COME OTTENERE LE STELLE MICHELIN

E’ risaputo, le stelle Michelin sono la massima aspirazione di tutti gli Chef e i ristoratori del pianeta.

Vedere il nome del proprio ristorante comparire sulla guida è sinonimo di qualità ed eccellenza, per non parlare del riscontro della clientela.

Tornando indietro di qualche decennio, ci troviamo a Clermond-Ferrand in Francia, nell’azienda leader della  produzione di pneumatici, i fratelli fondatori: Édouard e André Michelin, dovevano trovare un modo per guidare gli automobilisti durante il viaggio, e così pensarono ad una guida che contenesse le recensioni e i consigli su dove mangiare, pernottare ecc. è un importante riconoscimento che veniva e viene ancora oggi assegnato dagli ispettori, valutando la cucina, la location, lo chef, il servizio, la pulizia e tanti altri fattori.

Nel 1900 uscì il primo numero della guida Michelin.

Per comparire nell’ambita guida con accanto il prestigioso simbolo, è necessario ottenere dagli ispettori almeno una stella, che indica una cucina di ottimo livello, che può essere sia tradizionale che spaziare nella creatività dello Chef. Quando dopo la prima arriva anche la seconda stella, il ristorante raggiunge dei livelli molto alti, alla soglia della perfezione che si ottiene con la terza stella, il massimo riconoscimento, la crème de la crème. In breve, le caratteristiche principali sono le seguenti:

stella : cucina molto buono nella sua categoria.

 

stellastella: cucina eccellente, merita una deviazione

 

stellastellastellacucina eccezionale, merita il viaggio

 

 

L’iter ha inizio con l’ispettore che, seduto al tavolo del ristorante ordina dal menù, che, optando per un’esperienza culinaria che consenta di valutare nel complesso, il lavoro dello Chef e di tutta la sua brigata. A partire dalla presentazione del piatto, importantissima, (anche l’occhio vuole la sua parte), per proseguire con i sapori dei piatti, l’equilibrio degli ingredienti, la tecnica della preparazione la loro qualità e la capacità del cuoco di creare un connubio unico e indimenticabile. Dopodichè si passa alla valutazione dell’approccio con la clientela, vale a dire la professionalità del servizio, la selezione ed il giusto accostamento dei vini, l’atmosfera del locale, gli arredi, la location, il rapporto qualità prezzo, per farla breve bisogna lasciare il segno.
Ogni piatto viene valutato secondo i seguenti parametri:

  • Qualità del prodotto
  • Tecnica della preparazione
  • Equilibrio fra gli ingredienti
  • Creatività dello Chef

Ogni punto della lista riceve un voto, qui non parliamo di stelle ma di, forchette, che vanno  da 1 a 5, considerando tutti gli elementi di cui abbiamo parlato in precedenza.

Se sei un ristoratore, un consiglio che possiamo darti è quello di acquistare l’ultima guida, per quella nuova bisognerà attendere fino al mese prossimo, il 16 novembre,  ed iniziare a esaminare i ristoranti stellati nelle tue zone, provarli e cercare di imparare. Analizzare la concorrenza, o forse è più corretto dire, chi ce l’ha fatta è fondamentale.

Il secondo consiglio è quello di investire sulla propria attività, cambiare gli arredi, modernizzare e stare al passo con i tempi. Comprate un libro di architettura e rifate gli arredi, selezionate il personale migliore che riuscite a trovare, viaggiate in giro per il mondo e prendete il meglio da tante culture diverse. Iniziate questa ricerca per rendere il vostro ristorante unico nel suo genere, e con dedizione e costanza i risultati arriveranno.

Per la nuova edizione della guida, gli occhi sono puntati sul famoso chef Carlo Cracco, che l’anno scorso fece parlare perchè perse una stella, ad oggi ha trasferito il suo ristorante nella galleria Vittorio Emanuele a Milano. Tra poco meno di un mese scopriremo se accanto al nome del suo ristorante “Cracco” comparirà un’altra stella, o magari due, così da raggiungere il massimo prestigio.

 

Anche i giovani si stanno prendendo i loro spazi, in un degli articoli precedenti, abbiamo intervistato la Chef Isabella Potì, che con il compagno Floriano Pellegrino, anche lui Chef, hanno portato il ristorante “Bros” a Lecce a livelli alti, raggiungendo una fama tale, che in questo momento sono tra i più quotati per l’ottenimento della prima stella.

L’Italia, al 2018, conta 356 stelle riconosciute,occupando il secondo posto nel mondo dopo la Francia. 

 

 

 

 

Cioccolato, ecco perchè non deve mai mancare. Celebriamo la festa del cioccolato con la gustosa ricetta della Mud cake

Parliamo di cioccolato, avete già l’acquolina in bocca?

Forse vi verrà in mente il film con Johnny Depp e Juliette Binoche dove i due s’innamoravano in una cittadina francese tra una pralina e l’altra.  O l’ultima torta cioccolatosa a cui avete rinunciato per l’elevato apporto calorico.  Sono sicura che nessuno ha pensato ai benefici che il cioccolato dona a corpo e mente, basta saper scegliere quello giusto.

Il cioccolato sbarcò in Europa nel 1502 e divenne un rimedio medico, si pensava infatti, che fosse un farmaco per la digestione, il buon funzionamento dell’organismo e che guarisse perfino dalla depressione. Allora erano credenze, che la pasta di cacao abbia proprietà superlative, oggi, ne abbiamo la certezza.

Un requisito fondamentale per un prodotto di qualità è la pasta di cacao come primo ingrediente, quindi attenti alle etichette. Brutte notizie per gli amanti delle varianti bianco e al latte, l’alleato della nostra salute è il fondente, che, dovrebbe contenere almeno il 70% di cacao; più la percentuale sale meglio è.

Il cacao, infatti, contiene i flavonoidi, potenti antiossidanti che troviamo anche nei frutti di bosco, nel vino rosso e negli agrumi. Ma perchè sono così importanti per la nostra salute?

  • Prevengono le malattie cardiovascolari

  • Proteggono le arterie

  • Migliorano la memoria

  • Antivirali

  • Antinfiammatori

  • Antiallergeni

  • Combattono l’obesità

  • Aiutano il sistema immunitario

Gli effetti positivi sono tanti e vale la pena tenerli in considerazione, tuttavia non dobbiamo tralasciare il fatto che il cioccolato è un alimento molto calorico, 100 grammi di prodotto apportano circa 500 kcal, ma se introdotto in una dieta sana ed equilibrata, qualche quadretto si potrà gustare senza sensi di colpa.

FESTA DEL CIOCCOLATO

Appuntamento immancabile per gli amanti del cioccolato, anche quest’anno Perugia ospita l’Eurochocolate, alla sua venticinquesima edizione. Dal 19 al 28 ottobre il capoluogo umbro sarà invaso da migliaia di golosi. Per l’occasione sono stati creati tre pacchetti “turistici”, che permetteranno di prendere parte alla festa del cioccolato più prestigiosa della penisola. Di seguito troverete le descrizioni delle offerte viaggio e i relativi prezzi:

  • Viaggio in giornata, viaggio a/r in bus + giornata all’eurochocolate 49 euro
  • Viaggio Weekend, viaggio a/r in bus + 2 giornate all’eurochocolate + una notte in hotel (mezza pensione) + visita guidata di Assisi 129 euro
  •  Viaggio Deluxe, viaggio a/r in bus + 2 giornate all’eurochocolate + 2 notti in hotel (mezza pensione) + visita guidata di Assisi 219 euro

E se siete amanti dell’arte, non potete perdervi la galleria a cielo aperto che offre ogni anno l’eurochocolate; i più ammirati sono gli scultori, che riescono a modellare enormi blocchi di cioccolato, creando delle opere  degne di un museo.

RICETTA MUD CAKE

Non potevamo concludere un articolo sul cioccolato senza regalarvi una ricetta, vi presentiamo la Mud Cake, o come viene chiamata nel suo paese d’origine “Mississippi Mud Cake“. Letteralmente significa torta di fango ma non fatevi ingannare, è stata denominata così per la sua consistenza morbida e cremosa, che ricorda appunto le rive del fiume Mississippi. Negli Stati Uniti questo dolce è presente nei ricettari di tutte le famiglie. Protagonista assoluto, non può che essere lui, il CioccoRe, che rende questa torta molto sostanziosa e quindi inadatta ad un consumo frequente. Per le occasioni speciali, è un peccato di gola che ci si può concedere. Una delizia per il palato che porterà le vostre papille gustative in un viaggio estasiante.

INGREDIENTI: 

  • 250 grammi di burro
  • 250 grammi di cioccolato extra fondente (minimo 70%)
  • 250 grammi di zucchero
  • 130 grammi di latte
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 tazzina di caffè (facoltativo)
  • 50 grammi di cacao in polvere
  • 200 grammi di farina
  • 1 bustina di lievito per torte
  • 150 grammi di cioccolato extra fondente
  • 60 grammi di panna fresca
  • granella di nocciole e pistacchi

PROCEDIMENTO: 

La prima cosa da fare è sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro e lo zucchero, amalgamate tutti gli ingredienti e aggiungete il latte e la tazzina di caffè, continuando a mescolare su fiamma medio bassa.

In una ciotola a parte, unite gli ingredienti secchi, quindi la farina, il lievito, il cacao in polvere e la bustina di vanillina. Mescolate gli ingredienti e con delicatezza aggiungete il composto precedentemente sciolto a bagnomaria.

Prendete un altro recipiente, rompete le uova e dopo aver aggiunto un pizzico di sale, usate la frusta o  lo sbattitore elettrico, per qualche minuto a media velocità, fino a renderle chiare e spumose.

Aggiungetele al composto e mescolate con una spatola dal basso verso l’alto, è molto importante questo passaggio per evitare di smontare il composto.

Il gioco è fatto; prendete una tortiera dal diametro di 22 cm, imburratelo e infarinatelo e infine, versate il composto.

Forno statico a 150 gradi per un’ora e mezza.

Ora arriva la parte facile e divertente, la preparazione della ganache al cioccolato; Sciogliete ancora una volta il cioccolato restante (150 gr) con la panna liquida a bagnomaria, mescolando di tanto in tanto. Quando avrà raggiunto una consistenza liscia e lucida e la cucina sarà inondata dal denso profumo di cioccolato, potrete versarla sulla mud cake. Per decorare potete aggiungere la granella di nocciole e pistacchi o in alternativa un mucchietto di frutti rossi al centro. Buon appetito!

 

“Non c’è così tanta metafisica sulla terra come in un cioccolatino”
(Fernando Pessoa)

 

 

 

 

I migliori 10 ristoranti della Toscana

La Toscana è una delle regioni più antiche di Italia. Si evince infatti che i piatti di questa terra siano legati agli Etruschi. Ma quali sono gli ingredienti principali che compongono i piatti della tradizione? Non ci resta che scoprirlo insieme.

  • Il pane, volutamente non salato, in quanto utilizzato spesso d’accompagnamento ai vari salumi che la terra offre. Questo viene spesso tostato e servito insieme alle varie zuppe della zona. È anche l’ingrediente principale della famosissima Pappa al pomodoro, che non è altro che pane raffermo lasciato ammollire in acqua, accompagnato da pomodoro, aglio olio e peperoncino.

  • Il pesce utilizzato in vari modi. Tra i piatti più importanti riscopriamo il Caciucco alla Livornese, una zuppa inventata dai pescatori e preparata con gli avanzi di pesce pescato in giornata.
  • Per quanto riguarda i piatti a base di carne non possiamo dimenticare di certo la tipica Bistecca alla Fiorentina, spessa bistecca di bovino proveniente dal Chianti, che viene cotta alla griglia per pochissimi minuti e servita quasi al sangue.
  • Le verdure, vengono utilizzate nella preparazione della Ribollita, una zuppa che spesso si preparava durante il fine settimana per utilizzare tutti gli avanzi rimasti. Il suo nome deriva dalla doppia cottura, in quanto dopo averla portata a bollire per la prima volta, la zuppa viene riposta in frigo per tutta la notte e rimessa a cuocere il giorno dopo.

Abbiamo scoperto insieme alcuni dei piatti salati della cucina tipica Toscana, ma non di meno sono i dolci che si preparano da queste parti. Tra i più rilevanti i Cantucci di Siena, biscotti con mandorle aromatizzato agli agrumi e serviti col Vin Santo. Il Panforte, dolce speziato dell periodo natalizio. E per finire, ma non meno importante, il Castagnaccio, un dolce non lievitato, preparato con farina di castagne, uvetta, noci, pinoli e rosmarino.

 

Beh sicuramente vi sarà venuta voglia di provare questi piatti. Noi per questo motivo abbiamo selezionato per voi 10 dei migliori ristornanti della regione Toscana dovete potrete degustarli.

  • Enoteca Pinchiorri, che ha guadagnato ben 3 Stelle Michelin, è stata fondata da Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Feoldé. Ritroviamo proprio lei alla guida della cucina insieme allo Chef Riccardo Monco e al Sous-Chef Alessandro della Tommasina. Vanta una delle carte dei vini più prestigiosi al mondo, selezionati direttamente dal maestro Pinchiorri. La cantina è diventata uno dei luoghi più visitato a livello mondiale. Annie Feoldé, ha portato a Firenze la Novelle Cuisine.

  • Il Ristorante Bracali, gestito dai fratelli Bracali, vede alla guida della cucina Francesco. Una cucina basata sulla semplicità. Il fratello Luca, invece si occupa della cantina dei vini e dell’ospitalità, cercando di mettere l’ospite al centro di tutto. Proprio per questi motivi hanno guadagnato 2 Stelle Michelin.
  • Il Ristorante Caino di Montemerano, guidato dalla Chef Valeria Piccinni, prevede una cucina basata sulla qualità del prodotto. Si ricorre quindi ai frutti dati dall’orto. La cantina scende per diversi metri sotto la piazza del paese creando stanze dove riposano all’incirca 20 mila bottiglie.
  • Il Piccolo Principe di Viareggio, situato nel Grand Hotel Principe di Piemonte, dà luogo ad una cucina raffinata e legata alla tradizione. Lo Chef stellato Giuseppe Mancino ama la cucina innovativa, ma allo stesso tempo cerca di mantenere intatto il sapore del prodotto. La cantina del ristorante conta ben 800 etichette, per la maggior parte Toscani.

  • Arnolfo Ristorante, il cui proprietario è lo Chef Gaetano Trovato. I suoi piatti sono incentrati sulla tradizione e sui prodotti provenienti dalla Toscana, oltre l’attenzione verso la semplicità e i sapori di stagione. La sua sperimentazione in cucina lo ha portato a guadagnare 2 Stelle Michelin.
  • Il Falconiere, ristorante ricavato da un’antica limonaia. Luogo in cui prevale la qualità degli ingredienti, il rispetto della stagionalità e l’uso di prodotti a km 0. La cucina è firmata dallo Chef Silvia Regi Baracchi, alla quale è stata assegnata una Stella Michelin.
  • Il Ristorante Ora d’Aria, di Firenze, con alla guida della cucina lo Chef Marco Stabile, prende il suo nome proprio dalla vicinanza al vecchio carcere del posto. Nel 2011 ha visto assegnarsi la prima Stella Michelin. La cucina vanta qualità e trasparenza.
  • Il Pellicano, la cui cucina è guidata dallo Chef stellato Michelino Gioia. I suoi piatti sono realizzati con pesce fresco, l’agnello, la carne chianina e le erbe aromatiche. Nel menu non mancano mai  il piccione, le ostriche, la triglia, l’aragosta e gli scampi. Alla fine di ogni cena, un carrello con golosi cioccolati artigianali è offerto a tutti gli ospiti.

  • Il Silene di Roberto Rossi, situato in un borgo medievale dove un tempo vi era l’osteria della stazione di posta. La semplicità delle materie prime e il forte radicamento al territorio  sono due ingredienti fondamentali nella cucina del Silene, dove Roberto ha saputo ritrovare un legame profondo e viscerale con l’ambiente e i suoi prodotti, sviluppando un grande rispetto per le materie prime e per le loro tecniche di lavorazione e cottura.
  • Il Meo Modo by Andrea Mattei,  incarna la filosofia ‘dalla terra al piatto’, che coniuga la conoscenza profonda della sua eredità culinaria toscana con i prodotti di stagione.

 

I migliori 10 ristoranti in Sicilia

Sicilia terra unica per i suoi profumi e sapori. Tra i simboli culinari più importanti troviamo gli agrumi, le erbe aromatiche, i fichidindia, le mandorle, i pistacchi e le olive.

Gioca un ruolo di fondamentale importanza la frutta, spesso utilizzata nella preparazione di marmellate, macedonie, gelati e granite.

A proposito di gelato, sembra infatti che questo abbia origini siciliane, in quanto pare che ai tempi della dominazione araba si usasse preparare lo “Sherbet”, che tradotto significa “Sorbetto”. Gli arabi usavano mescolare la neve dell’Etna con canna da zucchero e succo di frutta, ottenendo così un composto definito come l’antenato del gelato.  Nel 1600, il siciliano Francesco Procopio Coltelli, ereditò dal nonno un’antica macchina sorbettiera che egli portò con sé in Francia quando aprì il più antico café parigino della storia (il café Procope), qui egli perfezionò la sua macchina e riuscì a creare i primi gelati più simili a quelli che oggi giorno si trovano in commercio. Ancor oggi infatti le attuali macchine del gelato si ispirano al sistema di mantecazione inventato da Procopio dei Coltelli.

Una delle caratteristiche della cucina siciliana è la circoscrizione delle pietanze in una determinata area, per cui la stessa ricetta diventa quasi introvabile spostandosi in un’altra zona dell’isola. Nella maggior parte dei casi si tratta di varianti della stessa ricetta regionale, ma in alcuni casi questi cibi, ad esempio i muccunetti di Mazzara del Vallo, hanno una preparazione e una commercializzazione rilevata solo nella loro zona di origine. Tale caratteristica alimentare ha portato spesso ad una divisione culinaria tra Sicilia occidentale, Sicilia centrale e Sicilia orientale. Potremmo trovare percorrendo un viaggio attraverso le provincie di quest’isola: gli arancini di Palermo, i cannoli siciliani di Catania o il pesto di Trapani.

Curiosando per le vie della regione, non si può non incappare nello Street Food, il cosiddetto cibo di strada, dove gustare tra le varie proposte le panelle e il pane con la milza. La tradizione è ricca di preparazioni veloci, e poco costose, in vendita in bancarelle o chioschi per strada. Inoltre, durante le festività, le vie si riempiono di fiere dove si trovano frittelle sia dolci che salate. Palermo è stata classificata la quinta città al mondo per il cibo di strada.

Per poter degustare i principali piatti tipici, riportiamo a seguito il nome dei migliori 10 ristoranti siciliani.

  • Ristorante La Madia – Licata

Diretto dallo Chef Pino Cuttaia, che ha lavorato nei più importanti ristoranti italiani. I suoi piatti sono ispirati alla tradizione siciliana, dagli ingredienti e dalle tecniche tipiche. Tra i piatti in menù troviamo gli gnocchi di seppia su crema di finocchio, il merluzzo affumicato alla pigna e sette tipologie diverse di pane.

  • Ristorante Duomo – Ragusa Ibla

Nel centro storico barocco di Ragusa ritroviamo il ristorante dello Chef Ciccio Sultano. Tra le ricette compaiono il timballo del ghepardo, petalo di rosa canina al miele e cicala di mare con salsa ai carapaci. La filosofia del locale è quella di riscoprire i sapori delle varie culture che hanno vissuto nel corso del tempo in Sicilia.

 

  • Ristorante Principe Cerami – Taormina

Situato all’interno dell’Hotel San Domenico Palace e diretto dallo Chef Massimo Mantarro, questo ristorante è aperto da aprile fino ad ottobre.

 

  • Ristorante Bye Bye Blues – Mondello

Una delle caratteristiche più attraenti di questo ristorante è la presenza della cantina, che conta oltre 350 diversi tipi di vino. La cucina è nelle mani di Patrizia Di Benedetto e tra i piatti speciali ci sono il risotto al ragù di polpo e profumo di zafferano, il filetto di manzo glassato al passito di Pantelleria e come dolce, la torta di limone e mandorle con gelato alla vaniglia.

 

  • Ristorante La Fenice – Ragusa

Il ristorante nasce all’interno di un’antica masseria ristrutturata, mentre la cantina dei vini si trova in una grotta naturale. A capo della cucina, lo Chef Claudio Ruta propone diversi piatti, tra cui la sfoglia di gamberi rosa con insalata mediterranea e salsa di mandorle e il gelato di senape e croccante di cipolle.

  • Ristorante La Gazza Ladra – Modica

Guidato dallo Chef Accursio Craparo, la location è situata all’interno del Palazzo Failla. Nei piatti si riscopre la ricerca della bellezza, armonia e profumi della terra siciliana.

 

  • Ristorante Casa Grugno – Taormina

Collocato in una struttura costruita nel ‘500, la cucina è affidata nelle mani dello Chef David Tamburrini, che accosta cibi antichi utilizzando materie povere.

 

  • Ristorante Corla – Caltagirone

Curato da Domenico Colonnetta e Ciccio Potti. Tra le varie proposte culinarie compare il cosciotto di coniglio ripieno con cipolle arrosto e lo sformato caldo di mandorle e cannella con gelato al Marsala.

  • Ristorante Don Serafino – Ragusa Ibla

Lo Chef Vincenzo Candiano propone diversi menù in base alle stagioni. Tra le specialità emergono le lasagnette di cacao amaro con ricotta Iblea e il coniglio farcito con pistacchi di Bronte e pancetta.

 

Le migliori 4 catene di ristoranti italiani in America

Cucina italiana in America: dove trovarla nelle grandi città.

Le migliori catene di ristoranti italiani in America è bene che si conoscano: sono i pochi posti in cui potrete mangiare davvero del buon cibo italiano. Gli altri, spesso, sono imitazioni o strane commistioni di cucina dello Stivale e cucina americana. Ne vengono fuori bizzarrie come il pollo alla parmigiana (parmigiana chicken) o gli spaghetti con le polpette (spaghetti with meatballs) invece del caro ragù.

Questo melting pot culinario può senza dubbio dare anche risultati interessanti e divertenti, oltre che spesso ad avere una sua storia. Per esempio, alcuni piatti sono nati quando i migranti italiani hanno dovuto riadattare le loro ricette agli ingredienti disponibili nel nuovo continente. Altri, invece, sono vere e proprie sperimentazioni, piatti rivisitati in chiave fusion. Ma dove mangiare, allora, dell’autentico cibo italiano?

New York, 200 Fifth Avenue: Eataly New York

Non soltanto dell’autentica cucina italiana, ma anche con i debiti distinguo regionali. A caratterizzare Eataly è la genuinità del cibo, la selezione e la freschezza degli ingredienti e, appunto, il rispetto dei regionalismi. Così l’olio è pugliese, il parmigiano reggiano, il pesto genovese, la pasta di Gragnano e così via; accompagna, ovviamente, un’accurata selezione di vini. La catena nasce da un’idea di Oscar Farinetti e potrete trovarla anche in alcune città italiane. Tra le altre buone ragioni per sceglierlo, vi è anche la possibilità di fare acquisti all’interno del ristorante: molti dei prodotti sul menù sono anche in vendita in una sala apposita. Mangiare cibo mediterraneo nella Grande Mela? Si può. Da Eataly!

Washington, 2029 P Street NW: Obelisk

Altra città, altro ristorante. A Washington troviamo Obelisk, rinomatissimo ristorante aperto ormai dal 1987. Il menù è ampio e appetitoso, ed attinge a molti ingredienti della cucina tradizionale italiana, anche i più inconsueti: dalla cicoria grigliata alle frittelle di zucchine, ai più tradizionali ravioli al sugo o al maiale arrosto. Un menù non soltanto variegato ma anche in continuo “aggiornamento”: ogni giorno delle gustose e nuove proposte. Le 4 migliori catene di ristoranti italiani in america

Coronado, California, 932 Orange Avenue: Primavera Ristorante

Al Primavera Ristorante l’eccellenza è il pesce fresco: frutti di mare, calamari, scampi e altro ancora, che potrete gustare sia ordinandoli dal menù per i vostri pasti, sia in versione “stuzzichini” per un happy hour alternativo. Oltre ciò, le ricette che caratterizzano la migliore e tradizionale cucina italiana, accompagnata da buon vino. E, visto che troviamo nel cuore della California, vini non soltanto italiani ma anche californiani!

Las Vegas, 3500 Las Vegas Boulevard: Il Mulino Las Vegas

Tra le migliori catene di ristoranti italiani in America non poteva mancare questo. Il Mulino di Las Vegas potrete trovarlo anche a New York, ma se vi trovate nella città delle follie non dimenticate di farvi una capatina. Nulla sul menù potrebbe farvi sospettare di trovarvi in America piuttosto che nella penisola: tutto è rigorosamente italiano, dagli antipasti, ai primi, ai secondi. Se cercate quindi un posto in Vegas dove mangiare un’insalata caprese (anche se in un locale raffinato piuttosto che in una trattoria), il Mulino fa al caso vostro.

Capri New Style di Gallipoli, da sempre Inimitabile

Quest’oggi abbiamo il piacere di avere come gradito ospite del nostro blog Massimiliano Stamerra, titolare del Ristorante Pizzeria Capri New Style di Gallipoli, in provincia di Lecce dal 2005.

L’attività della Capri New Style nasce per la passione del suo titolare, una passione che lo ha portato a rinunciare ai fasti luminosi di una città piena di opportunità come Las Vegas, per investire tutto in un seminterrato di una piccola viuzza semi-oscura e secondaria di Corso Roma, con l’idea di voler offrire un servizio che sia differente dal solito; infatti come ama affermare lo stesso Massimiliano, è “da Sempre Inimitabile”, grazie all’indovinato mix di accoglienza, simpatia e amicizia.

Tutto ciò ha portato il nostro Massimiliano e la “Capri New Style” ad affermarsi rapidamente in tutto il circondario e non solo, sfruttando la fama della “Bella Città” per definizione e il suo rapporto speciale con la clientela che viene a trovarlo anche da lontano e nonostante le difficoltà a raggiungere Gallipoli.

Sempre al passo con le esigenze del mercato della ristorazione, il titolare della “Capri New Style” è alla continua ricerca di nuovi ingredienti che offrano anche una valida alternativa per tutti quei clienti che abbiano delle intolleranze o dei gusti particolari, per cui offre impasti per la pizza senza glutine, latte o lievito, con farina di Kamut, di Farro o Canapa, multi-cereali o integrale.

Naturalmente, tutto questo non può prescindere dalla qualità degli ingredienti, come l’olio extra vergine di oliva o la farina 100% di grano italiano, accuratamente selezionati e acquisiti attraverso i fornitori più sicuri e affidabili.

Oltre al classico servizio di asporto, che offre una buonissima pizza “a metro” e che è il suo vero punto di forza, il Ristorante Pizzeria “Capri New Style” è dotato di una sala capiente che può accogliere anche 500 persone, e nella quale ci si può tranquillamente abbandonare al piacere di un ambiente accogliente e vivace e di un’ampio giardino nel quale respirare la tipica atmosfera di festa delle serate d’estate gallipoline.

Inoltre, la “Capri New Style” è dotata di tutti gli ultimi strumenti più avanzati e moderni per la gestione informatizzata delle comande in sala e del magazzino; il suo personale, che può raggiungere i 22 elementi tra cameriere e ragazzi, durante i picchi massimi di affluenza nelle calde serate tipiche delle estati salentine, viene scelto tra giovani di talento ed offre un servizio come detto “da sempre Inimitabile”, grazie ad appositi palmari per le ordinazioni, che permettono di velocizzare le operazioni di ordinazione e comunicazione con la postazione di preparazione delle pizze e la cucina.

Il consiglio della redazione del Blog di Ristomanager.it è quello di provare al più presto la qualità e l’atmosfera di accoglienza di “Capri New Style” e conoscere di persona il titolare Massimiliano Stamerra.