Cioccolato, ecco perchè non deve mai mancare. Celebriamo la festa del cioccolato con la gustosa ricetta della Mud cake

Parliamo di cioccolato, avete già l’acquolina in bocca?

Forse vi verrà in mente il film con Johnny Depp e Juliette Binoche dove i due s’innamoravano in una cittadina francese tra una pralina e l’altra.  O l’ultima torta cioccolatosa a cui avete rinunciato per l’elevato apporto calorico.  Sono sicura che nessuno ha pensato ai benefici che il cioccolato dona a corpo e mente, basta saper scegliere quello giusto.

Il cioccolato sbarcò in Europa nel 1502 e divenne un rimedio medico, si pensava infatti, che fosse un farmaco per la digestione, il buon funzionamento dell’organismo e che guarisse perfino dalla depressione. Allora erano credenze, che la pasta di cacao abbia proprietà superlative, oggi, ne abbiamo la certezza.

Un requisito fondamentale per un prodotto di qualità è la pasta di cacao come primo ingrediente, quindi attenti alle etichette. Brutte notizie per gli amanti delle varianti bianco e al latte, l’alleato della nostra salute è il fondente, che, dovrebbe contenere almeno il 70% di cacao; più la percentuale sale meglio è.

Il cacao, infatti, contiene i flavonoidi, potenti antiossidanti che troviamo anche nei frutti di bosco, nel vino rosso e negli agrumi. Ma perchè sono così importanti per la nostra salute?

  • Prevengono le malattie cardiovascolari

  • Proteggono le arterie

  • Migliorano la memoria

  • Antivirali

  • Antinfiammatori

  • Antiallergeni

  • Combattono l’obesità

  • Aiutano il sistema immunitario

Gli effetti positivi sono tanti e vale la pena tenerli in considerazione, tuttavia non dobbiamo tralasciare il fatto che il cioccolato è un alimento molto calorico, 100 grammi di prodotto apportano circa 500 kcal, ma se introdotto in una dieta sana ed equilibrata, qualche quadretto si potrà gustare senza sensi di colpa.

FESTA DEL CIOCCOLATO

Appuntamento immancabile per gli amanti del cioccolato, anche quest’anno Perugia ospita l’Eurochocolate, alla sua venticinquesima edizione. Dal 19 al 28 ottobre il capoluogo umbro sarà invaso da migliaia di golosi. Per l’occasione sono stati creati tre pacchetti “turistici”, che permetteranno di prendere parte alla festa del cioccolato più prestigiosa della penisola. Di seguito troverete le descrizioni delle offerte viaggio e i relativi prezzi:

  • Viaggio in giornata, viaggio a/r in bus + giornata all’eurochocolate 49 euro
  • Viaggio Weekend, viaggio a/r in bus + 2 giornate all’eurochocolate + una notte in hotel (mezza pensione) + visita guidata di Assisi 129 euro
  •  Viaggio Deluxe, viaggio a/r in bus + 2 giornate all’eurochocolate + 2 notti in hotel (mezza pensione) + visita guidata di Assisi 219 euro

E se siete amanti dell’arte, non potete perdervi la galleria a cielo aperto che offre ogni anno l’eurochocolate; i più ammirati sono gli scultori, che riescono a modellare enormi blocchi di cioccolato, creando delle opere  degne di un museo.

RICETTA MUD CAKE

Non potevamo concludere un articolo sul cioccolato senza regalarvi una ricetta, vi presentiamo la Mud Cake, o come viene chiamata nel suo paese d’origine “Mississippi Mud Cake“. Letteralmente significa torta di fango ma non fatevi ingannare, è stata denominata così per la sua consistenza morbida e cremosa, che ricorda appunto le rive del fiume Mississippi. Negli Stati Uniti questo dolce è presente nei ricettari di tutte le famiglie. Protagonista assoluto, non può che essere lui, il CioccoRe, che rende questa torta molto sostanziosa e quindi inadatta ad un consumo frequente. Per le occasioni speciali, è un peccato di gola che ci si può concedere. Una delizia per il palato che porterà le vostre papille gustative in un viaggio estasiante.

INGREDIENTI: 

  • 250 grammi di burro
  • 250 grammi di cioccolato extra fondente (minimo 70%)
  • 250 grammi di zucchero
  • 130 grammi di latte
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 tazzina di caffè (facoltativo)
  • 50 grammi di cacao in polvere
  • 200 grammi di farina
  • 1 bustina di lievito per torte
  • 150 grammi di cioccolato extra fondente
  • 60 grammi di panna fresca
  • granella di nocciole e pistacchi

PROCEDIMENTO: 

La prima cosa da fare è sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro e lo zucchero, amalgamate tutti gli ingredienti e aggiungete il latte e la tazzina di caffè, continuando a mescolare su fiamma medio bassa.

In una ciotola a parte, unite gli ingredienti secchi, quindi la farina, il lievito, il cacao in polvere e la bustina di vanillina. Mescolate gli ingredienti e con delicatezza aggiungete il composto precedentemente sciolto a bagnomaria.

Prendete un altro recipiente, rompete le uova e dopo aver aggiunto un pizzico di sale, usate la frusta o  lo sbattitore elettrico, per qualche minuto a media velocità, fino a renderle chiare e spumose.

Aggiungetele al composto e mescolate con una spatola dal basso verso l’alto, è molto importante questo passaggio per evitare di smontare il composto.

Il gioco è fatto; prendete una tortiera dal diametro di 22 cm, imburratelo e infarinatelo e infine, versate il composto.

Forno statico a 150 gradi per un’ora e mezza.

Ora arriva la parte facile e divertente, la preparazione della ganache al cioccolato; Sciogliete ancora una volta il cioccolato restante (150 gr) con la panna liquida a bagnomaria, mescolando di tanto in tanto. Quando avrà raggiunto una consistenza liscia e lucida e la cucina sarà inondata dal denso profumo di cioccolato, potrete versarla sulla mud cake. Per decorare potete aggiungere la granella di nocciole e pistacchi o in alternativa un mucchietto di frutti rossi al centro. Buon appetito!

 

“Non c’è così tanta metafisica sulla terra come in un cioccolatino”
(Fernando Pessoa)

 

 

 

 

Le farine farine per la pizza: scegli quella al caso tuo.

Come scegliere le migliori farine per la pizza.

Tutti coloro che, per mestiere o per semplice passione, intendono preparare la classica pizza, dovranno conoscere le migliori farine per la pizza in commercio da utilizzare al fine di creare al meglio il proprio prodotto. Attraverso questa sorta di guida elencheremo tutte le migliori farine utilizzabili per l’impasto della pietanza più amata al mondo: la pizza.

Conoscere le farine che si utilizzano risulterà fondamentale per la preparazione e la riuscita finale del prodotto, spesso causa di insuccessi e lamentele. Acquistare la prima farina sul ripiano di un supermercato non è sufficiente, ma lo stesso discorso vale anche per i pizzaioli di professione.

Ogni farina possiede proprietà e pregi differenti, come ci viene ricordato anche sul sito Esaustivo.it. Esse si sposano con determinate determinate, per risultare del tutto inadatte ad altre. Per essere certi dell’acquisto della farina giusta si dovranno valutare tutta una serie di caratteristiche come tipologie di grano, forza e contenuto di proteine.

CARATTERISTICHE DELLE DIVERSE TIPOLOGIE DI FARINE

FARINA TIPO 0: la farina di tipo “0” è ricca di glutine e molto indicata per l’impasto del pane tradizionale. Essa è più grossolana e meno fine della farina “00”.

FARINA TIPO 00: essa è la farina di uso più comune in cucina, nonché la più venduta. La sua fine granulazione deriva dalla lavorazione a cui sono sottoposte le parti più interne dei semi di grano teneri. Durante questo processo di lavorazione però vengono eliminati tutta una serie di nutrienti come i sali minerali, le fibre e le vitamine contenuti nel grano. Il risultato è una farina che, malgrado la semplicità di utilizzo, è priva dei nutrienti essenziali. Ciò comporta che sia più ricca di zuccheri e meno digeribile di altri tipi di farina.

FARINA TIPO 1: questo tipo di farina ha al suo interno un’alta concentrazione di germe di grano e crusca, utili all’organismo. La sua consistenza si sposa perfettamente con la preparazione di pizze, dolci da forno e pane.

FARINA TIPO 2: questa tipologia di farina la rende un prodotto semi-integrale dovuto ad una macinazione più grossolana, ad alto contenuto di fibre. Rispetto alla farina totalmente integrale la sua consistenza permette una più semplice lavorazione, ma la lievitazione dell’impasto avverrà molto più lentamente rispetto ad una farina tradizionale di tipo 00 e 0. La farina di tipo 2 viene comunemente impiegata nella preparazione di pizza, pane e dolci da forno.

FARINA INTEGRALE: la lavorazione di questa farina risulta essere più difficoltosa rispetto alle altre tipologie analizzate finora, ma il suo contenuto di nutrienti essenziali rimane il più alto grazie alla macinazione per intero del grano. La sua consistenza al tatto si presenta granulosa, mentre la sua lavorazione richiede una mano esperta, ma tuttavia è possibile acquistare il prodotto macinato a pietra, per consentire una maggiore lavorazione casalinga dell’impasto, ideale anche per la preparazione delle pizze.

FORZA DELLE FARINE

Le farine vengono classificate in base alla forza, calcolata in “W“. La “W” è un’unità di misura che indica la capacità di:

  1. assorbire i liquidi durante il processo di lavorazione dell’impasto
  2. trattenere l’anidride carbonica utile alla lievitazione. Tale capacità dipende dalla presenza di glutine nella farina stessa.

Le diverse farine si dividono quindi in forti e deboli, dalle più forti fino a un valore riportato in etichetta di 500 W, alle più deboli da 130 W.

FARINE DEBOLI: esse raggiungono i 170 W e assorbono circa il 50% dei liquidi durante il processo di impasto. Sono indicate soprattutto per la preparazione dei biscotti.

FARINE MEDIE: queste tipologie di farine raggiungono i 180 W fino a 260 W, assorbendo il 65% dei liquidi durante l’impasto, associate alla preparazione dei panini.

FARINE FORTI: esse raggiungono una capacità fra i 270 e i 350 W, assorbendo in media il 70% dei liquidi durante il processo di impasto. Esse risultano quindi ideali per la preparazione delle pizze, soprattutto la farina di Manitoba, che con la sua capacità di assorbimento di liquidi del 90% compensa quello delle farine più deboli.

FARINE MOLTO FORTI: queste farine oltrepassano i 350 W, assorbendo il 90% dei liquidi durante il processo di lavorazione dell’impasto. Sono impiegate soprattutto in pasticceria per dolci come i panettoni e i pandori.

MISURAZIONE DELLE CENERI DELLE FARINE: ogni farina riporta in etichette il proprio contenuto di sali minerali intatti dopo la lavorazione di macinazione. Le ceneri rappresentano l’unità di misura della raffinazione della farina stessa, più il loro apporto risulterà basso maggiore sarà la raffinazione subita. Allo stesso modo saranno riportate in etichetta anche i valori delle proteine delle diverse farine, corrispondenti alla Gliadina e alla glutenina.

Come adattare il menù alla legge sugli allergeni

Il 13 dicembre 2014 è entrata in vigore la nuova legge sugli allergeni.

La legge sugli allergeni prevede che il consumatore di un qualsiasi prodotto alimentare sia a conoscenza degli ingredienti contenuti nei cibi, allergeni inclusi. Questo non vale soltanto i cibi da “etichetta”, ovvero i prodotti confezionati, bensì anche per i menù dei ristoranti.

Cosa è un allergene?

È una sostanza generalmente innocua per buona parte dei consumatori, ma pericolosa a vario livello per i soggetti allergici. Può infatti produrre crisi allergiche di varia gravità, come asma, eruzioni cutanee e altro ancora.

Secondo la nuova legge, la loro presenza va indicata tra gli ingredienti e messa in evidenza (attraverso l’uso del grassetto o di un carattere diverso, per esempio), nelle etichette dei cibi preconfezionati. Per i ristoranti, invece, è un po’ diverso.

Come adattare il menù alla legge sugli allergeni?

Innanzitutto, gli ingredienti ed eventuali allergeni vanno segnalati prodotto per prodotto. Non va bene, per esempio, il cartellone unico che raduna in un’unica dicitura tutti gli ingredienti base dei gelati di una gelateria o dei cibi di un bar; devono, piuttosto, essere elencati uno ad uno ed in maniera completa ed individuale. E, a proposito di bar o ristoranti, la legge prevede che tutto avvenga per iscritto: non basta che sia il ristoratore o il barista a dare informazioni “a voce” sui prodotti.

Come adattare il menù alle nuove disposizioni? Niente cambiamenti drastici!

Deve essere preparate una documentazione completa circa gli ingredienti che compongono ogni singola portata. Questa può essere allegata al menù o consegnata su richiesta ai consumatori. Importante: è tuttavia obbligatorio segnalare in modo evidente, sul menù, la presenza di questa documentazione. O ancora, ribadirla sul registro o su un apposito cartello.

come adattare il menù alla legge sugli allergeni

Quali sono i prodotti che contengono allergeni? 

Purtroppo per chi ne soffre, sono più comuni di quanto si possa immaginare: circa cento. Evitare pericoli tuttavia è semplice, e la lista dei principali responsabili di reazioni allergiche si restringe a quattordici. Sono questi quelli che necessitano di segnalazione obbligatoria.

Ricordatevi di controllare gli ingredienti della merce che acquistate per il vostro locale e segnalare l’eventuale presenza di allergeni (es: può contenere tracce di frutta a guscio) nei vostri documenti. Ecco una lista per cominciare a prendere dimestichezza con la legge sugli allergeni e i cibi coinvolti.

1. Cereali contenenti glutine: grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati. Ne sono esclusi: sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio; maltodestrine a base di grano; sciroppi di glucosio a base di orzo; cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici;

2. Crostacei e prodotti a base di crostacei.

3. Uova e prodotti a base di uova.

4. Pesce e prodotti a base di pesce. Si escludono: gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi; gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino.

5. Arachidi e prodotti a base di arachidi.

6. Soia e prodotti a base di soia, tranne: olio e grasso di soia raffinato; tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo D-alfa naturale, tocoferolo acetato D-alfa naturale, tocoferolo succinato D-alfa naturale a base di soia; oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia; estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia.

7. Latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio), tranne: a) siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola; b) lattiolo.

8. Frutta a guscio e i suoi prodotti, tranne per la frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.

9. Sedano e prodotti a base di sedano.

10. Senape e prodotti a base di senape.

11. Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo.

12. Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini di SO2 totale da calcolarsi per i prodotti così come proposti pronti al consumo o ricostituiti conformemente alle istruzioni dei fabbricanti.

13. Lupini e prodotti a base di lupini.

14. Molluschi e prodotti a base di molluschi.

Cos’è lo scalogno: caratteristiche di un must della cucina cinese.

Lo scalogno insieme con lo zenzero fresco e l’aglio, fa parte di ciò che lo chef Martin Yan ha definito “la santa trinità della cucina cinese.” Lo scalogno (chiamata “cipolle verdi” negli Stati Uniti) e sono indispensabili nella cucina cinese. Il loro delicato, sapore è usato in marinate, pollame, e in piatti cotti, in particolare fritture. In cucina cantonese, lo scalogno è spesso accoppiato con zenzero in piatti di pesce, e le due aromatici sono utilizzati in un condimento di olio riscaldato servito con cipolla in camicia bianca e pollo tagliato.

Gli scalogni sono anche utilizzati come guarnizione: entrambe le spazzole dello scalogno compresi i rami sono fatte a taglio per formare una frangia attraente.

Tassonomia

Lo scalogno è un membro della famiglia dell’aglio che comprende anche le cipolle e i porri.

Il nome tassonomico per scalogno è Allium fistulosum (il nome della specie significa tubolare o vuoto). Una cipolla si raggruppa e cresce in ciuffi, invece lo scalogno sono identificabili dai loro cavi, foglie verde scuro e gli steli fini e neri.

Dalla Cina,  l’ Allium fistulosum si diffuse in Giappone, Asia e in Europa, fino a raggiungere l’Inghilterra agli inizi del 1600, in cui è stato chiamato “cipolla gallese” .. Oggi gli scalogni sono coltivati ​​in tutto il mondo.

Come scegliere un negozio di Scalogni

Gli Scalogni sono venduti in mazzi nella sezione prodotti della maggior parte dei supermercati. Quando si sceglie uno scalogno è sempre meglio cercare quelli con società, foglie arricciato e liscio, e con il bianco immacolato degli steli. Evitare qualsiasi grappoli con foglie e steli appassiti che hanno cominciato a ingiallire.Per pulire e conservare gli scalogni, rimuovere l’elastico, sciacquare abbondantemente con acqua corrente fredda e asciugateli con carta assorbente. Avvolgere lo scalogno in un tovagliolo di carta leggermente umido e tenere in un sacchetto di plastica richiudibile o contenitore in frigorifero.