COME SI FA A CREARE UN MENU PERFETTO?

La guida odierna siamo sicuri al 100% che tornerà utile a tanti di voi. Come da titolo, infatti, nelle prossime righe vedremo nel dettaglio come si fa a creare un menu’ perfetto. Ci troviamo di fronte ad una delle domande più ricercate di questo periodo al quale cercheremo passo per passo di dare risposta. Pronti cari lettori?

COME SI FA A CREARE UN MENU PERFETTO

Come si fa a creare un menu perfetto: crearlo è un gioco da ragazzi

Entrando nello specifico, iniziamo con il sottolineare che creare un menu’ perfetto è veramente un gioco da ragazzi contrariamente a quanti pensano.

Il menu’ ideale si crea con la massima intelligenza e non agendo a caso. In poche parole dev’essere pienamente idoneo a soddisfare pienamente il cliente finale.

Creare un menu perfetto per conquistare i consumatori?

Nomi e descrizioni dei piatti fondamentali

Le descrizioni e i nomi dei piatti sono essenziali. Ogni piatto deve avere tassativamente un’identità precisa, un nome che lo contraddistingui dalla massa, che lo renda originale al 100%. Tutto ovviamente va fatto con cognizione di tempo e senza esagerare creando una discussione lungo che spesso può essere confusionaria. Al cliente non piacciono tanti giri di parole ma vuole conoscenze subito la pietanza che deve mangiare. Mettete in risalto il piatto in se’ e gli ingredienti solo cosi attirerete l’attenzione.

Grafica conquista clienti, passo essenziale

Anche se in tanti reputano tale passo poco importante, uno dei punti essenziali per il menu’ perfetto è la grafica del volantino di presentazione. Un menu’ stampato su un solo foglio di carta in una busta farà perdere credibilità a qualsiasi azienda questo è poco ma sicuro. L’A4 verticale in un semplice 2 ante è sicuramente la scelta migliore che si possa fare, stando sempre attenti al font che si sceglie. Una scelta errata infatti può compromettere e non poco il lavoro di stesura del menu’. Optate per un font accurato che sia in perfetta sincronia con lo stile del ristorante.

Posizione dei piatti, trascurare il tutto è l’errore più grave che si possa fare

Siamo arrivati al consiglio finale. Anche se vi sembrerà strano per avere un menu’ perfetto anche la posizione dei vari piatti è fondamentale. Le pietanze, per chi fino a questo momento non ne era a conoscenza, vanno elencate in ordine di costo. Tanto per fare un esempio il primo piatto del menu’ dev’essere il più basso e l’ultimo quello più alto.

Conclusioni

Abbiamo citato 3 ottimi trucchi molto facili e immediati che consentono la creazione di un menu’ perfetto. Quanti di voi li conoscevano già? Fatecelo sapere lasciando un messaggio nel box dei commenti.

Leggete anche: Porta menu: Il tuo biglietto da visita!

COME RISPONDERE ALLE RECENSIONI NEGATIVE?

In molti ad oggi, proprietari di ristorante e non, si domandano se bisogna rispondere o meno alle recensioni negative che vengono rilasciate dai clienti. Per risolvere una volta per tutte questo dubbio, nel posto odierno vedremo come rispondere alle recensioni negative. Andiamo a scoprirne di più.

Il cliente si sta lamentando sulla vostra pagina? Non prendetela male o fatene una tragedia vera e propria. Una minaccia, per chi fino a questo momento magari non ne era a conoscenza, può essere tranquillamente gestita al meglio e successivamente trasformata in un’opportunità da non prendere assolutamente sottogamba: vediamo come bisogna agire in questi casi senza farsi prendere dal panico più totale.

Rispondere alle recensioni negative: ecco come fare

Un primo parametro fondamentale è: tutte quante le recensioni negative devono essere risposte il prima possibile. Non date poi risposte cosi per darle, curare la risposta è importantissimo: scusatevi se avete commesso qualche errore, ringraziate, approfondite la situazione magari proponendo una soluzione.

Siate sereni e bravi, amichevoli in tutto e per tutto anche se avete torto: dimostrate affabilità e empatia verso qualsiasi cliente. La buona volontà nel risolvere problemi, spesso e volentieri, è molto apprezzata e magari si può anche risolvere in questo modo qualche disguido. Non criticate mai un cliente, non offendetelo. Mai o sarà peggio!

Qualora a vostro avviso la recensione non è veritiera, e purtroppo succede anche spesso ai tempi d’oggi, rispondete con tutta la calma di questo mondo indicando nel dettaglio che quella recensione è falsa. Se il commento è violento può rovinare la vostra immagine e quella del locale, contattate il sito o la persona domandando immediatamente l’eliminazione immediata della recensione.

Quali regole bisogna seguire alla lettera per non sbagliare nelle risposte?

  • Scusatevi
  • Spiegate le vostre ragioni
  • Rispondete onestamente
  • Educazione
  • Mettersi nei panni del cliente
  • Trasformare la recensione negativa in positiva
  • Stile della risposta
  • Farsi pubblicità in modo produttivo

Linee guida che vi torneranno utili per riconquistare, qualora l’abbiate persa, la fiducia del cliente. La vostra reputazione ne trarrà sicuramente indubbi vantaggi questo è poco ma sicuro.

Che dire, per oggi è tutto cari lettori, non vi rimane ora che mettere in pratica i consigli che vi abbiamo dato. Per qualunque domanda o problema siamo a vostra completa disposizione.

Regole fondamentali per aprire un ristorante

Quali sono le regole fondamentali per aprire un ristorante? Cerchiamo di capirlo insieme in questo nuovo e dettagliato articolo.

Regole fondamentali per aprire un ristorante

Aprire un locale è il desiderio di tutti sopratutto se si parla di ristorante. Da qualche anno a questa parte c’è stata un’impennata di aperture di locali con servizi al tavolo. Aprire un ristorante alla fin dei conti è l’ambizione di moltissime persone.

Prima di lanciarsi in questa avventura, tuttavia, ci sono delle regole fondamentali da rispettare per aprire un ristorante. Bisogna tassativamente seguire alla lettera dei requisiti se non si voglio avere problemi in un secondo momento.

Regole fondamentali per aprire un ristorante: requisiti di legge

Per poter aprire serenamente un ristorante serve avere requisiti morali ben specifici e professionali. Analizzando i requisiti morali riguardano in particolar modo l’onorabilità. Infatti non è possibile avviare un’attività di ristorazione se una persona dalla legge è dichiarata delinquente abituale o che nel corso della propria vita hanno subito delle condanne che prevedono la detenzione superiore a 3 anni. Questo parametro è molto importante.

Passando ai requisiti professionali del mondo della ristorazione sempre più in crescita in questi anni, invece, c’è da segnalare che per aprire un ristorante serve:

  • Avere 18 anni e aver frequentato e ottenuto il certificato del corso SAB – Somministrazione di alimenti e bevande -;
  • Lavorare o aver lavorato per almeno 2 anni, anche se non di seguito, in attività di ristorazione o comunque nel settore della somministrazione;
  • Avere il diploma di scuola superiore dove, durante lo studio, siano previste mansioni che riguardano il commercio o preparazione di cibi.

Consigli

Facendo un piccolo appunto sul corso SAB, vi consigliamo di informarvi attraverso associazioni di categoria della vostra zona come ad esempio Confcommercio o enti provinciali. Il prezzo della formazione è di 700 massimo 900 euro e una volta concluso è previsto un piccolo test per provare se le competenze sono state acquisti al meglio o c’è ancora da lavorare.

Cosa importantissima è che il corso si formazione appena menzionato sopra non è tassativo se si ha già avuto modo di lavorare nel settore della ristorazione.

Conclusioni

Per aprire un ristorante ovviamente servono anche tanti altri requisiti dei quali bisogna informarsi al meglio, ovvero:

  • Requisiti urbanistici ed edilizi;
  • Destinazione d’uso;
  • Requisiti tecnici in materia di sicurezza sul lavoro e di idoneità sanitaria;
  • Aspetti fiscali.

Quanti di voi stanno pensando di aprire un ristorante?

Il Gestionale su misura per il tuo Ristorante

State seriamente pensando ad un gestionale su misura per il tuo ristorante? Allora siete capitati nel sito giusto. Andiamo a scoprirne di più.

Ristorante

Ristomanager è un gestionale su misura per la ristorazione che ti permette di gestire qualsiasi attività interna in modo preciso e totalmente offline!

Ristomanager: il miglior gestionale in circolazione per il tuo ristorante

Un software innovativo per ristoranti completo e personalizzabile, pronto per adempiere alla gestione prodotti, gestione tavoli, gestione clienti, cassa rapida e molte altre funzioni da scoprire.

Veloce ed affidabile, Ristomanager ti permetterà di gestire ogni tipo di attività in modo semplice e intuitivo.

Soddisfare tutte le esigenze delle imprese della ristorazione è il nostro obbiettivo. Pizzerie, ristoranti, pub, bar o qualunque altra attività che richieda la gestione degli ordini ai centri di produzione.

Ristomanager offre la possibilità di differenziare l’aspetto grafico e funzionale per i dati di vendita che sono comodamente consultabili nel modulo delle statistiche. La grafica a colori renderà ancora più intuitiva la consultazione. Grazie a tutti i filtri presenti in questa finestra, potrete analizzare l’andamento della vostra attività e filtrare i risultati in base alle vostre esigenze. Anche le modalità di navigazione ed i collegamenti fra i quadri disegnati sono a completa discrezione degli utenti.

La gestione Offline è il punto di forza

Ristomanager non necessita di una connessione ad internet, funziona sfruttando il vostro PC come server locale.

Questa caratteristica PRINCIPALE è stata sviluppata dalla nostra esperienza decennale nel campo della Ristorazione, essa ci ha portato a riscontrare e testare che alcune soluzioni software funzionano solo ONLINE.

E nei frequenti casi in cui la connessione internet risulti assente?

Il lavoro del software si bloccherebbe interamente, creando molti disagi come per esempio degli insoluti e la mancata evidenza della situazione contabile dei tavoli.

Ristomanager non presenterà mai questo tipo di problemi.

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Ristorante in gestione? Ecco cosa fare.

Hai pensato di prendere un ristorante in gestione ma non sai cosa fare? Ecco tutto ciò che devi sapere per affrontare la situazione al meglio.

Nel nostro paese le attività di ristorazione sono molto numerose. Infatti, il settore ristorativo è uno dei punti focali per l’economia italiana. Questo è un settore su cui vale sempre la pena investire.

Prendere un ristorante in gestione

La burocrazia per avviare un ristorante è piuttosto complessa, ed i tempi per portare a termine il processo non sono brevi e nemmeno semplici. Inoltre, quando si è in fase di start-up, si ha la necessità di farsi conoscere e apprezzare. Non è facile crearsi una buona reputazione ed una clientela affezionata.

Una soluzione è prendere un ristorante in gestione. Ovvero rilevare un’attività già funzionante.

Alcune accortezze prima di prendere in gestione in ristorante.

Fate molta attenzione al locale che scegliete di prendere in gestione. Quando si sceglie un ristorante, si scelgono anche tutte le attrezzature, gli arredi, le eventuali licenze e anche la sua nomea cioè la reputazione che il ristorante si è costruito durante gli anni.

Di conseguenza è necessario che il posto che avete scelto abbia una buona reputazioni, gli ambienti a norma e senza particolari migliorie da apportare.

Gli accorgimenti più importanti

  • Calcola approssimativamente il numero della clientela per fascia oraria.
  • Valuta la tipologia di clientela, ovvero se sono clienti abituali, famiglie, giovani, uomini d’affari, persone di passaggio, turisti, ecc.
  • Chiedi l’opinione dei clienti su servizio, menù e prezzi.
  • Controlla tutta l’attrezzatura. Deve essere a norma e in condizioni ottimali. Non dimenticare di controllare scarichi, frigoriferi ed impianti.
  • Scegli possibilmente una location con un ambiente già abbastanza gradevole e che non necessiti di troppe migliorie.
  • Informati su eventuali debiti e sulla reputazione.
  • Verifica le entrate e i costi di gestione (non devono essere superiori al 30% degli incassi)
  • Ottieni condizioni vantaggiose per l’affitto con un contratto flessibile.
  • Redigi un accurato piano finanziario.
  • Studia la location e le caratteristiche del locale. Questo implica parcheggi, visibilità, luminosità ecc.
  • Valuta la qualità dei prodotti, il menù ed il servizio.

Gli adempimenti necessari

Dopo esserti assicurato che il ristorante da te scelto sia la scelta migliore, assicurati che il costo per la sua presa in gestione sia adeguato.

Infine, ecco alcuni adempimenti burocratici.

  • Partita Iva.
  • Corso SAB e HACCP.
  • Iscrizione alla camera di commercio.
  • Comunicazione al comune per il cambio di gestione.
  • Rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza con autorizzazione da parte dell’ Asl.

Acquista un buon software gestionale

Affidati a Ristomanager, un gestionale per ristoranti che riesce soddisfare al meglio le esigenze di tutte le attività nel Food & Beverage.

Il software permette di gestire il servizio con velocità e precisione, tenere sotto controllo le scorte ed il magazzino, fidelizzare i clienti e analizzare l’andamento dell’attività.

Ristomanager è l’unico prodotto sul mercato che non necessita di una connessione internet. Funziona sfruttando il vostro PC come server locale, utilizzando la connessione interna della vostra rete.

Questa caratteristica è stata sviluppata dalla nostra esperienza nel campo della ristorazione. Infatti, alcune soluzioni software, funzionano solo online fermando interamente il ciclo di lavoro del ristoratore nei casi in cui la connessione internet risulti assente per problemi con il proprio Provider di rete.

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Ambasciatore Expo 2015: intervista a Moreno Cedroni

Oggi abbiamo incontrato per voi lo Chef Moreno Cedroni, che ad oggi vanta ben 2 Stelle Michelin e grandi successi a livello editoriale. Inoltre ha avuto il privilegio di essere l’Ambasciatore Expo 2015, a Milano. Di seguito, vi riportiamo quello che ci ha svelato:

Come nasce il Suo amore per la cucina?

Il mio amore per la cucina nasce sicuramente dal fatto di aver mangiato sempre bene a casa. Nonna e mamma sono state due cuoche perfette, che conoscevano alla perfezione la tradizione marchigiana. Inoltre avevamo l’orto e gli animali da cortile pur vivendo di fronte al mare, quindi potrei dire di essere nato nel kilometro buono senza saperlo.

Quando nasce e come è stato il suo percorso Professionale?

Apro la “Madonnina del Pescatore” a vent’anni, nel 1984. Un inizio fatto di piatti tradizionali e una ristorazione semplice. Poi l’innata curiosità, la voglia di migliorare, la fame di conoscenza mi hanno portato  a studiare tanto, a fare stage ed a crescere con umiltà e perseveranza.

A cosa deve il Suo successo legato all’ambito editoriale?

Fin da subito ho capito che era necessario mettere nero su bianco quello che facevo, ed il libro in un certo senso segna il proprio territorio, dice: questo l’ho fatto io. Inoltre ho sempre voluto rendere visibile a tutti le ricette, le idee, senza gelosia, ma con spirito molto aperto. Io leggo libri di colleghi per imparare cose nuove e di conseguenza do il mio apporto alla conoscenza. Ora, sicuramente un percorso di 35 anni dimostra curiosità nei giovani che vogliono conoscere la mia storia e la leggono dai miei libri.

Quale sensazione ha provato nell’essere Ambassador dell’Expo 2015?

Ci sono emozioni locali ed emozioni globali, ecco essere uno degli Ambasciatori dell’Expo per me è stata un’emozione global. Sei visto da tutto il mondo e nel tuo piccolo puoi incuriosire a venire in Italia, visto che l’enogastronomia italiana è seguitissima all’estero.

Che cosa lo ha spinto ad avvicinarsi al mondo del “Susci”?

Prima del 2000 ero stanco di mangiare il pesce con il succo di limone e l’aceto ad occidente, e con la soia ad oriente, ho voluto creare un nuovo modo di interpretare il crudo. Così è nato il “Susci”, un concetto che ogni anno si rinnova e con i nuovi Menu del Clandestino trae nuova linfa.

A livello tecnologico, cosa consiglierebbe agli altri ristoratori di installare all’interno del ristorante, per garantirne aiuto nella gestione?

In questo momento ho realizzato The tunnel, un laboratorio di sviluppo e ricerca con liofilizzatore, distillatore, ultrasuoni e celle di maturazione, perché in un momento di maturità è il momento giusto per sviluppare la ricerca. Di tecnologia quotidiana per la migliore gestione del ristorante direi un sistema della gestione delle comande dalla sala verso la cucina, di un ottimo impianto di climatizzazione e delle luci che creino atmosfere magiche.

Vogliamo ringraziare lo Chef Moreno Cedroni per averci dedicato un po’ del suo prezioso tempo e averci svelato qualche dettaglio in più riguardo la sua vita professionale.

Cogliamo l’occasione per consigliarvi il Software Ristomanager per la gestione delle comande. Come ha rivelato lo Chef, è un elemento fondamentale avere un buon software, per non avere problemi durante i vostri servizi.

APRIRE UN RISTORANTE IN AMERICA? DOVE?

Quando ci riferiamo all’America, ovvero agli Stati Uniti, stiamo parlando di un territorio sconfinato dentro il quale si trovano realtà molto diverse tra loro.Le differenze possono essere enormi sia tra i diversi stati, sia all’interno dello stesso stato.                                                                                        E quindi, dove aprire un ristorante in America?

Dovrai tenere necessariamente conto delle particolarità del luogo che hai scelto, e agire di conseguenza.

Di seguito troverai una breve introduzione su quelli che sono i luoghi più gettonati degli Stati Uniti per aprire un’attività di questo tipo.

1)Aprire un ristorante in America: New York

New York è patria di quelli che sono tra i migliori ristoranti del mondo, un terreno dove ci si confronta tra avanguardie e grandi star del firmamento della cucina mondiale.

Ci sono però a New York anche altri tipi di situazioni: cucina rapida e genuina, fast food, street food, spazio per i ristoranti regionali. New York è un mondo che può permettere lo sviluppo di qualunque tipo di idea.

la Grande Mela è una città che è un piccolo mondo, un universo all’interno del quale si trova tutto e il contrario di tutto.

New York è patria di quelli che sono tra i migliori ristoranti del mondo, un terreno dove ci si confronta tra avanguardie e grandi star del firmamento della cucina mondiale.

Ci sono però a New York anche altri tipi di situazioni: cucina rapida e genuina, fast food, street food, spazio per i ristoranti regionali. New York è un mondo che può permettere lo sviluppo di qualunque tipo di idea.

2) Miami

Questa è stata per decenni il buen retiro degli americani della classe media, un posto incantato dove vivere l’estate tutto l’anno.

Da quasi due decenni si è trasformata però anche in un luogo turistico di prim’ordine, tra VIP, classe media benestante e appassionati della movida.

Anche Miami offre opportunità a qualunque buona idea tu sia pronto a sviluppare, anche se il clima della città è forse più adatto ad una cucina leggera e salutare.

3) San Francisco

La città hip per eccellenza, che oggi abbraccia nella sua baia il progresso digitale made in USA.

San Francisco, come d’altronde il grosso delle città della California, è luogo ricco e che ha una particolarissima attenzione per tutti quelli che sono i cibi salutari di ultima generazione; aprire una friggitoria a San Francisco potrebbe non essere una buona idea.

4) Boston

Boston è forse la più europea delle città americane, Boston è una metropoli molto attiva, che offre possibilità di ogni tipo a chi vuole aprire un ristorante

5) Sant’Antonio e il resto del Texas

Clima caldo, patria della piccante e speziata cucina tex-mex. Il Texas è uno stato ricco, fortemente indipendente e con una cultura assolutamente peculiare.

Il Texas è un’altra destinazione molto interessante per chi vuole andare negli Stati Uniti per cercare fortuna con il proprio ristorante.

6) Los Angeles

Ecco un’altra zona ad altissimo tasso di miliardari, dove però la città è divisa nettamente in due tra popolazione molto benestante e povertà diffusa. Una destinazione molto particolare, forse la più difficile dove affermarsi.

7) Washington D.C

Una destinazione che spesso dimentichiamo, perché collegata a senso unico al Congresso e alla Casa Bianca, almeno nel nostro immaginario.

Questo fa dimenticare però che anche Washington D.C. è città viva, dove poter trovare fortuna con il proprio ristorante.

Ci sono ovviamente molte altre destinazioni possibili per chi vuole andare ad aprire il proprio ristorante negli Stati Uniti e sarà utile un software valido per gestire le comande  e una campagna pubblicitaria di successo.

Pizza forno statico o ventilato?

Hai deciso di preparare la pizza e non sai se utilizzare un forno statico o ventilato? Avere questo dubbio è assolutamente legittimo. Si tratta infatti di una scelta molto importante e che non può assolutamente essere trascurata o lasciata al caso. Il tipo di forno è in grado di condizionare la cottura e la fattura finale della pizza e, di conseguenza, per realizzare un buon prodotto finale, dovrai necessariamente valutare una serie di fattori.

Pizza forno statico o ventilato? Le differenze

Prima di stabilire quale tipo di forno sia più adatto per la cottura della pizza, andiamo a vedere le caratteristiche principali di queste due tipologie. La principale differenza fra forno statico e forno ventilato sta nella modalità di distribuzione del calore.

Nello specifico, il forno statico funziona per irraggiamento. Il calore, quindi, si diffonde attraverso una resistenza che si trova nella parte inferiore o superiore del forno. Mediante questa modalità la cottura avviene più lentamente ed è più delicata ed omogenea. Utilizzando il forno statico, quindi, le pietanze risultano ben cotte e asciutte sia internamente che esternamente. E’ importante ricordare, però, che attraverso questa modalità è possibile cuocere soltanto una pietanza alla volta.

Il forno ventilato, invece, funziona per convezione. Utilizzando questa modalità si crea un vero e proprio flusso d’aria all’interno del forno che ha l’effetto di asciugare i cibi. L’effetto finale è quello di creare una sorta di crosticina croccante sulla pietanza in cottura, mentre all’interno resta più umida e morbida. A differenza di quanto accade con il forno statico, in questo caso è possibile cuocere più pietanze contemporaneamente.

Cottura pizza: quale forno scegliere

Veniamo quindi alla scelta del forno più adatto per la cottura della pizza. In questo caso, possiamo dire che non esiste una risposta unica. La tipologia di forno che andrai a scegliere dipenderà dal tipo di pizza che vorrai realizzare. Se, ad esempio, sei più orientato verso una pizza maggiormente croccante, allora potrai optare per il forno ventilato.

Diversamente, potrai indirizzarti verso un forno statico. Questo tipo di forno, infatti, è particolarmente indicato per i cibi che richiedono una cottura lenta e uniforme e una perfetta asciugatura sia all’interno che all’esterno, come appunto la pizza e il pane.

La scelta del forno dipenderà quindi dalle tue preferenze e dal tipo di pizza che intenderai realizzare. Naturalmente, una volta acquistato, il forno andrà curato e manutenuto il più possibile. Per questo ti suggeriamo di leggere i nostri consigli su come pulire il forno della pizza.

Come gestire il forno e la pizzeria

Se, però, la tua è un’attività di ristorazione le cose cambiano e dovrai tenere conto anche della gestione della pizzeria. Soprattutto se la pizzeria fa anche attività di ristorazione, potrebbe essere necessario organizzare e gestire al meglio le comande e le ordinazioni, in modo da non fare confusione.

Un aiuto in questo senso può arrivare dai gestionali per ristoranti, come Ristomanager. Si tratta di un software molto facile da usare e scaricabile sui propri smartphone e tablet, che permette di gestire e avere sotto controllo l’intera attività del ristorante. Dalla gestione delle prenotazioni del ristorante, a quella dei tavoli, all’organizzazione del magazzino e del personale. Con Ristomanager tutto è monitorato e tutto è sotto controllo.

In questo modo il ristorante o la pizzeria potranno essere gestite al meglio, senza il rischio di errori nel servizio o nella cucina, spesso dovuti proprio a una scarsa organizzazione. D’altra parte gestire al meglio un ristorante o una pizzeria non è affatto una cosa semplice.

Sono infatti tantissime le attività da monitorare e pianificare e, senza l’aiuto di un manager e una buona suddivisione dei compiti, la gestione può diventare davvero molto complicata. Oltre all’aspetto organizzativo vero e proprio, che va dal magazzino al personale, c’è anche quello relativo ai costi. Questi infatti, sopratutto nella fase iniziale, non vengono sempre considerati nella loro totalità. Una delle principali cause di fallimento delle attività di ristorazione è proprio una mancata e puntuale pianificazione di tutti i costi e le spese da sostenere per l’apertura e la gestione del ristorante.

Scarica il gestionale ristorante e vedrai che sarà più facile avere tutto sotto controllo. In questo modo potrai anche individuare i punti deboli dell’attività, ed eventualmente valutare altri investimenti o variazioni nella gestione.

 

 

Dimensionamento cucina ristorante: tutti i requisiti necessari

La cucina, si sa, è un po’ il cuore e il fiore all’occhiello di un ristorante. E non stiamo parlando esclusivamente delle pietanze preparate. Altrettanto importante è infatti la sua organizzazione e gestione, che se ben fatta è anche uno dei principali fattori di successo di un ristorante. Innanzitutto, prima di parlare della gestione vera e propria, bisognerebbe informarsi su quelli che sono i requisiti e le caratteristiche che la cucina di un ristorante deve assolutamente avere.

Dimensionamento cucina ristorante: gli standard di sicurezza

Partiamo quindi dalle dimensioni vere e proprie, che devono rispettare determinati standard di sicurezza, sia per i lavoratori che per una corretta conservazione delle materie in essa contenute. La cucina del ristorante deve avere una superficie minima di 15 mq. Nel caso in cui le dimensioni siano inferiori, bisognerà valutare caso per caso, analizzando i requisiti strutturali, impiantistici e organizzativo-gestionali.

E’ importante ricordare che una cucina troppo piccola potrebbe anche complicare la gestione interna degli spazi, fra l’arrivo dei camerieri con le comande del ristorante e lo spostamento di cuochi e chef in cucina.

Un fattore che invece influenza la suddivisione interna degli spazi è la quantità di pasti che la cucina deve mediamente preparare. In generale, per la preparazione di più di 100 pasti, è necessario che la cucina sia suddivisa in settori. Fra questi è importante che ve ne sia almeno uno destinato alla lavorazione della carne, e un altro riservato alle verdure. Naturalmente, a seconda delle dimensioni della cucina, i settori potranno essere separati da pannelli o addirittura essere suddivisi in aree distinte.

Se invece andiamo a prendere in considerazione i requisiti strutturali veri e propri, bisognerà considerare che saranno gli stessi di qualsiasi altro luogo di lavoro. Non solo, attrezzature e arredamenti devono essere posizionati in maniera funzionale, in modo da consentire al meglio la pulizia e l’ igiene dei locali.

Tornando invece alle dimensioni vere e proprie della cucina, c’è da dire che il dimensionamento dovrà variare e aumentare in base alla quantità di posti e coperti all’ interno del ristorante.

Di conseguenza, per un ristorante che ha fino 30 coperti, la dimensione minima consigliata è di 15 mq. Nel caso in cui invece, il range di posti vada da 30 a 100, allora la cucina dovrà raggiungere i 30 mq.
Se, invece, il ristorante supera i 100 posti a sedere, allora la cucina dovrà essere di almeno 40 mq.

Dimensionamento cucina del ristorante: altezza media e  illuminazione

Conoscere la metratura, tuttavia, non basta. Per creare una cucina che sia sicura e rispettosa degli standard di igiene, bisogna anche prendere in considerazione l’altezza del locale. In particolare, l’altezza media viene calcolata esattamente come per la sala riservata ai clienti in cui si prendono le ordinazioni del ristorante. Di conseguenza, il minimo è di 3 metri di altezza, con l’eventualità di deroga in caso di particolari situazioni urbanistiche e strutturali. In ogni caso, è necessario che la deroga venga firmata dal Sindaco.

Altrettanto importante è il calcolo della superficie di illuminazione. Innanzitutto questa deve comunicare direttamente con l’esterno e quindi essere areata. Per calcolare invece la proporzione tra superficie del locale e superficie illuminante/aerante è possibile prendere in considerazione anche le porte. Tuttavia è importante che siano dotate di apertura a wasistas o di lucernari. In particolare il rapporto deve essere di 1 a 20 per ciò che riguarda l’aerazione e di 1 a 10 per l’illuminazione. Tutte le aperture, inoltre, devono essere dotate di retine antinsetto e antiroditori.

In ogni caso, affinché ogni aspetto della progettazione e gestione degli spazi riceva l’attenzione giusta, il consiglio è di affidarsi a un food e beverage manager. Si tratta di una figura che si occupa della gestione del ristorante a 360°. Una figura versatile e che deve essere in grado di spaziare dalla conoscenza dei requisiti e aspetti strutturali necessari, a quella delle materie prime, al calcolo dei costi, alla selezione del personale. Insomma un vero e proprio manager del ristorante, che supervisionando ogni aspetto, potrà migliorare la gestione e di conseguenza anche l’esperienza dei clienti.

Il food e beverage manager non è necessariamente il titolare del ristorante, che potrebbe non avere tutte le competenze e le skills necesarie. Piuttosto è una figura esterna, che offre la sua consulenza e la sua esperienza per ottimizzare ogni aspetto e aiutare il ristorante a raggiungere i propri obiettivi di business.

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