NUOVO AGGIORNAMENTO RISTOMANAGER 2020r1

In queste ore stiamo rilasciato il Nuovo aggiornamento Ristomanager 2020r1.

Sia per Windows che per macOS (Scaricabile dall’Apple Store) Questa nuova release porterà molti cambiamenti e migliorie:

In questa nuova versione di Ristomanager 2020r1 abbiamo corretti i seguenti bug:
– il protocollo per il registratore di cassa ditron
– la gestione delle ive nei corrispettivi reparti
– aliquota iva nell’inserimento e modifica delle pietanze
– un bug sulle statistiche che non contava correttamente i coperti nel totale delle vendite
– varianti fix su android (consigliato aggiornare l’app dal playstore)
– bug su android che avveniva durante lo scambio del gruppo
– Sistemate le varianti su ios consigliato aggiornare l’app dall’apple store)

Una volta eseguita L’installazione dell’ aggiornamento Ristomanger vi consigliamo di Aggiornare tramite gli appositi store il Client (Android e/o IOS) per prendere la Relativa Comanda.

Implementare determinati software consente di velocizzare le operazioni che verrebbero svolte manualmente, riducendo i margini di errore. Infatti, l’utilizzo di un gestionale permette di ridurre gli sprechi di tempo.

Siamo un innovativo software per la Ristorazione che permette di gestire tutte le attività in modo rapido e preciso.

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Basta sostituire la plastica per salvare il pianeta?

Per salvare il pianeta, è stata avviata una riduzione nella produzione dei materiali plastici, a partire dal bando dei sacchetti per la spesa.

Questa tendenza, come sappiamo, rappresenta innanzitutto una risposta in senso ecologico, alla luce dell’inquinamento dovuto alla sua dispersione.

Sostituire la plastica è sempre la scelta migliore?

SOSTITUIRE LA PLASTICA: ALLA BASE DEL PROBLEMA

Un tempo esaltata dall’industria e dalla pubblicità per le sue caratteristiche tecniche, oggi la plastica ha perso il suo fascino, fino a diventare uno dei bersagli principali delle battaglie ambientaliste, per i danni che sta causando alla natura, ma non solo.

Infatti, gli effetti collaterali si ripercuotono anche sulla salute umana, come abbiamo visto nei nostri articoli sull’ inquinamento da microplastiche.

Oltre alle campagne di educazione e comunicazione, oggi nel mondo sono diversi gli Stati che hanno introdotto una plastic tax e i sacchetti biodegradabili a pagamento.

Tuttavia, concentrarsi solo su alcuni materiali senza correggere le abitudini e ridurre gli imballaggi serve a poco, e può deviare l’attenzione rispetto ai problemi principali da affrontare.

Le plastiche e la ricerca che le ha prodotte sono risorse da non disprezzare a priori, mentre sarebbe opportuno concentrarsi sull’ uso e sulla gestione dei materiali.

SOSTITUIRE LA PLASTICA CON MATERIALI ALTERNATIVI: COSA DICONO LE RICERCHE?

Pur essendo biodegradabile e comunemente ritenuta più ecologica, la carta, ad esempio, presenta determinate criticità. Infatti, una ricerca dell’Ente britannico per l’ambiente mostra che l’impatto ecologico maggiore di una busta dipende dalle risorse utilizzate per crearla.

Quelle di carta, su questo aspetto, richiederebbero fino a 70 volte in più di energia e 17 volte in più di acqua rispetto a quelle di plastica, e anche riciclarle sarebbe più dispendioso.

OTTIMIZZARE L’USO DEGLI OGGETTI

A prescindere dal materiale, comunque, lo studio danese puntualizza che un sacchetto andrebbe riutilizzato il più possibile per la spesa, e in seguito impiegato per contenere l’immondizia per poi essere smaltito.

Il riuso come sacco della spazzatura, però, è effettivamente praticabile solo per le buste in LDPE, avendo le stesse caratteristiche di quelle che rimpiazzano.

Questa “seconda vita”, infatti, evita l’acquisto e la produzione di altri sacchi di plastica più spessi, come sono in genere quelli commercializzati per tale scopo.

Criminalizzare la plastica di per sé, quindi, non è corretto, e ad ogni modo, per salvare il pianeta, le soluzioni messe a disposizione dalla tecnologia non devono essere considerate un’alternativa a uno stile di vita e di consumo più attento e consapevole.

NUOVE BIOPLASTICHE E SOLUZIONI ECO PER GLI IMBALLAGGI

Economica, leggera, resistente e durevole: il valore tecnico della plastica resta indubbio, e come abbiamo visto la sua sostituzione è complessa, anche alla luce delle più moderne tecnologie.

La questione del suo smaltimento, però, rappresenta un problema sempre più sentito e studiato, e sono molteplici le alternative sperimentate o già adottate.

Le bioplastiche sin qui conosciute, tuttavia, non sono da considerare a tutti gli effetti ecologiche come si può pensare, e gli avvertimenti dell’Agenzia Onu per salvare il pianeta lo confermano.

In altre parole, è sbagliato parlare di plastiche ecologiche se la biodegradabilità non è completa, perché ciò può portare a stare meno attenti all’uso di questi prodotti.

MATERIALI BIOPLASTICI

Le materie plastiche definite bio-based derivano interamente o in gran parte da risorse naturali rinnovabili, in genere amido, cellulosa e acido lattico, aspetto che determina il pro e il contro alla base di queste tecnologie.

Le fonti naturali impiegate, infatti, potrebbero essere destinate a scopi di sostentamento ben più importanti per la vita umana, a partire dalla produzione alimentare.

In questo senso, le riflessioni sono analoghe a quelle che spesso si fanno sui biocarburanti.

La plastica biodegradabile può essere decomposta grazie all’azione dei batteri, ma il tasso di degradazione può cambiare nettamente a seconda delle condizioni di smaltimento e della formulazione del materiale.

Di conseguenza, nell’ambiente il processo potrebbe richiedere molto più tempo del previsto e la diffusione di questi materiali sarebbe migliorativa solo dove raccolta e gestione siano organizzate e gestite correttamente. 

In acqua, la biodegradazione si attua con temperature di almeno 50 gradi centigradi, quindi molto superiori rispetto a quelle dei mari e dei fiumi.

PLASTICA: SÌ O NO? COMPORTAMENTI E GESTIONE FANNO LA DIFFERENZA

Anche al netto delle criticità riportate, le potenzialità tecniche delle plastiche bio-based e biodegradabili comunque non mancano, ed è certamente auspicabile un’evoluzione nelle sperimentazioni su questi materiali.

Concentrandosi sull’intero sistema produttivo, però, l’unica soluzione sensata, oltreché ecocompatibile, è la transizione verso un’economia circolare.

Infatti, nemmeno l’idea di sfruttare al massimo gli oggetti per aumentarne la vita è sufficiente in un’ottica di lungo periodo: il concetto stesso di “rifiuto” andrebbe superato.

Come abbiamo visto nella nostra intervista al professor Andrea Segrè, il passaggio a questo modello economico dovrebbe essere guidato e incentivato da una politica lungimirante, essendo portatore di grandi vantaggi ambientali e sociali.

A prescindere dai materiali, è importante contrastare fortemente l’usa e getta, la forma di utilizzo più dannosa, irrazionale e antieconomica.

Innanzitutto, però, bisogna fronteggiare il primo tra i problemi ambientali dovuti alla plastica, ovvero la sua cattiva gestione, in particolare quando i materiali vengono conferiti in discarica oppure – ancor peggio – dispersi all’aria aperta.

Ciò si verifica soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, privi di un sistema efficiente di raccolta, riciclo e smaltimento, dove alte percentuali di rifiuti non biodegradabili finiscono nell’ambiente.

TUTTI DEVONO FARE LA LORO PARTE

Per salvare il pianeta dobbiamo muoverci tutti!

Raccolta, riciclo e cambiamento delle abitudini sono gli strumenti che sanciscono questa azione congiunta.

Nel settore del packaging, ad esempio, i produttori potrebbero standardizzare i formati per renderli più facili da trattare in fase di riciclo.

Inoltre, i decisori politici, anziché concentrarsi solo su alcuni materiali, potrebbero considerare l’introduzione di una tassa su tutti i sacchetti e sugli imballaggi monouso.

Noi di Arkosoft ci teniamo all’ambiente. Potrai ridurre al minimo la carta utilizzando la nostra applicazione di gestionale per ristoranti. Prova subito la versione gratuita.

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10 regole fondamentali per aprire un ristorante

Ecco a voi alcune regole fondamentali per aprire un ristorante di successo.

1 – Scegli il tuo Brand e il tipo di Ristorante.

Per aprire un ristorante, è importante avere un concetto e un marchio chiari. Il concetto del tuo ristorante include lo stile di servizio, le pietanze che servi e l’atmosfera. 

Questo va di pari passo con il tuo brand, che costituisce l’identità, la personalità e la missione del tuo ristorante. Il tuo marchio è la forza immateriale alla base del tuo concetto di ristorante e il tuo concetto di ristorante e il tuo marchio devono essere correlati.

In base al tuo marchio e al tuo concetto, la tua sala da pranzo dovrebbe emanare un’atmosfera specifica e comunicare chi sei. Questo crea un’esperienza memorabile e significativa per i clienti che vorranno tornare. Scegliere un concetto unico e funzionale che si rivolge a un determinato gruppo demografico è uno dei fattori più importanti nella creazione del tuo concetto e marchio.

Sei un in punto luminoso oppure hai un locale che è dotato di opere d’arte moderna con un sistema mobile di punto vendita? Sei un ristorante raffinato adornato con piante e fiori alle pareti? Sei un bar poco illuminato con una numerosa lista di alcolici e organizzi eventi di jazz dal vivo? L’energia, le scelte verbali e l’attenzione del personale comunicheranno anche questo.

2- Forma le voci del menu

Prima di aprire un ristorante, ti consigliamo di stabilire alcuni prodotti alimentari di base che presenteranno il tuo menu. Decidere prima cosa ci sarà nel tuo menu è importante per capire l’equipaggiamento che ti serve, il personale che assumerai e la clientela che vuoi di attirare.

A questo punto, il tuo menu non ha bisogno di essere completamente progettato né le tue ricette devono essere completamente arricchite, a meno che il tuo intero concetto non scelga determinati elementi, come un posto per la pizza. Tuttavia, dovresti avere una solida idea della tariffa che servirai nel tuo ristorante. Più tardi nel processo di apertura del tuo ristorante, dovrai progettare il tuo menu per aumentare i profitti e aggiornarlo continuamente ottenendo informazioni su quali prodotti alimentari vendono bene e quali no.

3- Piano aziendale per il ristorante

Avere un business plan approfondito è essenziale quando si contattano gli investitori e si richiedono prestiti per un ristorante. Questo ti aiuterà anche a sviluppare la tua strategia e ad arricchire la fattibilità dei dettagli del tuo ristorante. Di seguito sono riportati i punti principali per un piano aziendale di ristorazione.

  1. Sintesi
  2. Panoramica e descrizione dell’azienda
  3. Analisi di mercato
  4. Offerte commerciali
  5. Software di gestione
  6. Strategie di marketing e pubbliche relazioni
  7. Proiezione finanziaria

4- Scegliere una posizione e l’ affitto dello spazio.

Quando si sceglie una posizione per il nuovo ristorante, le seguenti funzionalità sono tra le più importanti:

  • Visibilità e accessibilità. Seleziona un punto che può essere visto da chi guida o cammina. Dovresti anche cercare un’area in cui ci siano molti passanti. Inoltre, considera se c’è il parcheggio e la facilità di accesso a piedi o in auto.
  • La demografia. Assicurati che il target del tuo ristorante corrisponda ai dati demografici dell’area.
  • Costo del lavoro e salario minimo. È importante garantire che i costi del lavoro di un’area non riducano i profitti. Avrai anche bisogno di un’ idea chiara di ciò che i dipendenti potrebbero aspettarsi di fare in base alla posizione.
  • La competizione della zona. Alcuni concorrenti nelle vicinanze possono aiutare con il marketing. Ma è saggio avere abbastanza distanza da poter comunque garantire un solido bacino di clienti che non saranno facilmente attratti da un altro posto simile.

5- Autorizzazioni e licenze

Per aprire un ristorante, devi ottenere diversi permessi e licenze . Può valere la pena rivolgersi a un consulente legale al momento della presentazione dei permessi e delle licenze di ristorante per assicurarsi di completare ogni passaggio necessario.

6- Trova un fornitore di attrezzature e alimenti

Una fonte costante e affidabile di attrezzature e ingredienti a prezzi ragionevoli, deve essere stabilita e mantenuta per garantire il successo del ristorante. 

7- Progettare un Layout e Gestire l’attività

Quando avvii un ristorante, ti consigliamo di pensare attentamente a come organizzare l’intero layout per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel menu e nel tema. Il tuo obiettivo principale dovrebbe essere quello di creare un flusso sistematico da casa a casa , dalla hostess ricevente fino alla cucina. Una volta stabilito il layout di base, puoi progettare e decorare la tua sala da pranzo e pensare alla gestione del ristorante. Il nostro prodotto potrebbe fare a caso tuo. Da molti anni ci preoccupiamo di fornire la migliore esperienza possibile per i nostri clienti. Puoi provare subito gratuitamente la Demo del nostro gestionale TOTALMENTE OFFLINE. Scopri di più https://ristomanager.it/scarica.html

8- Assumi il personale “giusto

Un passo importante nell’apertura di un ristorante è l’assunzione del personale. Considera tutti i ruoli che devono essere ricoperti nel tuo prima di assumere del personale.

Questo può includere la gestione e la supervisione delle risorse umane, l’acquisto di alimenti e bevande, la ricezione e la conservazione dei prodotti, la preparazione degli alimenti, il servizio di ristorazione, la pulizia, il marketing, le vendite, le pubbliche relazioni, la contabilità, la revisione contabile e i servizi di bar.

Per il personale interno, cerca candidati con esperienza pregressa e un’estrema capacità Multitasking e di lavoro rapido ed efficiente. Tutti i dipendenti dovrebbero lavorare bene con gli altri ed essere in grado di mantenere la calma sotto pressione. In particolare, il personale interno dovrebbe emanare eccezionali capacità di pubbliche relazioni.

Sebbene l’elenco varierà in base alle esigenze specifiche della tua attività di ristorazione, ci sono alcune posizioni fondamentali che probabilmente dovrai riempire quando apri il tuo ristorante:

  • Direttore esecutivo
  • Direttore generale
  • Chef
  • Cuochi
  • Server informatici
  • I baristi
  • Camerieri
  • Runner
  • Lavastoviglie

9- Pubblicizza il tuo ristorante

La pubblicità è fondamentale per vari motivi. Innanzitutto, i potenziali clienti dovrebbero essere in grado di trovare informazioni di base sul tuo ristorante. In secondo luogo, dovrebbero sentirsi entusiasti di provare il tuo nuovo ristorante. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per creare eccitazione intorno al tuo ristorante:

  • Usa i social media. Crea account Facebook, Twitter e Instagram per condividere notizie, foto e notizie sul tuo ristorante. Le foto e le descrizioni dovrebbero comunicare il tuo marchio. Prendi in considerazione l’idea di includere immagini di alimenti o processi dietro le quinte per attirare potenziali clienti. Assicurati di utilizzare foto di alta qualità.
  • Costruisci un sito “attraente”. Il tuo sito dovrebbe essere facile alla navigazione e il design dovrebbe rappresentare il tuo brand. Includi le informazioni di base sul tuo ristorante, inclusi indirizzo, numero di telefono, orari e menu.
  • Inserisci un annuncio sul giornale locale. Ciò contribuirà a creare consapevolezza sul tuo nuovo ristorante. Potresti anche provare a ottenere una storia o una menzione in un articolo.
  • Crea una mailing list. Quando invii e-mail creative che comunicano il tuo marchio, è essenziale utilizzare contenuti pertinenti per ciascun gruppo di clienti. Ad esempio, l’invio di offerte speciali per la prenotazione ai clienti della prenotazione o l’invio di coupon di consegna ai clienti degli ordini online sono entrambe ottime idee.
  • Offri promozioni ai nuovi clienti. Offri agli ospiti un drink o un piccolo dessert gratuiti. I clienti ricorderanno la tua eccezionale ospitalità e avranno maggiori probabilità di consigliare il tuo ristorante e di restituire se stessi.
  • Prendi in considerazione l’ idea di ospitare una grande apertura e altri eventi. Questo può avvenire dopo l’apertura. Puoi tenere degli eventi per creare “ronzio” continuo intorno al tuo ristorante, come degustazioni di vini, musica dal vivo, lezioni di cucina o menu fissi a tema.

Hai sentito il vecchio adagio “La pratica rende perfetti”. Lo stesso vale per le aperture dei ristoranti. Prendi in considerazione l’ idea di ospitare un’apertura soft per un numero limitato di persone prima di aprire le porte del tuo ristorante al pubblico. Questa strategia “test run” ti consente di affinare i tempi specifici dei pasti per vedere dove il tuo personale potrebbe essere più efficiente. Dalle feste private per amici e parenti alle anticipazioni aperte al pubblico, ci sono diverse strategie di lancio soft. Eccone alcuni popolari:

  • Offri un menu “beta” che offre la metà di ciò che è presente nel menu completo. Riduce lo stress per il nuovo personale e incoraggia i clienti a tornare a vedere il menu completo.
  • Non operare tutto il giorno. Considera di offrire solo colazione e pranzo per 4 giorni, quindi cena il quinto.
  • Ospita un happy hour di “anteprima” con voci di menu selezionate e bevande esclusive.
  • Mantieni l’apertura di amici e parenti solo con piatti gratuiti, con l’intento di invitarli a formare il tuo personale.
  • Tenere un’apertura morbida per le case e le aziende vicine. Questo ti aiuterà ad ottenere fan locali, nella speranza che tornino e suggeriscano il tuo ristorante a visitare amici e colleghi.

10- Non avere fretta, pensa “soft”

Hai sentito il vecchio detto “La pratica rende perfetti”? Lo stesso vale per le aperture dei ristoranti. Prendi in considerazione l’ idea di ospitare un’apertura soft per un numero limitato di persone prima di aprire le porte del tuo ristorante al pubblico. Questa strategia “TEST RUN” ti consente di affinare i tempi specifici dei pasti per vedere dove il tuo personale potrebbe essere più efficiente. Dalle feste private per amici e parenti alle anticipazioni aperte al pubblico, ci sono diverse strategie di lancio soft. Eccone alcuni popolari:

  • Offri un menu unico che offra la metà di ciò che è presente nel menu completo. Riduce lo stress per il nuovo personale e incoraggia i clienti a tornare a vedere il menu completo.
  • Non operare tutto il giorno. 
  • Ospita un happy hour di “anteprima” con voci di menu selezionate e bevande esclusive.
  • Tenere un’apertura per le case e le aziende vicine. Questo ti aiuterà ad ottenere clienti locali, nella speranza che tornino e suggeriscano il tuo ristorante ad amici e colleghi.

Far decollare il tuo ristorante può sembrare un compito scoraggiante. Tuttavia, poiché l’industria della ristorazione continua a crescere e le tendenze della ristorazione continuano a diversificarsi, c’è sempre spazio per un altro ristorante straordinario. Con una pianificazione dettagliata e una corretta esecuzione delle tue idee uniche, la tua attività di ristorazione può prosperare.

Contenitori per asporto: divieto della plastica nel 2021

La guerra agli oggetti in plastica usa e getta e ai contenitori per asporto per il Parlamento Europeo spinge alla ricerca di materiali biodegradabili da inserire nel proprio magazzino e sostituirli alle proprie scorte.

Nell’Unione Europea a partire dal 2021 dovrà essere vietata la vendita degli articoli in plastica monouso, come posate, bastoncini cotonati per pulirsi le orecchie, piatti, cannucce, miscelatori per bevande (le palettine per mescolare il caffè o i bastoncini per i cocktail) e bastoncini per palloncini.

Gli eurodeputati hanno aggiunto all’elenco delle materie plastiche vietate proposto dalla Commissione i contenitori per fast-food in polistirolo espanso e gli articoli di plastica ossi-degradabili (come sacchetti o imballaggi).

L’Eurocamera dichiara inoltre guerra ai mozziconi di sigarette che contengono plastica, la cui quantità nei rifiuti va ridotta del 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030, con i produttori di tabacco chiamati a farsi carico dei costi di trattamento e raccolta, compreso il trasporto.

Lo stesso vale per i produttori di attrezzi da pesca contenenti plastica, che dovranno contribuire al raggiungimento di un obiettivo di riciclaggio fissato in almeno il 15% entro il 2025.

Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero garantire che almeno il 50% degli attrezzi da pesca contenenti plastica smarriti o abbandonati venga raccolto ogni anno.

Sempre ai paesi Ue spetterà ridurre il consumo dei prodotti in plastica per i quali non esistono alternative (scatole monouso per hamburger e panini e i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati) del 25% entro il 2025.

Altre materie plastiche, come le bottiglie per bevande, dovranno essere raccolte separatamente e riciclate al 90% entro il 2025.

La relatrice del rapporto, la liberale belga Frederique Ries, ha intenzione di aprire il negoziato con il Consiglio in novembre.

Per il trasporto di cibi freddi sono disponibili i contenitori in IngeoTM (P.L.A.), per i cibi caldi contenitori con coperchio incernierato in polpa di cellulosa, sia in versione monoscomparto, sia nelle versioni a due e a tre scomparti.

Se parliamo di cibi caldi esistono contenitori con coperchio incernierato in polpa di cellulosa in cartoncino  rivestito da una pellicola in Mater-Bi .

Non ci resta che adeguare le scorte di magazzino ai contenitori per l’asporto in materiali biodegradabili e inserle nei prodotti da acquistare nel nostro programma di gestione.

COME OTTENERE LE STELLE MICHELIN

E’ risaputo che ottenere le Stelle Michelin è la massima aspirazione per tutti gli Chef e Ristoratori.

Ottenere le stelle Michelin: Nel 1900 uscì il primo numero della guida Michelin.

Per comparire nell’ambita guida con accanto il prestigioso simbolo, è necessario ottenere dagli ispettori almeno una stella, che indica una cucina di ottimo livello. Quando dopo la prima arriva anche la seconda stella, il ristorante raggiunge dei livelli molto alti, alla soglia della perfezione che si ottiene con la terza stella, il massimo riconoscimento, la crème de la crème. In breve, le caratteristiche principali sono le seguenti:

Stelle Michel

Vedere il nome del proprio ristorante comparire sulla guida Michelin è sinonimo di qualità ed eccellenza!

Tornando indietro di qualche decennio, ci troviamo a Clermond-Ferrand in Francia, nell’azienda leader della  produzione di pneumatici, i fratelli fondatori: Édouard e André Michelin, dovevano trovare un modo per guidare gli automobilisti durante il viaggio, e così pensarono ad una guida che contenesse le recensioni e i consigli su dove mangiare, pernottare ecc. è un importante riconoscimento che veniva e che viene ancora oggi assegnato dagli ispettori, valutando la cucina, la location, lo chef, il servizio, la pulizia e tanti altri fattori.

L’Iter per ottenere le stelle Michelin

L’iter ha inizio con l’ispettore che, seduto al tavolo del ristorante ordina dal menù, che, optando per un’esperienza culinaria che consenta di valutare nel complesso, il lavoro dello Chef e di tutta la sua brigata. A partire dalla presentazione del piatto, importantissima, (anche l’occhio vuole la sua parte), per proseguire con i sapori dei piatti, l’equilibrio degli ingredienti, la tecnica della preparazione la loro qualità e la capacità del cuoco di creare un connubio unico e indimenticabile. Dopodichè si passa alla valutazione dell’approccio con la clientela, vale a dire la professionalità del servizio, la selezione ed il giusto accostamento dei vini, l’atmosfera del locale, gli arredi, la location, il rapporto qualità prezzo, per farla breve bisogna lasciare il segno.

Ogni piatto viene valutato secondo i seguenti parametri:

  • Qualità del prodotto
  • Tecnica della preparazione
  • Equilibrio fra gli ingredienti
  • Creatività dello Chef

Ogni punto della lista riceve un voto, qui non parliamo di stelle ma di, forchette, che vanno  da 1 a 5, considerando tutti gli elementi di cui abbiamo parlato in precedenza.

Alcuni consigli

Se sei un ristoratore, un consiglio che possiamo darti è quello di acquistare l’ultima guida, per quella nuova bisognerà attendere fino al mese prossimo, il 16 novembre,  ed iniziare a esaminare i ristoranti stellati nelle tue zone, provarli e cercare di imparare. Analizzare la concorrenza, o forse è più corretto dire, chi ce l’ha fatta è fondamentale.

Il secondo consiglio è quello di investire sulla propria attività, cambiare gli arredi, modernizzare e stare al passo con i tempi. Comprate un libro di architettura e rifate gli arredi, selezionate il personale migliore che riuscite a trovare, viaggiate in giro per il mondo e prendete il meglio da tante culture diverse. Iniziate questa ricerca per rendere il vostro ristorante unico nel suo genere, e con dedizione e costanza i risultati arriveranno.

Per la nuova edizione della guida, gli occhi sono puntati sul famoso chef Carlo Cracco, che l’anno scorso fece parlare di sè perchè perse una stella, ad oggi ha trasferito il suo ristorante nella galleria Vittorio Emanuele a Milano. Sicuramente comparirà un’altra stella, o magari due, così raggiungerà il massimo prestigio.

Un buon Gestionale per ristoranti è di fondamentale importanza per migliorare la qualità del servizio offerto dal tuo ristorante. Essere aggiornati con le nuove tecnologie è un passo da comprendere per portare al successo la tua attività e per avvicinarsi sempre di più alle ambite stelle Michelin.

Grazie al nostro gestionale potrai facilmente gestire qualsiasi tuo bisogno professionale. Non perderti la DEMO GRATUITA disponibile sul nostro sito o direttamente da questo link: Clicca qui

Cioccolato, ecco perchè non deve mai mancare. Celebriamo la festa del cioccolato con la gustosa ricetta della Mud cake

Parliamo di cioccolato, avete già l’acquolina in bocca?

Forse vi verrà in mente il film con Johnny Depp e Juliette Binoche dove i due s’innamoravano in una cittadina francese tra una pralina e l’altra.  O l’ultima torta cioccolatosa a cui avete rinunciato per l’elevato apporto calorico.  Sono sicura che nessuno ha pensato ai benefici che il cioccolato dona a corpo e mente, basta saper scegliere quello giusto.

Il cioccolato sbarcò in Europa nel 1502 e divenne un rimedio medico, si pensava infatti, che fosse un farmaco per la digestione, il buon funzionamento dell’organismo e che guarisse perfino dalla depressione. Allora erano credenze, che la pasta di cacao abbia proprietà superlative, oggi, ne abbiamo la certezza.

Un requisito fondamentale per un prodotto di qualità è la pasta di cacao come primo ingrediente, quindi attenti alle etichette. Brutte notizie per gli amanti delle varianti bianco e al latte, l’alleato della nostra salute è il fondente, che, dovrebbe contenere almeno il 70% di cacao; più la percentuale sale meglio è.

Il cacao, infatti, contiene i flavonoidi, potenti antiossidanti che troviamo anche nei frutti di bosco, nel vino rosso e negli agrumi. Ma perchè sono così importanti per la nostra salute?

  • Prevengono le malattie cardiovascolari

  • Proteggono le arterie

  • Migliorano la memoria

  • Antivirali

  • Antinfiammatori

  • Antiallergeni

  • Combattono l’obesità

  • Aiutano il sistema immunitario

Gli effetti positivi sono tanti e vale la pena tenerli in considerazione, tuttavia non dobbiamo tralasciare il fatto che il cioccolato è un alimento molto calorico, 100 grammi di prodotto apportano circa 500 kcal, ma se introdotto in una dieta sana ed equilibrata, qualche quadretto si potrà gustare senza sensi di colpa.

FESTA DEL CIOCCOLATO

Appuntamento immancabile per gli amanti del cioccolato, anche quest’anno Perugia ospita l’Eurochocolate, alla sua venticinquesima edizione. Dal 19 al 28 ottobre il capoluogo umbro sarà invaso da migliaia di golosi. Per l’occasione sono stati creati tre pacchetti “turistici”, che permetteranno di prendere parte alla festa del cioccolato più prestigiosa della penisola. Di seguito troverete le descrizioni delle offerte viaggio e i relativi prezzi:

  • Viaggio in giornata, viaggio a/r in bus + giornata all’eurochocolate 49 euro
  • Viaggio Weekend, viaggio a/r in bus + 2 giornate all’eurochocolate + una notte in hotel (mezza pensione) + visita guidata di Assisi 129 euro
  •  Viaggio Deluxe, viaggio a/r in bus + 2 giornate all’eurochocolate + 2 notti in hotel (mezza pensione) + visita guidata di Assisi 219 euro

E se siete amanti dell’arte, non potete perdervi la galleria a cielo aperto che offre ogni anno l’eurochocolate; i più ammirati sono gli scultori, che riescono a modellare enormi blocchi di cioccolato, creando delle opere  degne di un museo.

RICETTA MUD CAKE

Non potevamo concludere un articolo sul cioccolato senza regalarvi una ricetta, vi presentiamo la Mud Cake, o come viene chiamata nel suo paese d’origine “Mississippi Mud Cake“. Letteralmente significa torta di fango ma non fatevi ingannare, è stata denominata così per la sua consistenza morbida e cremosa, che ricorda appunto le rive del fiume Mississippi. Negli Stati Uniti questo dolce è presente nei ricettari di tutte le famiglie. Protagonista assoluto, non può che essere lui, il CioccoRe, che rende questa torta molto sostanziosa e quindi inadatta ad un consumo frequente. Per le occasioni speciali, è un peccato di gola che ci si può concedere. Una delizia per il palato che porterà le vostre papille gustative in un viaggio estasiante.

INGREDIENTI: 

  • 250 grammi di burro
  • 250 grammi di cioccolato extra fondente (minimo 70%)
  • 250 grammi di zucchero
  • 130 grammi di latte
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 tazzina di caffè (facoltativo)
  • 50 grammi di cacao in polvere
  • 200 grammi di farina
  • 1 bustina di lievito per torte
  • 150 grammi di cioccolato extra fondente
  • 60 grammi di panna fresca
  • granella di nocciole e pistacchi

PROCEDIMENTO: 

La prima cosa da fare è sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro e lo zucchero, amalgamate tutti gli ingredienti e aggiungete il latte e la tazzina di caffè, continuando a mescolare su fiamma medio bassa.

In una ciotola a parte, unite gli ingredienti secchi, quindi la farina, il lievito, il cacao in polvere e la bustina di vanillina. Mescolate gli ingredienti e con delicatezza aggiungete il composto precedentemente sciolto a bagnomaria.

Prendete un altro recipiente, rompete le uova e dopo aver aggiunto un pizzico di sale, usate la frusta o  lo sbattitore elettrico, per qualche minuto a media velocità, fino a renderle chiare e spumose.

Aggiungetele al composto e mescolate con una spatola dal basso verso l’alto, è molto importante questo passaggio per evitare di smontare il composto.

Il gioco è fatto; prendete una tortiera dal diametro di 22 cm, imburratelo e infarinatelo e infine, versate il composto.

Forno statico a 150 gradi per un’ora e mezza.

Ora arriva la parte facile e divertente, la preparazione della ganache al cioccolato; Sciogliete ancora una volta il cioccolato restante (150 gr) con la panna liquida a bagnomaria, mescolando di tanto in tanto. Quando avrà raggiunto una consistenza liscia e lucida e la cucina sarà inondata dal denso profumo di cioccolato, potrete versarla sulla mud cake. Per decorare potete aggiungere la granella di nocciole e pistacchi o in alternativa un mucchietto di frutti rossi al centro. Buon appetito!

“Non c’è così tanta metafisica sulla terra come in un cioccolatino”
(Fernando Pessoa)

RoDyMan, il robot pizzaiolo fra cucina partenopea e tech.

Gli ingredienti di quest’incredibile storia sono tre: Napoli, la pizza e la robotica. Ingredienti che, ben amalgamati, hanno creato RoDyMan, il robot-pizzaiolo.

Tutto ebbe inizio nel Prisma Lab, laboratorio di robotica dell’Università Federico II di Napoli. Qui un team di ingegneri capitanato dal prof. Bruno Siciliano ordina una pizza e ha un’intuizione: costruire un robot in grado di manipolare oggetti elastici, malleabili. Come la pasta della pizza che i nostri ingegneri stavano addentando.

E aldilà dell’impastare la pizza RoDyMan, il robot pizzaiolo, rappresenta una vera e propria tappa evolutiva nella robotica. E non solo perché i suoi movimenti fluidi abbandonano la tradizionale rigidità dei robot, ma anche perché la sua abilità potrebbe essere sfruttata in molte altre professioni manuali, anche in ambito sanitario (pensate agli avveniristici robot-chirurghi).

Un esercito di RoDyMan prenderà definitivamente il posto dei lavoratori umani?

Il prof. Siciliano assicura come RoDyMan non intenda tanto rimpiazzare l’uomo quanto affiancarlo in determinate attività. Neanche i pizzaioli in carne ed ossa, attualmente, sembrano particolarmente preoccupati da RoDyMan, infatti dubitano che una sequenza di movimenti robotici, scaturiti da algoritmi, possano rimpiazzare l’arte dei pizzaioli umani, scaturita invece dall’emozione. E da quella passione che sembra scorrere nelle loro vene come il magma del Vesuvio. “Non ci crederete ma ogni pizza ha un’anima” dice Gino Sorbillo, il pizzaiolo più noto di Napoli “un’anima che cambia da impasto a impasto”. E, per il momento, le code chilometriche fuori dal suo locale nonché i ben 150’000 occupati nel settore ristorazione lasciano ben sperare Sorbillo e suoi colleghi chef.

Tuttavia la secolare arte della pizza sembra essere stata tramandata anche a RoDyMan, i cui movimenti sono modellati su quelli del pizzaiolo Enzo Coccia, altro veterano del settore. Sullo chef sono stati infatti applicati dei sensori che permettono di trasmettere ogni movimento su uno schermo detto avatar. Da tale schermo, che funge da “mente” per RoDyMan, il robot li memorizza. E, come prevede il prof. Siciliano, nell’arco di quest’anno il robot pizzaiolo non avrà nulla da invidiare ai suoi “colleghi” in carne ed ossa, tanto che potrà fare sfoggio della sua abilità al Pizza Festival di maggio 2018. Lì, sotto gli occhi increduli dei visitatori, cucinerà pizze senza saltare alcuna fase di preparazione, partendo dall’impasto e arrivando alla cottura.

Tuttavia, quanto è costato RoDyMan, il robot pizzaiolo ?

 Il prof. Siciliano non nasconde una spesa da centinaia di migliaia di euro, che tuttavia è stata premiata con un finanziamento di ben due milioni che ha permesso al Prisma Lab dell’Università Federico II di Napoli di reclutare borsisti di dottorato da università di ogni parte del mondo. Una bell’inversione di tendenza rispetto ai laureati italiani che vanno all’estero, che riempie di orgoglio il prof. Siciliano e l’università partenopea.

Food News: Las Bravas, due spagnole in Italia a bordo di un food truck

Cosa è un food truck? È la casa dello street food. Conosciamo Las Bravas

Valentina e Mireja ne hanno fatto la loro professione e, dopo aver girato in lungo e in largo per la Spagna, arrivano in Italia a bordo del loro rimorchio blu: si chiamano Las Bravas e la loro specialità sono le tapas.

Arrivano a Milano e da lì partiranno per farsi conoscere in tutto lo stivale. La loro è una cucina su ruote nella quale preparano in versione rivisitata le specialità culinarie della penisola iberica. Mireja è di origine spagnola, Valentina ha vissuto a Barcellona tanto a lungo da innamorarsene. Il loro progetto nasce dall’amore per la cultura culinaria spagnola e dalla voglia di condividerla ed esportarla: da qui l’idea di riproporre ricette iberiche in versione street food e mettere sulla loro impresa itinerante.

Ma quali sono stati i passaggi per mettere su un tapas bar, o in generale un food truck, su due ruote?

L’iter è lungo e parte sempre da una buona idea e tanta buona volontà per metterla in atto. Bisogna aver ben chiari i propri obiettivi e l’identità della propria attività, valutandone bene tanto tanto le spese quanto i possibili guadagni.

Successivamente, bisogna avere a che fare con la burocrazia: occorre innanzitutto l’attestato del corso di Somministrazione Alimenti e Bevande. Altro passo fondamentale, l’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, la registrazione all’Inps e alla Camera di Commercio. Bisogna poi recarsi al Comune di residenza per ottenere la licenza al commercio itinerante, e informarsi in quali strade è consentito sostare e vendere e in quali orari. Ogni Comune ha un suo regolamento e conoscere bene le norme permette di evitare problemi di ogni sorta e sanzioni.

Quali sono i vantaggi di un food truck?

I costi iniziali non sono certo quelli dell’apertura di un vero e proprio ristorante ed è facile ammortizzarli rapidamente.

Puoi più facilmente fidelizzare il cliente: il rapporto con chi “mangia” è più diretto e informale rispetto che nella ristorazione tradizionale. Anche la vendita risulta semplificata e veloce: il formato street food è più pratico rispetto alle classiche “portate”, e aiuta la crescita dei profitti.

Puoi spostarti e partecipare a festival, eventi o anche scegliere i luoghi migliori che offrono maggiori possibilità di vendita: se un posto non funziona, riaccendi il motore e via!

Le Statistiche di Ristomanager per monitorare l’attività

La nuova puntata del nostro vlog tratterà la funzione delle Statistiche di Ristomanager, il metodo migliore per tenere costantemente sotto controllo i risultati della vostra attività. Grazie ai suoi potenti filtri, potrete conoscere fin nei minimi dettagli l’andamento delle vendite anche di un singolo tavolo, in un periodo preciso.

Le Statistiche di Ristomanager sono fondamentali per comprendere i punti di forza e quelli di rischio della vostra attività.

Quello che salta subito all’occhio quando visualizzate le Statistiche di Ristomanager, è la completezza dei dati, che vengono visualizzati in una tabella di chiara lettura e facile consultazione, accompagnata nella parte inferiore, da un grafico con l’andamento delle vendite di un determinato periodo, che potrete decidere prima di generare le statistiche.

Le Statistiche di Ristomanager vi permettono di filtrare i dati in vari modi: potete scegliere innanzitutto il tipo di “Vendite” che volete consultare, ovvero “Cassa Veloce” o “Ordinazioni”, filtrare le vendite per un singolo tavolo (opzione non disponibile se scegliete le vendite da “Cassa Veloce”), o consultare quelle di un determinato “Anno”.

E’ inoltre possibile stabilire che andamento deve seguire il grafico sottostante, per cui potrete conoscere le vendite di un intero anno (precedentemente selezionato dall’apposito menu) suddivise per mese, o quelle di un mese specifico selezionabile dal menu che compare scegliendo l’”Andamento” > “Mensile”.

Tutti questi filtri possono essere combinati tra di loro facilmente, permettendovi di conoscere ogni dettaglio della vostra attività, arrivando ad esempio a conoscere le vendite e addirittura cosa è stato ordinato da un ipotetico tavolo denominato “Fantasia” in un singolo giorno del mese di Marzo 2015.

Potrete infine scegliere il tipo di Grafico fra “Istogramma” e “Lineare” a seconda di quale trovate di più facile comprensione o più comodo. Accanto al grafico verrà visualizzato in ogni caso un elenco delle vendite suddiviso per Mesi (nel caso abbiate scelto l’Andamento “Annuale”) o per Giorni (scegliendo l’Andamento “Mensile”) con il totale delle vendite di quel periodo.

Nel vlog troverete tutte queste informazioni insieme a tante altre.

Per cui vi suggeriamo di dargli un’occhiata cliccando sull’immagine presente in questo stesso articolo. Augurandovi una buona visione, vi diamo appuntamento al prossimo episodio del nostro vlog!

Ristomanager: come inserire prodotti e ingredienti.

Bentornati al Vlog di Ristomanager, giunto ormai al suo settimo episodio! In esso, vi daremo alcuni accenni sull’inserimento delle vostre pietanze e prodotti con ingredienti all’interno del software, il tutto in pochi e semplici passaggi.

Inserire prodotti con ingredienti permette di gestire al meglio le aggiunte disponibili.

Iniziamo col dire che Ristomanager suddivide i prodotti in due tipologie principali, vale a dire i Prodotti in Magazzino e le Pietanze. I primi sono solitamente tutti quei prodotti in confezione o comunque già pronti da servire, pertanto avremo la possibilità, dato che si suppone che vengano stoccati nel vostro magazzino, di memorizzarne le Quantità, il Prezzo Unitario e altri dati simili, utili alla loro archiviazione.

I prodotti di tipo Pietanze invece, rappresentano i preparati da cucina, e a differenza dei prodotti da Magazzino, non occorre sapere quei dati già menzionati, e infatti selezionando “Pietanza” come tipologia di prodotto, essi vengono disattivati completamente. E’ possibile invece definire gli Ingredienti da cui è composta la Pietanza, una volta selezionata l’opzione “Attiva gli Ingredienti”; potrete anche definire il costo di ogni ingrediente, così da potere utilizzare gli Ingredienti anche come Aggiunte, al momento della comanda e stabilire inoltre il giusto prezzo delle Pietanze, da inserire nel menu.

Una volta deciso quale tipo di prodotto state inserendo in magazzino, potete assegnarlo ad una categoria, e potete anche decidere di nascondere tale prodotto o pietanza dalla lista presente sui tablet o durante l’ordinazione dal gestionale installato su computer, semplicemente togliendo il segno di spunta dall’opzione “Visualizza il prodotto negli ordini” nella finestra di aggiunta dei prodotti. Questo vi risulterà molto utile per tutti quei prodotti conservati in confezioni multiple o comunque che non possono essere ordinati dalla clientela.

Una funzione molto utile è anche quella che vi permette di assegnare una immagine ad un prodotto di entrambe le tipologie. Potete assegnare le immagini anche a prodotti con ingredienti o pietanze già esistenti, in questo modo saranno subito riconoscibili all’interno della Cassa Veloce, per velocizzare il reparto da asporto o il servizio al bar.

Per ulteriori informazioni riguardanti i prodotti, il loro inserimento e la loro gestione generale, vi consigliamo di consultare la nostra “Guida all’Uso di Ristomanager” presente all’indirizzo:

http://wiki.softwareristorante.net