Basta sostituire la plastica per salvare il pianeta?

Per salvare il pianeta, è stata avviata una riduzione nella produzione dei materiali plastici, a partire dal bando dei sacchetti per la spesa.

Questa tendenza, come sappiamo, rappresenta innanzitutto una risposta in senso ecologico, alla luce dell’inquinamento dovuto alla sua dispersione.

Sostituire la plastica è sempre la scelta migliore?

SOSTITUIRE LA PLASTICA: ALLA BASE DEL PROBLEMA

Un tempo esaltata dall’industria e dalla pubblicità per le sue caratteristiche tecniche, oggi la plastica ha perso il suo fascino, fino a diventare uno dei bersagli principali delle battaglie ambientaliste, per i danni che sta causando alla natura, ma non solo.

Infatti, gli effetti collaterali si ripercuotono anche sulla salute umana, come abbiamo visto nei nostri articoli sull’ inquinamento da microplastiche.

Oltre alle campagne di educazione e comunicazione, oggi nel mondo sono diversi gli Stati che hanno introdotto una plastic tax e i sacchetti biodegradabili a pagamento.

Tuttavia, concentrarsi solo su alcuni materiali senza correggere le abitudini e ridurre gli imballaggi serve a poco, e può deviare l’attenzione rispetto ai problemi principali da affrontare.

Le plastiche e la ricerca che le ha prodotte sono risorse da non disprezzare a priori, mentre sarebbe opportuno concentrarsi sull’ uso e sulla gestione dei materiali.

SOSTITUIRE LA PLASTICA CON MATERIALI ALTERNATIVI: COSA DICONO LE RICERCHE?

Pur essendo biodegradabile e comunemente ritenuta più ecologica, la carta, ad esempio, presenta determinate criticità. Infatti, una ricerca dell’Ente britannico per l’ambiente mostra che l’impatto ecologico maggiore di una busta dipende dalle risorse utilizzate per crearla.

Quelle di carta, su questo aspetto, richiederebbero fino a 70 volte in più di energia e 17 volte in più di acqua rispetto a quelle di plastica, e anche riciclarle sarebbe più dispendioso.

OTTIMIZZARE L’USO DEGLI OGGETTI

A prescindere dal materiale, comunque, lo studio danese puntualizza che un sacchetto andrebbe riutilizzato il più possibile per la spesa, e in seguito impiegato per contenere l’immondizia per poi essere smaltito.

Il riuso come sacco della spazzatura, però, è effettivamente praticabile solo per le buste in LDPE, avendo le stesse caratteristiche di quelle che rimpiazzano.

Questa “seconda vita”, infatti, evita l’acquisto e la produzione di altri sacchi di plastica più spessi, come sono in genere quelli commercializzati per tale scopo.

Criminalizzare la plastica di per sé, quindi, non è corretto, e ad ogni modo, per salvare il pianeta, le soluzioni messe a disposizione dalla tecnologia non devono essere considerate un’alternativa a uno stile di vita e di consumo più attento e consapevole.

NUOVE BIOPLASTICHE E SOLUZIONI ECO PER GLI IMBALLAGGI

Economica, leggera, resistente e durevole: il valore tecnico della plastica resta indubbio, e come abbiamo visto la sua sostituzione è complessa, anche alla luce delle più moderne tecnologie.

La questione del suo smaltimento, però, rappresenta un problema sempre più sentito e studiato, e sono molteplici le alternative sperimentate o già adottate.

Le bioplastiche sin qui conosciute, tuttavia, non sono da considerare a tutti gli effetti ecologiche come si può pensare, e gli avvertimenti dell’Agenzia Onu per salvare il pianeta lo confermano.

In altre parole, è sbagliato parlare di plastiche ecologiche se la biodegradabilità non è completa, perché ciò può portare a stare meno attenti all’uso di questi prodotti.

MATERIALI BIOPLASTICI

Le materie plastiche definite bio-based derivano interamente o in gran parte da risorse naturali rinnovabili, in genere amido, cellulosa e acido lattico, aspetto che determina il pro e il contro alla base di queste tecnologie.

Le fonti naturali impiegate, infatti, potrebbero essere destinate a scopi di sostentamento ben più importanti per la vita umana, a partire dalla produzione alimentare.

In questo senso, le riflessioni sono analoghe a quelle che spesso si fanno sui biocarburanti.

La plastica biodegradabile può essere decomposta grazie all’azione dei batteri, ma il tasso di degradazione può cambiare nettamente a seconda delle condizioni di smaltimento e della formulazione del materiale.

Di conseguenza, nell’ambiente il processo potrebbe richiedere molto più tempo del previsto e la diffusione di questi materiali sarebbe migliorativa solo dove raccolta e gestione siano organizzate e gestite correttamente. 

In acqua, la biodegradazione si attua con temperature di almeno 50 gradi centigradi, quindi molto superiori rispetto a quelle dei mari e dei fiumi.

PLASTICA: SÌ O NO? COMPORTAMENTI E GESTIONE FANNO LA DIFFERENZA

Anche al netto delle criticità riportate, le potenzialità tecniche delle plastiche bio-based e biodegradabili comunque non mancano, ed è certamente auspicabile un’evoluzione nelle sperimentazioni su questi materiali.

Concentrandosi sull’intero sistema produttivo, però, l’unica soluzione sensata, oltreché ecocompatibile, è la transizione verso un’economia circolare.

Infatti, nemmeno l’idea di sfruttare al massimo gli oggetti per aumentarne la vita è sufficiente in un’ottica di lungo periodo: il concetto stesso di “rifiuto” andrebbe superato.

Come abbiamo visto nella nostra intervista al professor Andrea Segrè, il passaggio a questo modello economico dovrebbe essere guidato e incentivato da una politica lungimirante, essendo portatore di grandi vantaggi ambientali e sociali.

A prescindere dai materiali, è importante contrastare fortemente l’usa e getta, la forma di utilizzo più dannosa, irrazionale e antieconomica.

Innanzitutto, però, bisogna fronteggiare il primo tra i problemi ambientali dovuti alla plastica, ovvero la sua cattiva gestione, in particolare quando i materiali vengono conferiti in discarica oppure – ancor peggio – dispersi all’aria aperta.

Ciò si verifica soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, privi di un sistema efficiente di raccolta, riciclo e smaltimento, dove alte percentuali di rifiuti non biodegradabili finiscono nell’ambiente.

TUTTI DEVONO FARE LA LORO PARTE

Per salvare il pianeta dobbiamo muoverci tutti!

Raccolta, riciclo e cambiamento delle abitudini sono gli strumenti che sanciscono questa azione congiunta.

Nel settore del packaging, ad esempio, i produttori potrebbero standardizzare i formati per renderli più facili da trattare in fase di riciclo.

Inoltre, i decisori politici, anziché concentrarsi solo su alcuni materiali, potrebbero considerare l’introduzione di una tassa su tutti i sacchetti e sugli imballaggi monouso.

Noi di Arkosoft ci teniamo all’ambiente. Potrai ridurre al minimo la carta utilizzando la nostra applicazione di gestionale per ristoranti. Prova subito la versione gratuita.

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COME SI FA A CREARE UN MENU PERFETTO?

La guida odierna siamo sicuri al 100% che tornerà utile a tanti di voi. Come da titolo, infatti, nelle prossime righe vedremo nel dettaglio come si fa a creare un menu’ perfetto. Ci troviamo di fronte ad una delle domande più ricercate di questo periodo al quale cercheremo passo per passo di dare risposta. Pronti cari lettori?

COME SI FA A CREARE UN MENU PERFETTO

Come si fa a creare un menu perfetto: crearlo è un gioco da ragazzi

Entrando nello specifico, iniziamo con il sottolineare che creare un menu’ perfetto è veramente un gioco da ragazzi contrariamente a quanti pensano.

Il menu’ ideale si crea con la massima intelligenza e non agendo a caso. In poche parole dev’essere pienamente idoneo a soddisfare pienamente il cliente finale.

Creare un menu perfetto per conquistare i consumatori?

Nomi e descrizioni dei piatti fondamentali

Le descrizioni e i nomi dei piatti sono essenziali. Ogni piatto deve avere tassativamente un’identità precisa, un nome che lo contraddistingui dalla massa, che lo renda originale al 100%. Tutto ovviamente va fatto con cognizione di tempo e senza esagerare creando una discussione lungo che spesso può essere confusionaria. Al cliente non piacciono tanti giri di parole ma vuole conoscenze subito la pietanza che deve mangiare. Mettete in risalto il piatto in se’ e gli ingredienti solo cosi attirerete l’attenzione.

Grafica conquista clienti, passo essenziale

Anche se in tanti reputano tale passo poco importante, uno dei punti essenziali per il menu’ perfetto è la grafica del volantino di presentazione. Un menu’ stampato su un solo foglio di carta in una busta farà perdere credibilità a qualsiasi azienda questo è poco ma sicuro. L’A4 verticale in un semplice 2 ante è sicuramente la scelta migliore che si possa fare, stando sempre attenti al font che si sceglie. Una scelta errata infatti può compromettere e non poco il lavoro di stesura del menu’. Optate per un font accurato che sia in perfetta sincronia con lo stile del ristorante.

Posizione dei piatti, trascurare il tutto è l’errore più grave che si possa fare

Siamo arrivati al consiglio finale. Anche se vi sembrerà strano per avere un menu’ perfetto anche la posizione dei vari piatti è fondamentale. Le pietanze, per chi fino a questo momento non ne era a conoscenza, vanno elencate in ordine di costo. Tanto per fare un esempio il primo piatto del menu’ dev’essere il più basso e l’ultimo quello più alto.

Conclusioni

Abbiamo citato 3 ottimi trucchi molto facili e immediati che consentono la creazione di un menu’ perfetto. Quanti di voi li conoscevano già? Fatecelo sapere lasciando un messaggio nel box dei commenti.

Leggete anche: Porta menu: Il tuo biglietto da visita!

COME RISPONDERE ALLE RECENSIONI NEGATIVE?

In molti ad oggi, proprietari di ristorante e non, si domandano se bisogna rispondere o meno alle recensioni negative che vengono rilasciate dai clienti. Per risolvere una volta per tutte questo dubbio, nel posto odierno vedremo come rispondere alle recensioni negative. Andiamo a scoprirne di più.

Il cliente si sta lamentando sulla vostra pagina? Non prendetela male o fatene una tragedia vera e propria. Una minaccia, per chi fino a questo momento magari non ne era a conoscenza, può essere tranquillamente gestita al meglio e successivamente trasformata in un’opportunità da non prendere assolutamente sottogamba: vediamo come bisogna agire in questi casi senza farsi prendere dal panico più totale.

Rispondere alle recensioni negative: ecco come fare

Un primo parametro fondamentale è: tutte quante le recensioni negative devono essere risposte il prima possibile. Non date poi risposte cosi per darle, curare la risposta è importantissimo: scusatevi se avete commesso qualche errore, ringraziate, approfondite la situazione magari proponendo una soluzione.

Siate sereni e bravi, amichevoli in tutto e per tutto anche se avete torto: dimostrate affabilità e empatia verso qualsiasi cliente. La buona volontà nel risolvere problemi, spesso e volentieri, è molto apprezzata e magari si può anche risolvere in questo modo qualche disguido. Non criticate mai un cliente, non offendetelo. Mai o sarà peggio!

Qualora a vostro avviso la recensione non è veritiera, e purtroppo succede anche spesso ai tempi d’oggi, rispondete con tutta la calma di questo mondo indicando nel dettaglio che quella recensione è falsa. Se il commento è violento può rovinare la vostra immagine e quella del locale, contattate il sito o la persona domandando immediatamente l’eliminazione immediata della recensione.

Quali regole bisogna seguire alla lettera per non sbagliare nelle risposte?

  • Scusatevi
  • Spiegate le vostre ragioni
  • Rispondete onestamente
  • Educazione
  • Mettersi nei panni del cliente
  • Trasformare la recensione negativa in positiva
  • Stile della risposta
  • Farsi pubblicità in modo produttivo

Linee guida che vi torneranno utili per riconquistare, qualora l’abbiate persa, la fiducia del cliente. La vostra reputazione ne trarrà sicuramente indubbi vantaggi questo è poco ma sicuro.

Che dire, per oggi è tutto cari lettori, non vi rimane ora che mettere in pratica i consigli che vi abbiamo dato. Per qualunque domanda o problema siamo a vostra completa disposizione.

10 regole fondamentali per aprire un ristorante

Ecco a voi alcune regole fondamentali per aprire un ristorante di successo.

1 – Scegli il tuo Brand e il tipo di Ristorante.

Per aprire un ristorante, è importante avere un concetto e un marchio chiari. Il concetto del tuo ristorante include lo stile di servizio, le pietanze che servi e l’atmosfera. 

Questo va di pari passo con il tuo brand, che costituisce l’identità, la personalità e la missione del tuo ristorante. Il tuo marchio è la forza immateriale alla base del tuo concetto di ristorante e il tuo concetto di ristorante e il tuo marchio devono essere correlati.

In base al tuo marchio e al tuo concetto, la tua sala da pranzo dovrebbe emanare un’atmosfera specifica e comunicare chi sei. Questo crea un’esperienza memorabile e significativa per i clienti che vorranno tornare. Scegliere un concetto unico e funzionale che si rivolge a un determinato gruppo demografico è uno dei fattori più importanti nella creazione del tuo concetto e marchio.

Sei un in punto luminoso oppure hai un locale che è dotato di opere d’arte moderna con un sistema mobile di punto vendita? Sei un ristorante raffinato adornato con piante e fiori alle pareti? Sei un bar poco illuminato con una numerosa lista di alcolici e organizzi eventi di jazz dal vivo? L’energia, le scelte verbali e l’attenzione del personale comunicheranno anche questo.

2- Forma le voci del menu

Prima di aprire un ristorante, ti consigliamo di stabilire alcuni prodotti alimentari di base che presenteranno il tuo menu. Decidere prima cosa ci sarà nel tuo menu è importante per capire l’equipaggiamento che ti serve, il personale che assumerai e la clientela che vuoi di attirare.

A questo punto, il tuo menu non ha bisogno di essere completamente progettato né le tue ricette devono essere completamente arricchite, a meno che il tuo intero concetto non scelga determinati elementi, come un posto per la pizza. Tuttavia, dovresti avere una solida idea della tariffa che servirai nel tuo ristorante. Più tardi nel processo di apertura del tuo ristorante, dovrai progettare il tuo menu per aumentare i profitti e aggiornarlo continuamente ottenendo informazioni su quali prodotti alimentari vendono bene e quali no.

3- Piano aziendale per il ristorante

Avere un business plan approfondito è essenziale quando si contattano gli investitori e si richiedono prestiti per un ristorante. Questo ti aiuterà anche a sviluppare la tua strategia e ad arricchire la fattibilità dei dettagli del tuo ristorante. Di seguito sono riportati i punti principali per un piano aziendale di ristorazione.

  1. Sintesi
  2. Panoramica e descrizione dell’azienda
  3. Analisi di mercato
  4. Offerte commerciali
  5. Software di gestione
  6. Strategie di marketing e pubbliche relazioni
  7. Proiezione finanziaria

4- Scegliere una posizione e l’ affitto dello spazio.

Quando si sceglie una posizione per il nuovo ristorante, le seguenti funzionalità sono tra le più importanti:

  • Visibilità e accessibilità. Seleziona un punto che può essere visto da chi guida o cammina. Dovresti anche cercare un’area in cui ci siano molti passanti. Inoltre, considera se c’è il parcheggio e la facilità di accesso a piedi o in auto.
  • La demografia. Assicurati che il target del tuo ristorante corrisponda ai dati demografici dell’area.
  • Costo del lavoro e salario minimo. È importante garantire che i costi del lavoro di un’area non riducano i profitti. Avrai anche bisogno di un’ idea chiara di ciò che i dipendenti potrebbero aspettarsi di fare in base alla posizione.
  • La competizione della zona. Alcuni concorrenti nelle vicinanze possono aiutare con il marketing. Ma è saggio avere abbastanza distanza da poter comunque garantire un solido bacino di clienti che non saranno facilmente attratti da un altro posto simile.

5- Autorizzazioni e licenze

Per aprire un ristorante, devi ottenere diversi permessi e licenze . Può valere la pena rivolgersi a un consulente legale al momento della presentazione dei permessi e delle licenze di ristorante per assicurarsi di completare ogni passaggio necessario.

6- Trova un fornitore di attrezzature e alimenti

Una fonte costante e affidabile di attrezzature e ingredienti a prezzi ragionevoli, deve essere stabilita e mantenuta per garantire il successo del ristorante. 

7- Progettare un Layout e Gestire l’attività

Quando avvii un ristorante, ti consigliamo di pensare attentamente a come organizzare l’intero layout per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel menu e nel tema. Il tuo obiettivo principale dovrebbe essere quello di creare un flusso sistematico da casa a casa , dalla hostess ricevente fino alla cucina. Una volta stabilito il layout di base, puoi progettare e decorare la tua sala da pranzo e pensare alla gestione del ristorante. Il nostro prodotto potrebbe fare a caso tuo. Da molti anni ci preoccupiamo di fornire la migliore esperienza possibile per i nostri clienti. Puoi provare subito gratuitamente la Demo del nostro gestionale TOTALMENTE OFFLINE. Scopri di più https://ristomanager.it/scarica.html

8- Assumi il personale “giusto

Un passo importante nell’apertura di un ristorante è l’assunzione del personale. Considera tutti i ruoli che devono essere ricoperti nel tuo prima di assumere del personale.

Questo può includere la gestione e la supervisione delle risorse umane, l’acquisto di alimenti e bevande, la ricezione e la conservazione dei prodotti, la preparazione degli alimenti, il servizio di ristorazione, la pulizia, il marketing, le vendite, le pubbliche relazioni, la contabilità, la revisione contabile e i servizi di bar.

Per il personale interno, cerca candidati con esperienza pregressa e un’estrema capacità Multitasking e di lavoro rapido ed efficiente. Tutti i dipendenti dovrebbero lavorare bene con gli altri ed essere in grado di mantenere la calma sotto pressione. In particolare, il personale interno dovrebbe emanare eccezionali capacità di pubbliche relazioni.

Sebbene l’elenco varierà in base alle esigenze specifiche della tua attività di ristorazione, ci sono alcune posizioni fondamentali che probabilmente dovrai riempire quando apri il tuo ristorante:

  • Direttore esecutivo
  • Direttore generale
  • Chef
  • Cuochi
  • Server informatici
  • I baristi
  • Camerieri
  • Runner
  • Lavastoviglie

9- Pubblicizza il tuo ristorante

La pubblicità è fondamentale per vari motivi. Innanzitutto, i potenziali clienti dovrebbero essere in grado di trovare informazioni di base sul tuo ristorante. In secondo luogo, dovrebbero sentirsi entusiasti di provare il tuo nuovo ristorante. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per creare eccitazione intorno al tuo ristorante:

  • Usa i social media. Crea account Facebook, Twitter e Instagram per condividere notizie, foto e notizie sul tuo ristorante. Le foto e le descrizioni dovrebbero comunicare il tuo marchio. Prendi in considerazione l’idea di includere immagini di alimenti o processi dietro le quinte per attirare potenziali clienti. Assicurati di utilizzare foto di alta qualità.
  • Costruisci un sito “attraente”. Il tuo sito dovrebbe essere facile alla navigazione e il design dovrebbe rappresentare il tuo brand. Includi le informazioni di base sul tuo ristorante, inclusi indirizzo, numero di telefono, orari e menu.
  • Inserisci un annuncio sul giornale locale. Ciò contribuirà a creare consapevolezza sul tuo nuovo ristorante. Potresti anche provare a ottenere una storia o una menzione in un articolo.
  • Crea una mailing list. Quando invii e-mail creative che comunicano il tuo marchio, è essenziale utilizzare contenuti pertinenti per ciascun gruppo di clienti. Ad esempio, l’invio di offerte speciali per la prenotazione ai clienti della prenotazione o l’invio di coupon di consegna ai clienti degli ordini online sono entrambe ottime idee.
  • Offri promozioni ai nuovi clienti. Offri agli ospiti un drink o un piccolo dessert gratuiti. I clienti ricorderanno la tua eccezionale ospitalità e avranno maggiori probabilità di consigliare il tuo ristorante e di restituire se stessi.
  • Prendi in considerazione l’ idea di ospitare una grande apertura e altri eventi. Questo può avvenire dopo l’apertura. Puoi tenere degli eventi per creare “ronzio” continuo intorno al tuo ristorante, come degustazioni di vini, musica dal vivo, lezioni di cucina o menu fissi a tema.

Hai sentito il vecchio adagio “La pratica rende perfetti”. Lo stesso vale per le aperture dei ristoranti. Prendi in considerazione l’ idea di ospitare un’apertura soft per un numero limitato di persone prima di aprire le porte del tuo ristorante al pubblico. Questa strategia “test run” ti consente di affinare i tempi specifici dei pasti per vedere dove il tuo personale potrebbe essere più efficiente. Dalle feste private per amici e parenti alle anticipazioni aperte al pubblico, ci sono diverse strategie di lancio soft. Eccone alcuni popolari:

  • Offri un menu “beta” che offre la metà di ciò che è presente nel menu completo. Riduce lo stress per il nuovo personale e incoraggia i clienti a tornare a vedere il menu completo.
  • Non operare tutto il giorno. Considera di offrire solo colazione e pranzo per 4 giorni, quindi cena il quinto.
  • Ospita un happy hour di “anteprima” con voci di menu selezionate e bevande esclusive.
  • Mantieni l’apertura di amici e parenti solo con piatti gratuiti, con l’intento di invitarli a formare il tuo personale.
  • Tenere un’apertura morbida per le case e le aziende vicine. Questo ti aiuterà ad ottenere fan locali, nella speranza che tornino e suggeriscano il tuo ristorante a visitare amici e colleghi.

10- Non avere fretta, pensa “soft”

Hai sentito il vecchio detto “La pratica rende perfetti”? Lo stesso vale per le aperture dei ristoranti. Prendi in considerazione l’ idea di ospitare un’apertura soft per un numero limitato di persone prima di aprire le porte del tuo ristorante al pubblico. Questa strategia “TEST RUN” ti consente di affinare i tempi specifici dei pasti per vedere dove il tuo personale potrebbe essere più efficiente. Dalle feste private per amici e parenti alle anticipazioni aperte al pubblico, ci sono diverse strategie di lancio soft. Eccone alcuni popolari:

  • Offri un menu unico che offra la metà di ciò che è presente nel menu completo. Riduce lo stress per il nuovo personale e incoraggia i clienti a tornare a vedere il menu completo.
  • Non operare tutto il giorno. 
  • Ospita un happy hour di “anteprima” con voci di menu selezionate e bevande esclusive.
  • Tenere un’apertura per le case e le aziende vicine. Questo ti aiuterà ad ottenere clienti locali, nella speranza che tornino e suggeriscano il tuo ristorante ad amici e colleghi.

Far decollare il tuo ristorante può sembrare un compito scoraggiante. Tuttavia, poiché l’industria della ristorazione continua a crescere e le tendenze della ristorazione continuano a diversificarsi, c’è sempre spazio per un altro ristorante straordinario. Con una pianificazione dettagliata e una corretta esecuzione delle tue idee uniche, la tua attività di ristorazione può prosperare.

Il Gestionale su misura per il tuo Ristorante

Ristomanager è un gestionale su misura per la ristorazione che ti permette di gestire qualsiasi attività interna in modo preciso e totalmente offline!


Un software innovativo per ristoranti completo e personalizzabile, pronto per adempiere alla gestione prodotti, gestione tavoli, gestione clienti, cassa rapida e molte altre funzioni da scoprire.


Veloce ed affidabile, Ristomanager ti permetterà di gestire ogni tipo di attività in modo semplice e intuitivo.

Soddisfare tutte le esigenze delle imprese della ristorazione è il nostro obbiettivo. Pizzerie, ristoranti, pub, bar o qualunque altra attività che richieda la gestione degli ordini ai centri di produzione.

Ristomanager offre la possibilità di differenziare l’aspetto grafico e funzionale per i dati di vendita che sono comodamente consultabili nel modulo delle statistiche. La grafica a colori renderà ancora più intuitiva la consultazione. Grazie a tutti i filtri presenti in questa finestra, potrete analizzare l’andamento della vostra attività e filtrare i risultati in base alle vostre esigenze. Anche le modalità di navigazione ed i collegamenti fra i quadri disegnati sono a completa discrezione degli utenti.

La gestione Offline è il punto di forza. Ristomanager non necessita di una connessione ad internet, funziona sfruttando il vostro PC come server locale.

Questa caratteristica PRINCIPALE è stata sviluppata dalla nostra esperienza decennale nel campo della Ristorazione, essa ci ha portato a riscontrare e testare che alcune soluzioni software funzionano solo ONLINE.

E nei frequenti casi in cui la connessione internet risulti assente?

Il lavoro del software si bloccherebbe interamente, creando molti disagi come per esempio degli insoluti e la mancata evidenza della situazione contabile dei tavoli.

Ristomanager non presenterà mai questo tipo di problemi.

Gestire le sale del ristorante sarà un gioco da ragazzi!


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Ristorante in gestione? Ecco cosa fare.

Hai pensato di prendere un ristorante in gestione ma non sai cosa fare? Ecco tutto ciò che devi sapere per affrontare la situazione al meglio.

Nel nostro paese le attività di ristorazione sono molto numerose. Infatti, il settore ristorativo è uno dei punti focali per l’economia italiana. Questo è un settore su cui vale sempre la pena investire.

Prendere un ristorante in gestione

La burocrazia per avviare un ristorante è piuttosto complessa, ed i tempi per portare a termine il processo non sono brevi e nemmeno semplici. Inoltre, quando si è in fase di start-up, si ha la necessità di farsi conoscere e apprezzare. Non è facile crearsi una buona reputazione ed una clientela affezionata.

Una soluzione è prendere un ristorante in gestione. Ovvero rilevare un’attività già funzionante.

Alcune accortezze prima di prendere in gestione in ristorante.

Fate molta attenzione al locale che scegliete di prendere in gestione. Quando si sceglie un ristorante, si scelgono anche tutte le attrezzature, gli arredi, le eventuali licenze e anche la sua nomea cioè la reputazione che il ristorante si è costruito durante gli anni.

Di conseguenza è necessario che il posto che avete scelto abbia una buona reputazioni, gli ambienti a norma e senza particolari migliorie da apportare.

Gli accorgimenti più importanti

  • Calcola approssimativamente il numero della clientela per fascia oraria.
  • Valuta la tipologia di clientela, ovvero se sono clienti abituali, famiglie, giovani, uomini d’affari, persone di passaggio, turisti, ecc.
  • Chiedi l’opinione dei clienti su servizio, menù e prezzi.
  • Controlla tutta l’attrezzatura. Deve essere a norma e in condizioni ottimali. Non dimenticare di controllare scarichi, frigoriferi ed impianti.
  • Scegli possibilmente una location con un ambiente già abbastanza gradevole e che non necessiti di troppe migliorie.
  • Informati su eventuali debiti e sulla reputazione.
  • Verifica le entrate e i costi di gestione (non devono essere superiori al 30% degli incassi)
  • Ottieni condizioni vantaggiose per l’affitto con un contratto flessibile.
  • Redigi un accurato piano finanziario.
  • Studia la location e le caratteristiche del locale. Questo implica parcheggi, visibilità, luminosità ecc.
  • Valuta la qualità dei prodotti, il menù ed il servizio.

Gli adempimenti necessari

Dopo esserti assicurato che il ristorante da te scelto sia la scelta migliore, assicurati che il costo per la sua presa in gestione sia adeguato.

Infine, ecco alcuni adempimenti burocratici.

  • Partita Iva.
  • Corso SAB e HACCP.
  • Iscrizione alla camera di commercio.
  • Comunicazione al comune per il cambio di gestione.
  • Rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza con autorizzazione da parte dell’ Asl.

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Affidati a Ristomanager, un gestionale per ristoranti che riesce soddisfare al meglio le esigenze di tutte le attività nel Food & Beverage.

Il software permette di gestire il servizio con velocità e precisione, tenere sotto controllo le scorte ed il magazzino, fidelizzare i clienti e analizzare l’andamento dell’attività.

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Ambasciatore Expo 2015: intervista a Moreno Cedroni

Oggi abbiamo incontrato per voi lo Chef Moreno Cedroni, che ad oggi vanta ben 2 Stelle Michelin e grandi successi a livello editoriale. Inoltre ha avuto il privilegio di essere l’Ambasciatore Expo 2015, a Milano. Di seguito, vi riportiamo quello che ci ha svelato:

Come nasce il Suo amore per la cucina?

Il mio amore per la cucina nasce sicuramente dal fatto di aver mangiato sempre bene a casa. Nonna e mamma sono state due cuoche perfette, che conoscevano alla perfezione la tradizione marchigiana. Inoltre avevamo l’orto e gli animali da cortile pur vivendo di fronte al mare, quindi potrei dire di essere nato nel kilometro buono senza saperlo.

Quando nasce e come è stato il suo percorso Professionale?

Apro la “Madonnina del Pescatore” a vent’anni, nel 1984. Un inizio fatto di piatti tradizionali e una ristorazione semplice. Poi l’innata curiosità, la voglia di migliorare, la fame di conoscenza mi hanno portato  a studiare tanto, a fare stage ed a crescere con umiltà e perseveranza.

A cosa deve il Suo successo legato all’ambito editoriale?

Fin da subito ho capito che era necessario mettere nero su bianco quello che facevo, ed il libro in un certo senso segna il proprio territorio, dice: questo l’ho fatto io. Inoltre ho sempre voluto rendere visibile a tutti le ricette, le idee, senza gelosia, ma con spirito molto aperto. Io leggo libri di colleghi per imparare cose nuove e di conseguenza do il mio apporto alla conoscenza. Ora, sicuramente un percorso di 35 anni dimostra curiosità nei giovani che vogliono conoscere la mia storia e la leggono dai miei libri.

Quale sensazione ha provato nell’essere Ambassador dell’Expo 2015?

Ci sono emozioni locali ed emozioni globali, ecco essere uno degli Ambasciatori dell’Expo per me è stata un’emozione global. Sei visto da tutto il mondo e nel tuo piccolo puoi incuriosire a venire in Italia, visto che l’enogastronomia italiana è seguitissima all’estero.

Che cosa lo ha spinto ad avvicinarsi al mondo del “Susci”?

Prima del 2000 ero stanco di mangiare il pesce con il succo di limone e l’aceto ad occidente, e con la soia ad oriente, ho voluto creare un nuovo modo di interpretare il crudo. Così è nato il “Susci”, un concetto che ogni anno si rinnova e con i nuovi Menu del Clandestino trae nuova linfa.

A livello tecnologico, cosa consiglierebbe agli altri ristoratori di installare all’interno del ristorante, per garantirne aiuto nella gestione?

In questo momento ho realizzato The tunnel, un laboratorio di sviluppo e ricerca con liofilizzatore, distillatore, ultrasuoni e celle di maturazione, perché in un momento di maturità è il momento giusto per sviluppare la ricerca. Di tecnologia quotidiana per la migliore gestione del ristorante direi un sistema della gestione delle comande dalla sala verso la cucina, di un ottimo impianto di climatizzazione e delle luci che creino atmosfere magiche.

Vogliamo ringraziare lo Chef Moreno Cedroni per averci dedicato un po’ del suo prezioso tempo e averci svelato qualche dettaglio in più riguardo la sua vita professionale.

Cogliamo l’occasione per consigliarvi il Software Ristomanager per la gestione delle comande. Come ha rivelato lo Chef, è un elemento fondamentale avere un buon software, per non avere problemi durante i vostri servizi.

COME OTTENERE LE STELLE MICHELIN

E’ risaputo che ottenere le Stelle Michelin è la massima aspirazione per tutti gli Chef e Ristoratori.

Ottenere le stelle Michelin: Nel 1900 uscì il primo numero della guida Michelin.

Per comparire nell’ambita guida con accanto il prestigioso simbolo, è necessario ottenere dagli ispettori almeno una stella, che indica una cucina di ottimo livello. Quando dopo la prima arriva anche la seconda stella, il ristorante raggiunge dei livelli molto alti, alla soglia della perfezione che si ottiene con la terza stella, il massimo riconoscimento, la crème de la crème. In breve, le caratteristiche principali sono le seguenti:

Stelle Michel

Vedere il nome del proprio ristorante comparire sulla guida Michelin è sinonimo di qualità ed eccellenza!

Tornando indietro di qualche decennio, ci troviamo a Clermond-Ferrand in Francia, nell’azienda leader della  produzione di pneumatici, i fratelli fondatori: Édouard e André Michelin, dovevano trovare un modo per guidare gli automobilisti durante il viaggio, e così pensarono ad una guida che contenesse le recensioni e i consigli su dove mangiare, pernottare ecc. è un importante riconoscimento che veniva e che viene ancora oggi assegnato dagli ispettori, valutando la cucina, la location, lo chef, il servizio, la pulizia e tanti altri fattori.

L’Iter per ottenere le stelle Michelin

L’iter ha inizio con l’ispettore che, seduto al tavolo del ristorante ordina dal menù, che, optando per un’esperienza culinaria che consenta di valutare nel complesso, il lavoro dello Chef e di tutta la sua brigata. A partire dalla presentazione del piatto, importantissima, (anche l’occhio vuole la sua parte), per proseguire con i sapori dei piatti, l’equilibrio degli ingredienti, la tecnica della preparazione la loro qualità e la capacità del cuoco di creare un connubio unico e indimenticabile. Dopodichè si passa alla valutazione dell’approccio con la clientela, vale a dire la professionalità del servizio, la selezione ed il giusto accostamento dei vini, l’atmosfera del locale, gli arredi, la location, il rapporto qualità prezzo, per farla breve bisogna lasciare il segno.

Ogni piatto viene valutato secondo i seguenti parametri:

  • Qualità del prodotto
  • Tecnica della preparazione
  • Equilibrio fra gli ingredienti
  • Creatività dello Chef

Ogni punto della lista riceve un voto, qui non parliamo di stelle ma di, forchette, che vanno  da 1 a 5, considerando tutti gli elementi di cui abbiamo parlato in precedenza.

Alcuni consigli

Se sei un ristoratore, un consiglio che possiamo darti è quello di acquistare l’ultima guida, per quella nuova bisognerà attendere fino al mese prossimo, il 16 novembre,  ed iniziare a esaminare i ristoranti stellati nelle tue zone, provarli e cercare di imparare. Analizzare la concorrenza, o forse è più corretto dire, chi ce l’ha fatta è fondamentale.

Il secondo consiglio è quello di investire sulla propria attività, cambiare gli arredi, modernizzare e stare al passo con i tempi. Comprate un libro di architettura e rifate gli arredi, selezionate il personale migliore che riuscite a trovare, viaggiate in giro per il mondo e prendete il meglio da tante culture diverse. Iniziate questa ricerca per rendere il vostro ristorante unico nel suo genere, e con dedizione e costanza i risultati arriveranno.

Per la nuova edizione della guida, gli occhi sono puntati sul famoso chef Carlo Cracco, che l’anno scorso fece parlare di sè perchè perse una stella, ad oggi ha trasferito il suo ristorante nella galleria Vittorio Emanuele a Milano. Sicuramente comparirà un’altra stella, o magari due, così raggiungerà il massimo prestigio.

Un buon Gestionale per ristoranti è di fondamentale importanza per migliorare la qualità del servizio offerto dal tuo ristorante. Essere aggiornati con le nuove tecnologie è un passo da comprendere per portare al successo la tua attività e per avvicinarsi sempre di più alle ambite stelle Michelin.

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Cos’è la ristorazione collettiva?

Con “ristorazione collettiva” si intende il servizio di preparazione e consegna di un elevato numero di pasti completi per collettività, come ad esempio: mense aziendali, scuole, ospedali, carceri ecc. Essa si rivolge a gruppi di persone che hanno la necessità di usufruire di questo genere di servizio, in quanto si trovano lontano da casa per motivi diversi.

Nasce come adattamento alla società: per l’industrializzazione, con i lavoratori occupati originariamente nelle fabbriche, e poi nel terziario; contribuisce alla trasformazione della famiglia da patriarcale a mononucleare e permette la diffusione delle mense nelle scuole dall’asilo nido all’università, l’assistenza sanitaria, la comunità di assistenza.

Si distingue in sistema convenzionale e legame collettivo. Per quanto riguarda il sistema convenzionale i cibi vengono cotti e immediatamente distribuiti ai consumatori. Nel caso del legame collettivo invece, le operazioni di preparazione e cottura e quelle di distribuzione e consumo vengono effettuate in tempi e luoghi completamente separati. La preparazione e la cottura delle vivande sono infatti eseguite in grandi centri, dai quali escono i pasti finiti, che vengono poi trasportati alle mense per la distribuzione e il consumo.

I clienti della ristorazione collettiva, in genere decidono di scegliere dove consumare il pasto, e fanno un uso continuo e prolungato del servizio. In alcuni casi il costo del servizio è a carico dell’azienda nella quale esso viene offerto, in altri casi il cliente ne paga una parte.
Si tratta di una ristorazione di necessità, strumentale e non di piacere; essa punta la sua massima attenzione sulla realizzazione e sulla consegna dei piatti, mentre il servizio è di solito inesistente o poco presente.

Le principali forme di ristorazione collettiva sono:

  • aziendale: aziende di dimensioni medie o grandi;
  • scolasticascuole, università, centri di formazione;
  • socio-sanitaria: ospedali, cliniche, case di cura e riposo;
  • comunitaria: istituti religiosi, caserme, carceri penitenziari;
  • assistenziale: destinata a persone indigenti; è organizzata in mense ma a volte anche con servizio a domicilio.

Ogni forma di ristorazione collettiva ha esigenze specifiche, legate alla tipologia e alle esigenze della clientela che ne deve usufruire.
Si deve tenere presente accuratamente degli aspetti nutrizionali e igienici, con standard qualitativi costanti ma che si adattino alle mutevoli e diversificate esigenze di utenti. Viene proposta quindi una cucina standardizzata, ma non priva di qualità.

Seppur di gusto meno intenso e piacevole e con una presentazione dei piatti poco curata, la cucina della ristorazione collettiva è sicuramente molto controllata e bilanciata sotto l’aspetto nutrizionale.

Il menu è sempre il risultato di un lavoro congiunto tra cuochi e nutrizionisti, spesso anche con l’apporto di personale medico; ogni fase lavorativa è predeterminata in ogni aspetto, abitualmente sotto la supervisione di un esperto di procedure igieniche.

In tutto ciò si deve fare molta attenzione.

Dove comprare le materie prime 

Le aziende, nella ristorazione collettiva, devono acquistare grosse quantità di ingredienti primari.

Queste scelgono i fornitori, che possono essere grossisti oppure piccoli produttori  facendo attenzione al valore del cibo a Km 0, ai nascenti gruppi di acquisto e ai tradizionali mercati generali. Quindi, acquistare materie prime, non significa solo acquistare grosse quantità di cibo dai grossisti, ma anche selezionare un insieme di fornitori di diverso tipo, per prodotti  siano altrettanto diversi per qualità e non solo quantità.

Come nascono i menù 

Bisogna tenere conto delle tendenze di oggi, prestare attenzione per le persone che hanno intolleranze o allergie alimentari oppure esigenze alimentari particolari (vegetariani/vegani) e infine rispettare anche le culture religiose delle società di oggi. Per questo motivo si parla di “programmazione dei menu” per tenere conto di tutti questi fattori. I menù per le aziende includono i classici piatti della cucina tradizionale italiana, preparati con prodotti di stagione, ma anche piatti etnici e internazionali. Per quanto riguarda i menu scolastici invece,la nutrizione dei più piccoli è di massima importanza

Preparare i pasti  

Questo può avvenire in due modi: o all’ interno del luogo dove saranno serviti oppure con “pasti veicolati”, ciò vuol dire che le operazioni di preparazione e cottura e quelle di distribuzione e consumo vengono effettuate in tempi e luoghi separati. La preparazione e la cottura delle vivande sono infatti eseguite in grandi centri, dai quali escono i pasti finiti, che vengono poi trasportati alle mense per la distribuzione e il consumo.

Consegnare i pasti 

La consegna dei pasti è una questione di logistica. Bisogna pensare oltre che al tempo che ci vuole per confezionare e mettere al sicuro i pasti, al traffico e alle operazioni per preparare il cibo per essere servito.

E’ necessario prestare molta attenzione alla “fragilità” della merce trasportata e soprattutto alla temperatura di cottura di un cibo che esce dalla cucina e che non può variare più di tanto rispetto al momento in cui sarà consumato.

Ristoranti della Toscana: I migliori 10

La Toscana è una delle regioni più antiche di Italia. Si evince infatti che i piatti di questa terra siano legati agli Etruschi. Ma quali sono gli ingredienti principali che compongono i piatti della tradizione ed i migliori ristoranti della toscana ? Non ci resta che scoprirlo insieme.

  • Il pane, volutamente non salato, in quanto utilizzato spesso d’accompagnamento ai vari salumi che la terra offre. Questo viene spesso tostato e servito insieme alle varie zuppe della zona. È anche l’ingrediente principale della famosissima Pappa al pomodoro, che non è altro che pane raffermo lasciato ammollire in acqua, accompagnato da pomodoro, aglio olio e peperoncino.

  • Il pesce utilizzato in vari modi. Tra i piatti più importanti riscopriamo il Caciucco alla Livornese, una zuppa inventata dai pescatori e preparata con gli avanzi di pesce pescato in giornata.
  • Per quanto riguarda i piatti a base di carne non possiamo dimenticare di certo la tipica Bistecca alla Fiorentina, spessa bistecca di bovino proveniente dal Chianti, che viene cotta alla griglia per pochissimi minuti e servita quasi al sangue.
  • Le verdure, vengono utilizzate nella preparazione della Ribollita, una zuppa che spesso si preparava durante il fine settimana per utilizzare tutti gli avanzi rimasti. Il suo nome deriva dalla doppia cottura, in quanto dopo averla portata a bollire per la prima volta, la zuppa viene riposta in frigo per tutta la notte e rimessa a cuocere il giorno dopo.

Abbiamo scoperto insieme alcuni dei piatti salati della cucina tipica Toscana, ma non di meno sono i dolci che si preparano da queste parti. Tra i più rilevanti i Cantucci di Siena, biscotti con mandorle aromatizzato agli agrumi e serviti col Vin Santo. Il Panforte, dolce speziato dell periodo natalizio. E per finire, ma non meno importante, il Castagnaccio, un dolce non lievitato, preparato con farina di castagne, uvetta, noci, pinoli e rosmarino.

Beh sicuramente vi sarà venuta voglia di provare questi piatti. Noi per questo motivo abbiamo selezionato per voi 10 dei migliori ristornanti della regione Toscana dovete potrete degustarli.

  • Enoteca Pinchiorri, che ha guadagnato ben 3 Stelle Michelin, è stata fondata da Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Feoldé. Ritroviamo proprio lei alla guida della cucina insieme allo Chef Riccardo Monco e al Sous-Chef Alessandro della Tommasina. Vanta una delle carte dei vini più prestigiosi al mondo, selezionati direttamente dal maestro Pinchiorri. La cantina è diventata uno dei luoghi più visitato a livello mondiale. Annie Feoldé, ha portato a Firenze la Novelle Cuisine.

  • Il Ristorante Bracali, gestito dai fratelli Bracali, vede alla guida della cucina Francesco. Una cucina basata sulla semplicità. Il fratello Luca, invece si occupa della cantina dei vini e dell’ospitalità, cercando di mettere l’ospite al centro di tutto. Proprio per questi motivi hanno guadagnato 2 Stelle Michelin.
  • Il Ristorante Caino di Montemerano, guidato dalla Chef Valeria Piccinni, prevede una cucina basata sulla qualità del prodotto. Si ricorre quindi ai frutti dati dall’orto. La cantina scende per diversi metri sotto la piazza del paese creando stanze dove riposano all’incirca 20 mila bottiglie.
  • Il Piccolo Principe di Viareggio, situato nel Grand Hotel Principe di Piemonte, dà luogo ad una cucina raffinata e legata alla tradizione. Lo Chef stellato Giuseppe Mancino ama la cucina innovativa, ma allo stesso tempo cerca di mantenere intatto il sapore del prodotto. La cantina del ristorante conta ben 800 etichette, per la maggior parte Toscani.

  • Arnolfo Ristorante, il cui proprietario è lo Chef Gaetano Trovato. I suoi piatti sono incentrati sulla tradizione e sui prodotti provenienti dalla Toscana, oltre l’attenzione verso la semplicità e i sapori di stagione. La sua sperimentazione in cucina lo ha portato a guadagnare 2 Stelle Michelin.
  • Il Falconiere, ristorante ricavato da un’antica limonaia. Luogo in cui prevale la qualità degli ingredienti, il rispetto della stagionalità e l’uso di prodotti a km 0. La cucina è firmata dallo Chef Silvia Regi Baracchi, alla quale è stata assegnata una Stella Michelin.
  • Il Ristorante Ora d’Aria, di Firenze, con alla guida della cucina lo Chef Marco Stabile, prende il suo nome proprio dalla vicinanza al vecchio carcere del posto. Nel 2011 ha visto assegnarsi la prima Stella Michelin. La cucina vanta qualità e trasparenza.
  • Il Pellicano, la cui cucina è guidata dallo Chef stellato Michelino Gioia. I suoi piatti sono realizzati con pesce fresco, l’agnello, la carne chianina e le erbe aromatiche. Nel menu non mancano mai  il piccione, le ostriche, la triglia, l’aragosta e gli scampi. Alla fine di ogni cena, un carrello con golosi cioccolati artigianali è offerto a tutti gli ospiti.

  • Il Silene di Roberto Rossi, situato in un borgo medievale dove un tempo vi era l’osteria della stazione di posta. La semplicità delle materie prime e il forte radicamento al territorio  sono due ingredienti fondamentali nella cucina del Silene, dove Roberto ha saputo ritrovare un legame profondo e viscerale con l’ambiente e i suoi prodotti, sviluppando un grande rispetto per le materie prime e per le loro tecniche di lavorazione e cottura.
  • Il Meo Modo by Andrea Mattei,  incarna la filosofia ‘dalla terra al piatto’, che coniuga la conoscenza profonda della sua eredità culinaria toscana con i prodotti di stagione.