioni più personali, bensì saranno esclusivamente nelle vostre mani e sarete solo voi a gestirle.

Per noi il valore della privacy è inestimabile, ecco perché abbiamo creato il software che funziona anche senza internet. Affinché tutti voi che ci scegliete possiate avere il massimo del servizio e continuare ad esercitare la vostra attività nel settore della ristorazione senza intoppi scomodi di varia natura.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine del nostro articolo: cosa abbiamo imparato?

Il software che funziona anche senza internet è una garanzia, ed è nato con lo scopo ultimo di soddisfare davvero le vostre esigenze.

Se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo dove volete e con chi volete, ma soprattutto fateci sapere le vostre opinioni in un commento!

Servire a tavola: come farlo nel modo giusto?

Servire a tavola con professionalità può fare la differenza per il tuo ristorante; non solo quelli più esigenti, ma tutti i tuoi clienti si aspettano un servizio impeccabile, ed è anche sulla base di questo parametro che decideranno se ritornare o no da te.

Il bon ton a tavola è sempre una scelta gradita, ma non riguarda solo i commensali; riguarda l’intera gestione del tavolo e di tutte le portate che si susseguiranno. Ti serviranno indispensabilmente un personale adeguato e specializzato, e soprattutto coordinato con il reparto cucina.

Servire a tavola con professionalità

Ricorda che anche il più piccolo errore sarà notato, soprattutto da un cliente nuovo, e se tu vuoi mantenere un certo standard, dovrai garantire un’offerta all’altezza delle aspettative. Si tratta di lavorare sul percepito del cliente, per trasmettergli il messaggio che il tuo ristorante è davvero il top.

Servire a tavola in modo raffinato è sicuramente un buon punto di partenza. Ecco perché abbiamo raccolto qualche consiglio utile su come servire a tavola con successo!

Servire a tavola: le regole

# Regola 1: Coordinamento

Ti sveliamo un segreto: il servizio al tavolo è solo l’ultima parte di una catena di montaggio molto più complessa che riguarda l’intera gestione del tuo locale. La primissima cosa di cui dovrai essere assolutamente certo è che il personale di sala sia coordinato con il reparto cucina. Questo passaggio ti salverà da una serie di errori piuttosto comuni ma molto fastidiosi, che il cliente noterà e userà come parametro di riferimento per tornare o meno nel tuo locale.

servire a tavola

Come coordinare tutto il personale?

Comande perse, piatti che escono non sincronizzati, servendo così prima un commensale e poi dopo tempo x l’altro, clienti che aspettano troppo tempo sia per ordinare che per essere serviti.. Se ti suona tutto molto familiare significa che hai un problema; per fortuna, ci siamo noi a venire in tuo soccorso.

Ascolta con attenzione i feedback dei clienti così come del tuo personale; al netto di cosa pensi tu circa la direzione che sta prendendo il tuo locale, ciò che conta davvero nel concreto è il percepito dei tuoi clienti, perché è l’unico modo per capire se la tua strategia sta funzionando oppure c’è qualcosa che non va e allora troviamo l’intoppo per sistemarlo.

Assicurati di poter gestire effettivamente un certo numero di clienti; mettiamo, ad esempio, il caso che il tuo ristorante sia calibrato per ospitare 100 persone. Tutto l’intero comparto gestionale sarà regolarizzato per 100. Perfetto, continua in questo modo senza strafare, nel senso che in un ristorante non vale il principio casalingo “dove mangia uno mangiano 3”.

Piuttosto, lavora sulla qualità del servizio offerto per queste 100 persone, in modo da fidelizzarle nel tempo, anche a costo di rinunciare ad un cliente in più per una sera. Se dovessi riscontrare un’ampliamento significativo della domanda, allora non improvvisare, ma organizzati per ampliare l’offerta per 150, 200, 250 e oltre posti.

Questa premessa è funzionale al discorso sul coordinamento in quanto avrai l’agio di servire tutti i clienti con lo stesso ritmo e la stessa professionalità, senza che la cucina e la sala si affannino a star dietro a troppe cose insieme. Devono poter lavorare in sintonia, in modo da far uscire i piatti per tempo e in contemporanea. Mettiti nel panni del tuo cliente, e pensa di essere seduto al tavolo con altre persone; preferiresti che foste serviti tutti insieme oppure uno alla volta?

L’imbarazzo generale del “dai mangia che si fredda, tanto adesso arriva anche a me“, e la risposta classica “non ti preoccupare, aspetto perché mi sembra scortese” non sono accettabili. E nemmeno le lunghe attese per ordinare.

#Regola 2: Servizio al tavolo

Entriamo adesso in un momento cruciale: il servizio al tavolo. Non meno importante del coordinamento di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, ecco le regole più ‘tecniche’ per garantire un servizio di sala di qualità.

Sarà indispensabile avere un personale ben formato, e che conosce le regole fondamentali del servizio di sala: anche in questo caso, non improvvisare mai! Ci sono persone che decidono di intraprendere questa professione e studiano anni, perfezionandosi con l’esperienza.

In ogni caso, un bel ripasso non guasta mai, perciò ricorda che:

  • I commensali vanno serviti (e si tolgono) sempre dal lato destro in senso orario.
  • Talvolta, per occasioni più formali ed eleganti, è possibile servire e poi portar via fino a 3 piatti in contemporanea (2 verranno posti sulla mano sinistra e 1 sulla destra): in questo caso, i piatti vanno mantenuti sempre in parallelo e stabilmente.
  • Attenzione, però, a non mostrare mai il pollice quando si porta il piatto al cliente.
  • Quando si porgono i piatti, il tovagliolo di servizio non è necessario ma solo quando si sbarazza il tavolo.
  • Sbarazzando il tavolo, mantieni stabilmente il piatto con il palmo della mano per non sporcare la divisa, e non togliere mai oltre i 4 piatti alla volta.
  • Il pane, insalate, salse, formaggio e vassoi vanno serviti alla sinistra del cliente.
  • Non dimenticare di portare a tavola prima le posate e poi i piatti.
  • I piatti vanno serviti secondo questo schema: la parte superiore è per il contorno, quella inferiore per la carne.
  • I dolci come i mignon serviti a fine pasto, si portano a tavola su un vassoio e senza posate.

#Regola 3: Ordine di servizio

Per servire correttamente un cliente esiste una procedura precisa che scandisce la sequenza con cui saranno servite tutte le portate.

  • Prima di far accomodare un cliente, ricordati di servire il pane in tavola e girare i bicchieri; deve trovare il tavolo già ‘predisposto’ ad accoglierlo. Non farlo sedere se è ancora da sbarazzare!
  • Si consegna prima il menù e poi la carta dei vini, poi si porta l’acqua.
  • Al momento della comanda, si spiegano i piatti se necessario (attenzione alle intolleranze e/o allergie).
  • Si consigliano i vini (e si descrivono se necessario) in relazione ai piatti scelti.
  • Quando porti il vino a tavola, versa il primo bicchiere ai commensali (ricorda di versare il primo bicchiere di vino per ogni cambio di portata).
  • Il conto si porta esattamente al commensale che l’ha richiesto.

Conclusioni

Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo dove vuoi e continua nei commenti su altre regole che conosci per un servizio da tavolo eccellente!

Per non perdere nessun aggiornamento, leggi il nostro blog.

Come presentare i dolci da ristorante?

Oggi parliamo di cose dolci! Servire un bel dessert a fine pasto è sempre una buona idea, non solo per addolcire il palato dei tuoi clienti, ma anche la tua attività di ristorazione. Avere una carta dei dolci nel menù importante contribuisce a rendere davvero speciale il tuo locale, soprattutto se esteticamente appealing. Vediamo insieme come presentare i dolci da ristorante e fare la differenza; siamo sicuri che ti verrà l’acquolina in bocca solo leggendo il nostro articolo!

Dolci da ristorante: quali caratteristiche?

La pasticceria è un arte, e come tale richiede tempo, professionalità e dedizione. Un dolce sarà considerato davvero buono quando riesce a racchiudere in sé sia l’equilibrio dei sapori, sia un’estetica appealing.

dolci da ristorante

I dolci da ristorante devono presentare ambo le caratteristiche per fare davvero la differenza. Infatti, inserire all’interno del menù dolci e gelati artigianali costituisce un vero elemento differenziante rispetto ai dessert industriali, di cui non stiamo qui a discutere il gusto.

La questione riguarda il livello che vuoi raggiungere con il tuo business; è chiaro che se proponi cibi di qualità, il tuo cliente si aspetterà la stessa maestria anche per la carta dei dolci, soprattutto nell’impiattamento.

Non finiremo mai di ricordarti che il cliente moderno è estremamente esigente, e quando decide di concedersi un bel pasto fuori casa, che sia per svago per lavoro, vuole vivere un’esperienza memorabile, e saranno proprio queste sensazioni positive legate al tuo ristorante che lo invoglieranno a tornare.

Ergo, la crescita del tuo business passa anche attraverso una bella presentazione dei dolci!

Come decorare i dolci da ristorante?

Entriamo subito nel vivo del nostro articolo, e vediamo qualche consiglio su come decorare i dolci da ristorante.

Tips 1: dolci nel bicchiere

Oggi vanno molto di moda. Che sia una cheesecake, una mousse, il tiramisù o un soufflé, questo metodo è molto d’effetto. Parenti stretti della famosa torta in tazza, questa tecnica si basa piuttosto sulla stratificazione, per cui ogni ingrediente è sovrapposto all’altro; per questo motivo è molto utilizzato con dolci che permettono questo tipo di preparazione.

Assaggiami!

Oltre a presentare il dolce all’interno di un bicchiere (e nella scelta del set puoi sbizzarrirti, attenzione però che siano in linea con il tuo stile), puoi aggiungere anche decorazioni che possono variare da topping a biscotti sbriciolati, con lo scopo di rendere il tuo dolce talmente bello da mangiarlo con gli occhi!

Tips 2: decorazioni con il cioccolato

Non prendiamoci in giro, il cioccolato piace a tutti. I maestri cioccolatieri sono dei veri artisti in grado di realizzare vere e proprie sculture con il cioccolato. Perché non prendere spunto dalla loro arte per decorare i dolci del tuo ristorante?

Certo, si tratta in genere di composizioni estremamente “sceniche”, ma riporteremo qui gli esempi più riproducibili.

Provami!

Come puoi vedere dall’esempio, si tratta di una torta a cui è stata aggiunta una copertura intorno di cioccolato, e come se non bastasse, sono stati inseriti dei veri e propri bastoncini sempre a base di cioccolato. Il risultato nel suo insieme è di un fagottino che già sai si scioglierà in bocca solo a vederlo.

Tips 3: decorazioni nel piatto

Un’altra tecnica efficace per presentare i dolci da ristorante è la decorazione del piatto.

Gustami!

In questo caso, il dolce che arriverà al tavolo dei vostri clienti presenterà una fattura normale (una semplice fetta di torta, un semifreddo ecc..). A rendere l’effetto di design sarà la decorazione del piatto stesso. La tecnica più comune è cospargere di zucchero a velo il perimetro del dolce, o lasciarci il segno di una forchetta.

Si possono anche aggiungere punte di cioccolato (sia bianco che nero) oppure, come dicevamo, di topping fruttati o al caramello, per donare al dolce anche una nota di colore.

Tips 4: Degustazioni

Le degustazioni sono molto apprezzate dai clienti, perché mettono d’accordo anche i più indecisi. Consistono, infatti, in piccoli assaggi di più tipologie di dolci, da dividere con gli altri commensali o solo per una persona, anche questa è una tecnica in cui poter realizzare le composizioni più creative.

I dolci da ristorante: una questione di equilibrioci

Gli esempi che abbiamo qui riportato sono dei veri colpi d’occhio. Prova a metterti nei panni dei tuoi clienti; magari è la prima volta che viene da te, ed è molto curioso di provare la tua cucina. Oppure è in compagnia, e allora sarà ancora più interessato a fare bella figura.

Sarebbe un vero peccato deludere tante aspettative, ti pare?

Adesso, prova a immaginare il loro stupore quando gli presenterai un dessert spettacolare in tutti i sensi!

Ricorda sempre, però, che se è vero che l’occhio vuole la sua parte, l’eleganza del piatto è data anche dall’equilibrio dei sapori e da come hai mixato gli ingredienti.

Prova ad abbinare in maniera differente e innovativa i piatti; ad esempio, oltre alla composizione classica del tiramisù, esistono anche versioni altrettanto interessanti, che vedono protagonisti il cioccolato come le fragole e.. il mango!

Se stai impiattando una mousse al cioccolato fondente, perché non decorarla con qualche lampone, oppure aggiungendo direttamente all’impasto la sua purea?

Con cioccolato si sposano tantissimi ingredienti, fra cui il burro d’arachidi, oppure il pistacchio, o ancora il caramello salato.

Dolci da ristorante: tiriamo le somme

Siamo giunti alla fine del nostro viaggio nel mondo dei dolci da ristorante. Le idee per creare dolci particolari, come abbiamo visto, si sprecano. E anche se stare dietro a tutto il lavoro che questo tipo di piatto richiede può diventare sfidante, ti assicuriamo che il risultato ne sarà valsa la pena.

Il mercato odierno è molto competitivo, su questo non ci piove. I maggiori player sul mercato sono spietati, e le aspettative dei clienti sono alte. Riuscire a posizionarsi bene per il proprio settore è una vera sfida, ma non per questo ci si deve lasciar abbattere; la cosa importante, ancora una volta, è seguire una propria strategia per riuscire a differenziarsi!

Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo dove vuoi e lasciaci la tua opinione nel box in basso.

Continua nei commenti scrivendo quali tecniche stai sta utilizzando per impiattare i dolci del tuo ristorante!

Menù da ristorante: come si presenta?

Menù da ristorante: come si scrive e presenta un menù vincente? Qualunque sia la tua attività nel settore della ristorazione hai bisogno di stilare un menù. Tuttavia, non tutti i menù sono uguali, e a ragione; infatti, in base alla tipologia dell’offerta, anche il menù cambia.

In questo articolo ci focalizzeremo prevalentemente su come scrivere e presentare un menù da ristorante, ma cercheremo di raccogliere anche consigli più generici su come impostare il proprio menù ideale.

Il mondo della ristorazione è grande e vario nell’offerta; possiamo annoverarvi un bar, una pizzeria, un ristorante, addirittura un food truck, e ciascuno ha propri particolarismi che la rendono riconoscibile agli occhi della clientela sia in termini di Brand che di offerta.

Perciò, se tu sei il titolare di un ristorante stellato, avrai sicuramente bisogno di un menù differente da quello che ci si aspetta da una brasserie. Vediamo allora che la parola d’ordine non sarà solo come scrivere un menù, ma come scrivere un menù in base alle proprie esigenze!

Se vuoi conoscere qualche consiglio utile, ti conviene continuare la lettura dell’articolo!

Menù da ristorante: tips & tricks

Avevamo già accennato sul nostro blog all’argomento; si parlava di consigli generali su come si fa a creare un menù perfetto, ed è proprio da qui che vogliamo iniziare per arrivare a parlare poi di come scrivere un menù più personalizzato.

1 Analisi interna

La prima cosa cui devi badare prima di scrivere un menù è fare un’analisi interna. Che tipo di servizio offri? Sei un agriturismo o uno chalet in montagna? Una pizzeria in città oppure un chiringuito sulla spiaggia?

Magari vi sembra un ovvietà, e invece è una fase molto importante in quanto chiarisce la tipologia di clienti cui vi esponete e le loro abitudini di consumo. E questo la dice lungo in merito alle aspettative che possono nutrire nei vostri confronti.

2 Anche il menù è parte di un’ecosistema

La vostra attività è un Brand, e se l’obiettivo finale è allargare il giro d’affari, sappiate che ci sono varie strategie da mettere in atto per realizzarlo. Una di queste è tenere presente il concetto di ecosistema.

Ciascun elemento, partendo dai canali di comunicazione con cui interagisci con i tuoi clienti alla singola posata sul tavolo deve parlare di te. La capacità di sapersi raccontare, creare uno storytelling intorno al tuo Brand è oltremodo importante nelle attività commerciali moderne.

Ricorda sempre che non stai vendendo soltanto un gustoso piatto di pasta, ma offrendo un’esperienza memorabile al cliente che sicuramente vorrà ripetere. Il menù è parte integrante di questo discorso, e per questo motivo, consapevoli di chi sei e cosa offri, devi traslare il concetto all’interno del tuo menù.

3 Grafica e materiali

A questo punto ci addentriamo di più nel lato tecnico, ma un modo per raccontarti, distinguendoti dalla concorrenza, è presentare un menù non convenzionale. Se in linea con il tuo Brand, perché non tentare?

Sbizzarisciti nel creare una copertina più particolare e di design, ma presta attenzione a dare più visibilità al logo e ritaglia uno spazio nella prima pagina per scrivere della storia del tuo ristorante, correlata delle foto più significative.

Anche la scelta del materiale deve essere strategica: un menù scritto a mano è tutta un’altra cosa rispetto al menù plastificato che, a costo di spezzarti il cuore, non lo ama nessuno.

Un po’ di strategia è utile anche per coerenza: se hai un ristorante vegano, non sarà certo il caso di avere un menù con la copertina in pelle, ti pare?

4 Less is more

Alla domanda: “come presentare un menù vincente?” la risposta giusta è: la brevità, o per dirla in lingua markettara, less is more. Nessuno vuole leggere menù lunghissimi, e che si tratti di cucina da ristorante e che si tratti delle pizze; si finisce sempre col prendere la solita margherita.

Questo è un punto un po’ delicato, perché non riguarda soltanto la presentazione del menù ma tocca più in generale il tuo business. C’è da dire, però, che un menù composto da pochi piatti ha un’impatto differente agli occhi del cliente e per diverse ragioni: analizziamole insieme.

  • Il clienti si perde a leggere il menù:

Certo, gli indecisi esistono sempre, anche se si tratta di scegliere fra due soluzioni, ma ridurre il numero delle portate può aiutare.

  • Poche portate sono sinonimo di qualità:

Gestire una cucina con una scelta non estremamente larga di piatti può comunicare qualità al cliente, in quanto gli stai trasmettendo che sei specializzato in qualcosa e che gli ingredienti utilizzati sono genuini.

L’idea che s’innesta nella mente del tuo cliente è di una cucina di un certo livello.

Pillole di marketing –> Gioca sulla presentazione



Piuttosto che mettere nel menù infinite portate, mettine meno ma gioca sulla loro presentazione. Ricorda che i consumatori oggi sono molto esigenti, e il gusto si percepisce anche tramite la vista. La rivisitazione dei piatti tradizionali può andare bene, ma una rivisitazione visiva è ancora meglio!

5 Dove inserire il prezzo?

La maggior parte dei menù presentano due colonne: una sulla sinistra per i piatti, con tanto di descrizione (schematica o narrativa), e sulla destra il rispettivo prezzo. L’idea di ordinarli dal prezzo più basso a quello più alto è buona, ma non questa divisione in colonne!

Il rischio è di orientare il cliente a ordinare i piatti sono in base al prezzo; un menù dovrebbe avere invece uno scopo diverso, ovvero quello di consigliare la scelta di un piatto anche in base a fattori diversi, quali gusto o qualità del piatto.

Se non parliamo di una differenza di prezzo estremamente impattante, si suppone che se un cliente si trova seduto al tuo ristorante e sta consultando il menù, significa che vuole provare la tua cucina; in ottica di business, sei sicuro che vuoi suggerirgli solo il piatto piatto più economico?

Per fidelizzarlo, devi dargli il meglio di te, perché un cliente è disposto sempre a pagare qualcosina più se ottiene un servizio di qualità.

Tutto ciò si esplica ne menù eliminando la colonnina di destra e inserendo i prezzi direttamente alla fine della descrizione del piatto.

Conclusioni

Questi erano i nostri trucchetti per presentare un menù vincente. Tu ne conosci altri? Scriviceli nei commenti!

Il gelato artigianale per il tuo ristorante

Il gelato artigianale è l’occasione giusta per stupire i tuoi clienti a tavola. Servito a fine pasto, darà quel tocco in più che contraddistinguerà la tua cucina dalla concorrenza.

Il mondo della ristorazione è un settore sì in crescita ma anche molto competitivo. Per fortuna, un modo per differenziarti da tutti gli altri player esiste, ed è proporre ai tuoi clienti prodotti o servizi sempre nuovi, o che contengono un marchio di riconoscimento.

Perciò, non domandarti cosa c’entri questo discorso con il gelato artigianale, ma leggi i nostri consigli su come utilizzarlo per differenziarti!

Gelati artigianali: perché integrarli nella tua produzione

Quando si parla di gelateria artigianale, soprattutto in Italia, il dibattito si apre. Da un lato è vero che c’è molta richiesta per aprire catene di gelaterie artigianali con investimenti estremamente convenienti, e qui il dubbio si insinua sulla sua effettiva veridicità.

D’altra parte sarebbe interessante approfondire il perché di una domanda così alta. Che parliamo di trend così come se ne susseguono molti nel tempo o no, la realtà dei fatti è che se riesci a integrarlo nel tuo ristorante, ci sono tutti gli estremi per un buon ritorno sull’investimento.

Come riconoscere un gelato artigianale

Non tutti i clienti sono uguali, vero, e non tutti sono intenditori. Eppure non bisogna mai abbassare la guardia, perché di strumenti per riconoscere un fake oramai ce ne sono a iosa. Sarà perciò di fondamentale importanza integrare il gelato artigianale nella tua catena produttiva solo nel caso tu sia davvero attrezzato per sostenerlo, o che abbia la volontà di farlo.

Ma parlando parlando di artigianalità, cosa s’intende davvero per gelato artigianale?

Anche in assenza una normativa che lo tuteli legalmente, possiamo riassumere così le sue caratteristiche. Un gelato ottenuto da materie prime, di ottima qualità, fresche e lavorate all’interno di un laboratorio di produzione (ciao ciao industria). Il procedimento standard vuole che il composto venga lavorato fino ad ottenere una miscela cremosa e congelata rapidamente perché ha bisogno di incorporare una certa quantità di aria (intorno al 25- 30%).

Oltre la questione della lavorazione in sé, tieni anche conto che tutto il gelato artigianale che avrai prodotto quel giorno dovrà essere consumato quello stesso giorno, in caso di eccessi, non servirlo in giorno dopo, o saprà di minestra riscaldata che non piace a nessuno!

Una caratteristica dell’artigianalità è infatti l’assenza dei conservanti industriali; ovviamente, se il prodotto in questo senso ne guadagna in fatto di gusto e qualità, è anche vero che ha dei tempi di consumazione piuttosto serrati. Scegliendo di integrare il gelato artigianale nella carta del menù, dovrai essere anche consapevole di questo fattore, e fare un’analisi interna per capire sinceramente se sostenibile.

Attenzione alle intolleranze e/o regimi alimentari differenti

Non stiamo qui a giudicare cosa sia giusto e cosa no; è una questione di possibilità. Certo, i vantaggi oggettivi su questo tipo di offerta rispetto ai prodotti preconfezionati esistono. Potrai garantire ai tuoi clienti un maggiore grado di sicurezza circa la provenienza e la qualità delle materie prime utilizzate, ma anche la serenità di gustare un prodotto a prova di allergeni.

Con le allergie e le intolleranze alimentari non si scherza. I rischi sono grossi per ambo i lati, ed ecco che si apre un altro capitolo. Per soddisfare davvero tutte le esigenze dei clienti, non dimenticare di prestare attenzione alle materie che potrebbero provocare allergie di qualsivoglia tipo, e questo significa non sono trovare alternative di gusto, ma anche adibire gli ambienti produttivi per gestire più miscele.

E lo stesso discorso è valido non sono per quanto riguarda la questione delle allergie, ma anche per scelte alimentari di tipo vegetale o vegano. Insomma, riuscire a incastrare tutti questi fattori è dura, ma che soddisfazione dopo quando i avrai fidelizzato i tuoi clienti!

Diversifica il gusto del tuo gelato artigianale

Se pensavi che produrre il gelato artigianale fosse ‘buona la prima’ ti sbagliavi; così come in cucina, e in generale per tutto ciò che riguarda le varie portate, ci vuole estro per creare, mixare, testare, associare gusti particolari e avere la pazienza di capire cosa funziona e cosa no. Anche la cucina è una forma d’arte, e come tale necessita di sperimentazione continua.

Perciò, la carta dei tuoi gelati artigianali non potrà contenere solo uno o due gusti; meglio se riesci a inserirne qualcuno in più. Certo, in base a tutto il discorso finora affrontato, la qualità batte la quantità 10 a 0. Non ti stiamo dicendo di esagerare, ma di proporre la giusta misura al cliente per fargli capire che da te ha a disposizione una gamma di scelta abbastanza vasta da fargli venire voglia di provarli tutti, ma anche abbastanza ristretta da trasmettergli la qualità di un prodotto, chiamiamolo pure giornaliero.

Artigiani tradizionali VS artigiani nuovi

Ok, ci rendiamo perfettamente conto che la preparazione del gelato artigianale così come lo vorrebbe la tradizione è cosa rara al giorno d’oggi; d’altra parte, abbiamo appena elencato quali sono le regole di base.

Bisogna fare anche i conti col fatto che nella società odierna c’è veramente pochissimo spazio per gli artigiani di una volta, secondo cui il gelato si doveva preparare senza l’aggiunta di aromi o emulsionanti vari, ma utilizzando solo frutta fresca o comunque prodotti locali DOP, prodotti a km zero.

Oggi tutto questo non è andato completamente svanito, ma non corrisponde alla maggioranza dei casi. Ci sono comunque dei buoni compromessi che i cosiddetti artigiani nuovi hanno raggiunto.

Parliamo del preparato neutro, ovvero un semilavorato derivante da addensanti naturali ed emulsionanti di grassi alimentari. Mixando questi elementi insieme con le materie prime standard (latte, panna, acqua), si raggiunge la prima fase di lavorazione, cui in un secondo momento verrà aggiunto l’ingrediente finale (che sia cioccolato, nocciola, caffè).

Parliamo di un buon compromesso in quanto, tenendo sempre conto delle regole anche in fatto di allergie, gli ingredienti che vengono aggiunti al preparato neutro sono gli stessi che un vecchio artigiano avrebbe aggiunto al suo gelato.

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Conclusioni

Siamo giunti alla fine di questo articolo- guida sul gelato artigianale. Se hai trovato utile questo articolo, condividilo dove vuoi, e scrivici cosa ne pensi nel box in basso.

Continua nei commenti spiegandoci cosa ne pensi del gelato artigianale e perché l’hai integrato o vuoi integrarlo nel tuo menù!

Scontrino elettronico: novità nel 2020?

Scontrino elettronico: quali sono le novità dell’ultimo anno? La nuova normativa in materia ha portato alcuni cambiamenti nel mondo dei commercianti, rendendo, ad esempio, obbligatorio a partire dal 1° gennaio 2020 l’emissione del cosiddetto scontrino elettronico.

Avevamo già trattato l’argomento qui in relazione alla ricevuta fiscale. Nell’articolo di questa settimana cercheremo di scendere più nel dettaglio del caso, cercando di capire come funziona davvero, cosa cambia per gli esercizi commerciali e per i vostri clienti.

Senza indugiare oltre, vi lascio al nostro articolo sullo scontrino elettronico: novità nel 2020?

Scontrino elettronico: analisi di scenario

Il passaggio obbligato allo scontrino elettronico è iniziato nel 2019 quando l’obbligo è entrato in vigore per gli esercizi commerciali con entrate superiori ai 400 mila€ insieme con l’invio successivo dei dati all’Agenzia dell’entrate; lo scopo, ça va sans dire, è di monitorare i commercianti per accertarsi non vi siano ombre riguardo il fatturato annuale dichiarato e garantire un congruo versamento in termini di tasse.

Chiaramente una lotta all’evasione fiscale, l’obbligo si sta via via ampliando fin quando dal 1° luglio 2020 diventerà definitivamente obbligatorio per tutti gli esercizi commerciali indipendentemente dal volume di affari.

Sono previste sanzioni per i trasgressori?

Con l’approvazione del Decreto Crescita, non sono state previste sanzioni per per i trasgressori almeno fino al 31 dicembre 2019 a patto di versare correttamente i contributi.

Pillole di legge –> Descreto Crescita



Il decreto convertito in legge (N.58 del 2019) è stato emanato per fronteggiare la crisi economica e garantire una crescita nel settore. Attraverso una serie di interventi mirati in materia di fiscalità, lo scopo è incentivare le aziende italiane e tutelare il made in Italy.

Fra le misure fiscali spiccano:
– la semplificazione per l’accesso e al mantenimento del regime fiscale agevolato (con aliquota al 7%) per i titolati di pensione estera
– incentivi ai pagamenti tracciabili antievasione
– riapertura della rottamazione-ter

Fra le misure finanziarie spiccano:
– contrastare le iniziative di chi svolge attività illecite telematiche senza abilitazione
– normative per aziende che investono in materia di tecnologia applicata alla finanza
– proroga sul termine di scadenza da parte dello Stato in materia di obbligazioni banca Carige
– agevolazioni per imprese del Meggiogiorno

Le sanzioni ci sono per chi non rispetta gli scontrini elettronici

Ovviamente, i trasgressori non resteranno impuniti. Infatti, quella che abbiamo appena analizzato è una proroga, ma tutti i commercianti che non si conformeranno al suo scadere, rifiutando quindi di inviare i dati all’Agenzia dell’entrate, potranno subire multe che vanno dai 500€ al 2.000€.

Lo stesso discorso è applicabile agli esercenti che non prevedono il pagamento con carte (di credito e bancomat), pena: 30€.

Scontrini elettronici e lotteria

Fra le novità in programma nel 2020 in materia fiscale, c’è anche la cosiddetta ‘lotteria degli scontrini’; di cosa si tratta?

Vi abbiamo incuriositi? Bene, perché con ‘la lotteria degli scontrini’ s’intende proprio la partecipazione ad una lotteria che consente di vincere premi anche piuttosto sostanziosi; si parla di 3 premi ad estrazione settimanale del valore di 50.000€, 20.000€ e 1.000€. Una volta l’anno è prevista un’estrazione del valore di 1 milione di euro.

Come partecipare?

Partecipare è molto semplice, basterà seguire i seguenti passaggi:

  • Accedi alla tua area personale sul sito dell’Agenzia dell’entrate e scarica il “codice lotteria”
  • Fornisci il codice al commerciante e conferma la tua partecipazione al momento dell’acquisto
  • Ogni 10 centesimi di spesa effettuata con carta hai diritto ad un biglietto virtuale

Fino al 30 giugno 2020 saranno esclusi dalla lotteria i farmacisti e i medici.

Se vi state domandando a cosa serve, la risposta è sempre la stessa: combattere l’evasione fiscale! Infatti, i biglietti validi per vincere i premi in palio si raccolgono esclusivamente tramite pagamenti telematici.

L’Italia non ha l’esclusiva

Non si tratta di una novità tutta italiana; ci sono dei precedenti in altri stati, fra cui la Cina, Argentina, Brasile (solo nello Stato di San Paolo), Colombia, Malta, Georgia, Slovacchia, ma soprattutto il Portogallo.

Infatti, se ogni Stato può parlare per sé, dichiarando di aver riscosso o no successo (è il caso della Slovacchia, ad esempio), ci sentiamo di spendere qualche parola alla situazione del Portogallo, che ha invece dichiarato che la ‘lotteria degli scontrini’ gli ha permesso di ridurre notevolmente il tasso di evasione fiscale.

Come in ogni cosa, c’è però chi sostiene si tratti una misura totalmente errata in quanto stimolerebbe il gioco d’azzardo. Nondimeno, per ciò che riguarda il caso italiano, sondando un po’ gli animi, non sono tutti a favore, in quanto la maggior parte delle persone la ritengono inefficace nel nostro Bel Paese.

Come si dice, il tempo ci darà ragione. Vedremo chi la spunta!

Come funziona e quali sono i cambiamenti previsti per i commercianti, i clienti e la Guardia di finanza

Al fine di rendere tutte le transazioni commerciali tracciabili, ogni commerciante dovrà emettere scontrini non più cartacei. Infatti, in uno dei punti della normativa in atto è chiarito che la trasmissione dei dati all’Agenzia dell’entrate si considera la nuova modalità di certificazione fiscale.

Se queste sono le novità da lato commercianti, vediamo insieme quali cosa cambierà dal lato clienti.

Non ricevendo più lo scontrino, come potrà un cliente attestare di aver effettuato il pagamento, soprattutto in caso di cambio e reso? A sostituzione del cartaceo, al cliente sarà inoltrata una mail successiva all’acquisto (un po’ come succede in caso di acquisti online), oppure un documento commerciale sempre cartaceo, tuttavia senza alcuna validità ai fini fiscali. E addio alle sanzioni in assenza di scontrino.

Ne consegue, infatti, che qualsiasi clienti fermato per eventuali controlli fuori qualsiasi attività commerciale, non possa subire alcuna sanzione non presentando scontrini.

Vediamo anche che qualcosa cambia anche in materia di controlli da parte della Guardia di finanza, che non potendo applicare più multe ai clienti, dovranno limitarsi a chiedere la cifra spesa e sincerarsi della veridicità delle sue parole con il commerciate (tramite i dati telematici registrati).

Scontrini elettronici: tiriamo le somme

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Ristomanager è compatibile con i registratori di cassa

Ristomanager è compatibile con i registratori di cassa?

Abbiamo ricevuto questa domanda miliardi di volte, sia in chat che per mail, tramite social (per chi invece ci conoscere adesso per la prima volta: “benvenuto!” su Facebook ci trova –> qui ).

Ci fa sempre super piacere di conoscere le vostre opinioni e curiosità, perciò abbiamo deciso di rispondere finalmente a questa domanda molto gettonata in modo definitivo.

Perciò, senza perderci troppo in chiacchiere, entriamo nel vivo dell’articolo, e scopriamo se Ristomanager è compatibile con i registratori di cassa!

Siamo felici di comunicarvi che sì, Ristomanager è compatibile con i registratori cassa, e adesso vi lasceremo una lista completa di tutti i modelli che attualmente il nostro software gestionale ristoranti supporta.

Ristomanager è compatibile con i registratori di cassa? Ecco la lista definitiva

Facciamo una piccola premessa per chiarire lo status del nostro software ante e post 2020, soprattutto per chi non ci conoscesse ancora e ci sta leggendo adesso per la prima volta.

Fino all’anno scorso, il software di Ristomanager era compatibile con qualsiasi modello di misuratore fiscale in ECR fabbricati dai Brand che adesso vi andremo ad elencare:

  • DITRON
  • SAREMA
  • SICO
  • ELSI
  • SWEDA
  • DISTRIBUTION SYSTEM
  • VIS ELETTRONICA
  • OMEGA
  • SUPREMA

Tuttavia, questi modelli fanno riferimento ai misuratori fiscali antecedenti (WinEcrCom 1.9) alla versione moderna (elettronica), propria delle nuove versioni di registratori.

Ma approfittiamo dell’occasione per comunicarvi una bella novità!

A partire da quest’anno, infatti, il software gestionale di Ristomanager è diventato compatibile anche con i registratori telematici moderni che fanno capo alla versione WinEcrCom 3.0.

Ma che significa la sigla WinCrCom 1.9/ 3.0?

Se questo dubbio vi arrovella, ecco svelata la soluzione!

Driver WinEcrCom 1.9

Si tratta di un driver che supporta le versioni precedenti dei misuratori fiscali. Per scaricarlo e configurarlo sul vostro registratore, vi spieghiamo la procedura:

Prima di tutto, dovrete assicurarvi che, insieme al registratore di cassa, siano stati attivati questi parametri:

  • Tipo: HOST PC
  • Protocollo: 50187
  • Files esterni: NO
  • Emulaz. tast.: SI
  • Data Collect.: NO
  • Mon. stampa: NO
  • Interattività: NO
  • Indirizzo: 0

Quando avrete terminato l’installazione del driver (operazione che vi risulterà estremamente facile), avrete un file compattato, da cui dovrete estrarre il contenuto compresso e avviare semplicemente il programma di setup di WinEcrCom.

Bene, il gioco è fatto!

Driver WinEcrCom 3.0

Passiamo adesso alla versione aggiornata al 2020 del drive WinEcrCom. Ci sentiamo di consigliarvela sia se avete già provato la versione precedente, e avete intenzione di passare a registratori di cassa moderni, sia se lo state usando per la prima volta, in quanto la la versione 3.0 supporta sia i misuratori moderni elettronici che i precedenti.

Il vantaggio che ne consegue è non avrete alcun problema con la tipologia di misuratori fiscali (non sarete obbligati a cambiarli!).

Ma vediamo adesso insieme qual è la procedura per scaricarlo e configuralo sul vostro registratore:

  • Avviare il dowload
  • Collegare il registratore telematico al PC (potrete utilizzare sia il cavo di rete Ethernet, sia il cavo seriale RS232)
  • Configurate le impostazioni presenti sul driver WinEcrCom
  • Scegliete la tipologia di collegamento del RT al Pc tra driver e collegamento seriale RS232 o driver e collegamento cavo Ethernet LAN

Le opzioni di configurazione per il misuratore fiscale si trovano nella sezione tabella terminali/ Registratori di cassa.

Perfetto, ora che la configurazione è completata, potrete iniziare ad usarlo!

..E se qualcosa non va?

Nel caso in cui doveste riscontrare errori durante la fasi di download e/ o di configurazione, è bene che sappiate sono classificati come ERR.OUT (li trovate nel file degli errori).

I motivi per cui il sistema li categorizza come tali possono essere molteplici; per facilitarne l’individuazione, li abbiamo raggruppati sotto due macro famiglie:

  • Errori di collegamento

Fra questi, ricordiamo almeno i più comuni:

1 La prima categoria riguarda direttamente il driver, che potrà essere:

Non trovato/ occupato/ non aperto/ già aperto.

2 La seconda categoria riguarda gli errori:

In apertura file sorgente/ in apertura file degli errori/ in apertura del file di log/ durante l’esecuzione del batch/ durante l’esecuzione/ in property- set/ di inizializzazione.

  • Errori nell’invio dei comandi

In questa sezione, inseriamo gli errori riguardanti direttamente il sistema ECR:

Impossibile leggere la configurazione dell’ECR/ versione ECR non supportata/ ECR non è in idle/ non si trova in assetto REG.

Ristomanager è compatibile con i registratori di cassa: tiriamo le somme

Siamo giunti alla fine di questo articolo. Abbiamo visto quali sono le tipologie di registratori di cassa compatibili con Ristomanager, qual è il driver di riferimento, e come funziona il protocollo di comunicazione WinEcrCom per ambo le versioni 1.9 e 3.0.

Il registratore di cassa è una componente importante per la tua attività, ma deve essere sempre supportata da un ottimo software gestionali, in modo da velocizzare e ottimizzare le procedure anche di cassa veloce; ad esempio, la gestione degli ordini di asporto, l’inoltro ai vari reparti del ristorante, con l’emissione del relativo scontrino fiscale.

E adesso che sapete quali sono i modelli compatibili con Ristomanager, cosa aspettate a scaricare la licenza?

Attualmente Ristomanager è dotato di 3 tipologie di licenze, e ciascuna è valida per sempre senza alcun obbligo di rinnovo:

Questa versione è valida sempre senza obblighi di rinnovo, e nel pacchetto d’acquisto è compresa l’assistenza gratuita (sia via mail che livechat). La consigliamo soprattutto ai locali di piccole dimensioni, in quanto arriva a gestire l’inserimento di 1000 comande tramite un solo palmare.

La versione professional è ideale per i locali di medie dimensioni, in quanto i palmari possono arrivare fino a tre. Avrete per un anno completamente gratis sia l’assistenza da parte del nostro personale tecnico, sia gli aggiornamenti del sistema.

Questa è la versione dedicata soprattutto ai locali di grandi dimensioni; non ci sono limitazioni nemmeno riguardo il numero di palmari configurabili, e gli aggiornamenti restano gratuiti per il primo anno insieme.

Adesso è il vostro turno:

Se avete trovato utile questo articolo, scriveteci un commento! Non esitate a chiederci info e approfondimenti, perché siamo sempre aperti alle vostre richieste, curiosi di conoscere le vostre esigenze e felici di potervi aiutare a sciogliere ogni dubbio!

Registratore di cassa automatico: la storia

Oggigiorno quasi diamo per scontato il registratore di cassa automatico. Ciò che forse non sappiamo è che questo dispositivo ha una sua storia che affonda le sue radici addirittura al 1800!

Correva l’anno 1879 e gli Stati Uniti uscivano dalla guerra civile, che se da un lato aveva finalmente abolito la schiavitù, dall’altro si trascinava dietro una lunga scia di sangue.

Erano, quelli, anche gli anni dei saloon, proprio i famosissimi locali del Far West, protagonisti di ogni film western che si rispetti. Uno dei suoi gestori, tale James Ritty, stava lavorando ad un dispositivo che gli permettesse di tenere sottochiave l’incasso; certe mani leste erano più che attive anche nel Far West. Così, insieme al fratello John, brevettavano nel 1883 quello che sarebbe diventato poi uno strumento fondamentale per tutte le attività commerciali.

Pare che i fratelli Ritty, per creare il registratore di cassa, avessero seguito lo schema dei meccanismi che si utilizzavano al tempo per mettere in moto i battelli a vapore. Funzionava in questo modo: era dotato di uno sportellino che apriva un cassetto, e quest’ultimo si azionava solo quando si concludeva il conteggio e, in pratica, si doveva pagare.

Quest’operazione faceva sì che un campanello suonasse per avvisare tutti che un addetto stava aprendo la cassa.

Da allora, il nostro registratore di cassa ne ha fatta di strada; con il passare del tempo, le nuove tecnologie hanno modificato il suo sistema interno e modernizzato. Vediamo, allora, come si è passati dal registratore del Far West ai nuovi modelli di registratore di cassa automatico presenti nella grande distribuzione del 2020!

Registratore di cassa automatico: l’evoluzione del tempo

Come siamo passati dal campanellino al touch screen? Quando si diffuse l’elettricità il sistema venne subito sostituito con un motore elettrico che poi con tempo fu in grado di emettere anche gli scontrini di carta con tutti dettagli sugli acquisti effettuati.

Questa scoperta la dobbiamo a Charles F. Kittering, ingegnere presso la National Cash Register. Siamo nel 1906 e con questa modifica il sistema di cassa si velocizzò di parecchio.

Ma dobbiamo aspettare gli anni ’70 per la svolta in digitale. Sì, avete capito bene: dal 1970 in poi cominciarono a diffondersi sempre più a macchia d’olio i software gestionali, in grado di leggere addirittura le carte di credito.

Fu una vera rivoluzione di sistema, che permise di fare grandissimi passi avanti verso i modelli di registratori di cassa moderni. E con le nuove leggi in materia fiscale degli anni ’80, i registratori di cassa divennero obbligatori.

Ogni esercizio commerciale doveva possederlo; il suo scopo? Garantire un tracciamento di tutti i contribuenti. In pratica, in origine il registratore di cassa era un modo per tenere i guadagni sotto controllo dalle grinfie dei cowboy. Grazie all’evoluzione tecnologica subita, il registratore di cassa diventò poi un mezzo utile attraverso cui lo Stato poteva controllare i contribuenti.

Il passaggio al registratore di cassa con lettore codice a barra il passo è breve.

Questo tipo di registratori di cassa funzionano tramite un lettore che scansiona tutte le informazioni riguardanti i singoli prodotti. Dal vecchio modello con le campanelle hanno conservato la capacità di aprirsi a conteggio finito, anche se i registratori di oggi possono essere aperti in qualunque momento tramite un’apposita chiave.

Come funziona il codice a barre?

Prima di tutto, si definisce codice a barre un sistema di identificazione basato sull’alternanza di spazi e barre di varia dimensione. Il lettore, di cui il registratore di cassa è dotato, è programmato per leggere le diverse sequenze e interpretarle tramite 4 tipi di tecnologia:

  • Laser
  • CCD
  • Linear Image
  • Omnidirezionale

I primi tre hanno bisogno di puntare il codice per interpretarlo.

registratore di cassa automatico

L’ottica omnidirezionale è dotata di una griglia di scansione che punta specificamente il codice da analizzare in modo da lasciare libere le mani.

Non esiste un solo tipo di codice a barre, ça va sans dire. Fra i più utilizzati, ricordiamo almeno:

  • Codici a barre codebar

Sono presenti prevalentemente nelle banche del sangue e nelle biblioteche.

  • Codici a barre code 39

Fra i codici industriali, in assoluto il più famoso, che trasmette 43 caratteri alfanumerici.

  • Codici a barre code 128

Il code 128 permette di rappresentare tutti e 128, per l’appunto, caratteri del codice ASCII.

  • Codici a barre EAN

Sono questi i codici più diffusi per l’identificazione dei prodotti nella vendita a dettaglio.

I codici a barre sono fondamentali nella gestione dei magazzini perché aiutano a catalogare il prodotto, e tramite il lettore, ad avere tutte informazioni necessarie.

Come funziona un registratore di cassa automatico?

Questo piccolo viaggio nella storia dei registratori cassa ci ha condotto fino ai modelli contemporanei. Anno 2020, parliamo di registratori con rendi resto automatico. Vediamo come funziona.

Un modello di registratore sempre più utilizzato dalle realtà commerciali perché comodo e pratico. Collegato ad un software di gestione, può emettere sia gli scontrini fiscali che registrare tutte le transazioni avvenute.

In grado di chiudere e aprire la cassa in automatico, registrare tutte le attività della giornata: il sistema di automazione velocizza di gran lunga anche l’attività di monitoring delle vendite, aiutando a tracciare tutte le operazioni effettuate anche da remoto.

In ottica di ottimizzazione dei costi di gestione, un registratore automatico permette di risparmiare tempo e risorse umane. Altri vantaggi interessanti sono costituiti da:

  • Semplicità di utilizzo
  • Igiene maggiore (che nel settore alimentare e col senno di poi visto che mala tempora currunt è un super vantaggio)
  • Riduzione dell’errore umano nell’erogazione del resto
  • Maggiore sicurezza grazie ai sistemi di antifurto installati
  • Controllo banconote false

Ovviamente, le casse automatiche hanno bisogno di essere costantemente aggiornate, e una manutenzione periodica è d’obbligo.

Quanto costa un registratore di cassa nel 2020?

Quali sono i prezzi aggiornati al 2020 per acquistare un registratore di cassa automatico? I costi possono variare in base al modello scelto e alle funzionalità implementate. Per avere un registratore di buona qualità, compatibile con la stragrande maggioranza dei software gestionali, la spesa supera i 3000€.

Voliamo più alto rispetto al registratore di cassa che ha una variabile di prezzo più ampia, compresa fra i 500€ e i 2000€ circa.

Questa era la nostra piccola guida nel mondo dei registratori di cassa, ma vogliamo conoscere la vostra opinione! Scriveteci nei commenti!

Riapertura ristoranti: quali misure previste?

Riapertura ristoranti: sì, ma quando e soprattutto secondo quali direttive? A breve sarà possibile per tutti i ristoratori aprire di nuovo le porte ai clienti, ma le misure precauzionali che dovranno adottare per garantire la sicurezza degli ambienti esistono e sono estremamente rigide.

La fase 2 post quarantena da Covid-19 inizierà il 3 maggio, ma per tornare alla normalità tanto agognata ci vorrà ancora un po’ di tempo. Intanto, l’economia scalcia; le attività commerciali hanno esigenza di riaprire perché i conti non tanto tornano a fine mese, anche se i finanziamenti da parte dello Stato per le partite IVA sono stati finalmente stanziati.

Ma per cause di forza maggiore, la riapertura totale delle attività avverrà a scaglioni; hanno cominciato già la settimana scorsa le edicole e le tabaccherie, mentre il settore della ristorazione dovrà attendere almeno fino alla fine di maggio. Questi almeno sono i dati italiani.

riapertura ristoranti

Riapertura ristoranti oltre Italia

Oltre i confini nazionali, c’è chi ha già riaperto, ma con protocolli di sicurezza molto rigidi. Presumibilmente, dobbiamo aspettarci misure cautelari piuttosto simili anche per le nostre attività di ristorazione. Vediamo insieme quali!

Con la riapertura dei ristoranti in Cina, ad emergenza rientrata, ecco le misure adottate da chi per primo ha vissuto e superato il lockdown. Innanzitutto, meno tavoli e più distanziamento.

La prima regola già adottata che toccherà poi anche noi da vicino, è ricalcolare gli spazi fra i tavoli, per garantire la distanza di sicurezza in ambienti ad altro potenziale di affollamento. Ovviamente, se da un lato questo passaggio è fondamentale per evitare nuovi focolai, dall’altro andrà a incidere sull’economia aziendale, in quanto meno tavoli equivalgono a meno scontrini, che si traducono in meno fatturazione. Portare avanti un’attività ha i suoi costi, e se non si raggiunge il punto di pareggio, sono problemi.

Un’altra misura di sicurezza cui andremo sicuramente incontro sarà il controllo della temperatura in entrata. Chiunque risulti febbriciante, non potrà entrare. Questa regola è abbastanza comprensibile; se già in condizioni normali saremo chiamati ad indossare la mascherina fuori casa almeno fino alla commercializzazione del vaccino, è chiaro che per i soggetti con sintomi influenzali avranno bisogno di molta più attenzione.

Un’idea interessante ipotizzata negli States è l’utilizzo dei menù usa e getta, in modo da evitare di lasciare in giro per i locali, del materiale ricettacolo di germi potenzialmente cattivi. Ovviamente si tratta di un progetto non ancora approvato, in questo caso, ma chissà che non sarà davvero preso in considerazione. Tuttavia, i dubbi sulla sostenibilità di questa tipologia di menù esistono; più che altro, resta da vedere in quali modalità saranno proposti questi menù.

Intanto, ecco il nostro contributo per favorire le attività di ristorazione: la licenza completamente gratuita di Ristomanager.