Porta menu: Il tuo biglietto da visita!

Il porta menu permette di delineare la tua offerta, il target della tua clientela e il tipo di ristorante.

Il porta menù è la prima cosa che arriva al cliente. Scegliere la copertina è fondamentale.

Perchè scegliere di usare un porta menu

Il porta menù è uno strumento di comunicazione e marketing.

I materiali, l’effetto estetico, la copertina, sono caratteristiche che valorizzano i tuoi piatti.

Un bel porta menù scatena una predisposizione positiva nel cliente.

L ‘A4 è ideale per chiarezza espositiva, ma anche gli altri formati nono sono da scartare, come il quadrato oppure l’orizzontale o il mezzo A4 verticale.

Non dimentichiamo il classicissimo due ante. Una bella carta color gesso, pergamena completano il tutto.

A ciascun ristorante il suo porta menù

Quale che sia lo stile o il tema del tuo locale, troverai sicuramente il porta menù che potrà soddisfare il tuo gusto.

  • Porta menù in finta pelle, morbidi al tocco, robusti comunicano eleganza.
  • Se hai un menù semplice, puoi optare per una soluzione non troppo elaborata con colori e materiali della natura.
  • Non tradire il tuo stile per fare economia. Il cuoio è un materiale versatile ed elegante.
  • Se vuoi essere originale, Il legno è il materiale che fa per te. In alternativa i tessuti possono donare particolari effetti, come la juta o il feltro.
  • Nei Take e away si opta generalmente per la plastica. Il vantaggio è il costo economico e la pulizia.
  • Il porta menù deve essere pratico e non ingombrante.

I prezzi del porta menù per ristorante

Ci sono porta menù con un costo che arriva anche a quindicina di euro. Un prezzo medio è 5-7 euro per un menù di classe.

Più i materiali sono speciali, più il prezzo sale. Anche la personalizzazione è importante per l’ identità del ristorante. Non solo il nome ma anche il logo o qualche citazione.

Porta menù fissi da interno e da esterno

Il porta menù delle volte viene anche esposto all’esterno, oppure all’ingresso. I Ristoranti turistici o i locali a prezzo fisso, utilizzano bacheche o porta menù da interno e da esterno.

I Porta menù da interno sono più pregiati ed eleganti amalgamandosi con l’arredamento del locale.

Quelli da esterno devono essere solidi, funzionali e sicuri. L’alluminio plastica e legno sono i materiali più utilizzati.

Conclusione

Evita assolutamente il menù stampato ma corretto a mano, sporco o rovinato. Il cliente attribuirà il tutto ad una mancanza di attenzione e superficialità.

Affidati piuttosto a chi ha competenze grafiche, di comunicazione e di marketing, oppure ai siti specializzati con modelli pre composti.

Creare menù ristorante: Tutto quello che devi sapere

Creare menù ristorante: Questa è un’ operazione delicata. Dalla scelta dei piatti, fino alla grafica, è necessario curare ogni dettaglio!

creare menù ristorante: A cosa serve il menù?

La risposta potrebbe sembrare piuttosto scontata considerando che è uno strumento utile a comunicare al cliente pietanze, bevande e relativi prezzi.

Tuttavia questo oggetto si presenta anche come uno strumento di vendita. La sua corretta stesura garantirà un aumento del fatturato.

Creare menù ristorante: Le regole

Il tuo menù è il mediatore attraverso il quale passa il tuo fatturato e viene usato, la maggior parte delle volte, per convincere i clienti a optare per un piatto piuttosto che un altro.

Innanzitutto non scegliere semplicemente i tuoi colori preferiti ma considera che esiste una branca del neuro-marketing che studia i colori.

Anche la grafica permette, se fatta bene, di portare i tuoi clienti a ordinare ciò che vuoi. Conviene consultare un professionista.

Le scelte sul menù

Un menù troppo lungo rischia di essere confusionario ed il cliente non riuscirà a prendere una decisione. Riduci il numero di pietanze per sezione ad un massimo di 6 portate. In questo modo avrai piatti più curati e clienti più felici.

Se vuoi offrire comunque una scelta varia che accontenti tutti,puoi sempre optare per un cambio periodico del menù, magari seguendo la stagionalità.

Come creare menù ristorante – immaginazione

Non limitarti a semplici descrizioni con un elenco di ingredienti ma fai riferimento alla preparazione.

Inoltre, potresti curare il menù in base al tema del tuo ristorante con un linguaggio che ne rispecchi la natura.

Non dimenticare di tradurre il menù in inglese, specialmente se ti trovi in una località turistica.

Le descrizioni dei piatti devono più o meno avere la stessa lunghezza. Tuttavia per il piatto che vuoi vendere di più conviene catturare l’ attenzione con una descrizione più accurata.

Generalemte si è portati a scegliere i piatti situati in cima o in fondo al menù. Tieni conto di questo e inserisci i piatti che vuoi in queste posizioni.

Racconta l’ingrediente, la provenienza e soprattutto la qualità!

Utensili cucina: Di cosa hai assolutamente bisogno?

Utensili cucina: quali sono gli indispensabili?

Come scegliere gli utensili da cucina:

Partiamo dalle pentole. Ne esistono di diverse e con vari materiali come l’acciaio inossidabile, alluminio, ghisa smaltata, rame, pietra, terracotta, porcellana e vetro smaltato. Inoltre, soprattutto le padelle, generalmente possiedono un particolare rivestimento anti-aderente indispensabile in cucina.

Bisogna scegliere in relazione all’utilizzo che ne faremo dietro ai fornelli e successivamente in base al materiale. Le pentole sono dotate di coperchio e due manici, possibilmente di varie misure. La capienza varia con il variare del numero di commensali, ovviamente.

Le padelle permettono la preparazione di fritture, verdure, carne ecc. Anch’esse sono necessarie in varie misure. Non dimentichiamo casseruole e tegami per spezzatini, arrosti e sughi. utile anche la bistecchiera, la pentola a pressione, per la cottura di legumi, brasati e minestroni.

Set coltelli

Ricordiamo che otre alle classiche posate, sarà necessario dotarsi di un buon set di coltelli, realizzati in acciaio e/o in ceramica, con diverse misure, per le svariate ricette in cucina.

Ovviamente avrete bisogno di forbici in acciaio ed il classico trinciapollo.

Oltrettutto non potranno mancare i mestoli, di varie misure, in legno e in acciaio, per mestare impasti, sughi, ecc.. così come la schiumarola.

Per quanto riguarda le padelle realizzate in materiale anti- aderente, conviene munirsi di utensili apposti che non graffiano questo tipo di materiale. Serviranno anche delle fruste, anche elettriche, per la preparazione di dolci, per montare e per preparare il battuto d’uovo.

Il tagliere e la mezzaluna, sono indispensabili per tritare, affettare e pulire le verdure e non solo. Lo schiacciapatate ed il pelapatate, il passaverdure sono poi altri alleati di chi ama la vellutata o il classico gateau.

Potrebbe servirci anche un batticarne. Per i dolci poi, serviranno matterelli, stampi, una rotella taglia pasta e delle formine per tagliare i biscotti.

Serviranno anche presine e guanti da forno, contenitori per il frigo di varie misure.

Cosa serve per aprire un ristorante

Cosa serve per aprire un ristorante?come ottenere i requisiti? e da che punto partire? La nostra esperienza nei software gestionali per ristoranti ci ha consentito di conoscere le regole di questo settore.

Requisiti di legge

Per aprire un ristorante è necessario:

  • Essere maggiorenni;
  • AverE Il certificato del corso SAB;
  • Esercitare o avere esercitato per almeno due anni nella ristorazione o aver lavorato come dipendente;
  • avere un diploma di scuola superiore con materie relative al commercio e/o la preparazione di alimenti.
  • Per il corso SAB, meglio informarsi presso il Confcommercio.

In ogni caso il locale deve possedere :

  • Requisiti urbanistici ed edilizi;
  • Destinazione d’uso di tipo commerciale;
  • Requisiti tecnici per la sicurezza sul lavoro e idoneità sanitaria;
  • HACCP;
  • partita IVA;
  • Iscrizione INPS e INAIL;
  • SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) da presentare in comune;
  • Comunicazione da inviare alla Camera di Commercio della privincia;
  • Licenza commerciale (per l’affitto di un locale già adibito ve la fornirà il conduttore);
  • Iscrizione al CONAI;
  • Comunicazione all’agenzia delle dogane per la vendita o la somministrazione di alcolici;
  • Autorizzazione per l’insegna;
  • Diritti SIAE per la musica.

Cosa serve per aprire un ristorante e i costi.

Questi adempimenti hanno un costo che varia in base alla località in cui aprirete l’attività. In ogni caso consultate un commercialista specializzato.

Il costo varia intorno ai 4 000/6 000 euro. Altri investimenti riguarderanno l’arredamento, le attrezzature e altro ancora. Complessivamente, si superano i 100 000 euro.

Altri costi da considerare riguardano:

  • Locazione;
  • Attrezzature;
  • Stoviglie e vettovaglie;
  • Personale;
  • Utenze;
  • Materie prime.

Aprire un ristorante non è certo semplice nè tantomeno gestirlo.Tuttavia la tecnologia ci viene in soccorso per organizzare la gestione del nostro ristorante. Il nostro software gestionale permette di ottimizzare l’efficienza della tua attività e organizzare la comunicazione tra la sala e la cucina che altrimenti rischierebbe di essere confusionaria. La gestione del locale sarà efficiente ed efficace.

Come Aprire una Pizzeria?Quanto Costa?

Vediamo insieme quali sono i requisiti per aprire una pizzeria e quanto può costare.

La pizza è l’emblema del nostro bel paese e della nostra cucina. E’ cosi famosa che all’estero si pensa che in italia si mangi solo pizza. La pizza è la nostra femme fatale e nessuno al mondo sembra resisterle. Inoltre costituisce un interessante e redditizia opportunità nel settore culinario.

Aprire una Pizzeria: cosa ti serve?

Le pizzerie le puoi trovare davvero dappertutto ma ognuna di esse ha il proprio posto sul mercato ed il proprio target di clienti. E’ sempre importante vedere quale è l’offerta di mercato e analizzare i competitors.

Valuta se aprire una pizzeria da asporto, un locale con servizio al tavolo, un ristorante pizzeria, un locale con specialità etniche o internazionali o un locale aperto fino a tardi con intrattenimento e musica. Le possibilità sono tante e per ognuna di esse si hanno diverse esigenze di spazio, arredamento, target e budget.

Ad esempio per una pizzeria al taglio, basterà il laboratorio e lo spazio di vendita. Invece, per una pizzeria tradizionale ovviamente è necessaria una sala.

Anche l’attrezzatura dovrà adeguarsi alla scelta della tipologia di attività.

L’ideale sarebbe avere un bel forno a legna. Prima di installarlo, sarà necessario un controllo da parte dei Vigili de Fuoco. L’alternativa è il forno elettrico professionale.

Il laboratorio deve avere:

  • un’impastatrice a spirale;
  • un banco in marmo;
  • uno o due armadi refrigerati o una piccola cella frigo,
  • un congelatore
  • la normale attrezzatura di una cucina

Allestire un ristorante tradizionale comporta ideare uno stile per il locale. Meglio rivolgersi ad un fornitore specializzato nell’arredamento di pubblici esercizi e negozi.

Requisiti per Aprire una Pizzeria

Il percorso obbligatorio prevede:

  • l’autorizzazione presso il Comune di riferimento;
  • richiedere la certificazione di conformità alla normativa igienico sanitaria presso l’Asl;
  • certificazione Haccp;
  • l’iscrizione alla Camera di Commercio, Inps e Inail e aprire la partita Iva.

Il titolare non deve possedere un titolo di studio e può assumere un pizzaiolo esperto. Se volesse avere a che fare con i fornelli, per acquisire una preparazione può frequentare uno corso di formazione professionale.

I Costi per Aprire una Pizzeria

L’apertura di una pizzeria comporta oltre a tutti gli adempimenti fiscali:

  • costi per l’affitto o l’acquisto del locale;
  • la relativa messa a norma;
  • il costo delle attrezzature per la cucina;
  • l’arredamento per la sala;
  • l’assunzione di alcuni dipendenti;
  • opere di ristrutturazione del locale;
  • messa a norma dell’impianto elettrico e della rete idraulica;
  • marketing.

Il guadagno sarà proporzionale al volume di affari, e dipende dalla posizione del locale, dall’ impegno nel lavoro e dall’attività promozionale e pubblicitaria.

L’investimento di partenza potrebbe costituire un problema e la scelta migliore è informarsi su un possibile finanziamento agevolato.

Si potrebbe anche optare il franchising per ammortizzare i costi. Oramai esistono numerosi brand dedicati alla pizza con prodotti di qualità.

Conclusioni

Al fine di ottenere un buon riscontro, è importante studiare le caratteristiche della tua futura pizzeria. Individuare le richieste di mercato e provare con idee innovative. Pensa a quello di cui avrebbe bisogno o ricercano le persone nella zona di riferimento: un pasto veloce? una pizza d’ asporto? un locale accogliente dove passare la serata?. In ogni caso la qualità della materia prima è fondamentale e porterà sicuramente nuovi clienti.

Aprire una rosticceria: Cosa bisogna sapere?

Le attività che non risentono mai delle crisi che imperversano il nostro tempo sono davvero moltissime e appartegono, per lo più, al settore alimentare. Quest’ultimo permette di avere una vasta scelta di attività tra cui scegliere. Ma cosa serve per aprire una rosticceria?

Prospettive di guadagno?

Nella maggior parte dei casi, non è difficile rientrare delle spese necessarie per l ‘apertura di una rosticceria. Ovviamente bisogna controllare le finanze e gestire l’ implementazione.

Le rosticcerie sono una soluzione pratica per chi non ha tempo per cucinare o voglia di mettersi ai fornelli. Inoltre il pasto non si consuma più tutti insime seduti in tavola ma delle volte senza neanche riuscire a spostarsi dal proprio posto di lavoro.

Alcuni consigli

Decidete quale è il vostro budget per questo investimento. Dopotutto avviare un’attività non è una passeggiata. Tuttavia la rosticceria non è fra le attività più costoso da aprire.

Fate molto attenzione alla zona che andrete a scegliere.
Ovviamente, il cetro città risulta essere il punto focale di aggregazione. Meglio se vicino a negozi e scuole. Tuttavia queste zone sono le più costose. Quindi, a meno che non si sia in possesso di un budget considerevole, sarebbe meglio optare per una zona sempre trafficata e nei pressi del centro ma comunque più economica.

L’ambiente, pertanto, deve essere accogliente e accattivante. Oltre alle attrezzature più adeguate, bisogna scegliere con attenzione il personale. Generalmente bastano 3 dipendenti e il relativo costo è quindi piuttosto basso. Nel caso di una rosticceria esclusivamente da asporto, il costo del personale scenderebbe ulteriormente.

Normative per aprire una rosticceria

  • Si può scegliere se avviare una ditta individuale o una società, un’impresa artigiana o commerciale. La legge inserisce le rosticcerie in entrambe le categorie.
  • Se si volesse vendere prodotti alimentari non confezionati ma acquistati sarà necessaria la partita IVA, l’ iscrizione all’INAIL, all’INPS ed alla IVS artigiani ed alla CCIAA di zona. Non dimentichiamoci della SCIA per le questioni amministrative e sanitarie.
  • Non si può consumare nel locale. Altrimenti, le norme sarebbero davvero diverse.
  • Bisogna aver frequentato un corso con il relativo attestato.
  • Inoltre, bisogna possedere dei documenti che certificano un’esperienza nel settore di due anni negli ultimi cinque anni.

Riguardo a tali documenti, li si può presentare in alternativa all’attestato di partecipazione al corso ICAL.

Arredare il ristorante:Alcune idee di tendenza!

Arredare il ristorante è una necessità in quanto la concorrenza, propone atmosfere innovative ed accattivanti che invogliano i clienti a spendere tempo e denaro nel loro locale. Mettersi in pari con i competitors è essenziale!

Il primo step è trovare il proprio stile e scegliere conseguentemente il resto dei dettagli che dovranno essere perfettamente coordinati con lo stile prescelto. I colori, l’arredamento e i piatti dovranno armonizzarsi con l’essenza del locale!

Lo stile d’arredo

Vari sono gli stili e innumerevoli le possibile scelte e combinazioni: moderno, retrò, Shabby Chic, Provenzale, Etnico, etc. L’atmosfera è il biglietto da visita per la clientela. Arredamento, divise del personale, cortesia e menù contrinbuiranno alla costruzione dell’ immagine che vorrete comunicare.

Lo stile del locale dovrà adeguarsi al target del ristorante.

Dopo aver scelto lo stile, bisognerà organizzare l’arredo. Tipici dello Shabby Chic sono i colori pastello oppure per uno stile moderno, le linee sono essenziali ed eleganti. Ovviamente si può optare anche per dei contrasti.

Arredare il ristorante: Disporre gli elementi

La scelta dei mobili dovrà essere una conseguenza dello stile e del carattere che vogliamo dare al ristorante.

Bisogna essere coerenti con il resto dell’ambiente.

Gli spazi vuoti, molte volte, vengono riempiti da mobili, mensole, oggetti vari o quadri creando un ambiente sovraccarico.

Lo spazio vuoto, invece, è utile in quanto restituisce luminosità agli ambienti.

Tavoli e sedie

Il tavolo è l’elemento centrale poichè cattura immediatamente l’attenzione del cliente.

La disposizione dei tavoli deve permettere un’ agevole movimento di clientela e personale. Infatti bisognerebbe:

  • non posizionare tavoli vicino ai bagni;
  • evitare tavoli all’ingresso;
  • lasciare spazio sufficiente fra un tavolo e l’altro ;
  • tenere i tavoli lontano dalla cucina.

Per quanto riguarda l ‘illuminazione, conviene evitare un’unica luce diffusa ma provare a creare giochi di luce e dare dinamismo.

Arredare il ristorante: Quali sono i trend ?

L’ Arredo boho chic è la chiave del ristorante moderno.

Locali con soffitti o strutture in ferro battuto, vetrine di vetro, archi o separè in ferro dorati,muri decorati con carta da parati dai temi vegetali. Lampade ultra moderne.

Tavoli di tutte le dimensioni e sedute di ogni tipo con forme, colori e materiali diversi.

Lo stile boho chic o bohemièn rappresenta l’insieme di mille contaminazioni: classico e moderno insieme al vintage anni ‘70.

Gli elementi predominanti sono:

  • colori audaci e vividi in particolare rosso e viola;
  • legno, velluto, eco-pelle;
  • mobili in legno o materiali naturali vintage, moderni o handmade;
  • piante anche di grandi dimensioni.

La mise en place deve essere piena di studiatissimi contrasti:

  • Colori accesi di bicchieri e piatti su sfondo tessile che richiama la natura.
  • Cucine, laboratori di produzione rigorosamente a vista;
  • Locali polifunzionali.

Abbiamo visto la tendenza di quest’anno e alcuni consigli per arredare al meglio il proprio ristorante! Scegliete lo stile che più si adatta all’ impronta che volete dare ai vostri clienti e stupiteli!

Cucina italiana all’estero: Preparatevi a rabbrividire!

Rabbrividere…ora. Si fa per scherzare o forse no? Lo sappiamo, lo sappiamo. Generalmente il nostro palato è decisamente un pò troppo fine anche solo per permetterci di immaginare modificazioni alle nostre più sacro sante ricette. Non tolleriamo le alterazioni e molte volte ci scontriamo anche fra di noi perchè la ricetta di mia nonna non è uguale a quella di tua nonna. Provate a figurarvi quindi quale potrebbe essere la nostra reazione alle alterazione della nostra amatissima cucina italiana all’estero.

Cucina italiana all’estero

Bere il cappuccino praticamente durante qualsiasi pasto

Lo straniero sorseggia cappuccino con gli spaghetti. Una credenza piuttosto comune vede noi italiani bere il cappuccino sempre. Ovviamente, per noi, il latte è cosa esclusivamente da colazione!

Pasta e risotto come contorni

All’estero la pasta si ordina accompagnata dall’ insalata mentre, per noi, la pasta è un primo piatto e l’insalata un contorno. L’abbinamento è allarmante!

Il ketchup sulla pasta, perché?

Il ketchup viene utilizzato come condimento sulla pasta a volte anche insieme alla maionese. La vera pasta con il pomodoro è unicamente il prodotto dell’ unione profumato di pomodori freschi e basilico.

Condimenti nell’acqua della pasta

Moltissimi ristoranti stranieri, non avendo idea di come preparare la pasta, usano quella precotta. A volte viene condita direttamente nell’acqua di cottura. Che dolore! Inoltre vi è una credenza comune secondo la quale aggiungere l’ olio durante la cottura, previene che questa si attacchi al fondo…ehm, no!

La pizza

La ‘Pepperoni’ è una pizza con il salame famosissima all’estero e soprattutto negli States. La confusione è dettata dall’ assonanza con i nostri poveri peperoni.

Le “fettuccine Alfredo”

Le fettuccine Alfredo sono un altro piatto “italiano” famosissimo negli Stati Uniti ma in Italia è davvero poco conosciuto. Sono delle fettuccine all’uovo, con burro e parmigiano reggiano.

Ecco alcuni strani utilizzi e modificazioni della nostra cucina italiana all’estero.

Ristoranti italiani in Germania: Come aprirne uno?

I ristoranti italiani in Germania combinano gusto italiano e l’ amore per l’Italia dei tedeschi. Sembrerebbe un’ abbinamento vincente tuttavia è bene fare attenzione all’ iter da seguire.

Scopri cosa ricercano i clienti tedeschi

Il mondo del commercio generalmente non permette completa autenticità. Si dovranno fare degli strappi alla severissima regola culinaria italiana per soddisfare i clienti. E’ necessario prestare la dovuta attenzione ai gusti locali e armarsi di elasticità mentale.

I ristoranti italiani in Germania: Una lunga storia culinaria

Il mercato in Germania è pieno zeppo di ristoranti italiani che vi lavorano da moltissimi anni. Dopotutto la prima immigrazione italiana risale agli anni ’60. Sicuramente il successo di questi ristoranti assicura l’ apprezzamento verso la nostra cucina, da parte dei clienti tedeschi.

I ristoranti italiani in Germania, dove aprirli?

La Germania è un paese ricco, ma con diverse realtà. Aprire in una città piuttosto che un’ altra fa la sua differenza. Quali sono le città più gettonate?

  • Amburgo è una divisione amministrativa ed è l’area più ricca in Germania. Aprire qui permetterebbe di cimentarsi tra ristoranti con ingredienti di eccellenza o anche street food.
  • Brema: anche qui vale il discorso di Amburgo. Non sarebbe diffcile aprire un posto di qualità.
  • Baviera: località più vicina all’Italia, sia geograficamente che culturalmente.
  • Berlino sembrerebbe la destinazione ideale ma il mercato è molto competitivo. Generalmente, qui, si spende molto poco per mangiare fuori. Tienilo a mente!
  • Stoccarda si presenta con numerosi nostri connazionali affermati nel commercio made in Italy.
  • Francoforte è ricca e frequentata anche da personaggi importanti. Non dimentichiamo l ‘ importante densità di banche tra cui la Banca Centrale Europea.

Il cliente tedesco che frequenta ristoranti italiani:

  • Generalmente conosce la qualità dei nostri prodotti;
  • Esige un livello medio/alto;
  • è abituato a spendere senza eccessi.

Le burocrazia tedesca

Tre sono i punti importanti:

  • Partita Iva: per il tuo ristorante potrai scegliere tra ditta individuale, società di persone o società di capitali;
  • autorizzazioni per il settore alimentare;
  • gestione legale e fiscale del personale: basterà consultare un commercialista.

Che tipo di ristorante aprire?

Ecco alcune possibili idee:

  • Street Food all’Italiana: pizze a portafoglio, calzoni, arancini, fritti leggeri;
  • cucina regionale con prodotti DOP e vini DOC ;
  • cucina per celiaci;
  • pizzeria.

Ristoranti italiani in Germania:Piano commerciale?

La pianificazione prima di aprire il nostro ristorante è fondamentale: dal finanziario all’arredamento, dalla scelta dei fornitori all’offerta sul menù e non dimentichiamo marketing e concorrenza.

Un buon business plan deve includere:

  • Il target
  • Uno studio della concorrenza;
  • Il marketing;
  • Finanziamento;
  • I fornitori.

La lingua

Non dimentichiamoci della lingua, importantissima se si vuole aprire un’ attività all’ estero. La si può imparare in Italia in scuole specializzate, e anche in Germania.

Conclusione

Per aprire qualsiasi attività si vogliono impegno e fortuna. Solo cosi si potranno avere le meritate soffisfazioni, così come per ogni cosa.

Caffetteria: Quello che devi sapere sul caffè

La pianta del caffè è originaria dell’Etiopia e giunse in Europa intorno al Seicento. Il consumo si diffuse nel 1700. Il caffè è consumato in quasi tutto il mondo. Non c è caffetteria o bar che si rispetti che non proponga questa bevanda cosi come negli altri settori della ristorazione. Il caffè risulta essere ai primi posti a livello mondiale per valore economico insieme a petrolio e acciaio.

Caffè per la tua caffetteria: Tipologie

Il caffè è una pianta tropicale. Molte sono le specie del genere Coffea, ma solo due sono importanti economicamente: la Coffea arabica e la Coffea canephora ( conosciuta come robusta).

Dall’arabica si ottiene un caffè di qualità migliore. Contiene dallo 0,9-1,7% di percentuale di caffeina. Questa varietà rappresenta i 3/4 della produzione nel mondo.L’ arabica migliora di qualità se coltivata ad altitudini superiori ai 900 metri.

La robusta produce un caffè di qualità inferiore e una considerevole percentuale di caffeina, ovvero dal 1,6 al 2,8%. Questa pianta preferisce altitudini inferiori(200-300) rispetto all’arabica. Tuttavia è una varietà decisamente più resistente a malattie e condizioni climatiche critiche.

Produzione e raccolta

La produzione è suddivisa in:

1. America centrale e del Sud;

2. Africa centrale;

3. Asia.

L’uniformità del clima dei paesi tropicali, permette una fruttificazione continua.
La raccolta può essere manuale o meccanica. La raccolta manuale avviene in due modi: picking oppure stripping.

  • Il picking prevede la raccolta delle bacche mature e sane.
  • Con lo stripping si attende che la maggior parte dei frutti sia a giusta maturazione, successivamente, in un solo passaggio, vengono raccolti tutti i frutti. Con questo metodo il prodotto non ha una maturazione omogenea e la qualità ne risente. Tuttavia il costo di questo metodo di raccolta è decisamente inferiore.

Caffè per la tua caffetteria:Lavorazione

Dopo il raccolto, bisogna estrarre velocemente i chicchi al fine di evitarne il deterioramento.

  • Nel trattamento a secco i frutti sono fatti essiccare al sole. Questa operazione si può eseguire anche con l ‘uso di essiccatoi. Il risultato è più sicuro, ma scarso qualitativamente. Successivamente avviene la snocciolatura e la setacciatura.Il caffè così prodotto si chiama naturale o non lavato.
  • Nel trattamento in umido i frutti subiscono la spolpatura e la fermentazione. Di seguito i chicchi sono lavati ed essiccati. Dopo l’essiccamento viene effettuata la snocciolatura. Il caffè ottenuto da questo procedimento si chiama lavato. Questo metodo necessita di molta acqua ed è lungo e costoso, tuttavia il prodotto finale ha una qualità migliore.

Il caffè verde è spedito in sacchi di juta (in genere da 60 kg) verso i paesi
importatori.

Quello che devi sapere sul caffè per la tua caffetteria: Miscelazione e tostatura

Al fine di ottenere una bevanda dal giusto corpo,aroma e gusto, bisogna miscelare diversi tipi di caffè, per qualità e provenienze.
La miscelazione permette di avere un prodotto con caratteristiche costanti. Questo è importante perché il consumatore si abitua a un gusto e lo abbina a una determinata marca.

La tostatura dona al caffè il gusto, l’aroma e il colore che lo caratterizzano.
Il grado di tostatura varia in base al paese dove avviene il procedimento. In Italia, si preferisce un gusto forte e marcato e la tostatura viene effettuata a temperature e tempi maggiori (al sud più che al nord). Il contrario avviene nei paesi che gradiscono un caffè dal gusto più leggero.
Dopo la tostatura, il caffè è velocemente raffreddato. Un caffè forte non ha necessariamente una migliore qualità, ma solo una maggiore tostatura.

Per confezionare il caffè si utilizzano quattro metodi:

  1. Chiusura non ermetica: il caffè viene chiuso in sacchetti praticando nella confezione 1-2 piccoli fori. Il caffè così confezionato andrebbe utilizzato entro un mese;
  2. Sottovuoto: il caffè viene confezionato previa eliminazione dell’aria e questo consente al prodotto di mantenersi per circa sei mesi;
  3. Pressurizzazione: il caffè è confezionato in contenitori metallici a tenuta stagna. Questo metodo, più costoso, consente una lunga conservazione (anche oltre 3 anni).

Caffè decaffeinato

Il caffè decaffeinato contiene poca caffeina ( sullo 0,1% sulla sostanza secca). La caffeina è eliminata dal chicco verde attraverso l ‘utilizzo di acqua o anidride carbonica. Al bar il decaffeinato lo si trova già macinato in confezioni monodose oppure in grani; quest’ultima soluzione offre risultati qualitativi superiori.