Sostituire la plastica per salvare il pianeta: basta solo questo?

Sostituire la plastica per salvare il pianeta? Basta per davvero? Cerchiamo di scoprilo insieme.

Sostituire la plastica per salvare il pianeta? Importantissimo si, ma non è l’unico modo

Ai tempi d’oggi, come sicuramente la maggior parte di voi ben sa, il problema più importante di tutti è il cambiamento climatico. Non si può aspettare che il mondo o i governatori al seguito con il passare del tempo salvino l’umanità, per questo è fondamentale che ognuno di noi faccia la propria parte e cambi in meglio.

Per rendere il pianeta migliore oltre che a sostituire la plastica vi consigliamo di seguire questi ottimi accorgimenti:

Raccolta differenzia: fondamentale per il pianeta

Sicuramente la raccolta differenziata non salverà l’umanità, ma ha un impatto positivo sull’ambiente. E’ una procedura semplice e veloce che darà una mano ad abbassare il livello di inquinamento.

Usare buste che si possono riutilizzare

Tutti con il tempo vanno a fare la spesa al supermercato o altri negozi. E’ possibile eventualmente rendere anche questo compito ecologico e in perfetta sincronia con l’ambiente. Come? Facile, portando con voi buste in tessuto, ci sono in commercio svariati colori e misure. La scelta spetta soltanto a voi.

Bottigliette? No grazie!

Tanti per un motivo o l’altro acquistano bottigliette di acqua. Cosi oltre che a sprecare denaro che può servire per altro, c’è un eccessivo spreco anche di plastica, il nemico numero uno dell’ambiente. Le bottiglie realizzate in plastica che vengono gettate per strada infatti, vanno a decomporsi dopo ben 500 anni…. Cambiando tali bottiglie con delle semplici borracce o eventuali depuratori di acqua, si può contribuire ad ottenere un importantissimo cambiamento per l’ambiente.

Camminate e usate i mezzi pubblici di trasporto

Per chi non lo sa, una vettura emette gas di scarico che danneggiano pesantemente l’ambiente circostante, per non parlare dell’effetto serra, da evitare assolutamente. Potreste fare una bella camminata che fa bene alla salute o semplicemente utilizzare una bicicletta, oppure prendere un mezzo di trasporto pubblico per arrivare a distanza più ampie.

Conclusioni

Ci sono tantissimi metodi per salvaguardare l’ambiente. Seguendo questi piccoli consigli che oggi vi abbiamo dato, vedrete che anche voi potrete contribuire e fare la differenza per salvare il pianeta intero. Iniziate anche voi!

COME SI FA A CREARE UN MENU PERFETTO?

La guida odierna siamo sicuri al 100% che tornerà utile a tanti di voi. Come da titolo, infatti, nelle prossime righe vedremo nel dettaglio come si fa a creare un menu’ perfetto. Ci troviamo di fronte ad una delle domande più ricercate di questo periodo al quale cercheremo passo per passo di dare risposta. Pronti cari lettori?

COME SI FA A CREARE UN MENU PERFETTO

Come si fa a creare un menu perfetto: crearlo è un gioco da ragazzi

Entrando nello specifico, iniziamo con il sottolineare che creare un menu’ perfetto è veramente un gioco da ragazzi contrariamente a quanti pensano.

Il menu’ ideale si crea con la massima intelligenza e non agendo a caso. In poche parole dev’essere pienamente idoneo a soddisfare pienamente il cliente finale.

Creare un menu perfetto per conquistare i consumatori?

Nomi e descrizioni dei piatti fondamentali

Le descrizioni e i nomi dei piatti sono essenziali. Ogni piatto deve avere tassativamente un’identità precisa, un nome che lo contraddistingui dalla massa, che lo renda originale al 100%. Tutto ovviamente va fatto con cognizione di tempo e senza esagerare creando una discussione lungo che spesso può essere confusionaria. Al cliente non piacciono tanti giri di parole ma vuole conoscenze subito la pietanza che deve mangiare. Mettete in risalto il piatto in se’ e gli ingredienti solo cosi attirerete l’attenzione.

Grafica conquista clienti, passo essenziale

Anche se in tanti reputano tale passo poco importante, uno dei punti essenziali per il menu’ perfetto è la grafica del volantino di presentazione. Un menu’ stampato su un solo foglio di carta in una busta farà perdere credibilità a qualsiasi azienda questo è poco ma sicuro. L’A4 verticale in un semplice 2 ante è sicuramente la scelta migliore che si possa fare, stando sempre attenti al font che si sceglie. Una scelta errata infatti può compromettere e non poco il lavoro di stesura del menu’. Optate per un font accurato che sia in perfetta sincronia con lo stile del ristorante.

Posizione dei piatti, trascurare il tutto è l’errore più grave che si possa fare

Siamo arrivati al consiglio finale. Anche se vi sembrerà strano per avere un menu’ perfetto anche la posizione dei vari piatti è fondamentale. Le pietanze, per chi fino a questo momento non ne era a conoscenza, vanno elencate in ordine di costo. Tanto per fare un esempio il primo piatto del menu’ dev’essere il più basso e l’ultimo quello più alto.

Conclusioni

Abbiamo citato 3 ottimi trucchi molto facili e immediati che consentono la creazione di un menu’ perfetto. Quanti di voi li conoscevano già? Fatecelo sapere lasciando un messaggio nel box dei commenti.

Leggete anche: Porta menu: Il tuo biglietto da visita!

COME RISPONDERE ALLE RECENSIONI NEGATIVE?

In molti ad oggi, proprietari di ristorante e non, si domandano se bisogna rispondere o meno alle recensioni negative che vengono rilasciate dai clienti. Per risolvere una volta per tutte questo dubbio, nel posto odierno vedremo come rispondere alle recensioni negative. Andiamo a scoprirne di più.

Il cliente si sta lamentando sulla vostra pagina? Non prendetela male o fatene una tragedia vera e propria. Una minaccia, per chi fino a questo momento magari non ne era a conoscenza, può essere tranquillamente gestita al meglio e successivamente trasformata in un’opportunità da non prendere assolutamente sottogamba: vediamo come bisogna agire in questi casi senza farsi prendere dal panico più totale.

Rispondere alle recensioni negative: ecco come fare

Un primo parametro fondamentale è: tutte quante le recensioni negative devono essere risposte il prima possibile. Non date poi risposte cosi per darle, curare la risposta è importantissimo: scusatevi se avete commesso qualche errore, ringraziate, approfondite la situazione magari proponendo una soluzione.

Siate sereni e bravi, amichevoli in tutto e per tutto anche se avete torto: dimostrate affabilità e empatia verso qualsiasi cliente. La buona volontà nel risolvere problemi, spesso e volentieri, è molto apprezzata e magari si può anche risolvere in questo modo qualche disguido. Non criticate mai un cliente, non offendetelo. Mai o sarà peggio!

Qualora a vostro avviso la recensione non è veritiera, e purtroppo succede anche spesso ai tempi d’oggi, rispondete con tutta la calma di questo mondo indicando nel dettaglio che quella recensione è falsa. Se il commento è violento può rovinare la vostra immagine e quella del locale, contattate il sito o la persona domandando immediatamente l’eliminazione immediata della recensione.

Quali regole bisogna seguire alla lettera per non sbagliare nelle risposte?

  • Scusatevi
  • Spiegate le vostre ragioni
  • Rispondete onestamente
  • Educazione
  • Mettersi nei panni del cliente
  • Trasformare la recensione negativa in positiva
  • Stile della risposta
  • Farsi pubblicità in modo produttivo

Linee guida che vi torneranno utili per riconquistare, qualora l’abbiate persa, la fiducia del cliente. La vostra reputazione ne trarrà sicuramente indubbi vantaggi questo è poco ma sicuro.

Che dire, per oggi è tutto cari lettori, non vi rimane ora che mettere in pratica i consigli che vi abbiamo dato. Per qualunque domanda o problema siamo a vostra completa disposizione.

Regole fondamentali per aprire un ristorante

Quali sono le regole fondamentali per aprire un ristorante? Cerchiamo di capirlo insieme in questo nuovo e dettagliato articolo.

Regole fondamentali per aprire un ristorante

Aprire un locale è il desiderio di tutti sopratutto se si parla di ristorante. Da qualche anno a questa parte c’è stata un’impennata di aperture di locali con servizi al tavolo. Aprire un ristorante alla fin dei conti è l’ambizione di moltissime persone.

Prima di lanciarsi in questa avventura, tuttavia, ci sono delle regole fondamentali da rispettare per aprire un ristorante. Bisogna tassativamente seguire alla lettera dei requisiti se non si voglio avere problemi in un secondo momento.

Regole fondamentali per aprire un ristorante: requisiti di legge

Per poter aprire serenamente un ristorante serve avere requisiti morali ben specifici e professionali. Analizzando i requisiti morali riguardano in particolar modo l’onorabilità. Infatti non è possibile avviare un’attività di ristorazione se una persona dalla legge è dichiarata delinquente abituale o che nel corso della propria vita hanno subito delle condanne che prevedono la detenzione superiore a 3 anni. Questo parametro è molto importante.

Passando ai requisiti professionali del mondo della ristorazione sempre più in crescita in questi anni, invece, c’è da segnalare che per aprire un ristorante serve:

  • Avere 18 anni e aver frequentato e ottenuto il certificato del corso SAB – Somministrazione di alimenti e bevande -;
  • Lavorare o aver lavorato per almeno 2 anni, anche se non di seguito, in attività di ristorazione o comunque nel settore della somministrazione;
  • Avere il diploma di scuola superiore dove, durante lo studio, siano previste mansioni che riguardano il commercio o preparazione di cibi.

Consigli

Facendo un piccolo appunto sul corso SAB, vi consigliamo di informarvi attraverso associazioni di categoria della vostra zona come ad esempio Confcommercio o enti provinciali. Il prezzo della formazione è di 700 massimo 900 euro e una volta concluso è previsto un piccolo test per provare se le competenze sono state acquisti al meglio o c’è ancora da lavorare.

Cosa importantissima è che il corso si formazione appena menzionato sopra non è tassativo se si ha già avuto modo di lavorare nel settore della ristorazione.

Conclusioni

Per aprire un ristorante ovviamente servono anche tanti altri requisiti dei quali bisogna informarsi al meglio, ovvero:

  • Requisiti urbanistici ed edilizi;
  • Destinazione d’uso;
  • Requisiti tecnici in materia di sicurezza sul lavoro e di idoneità sanitaria;
  • Aspetti fiscali.

Quanti di voi stanno pensando di aprire un ristorante?

Il Gestionale su misura per il tuo Ristorante

State seriamente pensando ad un gestionale su misura per il tuo ristorante? Allora siete capitati nel sito giusto. Andiamo a scoprirne di più.

Ristorante

Ristomanager è un gestionale su misura per la ristorazione che ti permette di gestire qualsiasi attività interna in modo preciso e totalmente offline!

Ristomanager: il miglior gestionale in circolazione per il tuo ristorante

Un software innovativo per ristoranti completo e personalizzabile, pronto per adempiere alla gestione prodotti, gestione tavoli, gestione clienti, cassa rapida e molte altre funzioni da scoprire.

Veloce ed affidabile, Ristomanager ti permetterà di gestire ogni tipo di attività in modo semplice e intuitivo.

Soddisfare tutte le esigenze delle imprese della ristorazione è il nostro obbiettivo. Pizzerie, ristoranti, pub, bar o qualunque altra attività che richieda la gestione degli ordini ai centri di produzione.

Ristomanager offre la possibilità di differenziare l’aspetto grafico e funzionale per i dati di vendita che sono comodamente consultabili nel modulo delle statistiche. La grafica a colori renderà ancora più intuitiva la consultazione. Grazie a tutti i filtri presenti in questa finestra, potrete analizzare l’andamento della vostra attività e filtrare i risultati in base alle vostre esigenze. Anche le modalità di navigazione ed i collegamenti fra i quadri disegnati sono a completa discrezione degli utenti.

La gestione Offline è il punto di forza

Ristomanager non necessita di una connessione ad internet, funziona sfruttando il vostro PC come server locale.

Questa caratteristica PRINCIPALE è stata sviluppata dalla nostra esperienza decennale nel campo della Ristorazione, essa ci ha portato a riscontrare e testare che alcune soluzioni software funzionano solo ONLINE.

E nei frequenti casi in cui la connessione internet risulti assente?

Il lavoro del software si bloccherebbe interamente, creando molti disagi come per esempio degli insoluti e la mancata evidenza della situazione contabile dei tavoli.

Ristomanager non presenterà mai questo tipo di problemi.

Gestire le sale del ristorante sarà un gioco da ragazzi!
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Ristorante in gestione? Ecco cosa fare.

Hai pensato di prendere un ristorante in gestione ma non sai cosa fare? Ecco tutto ciò che devi sapere per affrontare la situazione al meglio.

Nel nostro paese le attività di ristorazione sono molto numerose. Infatti, il settore ristorativo è uno dei punti focali per l’economia italiana. Questo è un settore su cui vale sempre la pena investire.

Prendere un ristorante in gestione

La burocrazia per avviare un ristorante è piuttosto complessa, ed i tempi per portare a termine il processo non sono brevi e nemmeno semplici. Inoltre, quando si è in fase di start-up, si ha la necessità di farsi conoscere e apprezzare. Non è facile crearsi una buona reputazione ed una clientela affezionata.

Una soluzione è prendere un ristorante in gestione. Ovvero rilevare un’attività già funzionante.

Alcune accortezze prima di prendere in gestione in ristorante.

Fate molta attenzione al locale che scegliete di prendere in gestione. Quando si sceglie un ristorante, si scelgono anche tutte le attrezzature, gli arredi, le eventuali licenze e anche la sua nomea cioè la reputazione che il ristorante si è costruito durante gli anni.

Di conseguenza è necessario che il posto che avete scelto abbia una buona reputazioni, gli ambienti a norma e senza particolari migliorie da apportare.

Gli accorgimenti più importanti

  • Calcola approssimativamente il numero della clientela per fascia oraria.
  • Valuta la tipologia di clientela, ovvero se sono clienti abituali, famiglie, giovani, uomini d’affari, persone di passaggio, turisti, ecc.
  • Chiedi l’opinione dei clienti su servizio, menù e prezzi.
  • Controlla tutta l’attrezzatura. Deve essere a norma e in condizioni ottimali. Non dimenticare di controllare scarichi, frigoriferi ed impianti.
  • Scegli possibilmente una location con un ambiente già abbastanza gradevole e che non necessiti di troppe migliorie.
  • Informati su eventuali debiti e sulla reputazione.
  • Verifica le entrate e i costi di gestione (non devono essere superiori al 30% degli incassi)
  • Ottieni condizioni vantaggiose per l’affitto con un contratto flessibile.
  • Redigi un accurato piano finanziario.
  • Studia la location e le caratteristiche del locale. Questo implica parcheggi, visibilità, luminosità ecc.
  • Valuta la qualità dei prodotti, il menù ed il servizio.

Gli adempimenti necessari

Dopo esserti assicurato che il ristorante da te scelto sia la scelta migliore, assicurati che il costo per la sua presa in gestione sia adeguato.

Infine, ecco alcuni adempimenti burocratici.

  • Partita Iva.
  • Corso SAB e HACCP.
  • Iscrizione alla camera di commercio.
  • Comunicazione al comune per il cambio di gestione.
  • Rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza con autorizzazione da parte dell’ Asl.

Acquista un buon software gestionale

Affidati a Ristomanager, un gestionale per ristoranti che riesce soddisfare al meglio le esigenze di tutte le attività nel Food & Beverage.

Il software permette di gestire il servizio con velocità e precisione, tenere sotto controllo le scorte ed il magazzino, fidelizzare i clienti e analizzare l’andamento dell’attività.

Ristomanager è l’unico prodotto sul mercato che non necessita di una connessione internet. Funziona sfruttando il vostro PC come server locale, utilizzando la connessione interna della vostra rete.

Questa caratteristica è stata sviluppata dalla nostra esperienza nel campo della ristorazione. Infatti, alcune soluzioni software, funzionano solo online fermando interamente il ciclo di lavoro del ristoratore nei casi in cui la connessione internet risulti assente per problemi con il proprio Provider di rete.

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Ambasciatore Expo 2015: intervista a Moreno Cedroni

Oggi abbiamo incontrato per voi lo Chef Moreno Cedroni, che ad oggi vanta ben 2 Stelle Michelin e grandi successi a livello editoriale. Inoltre ha avuto il privilegio di essere l’Ambasciatore Expo 2015, a Milano. Di seguito, vi riportiamo quello che ci ha svelato:

Come nasce il Suo amore per la cucina?

Il mio amore per la cucina nasce sicuramente dal fatto di aver mangiato sempre bene a casa. Nonna e mamma sono state due cuoche perfette, che conoscevano alla perfezione la tradizione marchigiana. Inoltre avevamo l’orto e gli animali da cortile pur vivendo di fronte al mare, quindi potrei dire di essere nato nel kilometro buono senza saperlo.

Quando nasce e come è stato il suo percorso Professionale?

Apro la “Madonnina del Pescatore” a vent’anni, nel 1984. Un inizio fatto di piatti tradizionali e una ristorazione semplice. Poi l’innata curiosità, la voglia di migliorare, la fame di conoscenza mi hanno portato  a studiare tanto, a fare stage ed a crescere con umiltà e perseveranza.

A cosa deve il Suo successo legato all’ambito editoriale?

Fin da subito ho capito che era necessario mettere nero su bianco quello che facevo, ed il libro in un certo senso segna il proprio territorio, dice: questo l’ho fatto io. Inoltre ho sempre voluto rendere visibile a tutti le ricette, le idee, senza gelosia, ma con spirito molto aperto. Io leggo libri di colleghi per imparare cose nuove e di conseguenza do il mio apporto alla conoscenza. Ora, sicuramente un percorso di 35 anni dimostra curiosità nei giovani che vogliono conoscere la mia storia e la leggono dai miei libri.

Quale sensazione ha provato nell’essere Ambassador dell’Expo 2015?

Ci sono emozioni locali ed emozioni globali, ecco essere uno degli Ambasciatori dell’Expo per me è stata un’emozione global. Sei visto da tutto il mondo e nel tuo piccolo puoi incuriosire a venire in Italia, visto che l’enogastronomia italiana è seguitissima all’estero.

Che cosa lo ha spinto ad avvicinarsi al mondo del “Susci”?

Prima del 2000 ero stanco di mangiare il pesce con il succo di limone e l’aceto ad occidente, e con la soia ad oriente, ho voluto creare un nuovo modo di interpretare il crudo. Così è nato il “Susci”, un concetto che ogni anno si rinnova e con i nuovi Menu del Clandestino trae nuova linfa.

A livello tecnologico, cosa consiglierebbe agli altri ristoratori di installare all’interno del ristorante, per garantirne aiuto nella gestione?

In questo momento ho realizzato The tunnel, un laboratorio di sviluppo e ricerca con liofilizzatore, distillatore, ultrasuoni e celle di maturazione, perché in un momento di maturità è il momento giusto per sviluppare la ricerca. Di tecnologia quotidiana per la migliore gestione del ristorante direi un sistema della gestione delle comande dalla sala verso la cucina, di un ottimo impianto di climatizzazione e delle luci che creino atmosfere magiche.

Vogliamo ringraziare lo Chef Moreno Cedroni per averci dedicato un po’ del suo prezioso tempo e averci svelato qualche dettaglio in più riguardo la sua vita professionale.

Cogliamo l’occasione per consigliarvi il Software Ristomanager per la gestione delle comande. Come ha rivelato lo Chef, è un elemento fondamentale avere un buon software, per non avere problemi durante i vostri servizi.

COME OTTENERE LE STELLE MICHELIN

E’ risaputo che ottenere le Stelle Michelin è la massima aspirazione per tutti gli Chef e Ristoratori.

Ottenere le stelle Michelin: Nel 1900 uscì il primo numero della guida Michelin.

Per comparire nell’ambita guida con accanto il prestigioso simbolo, è necessario ottenere dagli ispettori almeno una stella, che indica una cucina di ottimo livello. Quando dopo la prima arriva anche la seconda stella, il ristorante raggiunge dei livelli molto alti, alla soglia della perfezione che si ottiene con la terza stella, il massimo riconoscimento, la crème de la crème. In breve, le caratteristiche principali sono le seguenti:

Stelle Michel

Vedere il nome del proprio ristorante comparire sulla guida Michelin è sinonimo di qualità ed eccellenza!

Tornando indietro di qualche decennio, ci troviamo a Clermond-Ferrand in Francia, nell’azienda leader della  produzione di pneumatici, i fratelli fondatori: Édouard e André Michelin, dovevano trovare un modo per guidare gli automobilisti durante il viaggio, e così pensarono ad una guida che contenesse le recensioni e i consigli su dove mangiare, pernottare ecc. è un importante riconoscimento che veniva e che viene ancora oggi assegnato dagli ispettori, valutando la cucina, la location, lo chef, il servizio, la pulizia e tanti altri fattori.

L’Iter per ottenere le stelle Michelin

L’iter ha inizio con l’ispettore che, seduto al tavolo del ristorante ordina dal menù, che, optando per un’esperienza culinaria che consenta di valutare nel complesso, il lavoro dello Chef e di tutta la sua brigata. A partire dalla presentazione del piatto, importantissima, (anche l’occhio vuole la sua parte), per proseguire con i sapori dei piatti, l’equilibrio degli ingredienti, la tecnica della preparazione la loro qualità e la capacità del cuoco di creare un connubio unico e indimenticabile. Dopodichè si passa alla valutazione dell’approccio con la clientela, vale a dire la professionalità del servizio, la selezione ed il giusto accostamento dei vini, l’atmosfera del locale, gli arredi, la location, il rapporto qualità prezzo, per farla breve bisogna lasciare il segno.

Ogni piatto viene valutato secondo i seguenti parametri:

  • Qualità del prodotto
  • Tecnica della preparazione
  • Equilibrio fra gli ingredienti
  • Creatività dello Chef

Ogni punto della lista riceve un voto, qui non parliamo di stelle ma di, forchette, che vanno  da 1 a 5, considerando tutti gli elementi di cui abbiamo parlato in precedenza.

Alcuni consigli

Se sei un ristoratore, un consiglio che possiamo darti è quello di acquistare l’ultima guida, per quella nuova bisognerà attendere fino al mese prossimo, il 16 novembre,  ed iniziare a esaminare i ristoranti stellati nelle tue zone, provarli e cercare di imparare. Analizzare la concorrenza, o forse è più corretto dire, chi ce l’ha fatta è fondamentale.

Il secondo consiglio è quello di investire sulla propria attività, cambiare gli arredi, modernizzare e stare al passo con i tempi. Comprate un libro di architettura e rifate gli arredi, selezionate il personale migliore che riuscite a trovare, viaggiate in giro per il mondo e prendete il meglio da tante culture diverse. Iniziate questa ricerca per rendere il vostro ristorante unico nel suo genere, e con dedizione e costanza i risultati arriveranno.

Per la nuova edizione della guida, gli occhi sono puntati sul famoso chef Carlo Cracco, che l’anno scorso fece parlare di sè perchè perse una stella, ad oggi ha trasferito il suo ristorante nella galleria Vittorio Emanuele a Milano. Sicuramente comparirà un’altra stella, o magari due, così raggiungerà il massimo prestigio.

Un buon Gestionale per ristoranti è di fondamentale importanza per migliorare la qualità del servizio offerto dal tuo ristorante. Essere aggiornati con le nuove tecnologie è un passo da comprendere per portare al successo la tua attività e per avvicinarsi sempre di più alle ambite stelle Michelin.

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Cos’è la ristorazione collettiva?

Con “ristorazione collettiva” si intende il servizio di preparazione e consegna di un elevato numero di pasti completi per collettività, come ad esempio: mense aziendali, scuole, ospedali, carceri ecc. Essa si rivolge a gruppi di persone che hanno la necessità di usufruire di questo genere di servizio, in quanto si trovano lontano da casa per motivi diversi.

Nasce come adattamento alla società: per l’industrializzazione, con i lavoratori occupati originariamente nelle fabbriche, e poi nel terziario; contribuisce alla trasformazione della famiglia da patriarcale a mononucleare e permette la diffusione delle mense nelle scuole dall’asilo nido all’università, l’assistenza sanitaria, la comunità di assistenza.

Si distingue in sistema convenzionale e legame collettivo. Per quanto riguarda il sistema convenzionale i cibi vengono cotti e immediatamente distribuiti ai consumatori. Nel caso del legame collettivo invece, le operazioni di preparazione e cottura e quelle di distribuzione e consumo vengono effettuate in tempi e luoghi completamente separati. La preparazione e la cottura delle vivande sono infatti eseguite in grandi centri, dai quali escono i pasti finiti, che vengono poi trasportati alle mense per la distribuzione e il consumo.

I clienti della ristorazione collettiva, in genere decidono di scegliere dove consumare il pasto, e fanno un uso continuo e prolungato del servizio. In alcuni casi il costo del servizio è a carico dell’azienda nella quale esso viene offerto, in altri casi il cliente ne paga una parte.
Si tratta di una ristorazione di necessità, strumentale e non di piacere; essa punta la sua massima attenzione sulla realizzazione e sulla consegna dei piatti, mentre il servizio è di solito inesistente o poco presente.

Le principali forme di ristorazione collettiva sono:

  • aziendale: aziende di dimensioni medie o grandi;
  • scolasticascuole, università, centri di formazione;
  • socio-sanitaria: ospedali, cliniche, case di cura e riposo;
  • comunitaria: istituti religiosi, caserme, carceri penitenziari;
  • assistenziale: destinata a persone indigenti; è organizzata in mense ma a volte anche con servizio a domicilio.

Ogni forma di ristorazione collettiva ha esigenze specifiche, legate alla tipologia e alle esigenze della clientela che ne deve usufruire.
Si deve tenere presente accuratamente degli aspetti nutrizionali e igienici, con standard qualitativi costanti ma che si adattino alle mutevoli e diversificate esigenze di utenti. Viene proposta quindi una cucina standardizzata, ma non priva di qualità.

Seppur di gusto meno intenso e piacevole e con una presentazione dei piatti poco curata, la cucina della ristorazione collettiva è sicuramente molto controllata e bilanciata sotto l’aspetto nutrizionale.

Il menu è sempre il risultato di un lavoro congiunto tra cuochi e nutrizionisti, spesso anche con l’apporto di personale medico; ogni fase lavorativa è predeterminata in ogni aspetto, abitualmente sotto la supervisione di un esperto di procedure igieniche.

In tutto ciò si deve fare molta attenzione.

Dove comprare le materie prime 

Le aziende, nella ristorazione collettiva, devono acquistare grosse quantità di ingredienti primari.

Queste scelgono i fornitori, che possono essere grossisti oppure piccoli produttori  facendo attenzione al valore del cibo a Km 0, ai nascenti gruppi di acquisto e ai tradizionali mercati generali. Quindi, acquistare materie prime, non significa solo acquistare grosse quantità di cibo dai grossisti, ma anche selezionare un insieme di fornitori di diverso tipo, per prodotti  siano altrettanto diversi per qualità e non solo quantità.

Come nascono i menù 

Bisogna tenere conto delle tendenze di oggi, prestare attenzione per le persone che hanno intolleranze o allergie alimentari oppure esigenze alimentari particolari (vegetariani/vegani) e infine rispettare anche le culture religiose delle società di oggi. Per questo motivo si parla di “programmazione dei menu” per tenere conto di tutti questi fattori. I menù per le aziende includono i classici piatti della cucina tradizionale italiana, preparati con prodotti di stagione, ma anche piatti etnici e internazionali. Per quanto riguarda i menu scolastici invece,la nutrizione dei più piccoli è di massima importanza

Preparare i pasti  

Questo può avvenire in due modi: o all’ interno del luogo dove saranno serviti oppure con “pasti veicolati”, ciò vuol dire che le operazioni di preparazione e cottura e quelle di distribuzione e consumo vengono effettuate in tempi e luoghi separati. La preparazione e la cottura delle vivande sono infatti eseguite in grandi centri, dai quali escono i pasti finiti, che vengono poi trasportati alle mense per la distribuzione e il consumo.

Consegnare i pasti 

La consegna dei pasti è una questione di logistica. Bisogna pensare oltre che al tempo che ci vuole per confezionare e mettere al sicuro i pasti, al traffico e alle operazioni per preparare il cibo per essere servito.

E’ necessario prestare molta attenzione alla “fragilità” della merce trasportata e soprattutto alla temperatura di cottura di un cibo che esce dalla cucina e che non può variare più di tanto rispetto al momento in cui sarà consumato.

Ristoranti della Toscana: I migliori 10

La Toscana è una delle regioni più antiche di Italia. Si evince infatti che i piatti di questa terra siano legati agli Etruschi. Ma quali sono gli ingredienti principali che compongono i piatti della tradizione ed i migliori ristoranti della toscana ? Non ci resta che scoprirlo insieme.

  • Il pane, volutamente non salato, in quanto utilizzato spesso d’accompagnamento ai vari salumi che la terra offre. Questo viene spesso tostato e servito insieme alle varie zuppe della zona. È anche l’ingrediente principale della famosissima Pappa al pomodoro, che non è altro che pane raffermo lasciato ammollire in acqua, accompagnato da pomodoro, aglio olio e peperoncino.

  • Il pesce utilizzato in vari modi. Tra i piatti più importanti riscopriamo il Caciucco alla Livornese, una zuppa inventata dai pescatori e preparata con gli avanzi di pesce pescato in giornata.
  • Per quanto riguarda i piatti a base di carne non possiamo dimenticare di certo la tipica Bistecca alla Fiorentina, spessa bistecca di bovino proveniente dal Chianti, che viene cotta alla griglia per pochissimi minuti e servita quasi al sangue.
  • Le verdure, vengono utilizzate nella preparazione della Ribollita, una zuppa che spesso si preparava durante il fine settimana per utilizzare tutti gli avanzi rimasti. Il suo nome deriva dalla doppia cottura, in quanto dopo averla portata a bollire per la prima volta, la zuppa viene riposta in frigo per tutta la notte e rimessa a cuocere il giorno dopo.

Abbiamo scoperto insieme alcuni dei piatti salati della cucina tipica Toscana, ma non di meno sono i dolci che si preparano da queste parti. Tra i più rilevanti i Cantucci di Siena, biscotti con mandorle aromatizzato agli agrumi e serviti col Vin Santo. Il Panforte, dolce speziato dell periodo natalizio. E per finire, ma non meno importante, il Castagnaccio, un dolce non lievitato, preparato con farina di castagne, uvetta, noci, pinoli e rosmarino.

Beh sicuramente vi sarà venuta voglia di provare questi piatti. Noi per questo motivo abbiamo selezionato per voi 10 dei migliori ristornanti della regione Toscana dovete potrete degustarli.

  • Enoteca Pinchiorri, che ha guadagnato ben 3 Stelle Michelin, è stata fondata da Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Feoldé. Ritroviamo proprio lei alla guida della cucina insieme allo Chef Riccardo Monco e al Sous-Chef Alessandro della Tommasina. Vanta una delle carte dei vini più prestigiosi al mondo, selezionati direttamente dal maestro Pinchiorri. La cantina è diventata uno dei luoghi più visitato a livello mondiale. Annie Feoldé, ha portato a Firenze la Novelle Cuisine.

  • Il Ristorante Bracali, gestito dai fratelli Bracali, vede alla guida della cucina Francesco. Una cucina basata sulla semplicità. Il fratello Luca, invece si occupa della cantina dei vini e dell’ospitalità, cercando di mettere l’ospite al centro di tutto. Proprio per questi motivi hanno guadagnato 2 Stelle Michelin.
  • Il Ristorante Caino di Montemerano, guidato dalla Chef Valeria Piccinni, prevede una cucina basata sulla qualità del prodotto. Si ricorre quindi ai frutti dati dall’orto. La cantina scende per diversi metri sotto la piazza del paese creando stanze dove riposano all’incirca 20 mila bottiglie.
  • Il Piccolo Principe di Viareggio, situato nel Grand Hotel Principe di Piemonte, dà luogo ad una cucina raffinata e legata alla tradizione. Lo Chef stellato Giuseppe Mancino ama la cucina innovativa, ma allo stesso tempo cerca di mantenere intatto il sapore del prodotto. La cantina del ristorante conta ben 800 etichette, per la maggior parte Toscani.

  • Arnolfo Ristorante, il cui proprietario è lo Chef Gaetano Trovato. I suoi piatti sono incentrati sulla tradizione e sui prodotti provenienti dalla Toscana, oltre l’attenzione verso la semplicità e i sapori di stagione. La sua sperimentazione in cucina lo ha portato a guadagnare 2 Stelle Michelin.
  • Il Falconiere, ristorante ricavato da un’antica limonaia. Luogo in cui prevale la qualità degli ingredienti, il rispetto della stagionalità e l’uso di prodotti a km 0. La cucina è firmata dallo Chef Silvia Regi Baracchi, alla quale è stata assegnata una Stella Michelin.
  • Il Ristorante Ora d’Aria, di Firenze, con alla guida della cucina lo Chef Marco Stabile, prende il suo nome proprio dalla vicinanza al vecchio carcere del posto. Nel 2011 ha visto assegnarsi la prima Stella Michelin. La cucina vanta qualità e trasparenza.
  • Il Pellicano, la cui cucina è guidata dallo Chef stellato Michelino Gioia. I suoi piatti sono realizzati con pesce fresco, l’agnello, la carne chianina e le erbe aromatiche. Nel menu non mancano mai  il piccione, le ostriche, la triglia, l’aragosta e gli scampi. Alla fine di ogni cena, un carrello con golosi cioccolati artigianali è offerto a tutti gli ospiti.

  • Il Silene di Roberto Rossi, situato in un borgo medievale dove un tempo vi era l’osteria della stazione di posta. La semplicità delle materie prime e il forte radicamento al territorio  sono due ingredienti fondamentali nella cucina del Silene, dove Roberto ha saputo ritrovare un legame profondo e viscerale con l’ambiente e i suoi prodotti, sviluppando un grande rispetto per le materie prime e per le loro tecniche di lavorazione e cottura.
  • Il Meo Modo by Andrea Mattei,  incarna la filosofia ‘dalla terra al piatto’, che coniuga la conoscenza profonda della sua eredità culinaria toscana con i prodotti di stagione.