Il futuro della ristorazione dopo il coronavirus

autore articolo Robera fabozzi data articolo 9 Aprile 2020 commenti articolo 0 commenti

Il futuro della ristorazione dopo il coronavirus resta ancora un punto interrogativo. Fra pronostici altalenanti, fra chi guarda al futuro con ottimismo, perché ritiene non cambierà nulla nella sostanza, e chi, invece, immagina uno scenario completamente differente, resta una sola verità: in questo momento i ristoratori sono in serie difficoltà economiche.

Si tratta di lavoratori a partiva IVA che devono far rientrare il quadro a fine mese, senza sicurezza di un fisso mensile. E no, non si tratta dell’eterno conflitto fra lavoro privato e pubblico, ma solo la constatazione di una fetta della società attualmente in gran difficoltà, mentre si discute sui sussidi statali che gli spettano.

Nel frattempo, c’è chi è arrivato a scrivere lettere al presidente Conte per spiegare che no, lasciamo stare i sussidi, meglio sperare nel reddito di cittadinanza.

futuro ristorazione

Il futuro della ristorazione comincia dagli spazi

La chiusura totale di tutte le attività considerate non necessarie sta creando molto scompiglio in vari settori dell’economia italiana. Relativamente alla ristorazione, quali sono le previsioni per il futuro? Molti ristoratori con le serrande abbassate dovranno preoccuparsi di riorganizzare l’intera attività, partendo dalla disposizione delle sedute.

Finita la quarantena, non finiranno le norme di sicurezza; la lenta riapertura delle attività commerciali, compresa la ristorazione, saranno sottoposte a rigide regole di distanziamento sociale, con lo scopo di evitare nuovi focolai. Ma cosa vuol dire per il settore della ristorazione limitare l’affollamento di luoghi pubblici?

Più food delivery?

Un primo elemento di cambiamento dovrà riguardare il ricalcolo degli spazi fra i tavoli – meno di un metro di distanza l’uno dall’altro. Le ripercussioni da un punto di vista economico sono notevoli, perché sarà automaticamente esclusa una fetta di clientela che, in base alla nuova normativa post Covid-19 in materia di capienza, sono considerati in esubero.

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Il secondo elemento previsto è l’incremento del food delivery. Se il trend andava bene prima della pandemia, durante e dopo la quarantena sembra proprio che l’asticella continuerà a cresce in questa direzione. La consegna dei piatti a domicilio, per quanto comodo, non significa abbassare la guardia. Anzi, il marketing del food dovrà lavorare ancora di più per rendere appealing i piatti.

Se l’articolo vi è piaciuto, lasciateci un commento! Come state riorganizzando le vostre attività?

Il futuro della ristorazione dopo il coronavirus ultima modifica: 2020-04-09T15:54:44+02:00 da Robera fabozzi