COME ORGANIZZARE UN EVENTO ENOGASTRONOMICO

Ecco tutti i documenti riguardanti l’iter autorizzativo e la gestione della sicurezza per la realizzazione di manifestazioni temporanee.

Prioritaria è la copertura assicurativa RCT e copia devento enogastronomicoelle autorizzazioni.

Parliamo di una MANIFESTAZIONE con sola somministrazione di alimenti e bevande.

Se la capienza è pari od inferiore a 200 persone con strutture dotatedi agibilità (Entro le 24 ore) occorre:

  • Relazione descrittiva della manifestazione con allegato Programma dettagliato
  • Copia Notifica sanitaria (per specifiche, vedi inizio pagina)
  • SCIA (Mod. CAPES09C)
  • Relazione tecnica illustrativa (Mod. CAPES10C) e allegati, a firma del Presidente
  • Copia del Protocollo di Igiene ed Autocontrollo a firma del Presidente (HACCP)
  • COPIA del CONTRATTO con la Società di smaltimento rifiuti

N.B. NON C’E’ RILASCIO  DELLA LICENZA DA PARTE DEL COMUNE .

NON SI RENDE NECESSARIA LA VERIFICA CON SOPRALLUOGO DA PARTE DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA SUI LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO.

 

Parliamo di una MANIFESTAZIONE è dedicata al solo pubblico spettacolo e di intrattenimento.

Se la capienza pari od inferiore a 200 persone (Entro le ore 24) è necessario:

  • Relazione descrittiva della manifestazione con allegato Programma dettagliato
  • SCIA (Mod. CAPPA40C) PUBBLICO SPETTACOLO O TRATTENIMENTO
  • DICHIARAZIONE TECNICA SOSTITUTIVA (Mod.CAPPA41C)
  • RELAZIONE TECNICA SOSTITUTIVA (Mod. CAPPA42C)
  • COPIA PERMESSO  SIAE
  • COPIA DEL CONTRATTO CON LA SOCIETA’ SMALTIMENTO RIFIUTI

 

N.B. NON C’E’ RILASCIO DELLA LICENZA DA PARTE DEL COMUNE .

NON SI RENDE NECESSARIA LA VERIFICA CON SOPRALLUOGO DA PARTE DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA SUI LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO.

 

Occupiamoci di una MANIFESTAZIONE con somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico spettacolo e/o intrattenimento.

Se la capienza pari od inferiore a 200 persone (Entro le 24) occorre:

  • Relazione descrittiva della manifestazione con allegato Programma dettagliato
  • Copia Notifica sanitaria (per specifiche, vedi inizio pagina)
  • SCIA (Mod. CAPES09C)
  • SCIA (Mod. CAPPA40C)PUBBLICO SPETTACOLO O TRATTENIMENTO
  • DICHIARAZIONE TECNICA SOSTITUTIVA (Mod.CAPPA41C)
  • RELAZIONE TECNICA SOSTITUTIVA (Mod. CAPPA42C)
  • Copia del Protocollo di Igiene ed Autocontrollo a firma del Presidente (HACCP)
  • COPIA PERMESSO  SIAE
  • COPIA del CONTRATTO con la Società di smaltimento rifiuti

 

N.B. NON C’E’ RILASCIO  DELLA LICENZA DA PARTE DEL COMUNE .

NON SI RENDE NECESSARIA LA VERIFICA CON SOPRALLUOGO DA PARTE DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA SUI LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO.

Una volta espletati tutti gli obblighi burocratici dotatevi di un software gestionale 

in grado di gestire un numero davvero alto di comande e che funzioni senza internet . Perchè?

Con un alto afflusso di gente è normale che i telefoni non abbiano linea e internet si blocchi.

I normali gestionali con utilizzo internet sono la causa delle lunghe attese durante eventi dove la velocità è l’elemento di scelta del consumatore.

Eppoi la semplicità per aiutare i camerieri temporanei reclutati poco esperti.

Buon lavoro!

 

GESTIONE MAGAZZINO: un sistema produttivo .

Un ristorante dal punto di vista logistico è un vero e proprio sistema produttivo che trasforma la materia prima (i vari ingredienti) in un prodotto finito (il piatto).scorte magazzino

Alla componente “industriale” va aggiunto il servizio ai tavoli, la creatività dello chef, l’arredo del locale e così via.

Considerare il ristorante come un sistema produttivo facilita la gestione delle scorte.

Consente inoltre di applicare i modelli di gestione elaborati per la produzione industriale.

Il sistema di produzione del ristorante si configura come un sistema MTO (make to order) .

Viene realizzato il piatto solo quando il cliente lo ordina.

Non vi sono scorte di prodotti finiti salvo qualche eccezione come i dolci che conviene metteri in vetrina.

Altra caratteristica del ristorante è la presenza di una distinta base composta da un solo livello, singolo ingrediente .

La pasta fresca o altre preparazioni di base della cucina li consideriamo semilavorati.

Questi elementi ci consentono di determinare il sistema di gestione delle scorte.

Ovviamente sarà relativo alle materie prime e a qualche semilavorato. Consideriamo le caatteristiche di alcuni elementi logistici come ad esempio le scadenze delle materie prime.

Il magazzino solitamente presenta spazi limitati e sono necessarie aree dedicate a specifici prodotti come lagestione magazzino cella frigo o la cantina.

Infine bisogna considerare la gestione delle vendite.

Questa può prevedere un menù fisso oppure un menù alla carta.

Nel primo caso per la gestione delle scorte è necessario prevedere solo le quantità acquistate, mentre nel menù alla carta bisogna prevedere anche la tipologia di prodotti.

Queste caratteristiche ci consentono di individuare una tecnica di gestione delle scorte mista. Significa che alcune materie prime si gestiscono a fabbisogno e le altre a ripristino.

Nel caso di menù fisso sarà indicata una gestione a fabbisogno per molte materie prime. Nel caso di un menù alla carta, allargheremo la gestione a ripristino.

Tra le varie materie prime vanno gestiti a fabbisogno i prodotti freschi e quelli che sono presenti in pochissimi piatti. Possono essere gestiti a ripristino prodotti che hanno una scadenza più lunga o che sono presenti in moltissimi piatti.

Una corretta gestione delle scorte non può prescindere dalla presenza di un sistema informativo che ci consente di avere a disposizione lo storico delle vendite, le ricette, e le giacenze di magazzino.

Le materie prime incidono sul fatturato di un ristorante mediamente intorno al 30-35%, quindi riuscire ad ottimizzare le scorte contribuisce in maniera notevole ad aumentare l’utile o riuscire ad abbassare il prezzo di vendita consentendo di aumentare la clientela.

Esistono diversi software specificatamente elaborati per la gestione di un ristorante.

Nel caso di una piccola attività meglio non cercare di cavarsela con un foglio di calcolo e con un database delle ricette. I soldi risparmiati li perderai in ore a correre dietro ai problemi.

E assicurati di spendere nella qualità.

Ti consiglio RISTOMANAGER , scarica la versione gratuita , provalo . Ti renderai conto di quanto tempo potevi ver già risparmiato e quanto potrai guadagnare da ogni caratteristica del software gestionale.

Poi lascia al programma i numeri e tu dedicati ai clienti e alla creatività.

 

 

Vuoi incrementare i guadagni del tuo locale?

Cosa fa la differenza tra un pub ristorante pizzeria bar che è sempre pieno e uno con le stesse caratteristiche che è spesso vuoto anche durante i weekend?
L’essenziale è invisibile agli occhi!
Ciò che molti i ristoratori ignorano presi dalla gestione quotidiana delle emergenze ha dato vita a numerosi  numerosi programmi televisivi come Cucine da incubo, Hell’s Kitchen, Orrori da gustare …

Chi è il tuo cliente tipo? Quanto spende? Importante individuare il cliente targhet e adeguare prezzo e offerta del menù, ma prevedere anche qualche variante.

Il tuo locale é visibile, facilmente raggiungibile ? Trovare parcheggio è facile? Se non è in un posto nevralgico, ad alta frequenza di passanti, assicurati una segnaletica e hai registrato su google map con foto.Indica dove parcheggiare.
Che prezzi hanno i tuoi concorrenti ? E riguardo ai servizi, prodotti, comunicazione del  loro personale? Che  flusso di clientela che sono in grado di attirare? Studia il mercato, la capacità di spesa della tua clientela, osserva il quadro macro-economico e saprai quale valore aggiunto offrire.
Il primo asso nella manica è far sentire il cliente a casa al punto di parlare talmente bene del tuo locale che svolgerà il ruolo di influencer nella sua cerchia d’amicizie reali e virtuali, fotografando e taggandosi nel locale o fotografando il tuo lavoro nel suo piatto.
Secondo punto essenziale è una buona visibilità virtuale che significa gestione continua della pagina facebook del locale, con post frequenti e risposte immediate alle domande e dubbi, un lavoro magari da affidare ad un professionista o/e a una persona esterna .
Saper gestire l’imprevisto attraverso un palmare con un software che non s’impalli nel momento in cui il locale è pieno,  può fare la differenza. Questo è fondamentale, a volte dato per scontato ma se succede è difficile che il cliente ritorni. Lascia al software comande e soluzioni così potrai dedicare il tuo sorriso e il saluto a vecchi e nuovi clienti, valorizzandoli . Vincente anche un selfie con i clienti su facebook o instagram .

Molto importante è pretendere sorriso e un po’ di comunicazione dal personale.
Tutto passa dalle attraverso i tuoi dipendenti, da come sapranno consigliare agli indecisi il piatto del giorno, abbinare o raccontare la birra del mese o il vino oppure risolvere un dubbio o ,semplicemente, accogliere con discrezione.

Nuovi stili di vita frenetica e attenzione alla salute sono la linea guida per il moltiplicarsi di locali vegani o adatti ad intolleranze e allergie, oggi frequenti. Sei preparato per queste richieste frequenti? Basterà creare 2/3 piatti speciali dedicati ai vegani e chi ha intolleranze e allergie, compresi i dolci . Quanti vorrebbero un dolce alla fine ma sono tutti pieni di burro e latte?

Così conquisti intolleranti /allergici , celiaci e vegani . Pochi euro che spenderebbero volentieri e tu sai come fare .

 

COME OTTENERE LE STELLE MICHELIN

E’ risaputo, le stelle Michelin sono la massima aspirazione di tutti gli Chef e i ristoratori del pianeta.

Vedere il nome del proprio ristorante comparire sulla guida è sinonimo di qualità ed eccellenza, per non parlare del riscontro della clientela.

Tornando indietro di qualche decennio, ci troviamo a Clermond-Ferrand in Francia, nell’azienda leader della  produzione di pneumatici, i fratelli fondatori: Édouard e André Michelin, dovevano trovare un modo per guidare gli automobilisti durante il viaggio, e così pensarono ad una guida che contenesse le recensioni e i consigli su dove mangiare, pernottare ecc. è un importante riconoscimento che veniva e viene ancora oggi assegnato dagli ispettori, valutando la cucina, la location, lo chef, il servizio, la pulizia e tanti altri fattori.

Nel 1900 uscì il primo numero della guida Michelin.

Per comparire nell’ambita guida con accanto il prestigioso simbolo, è necessario ottenere dagli ispettori almeno una stella, che indica una cucina di ottimo livello, che può essere sia tradizionale che spaziare nella creatività dello Chef. Quando dopo la prima arriva anche la seconda stella, il ristorante raggiunge dei livelli molto alti, alla soglia della perfezione che si ottiene con la terza stella, il massimo riconoscimento, la crème de la crème. In breve, le caratteristiche principali sono le seguenti:

stella : cucina molto buono nella sua categoria.

 

stellastella: cucina eccellente, merita una deviazione

 

stellastellastellacucina eccezionale, merita il viaggio

 

 

L’iter ha inizio con l’ispettore che, seduto al tavolo del ristorante ordina dal menù, che, optando per un’esperienza culinaria che consenta di valutare nel complesso, il lavoro dello Chef e di tutta la sua brigata. A partire dalla presentazione del piatto, importantissima, (anche l’occhio vuole la sua parte), per proseguire con i sapori dei piatti, l’equilibrio degli ingredienti, la tecnica della preparazione la loro qualità e la capacità del cuoco di creare un connubio unico e indimenticabile. Dopodichè si passa alla valutazione dell’approccio con la clientela, vale a dire la professionalità del servizio, la selezione ed il giusto accostamento dei vini, l’atmosfera del locale, gli arredi, la location, il rapporto qualità prezzo, per farla breve bisogna lasciare il segno.
Ogni piatto viene valutato secondo i seguenti parametri:

  • Qualità del prodotto
  • Tecnica della preparazione
  • Equilibrio fra gli ingredienti
  • Creatività dello Chef

Ogni punto della lista riceve un voto, qui non parliamo di stelle ma di, forchette, che vanno  da 1 a 5, considerando tutti gli elementi di cui abbiamo parlato in precedenza.

Se sei un ristoratore, un consiglio che possiamo darti è quello di acquistare l’ultima guida, per quella nuova bisognerà attendere fino al mese prossimo, il 16 novembre,  ed iniziare a esaminare i ristoranti stellati nelle tue zone, provarli e cercare di imparare. Analizzare la concorrenza, o forse è più corretto dire, chi ce l’ha fatta è fondamentale.

Il secondo consiglio è quello di investire sulla propria attività, cambiare gli arredi, modernizzare e stare al passo con i tempi. Comprate un libro di architettura e rifate gli arredi, selezionate il personale migliore che riuscite a trovare, viaggiate in giro per il mondo e prendete il meglio da tante culture diverse. Iniziate questa ricerca per rendere il vostro ristorante unico nel suo genere, e con dedizione e costanza i risultati arriveranno.

Per la nuova edizione della guida, gli occhi sono puntati sul famoso chef Carlo Cracco, che l’anno scorso fece parlare perchè perse una stella, ad oggi ha trasferito il suo ristorante nella galleria Vittorio Emanuele a Milano. Tra poco meno di un mese scopriremo se accanto al nome del suo ristorante “Cracco” comparirà un’altra stella, o magari due, così da raggiungere il massimo prestigio.

 

Anche i giovani si stanno prendendo i loro spazi, in un degli articoli precedenti, abbiamo intervistato la Chef Isabella Potì, che con il compagno Floriano Pellegrino, anche lui Chef, hanno portato il ristorante “Bros” a Lecce a livelli alti, raggiungendo una fama tale, che in questo momento sono tra i più quotati per l’ottenimento della prima stella.

L’Italia, al 2018, conta 356 stelle riconosciute,occupando il secondo posto nel mondo dopo la Francia. 

 

 

 

 

Intervista a Fabrizia Ventura, chef designer in bilico tra cucina e arte

Continuiamo le nostre interviste, per i lettori di ristomanager, ad eccellenze della ristorazione italiana e dopo aver intervistato i pizzaioli Marco Stango  e Roberto Gallo, oggi tocca a Fabrizia Ventura, una chef designer che ha costruito la sua affermazione professionale seguendo  principi base il rapporto tra cucina e arte e la curiosità verso nuovi sapori e nuovi gusti.

Il suo percorso professionale non è per nulla scontato, infatti le competenze di cucina sono abbinate ad una laurea in Storia dell’arte e all’esperienza maturata del mondo della comunicazione. Mondi apparentemente distanti, ma che, nel corso del tempo si fondono in un progetto professionale indiscutibilmente innovativo e creativo.

Attualmente impegnata come Chef Designer membro della Federazione italiana Cuochi, in diverse collaborazioni in Italia, per la formazione, la realizzazione di eventi di settore, e lo sviluppo della visibilità di chef, ristoratori e valorizzazioni di prodotto.

 

Fabrizia ciao e grazie per aver accettato di rispondere ad alcune nostre domande. Puoi raccontarci cos è Cook Design Italy e come è nata questa tua idea?

Questa idea nasce innanzitutto dal mio amore per la cucina italiana e dal mio desiderio di portare il mio contributo all’innovazione del settore. Molti colleghi mi hanno chiesto di aiutarli a proporre la loro attività in maniera diversa, attraverso l’apporto del web e in particolare dei social media, strumenti ormai indispenabili per ogni tipo di business.

Quindi offro consulenze per lo sviluppo di un brand, di attività di ristorazione non avviate o da rilanciare oppure per la valorizzazione di professionisti singoli e delle loro creazioni e soprattutto offro supporto nella gestione di grandi eventi di formazione e di marketing.

Nel tuo lavoro quanto è stata importante la laurea che hai conseguito in  storia dell’arte con specializzazione in grafica, disegno e incisione?

Direi che è stata molto importante perchè io ho sempre considerato arte e cucina 2 elementi affini e per me cucinare è come dipingere, e il piatto e gli ingredienti sono come la tela e i colori. Cucinare e dipingere sono 2 forme di arte che non si possono esprimere solo con la tecnica ma hanno bisogno della creatività, quella che viene dal cuore  e dall’anima.

Studiando la storia dell’arte ho compreso come sia simile alla storia della cucina perchè entrambe ci insegnano l’importanza della cultura e della conoscenza.

Fabrizia qual è il tuo rapporto con la cucina, i gusti e i sapori degli altri paesi?

La cucina è cultura e non si può amare solo quella italiana, anche perché la stessa cucina italiana racchiude nella sua storia tradizioni di terre vicine. Io  amo tutta la cucina del mondo, e sono sempre molto curiosa di conoscere e assaporare nuovi gusti perchè solo così è possibile creare ed innovare, attraverso la conoscenza e la scoperta.

Per questo motivo ho viaggiato tanto. Sono stata infatti in Messico, Africa Sud Orientale e negli Usa per conoscere e apprendere tecniche e piatti che mi hanno fortemente arricchito. Amo il mio lavoro e sono sempre alla ricerca di nuovi sapori, tradizioni e storie da portare in tavola.

E a dimostrazione di ciò ho dato vita ad un marchio www.suscitaliano.com  che si basa esclusivamente sulla TRADIZIONE ITALIANA di pesce, ma presentata e condivisa con menù molto particolari che arrivano ad avere anche 30 portate , così come in giappone. Le definisco piccole opere di gusto!

Nasce da un’intuizione:mangiare il miglior pesce italiano, nelle sue ricette tradizionali ma presentato nelle forme e con le tradizioni del sushi!

SUSCitaliano

Sappiamo che per lavoro fornisci consulenza per la famiglia Paciotti,  presente in Rai alla Prova del Cuoco con Stefano Paciotti. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del successo dei programmi tv dedicati alla cucina.

Tanti programmi televisivi  sono la fortuna e la sfortuna del nostro  settore. Da un lato accrescono l’interesse, la curiosità e avvicinano al mondo del food, ma  dall’altro creano falsi miti e scienziati del gourmet,quelli che al ristorante fanno i sapienti solo perché lo hanno visto in tv.
So cosa c’è dietro un programma Tv e non nascondo che mi piacerebbe che fosse “autentico e” “ genuino” come ciò che muove la passione per la cucina, ma è tv, e quindi va presa secondo me a piccole dosi.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato Fabrizia e ci auguriamo di  poterti incontrare di nuovo in futuro.

Grazie a voi per la possibilità e un saluto a tutti i lettori di Ristomananager, a presto per raccontarvi nuovi progetti e altre storie di arte e gusto!

Cos’è il Food & Beverage Management.

Cos’è il Food & Beverage Management?

Il Food & Beverage Management è l’insieme di competenze per la gestione di ristoranti, bar, alberghi ed enoteche. Tali competenze ruotano attorno a ogni aspetto della ristorazione, che va dal coordinare il lavoro del personale al rapporto coi clienti, passando per il calcolo dei costi.

Da queste poche righe emerge quanto le competenze manageriali siano importanti per il funzionamento di un albergo o un ristorante e per dare lustro, di riflesso, all’Italia del turismo eno-gastronomico.

Di seguito, le skills e mansioni che in un buon Food & Beverage Manager non devono mancare.

Food & Beverage Management: le skills.

Essere un Food & Beverage Manager non è cosa da tutti, questo va specificato. Per esercitare questo mestiere e sopportare la pressione di responsabilità che comporta occorrono skills quali:

  1. ottime capacità di problem solving
  2. ottime capacità gestionali
  3. doti di leadership e coordinamento del team di lavoro
  4. ottime capacità relazionali coi collaboratori e i clienti
  5. il saper leggere/stilare un bilancio dei costi inerenti all’attività
  6. la gestione delle leve del marketing
  7. la conoscenza e applicazione delle principali tecniche commerciali
  8. la conoscenza delle materie prime (in questo caso cibo e bevande), delle loro procedure di preparazione e dei loro valori nutrizionali
  9. la conoscenza di ogni mansione relativa procedura dei membri del team, affinché tutti siano utili per l’attività dell’azienda
  10. la conoscenza di ogni sala e spazio del locale in funzione degli eventi e dei bisogni degli ospiti

Food & Beverage Management: le mansioni.

Ora veniamo al “clou”, ossia le vere e proprie mansioni in cui si articola il Food & Beverage Management. Eccoi principali compiti e responsabilità di un Food & Beverage Manager:

  1. individuare il fabbisogno di personale necessario a ogni fase di attività nella ristorazione
  2. selezionare il personale
  3. assegnare a ogni dipendendente compiti, tempi e modalità di svolgimento
  4. controllare l’operato di ogni singolo collaboratore
  5. soddisfare i bisogni dei clienti
  6. calcolare il costo del personale e della preparazione di cibo e bevande, quindi definire il budget
  7. vegliare sulla qualità del cibo e delle bevande da servire al cliente
  8. controllare l’igiene dei locali, delle materie prime, e di tutte le strutture e utensili destinati alla conservazione, alla preparazione e al consumo dei cibi.

 

Come evitare recensioni negative

I tuoi clienti sono i tuoi migliori amici, pagano il conto delle tue bollette e la tua busta paga. Per questo quando escono dal tuo locale devono andare via felici, soddisfatti, con la pancia piena ma soprattutto con la voglia di condividere questo momento di gioia.

Le recensioni sono il fulcro di ogni attività di ristorazione, esistono tantissimi siti e app che raccolgono le testimonianze di chi ti sceglie ad ogni pranzo e cena.

Prima di chiamare per effettuare una prenotazione è molto probabile che il tuo potenziale cliente faccia una rapida ricerca su Google, Trip Advisor, Facebook, ecc per leggere come si mangia, quali servizi offrite e molto altro ancora.

Sai che uno dei parametri più influenti per le recensioni è la velocità nel prendere le comande?

Lasciare i clienti affamati a sognare le portate scritte nel menù è visto come un segno di disinteresse e noi dobbiamo assolutamente che ciò accada.

Un’impressione negativa porta a scrivere una recensione negativa, essa può essere il motivo per cui un potenziale cliente abbandona l’idea di prenotare nel tuo locale e continuare a cercare un altro posto.

Come puoi evitare questa catastrofe?

Integra RistoManager al tuo ciclo di lavoro, renderai i clienti felici e i tuoi dipendenti più soddisfatti.

Scegli il metodo giusto:

  • – Se sei un ristorante di stampo tradizionale, dove il cameriere viene al tavolo e segna a penna su un foglio bianco la comanda, forse è l’ora di risparmiare carta (farai del bene anche all’ambiente) acquistare un tablet da far usare al tuo dipendente.

 

– Se invece adori gli automatismi e tutto ciò che è iTech fai usare il tablet direttamente ai clienti. Loro saranno felici di poter usare lo “strumento del potere” per ordinare e fare tutte le modifiche che vogliono al loro piatto,  senza vedere la faccia seccata e confusa del cameriere.

 

Puoi scaricare RistoManager GRATIS dal nostro sito, continua la navigazione sul nostro blog per leggere tante altre strategie per evitare recensioni negative!

Food tech: il bisogno di digitalizzazione dei ristoratori

Sperando di capire meglio le tendenze ad aggiornarsi tecnologicamente tra gli operatori del settore della ristorazione, sono state intervistati più di 300 manager, addetti alla sala, proprietari, baristi e cuochi in tutto il paese. Nell’elenco, più della metà erano attività con servizio completo, ma comunque erano presenti attività da asporto o self service, bar e locali notturni, camion ambulanti, come anche caffetterie e pasticcerie. Inoltre, più della metà erano attività con un singolo locale, mentre un quarto gestiva da due a cinque locali diversi, mentre sempre meno erano attività del tipo catene di distribuzione.

Molti ristoratori sottovalutano la possibilità di aggiornarsi tecnologicamente per la loro attività, soprattutto per quanto riguarda la sua gestione.

I risultati hanno dimostrato come gli operatori del settore cercano assistenza quando vogliono individuare e prendere decisioni migliori quando si tratta di scelte tecnologiche, soprattutto in un mercato inondato costantemente di nuovi prodotti e soluzioni che arrivano ogni giorno.

 

Lo studio ha mostrato che la maggior parte dei ristoranti hanno in programma di aggiornare la loro tecnologia entro l’anno, mentre quasi la metà si dedica al controllo dei loro risultati commerciali e ai dati di vendite; sono molti anche coloro che guardano a “funzionalità avanzate” e “facilità d’uso” come loro principali motivi per sostituire i metodi o software esistenti; attualmente vengono pagati da due a cinque fornitori differenti di soluzioni tecnologiche;  le caratteristiche più ricercate dai ristoratori sono: gestione del magazzino circa un quinto degli operatori, sistemi per prendere ordinazioni online, e la conformità alla PCI.

Alla domanda su quale sia la più grande sfida per il proprio ristorante, quasi la metà sostiene che sono le assunzioni, la formazione e il trattenimento del proprio personale. Mentre lo studio rileva che la tecnologia può aiutare nella formazione e altre sfide, la cultura di un ristorante dovrebbe essere coltivata al suo stesso interno.

La stragrande maggioranza, afferma che attualmente utilizza il software per il POS per gestire le transazioni e le operazioni. Il classico registratore di cassa sta lentamente perdendo piede.

Per il tema della sostituzione per aggiornarsi tecnologicamente nei metodi e software esistenti, un terzo sceglie le funzionalità avanzate come la ragione principale per il passaggio a un sistema diverso. “Facile da usare” è stato il secondo motivo.

Quattro intervistati su dieci indicano l’aumento della propria efficienza come il più importante vantaggio tecnologico. Una minima parte, considera utili e fondamentali i sistemi cloud. I manager intervistati erano più preoccupati per l’efficienza, mentre i proprietari erano inclini a preoccuparsi dei problemi della sicurezza.

Per ciò che riguarda invece il metodo per tenersi aggiornati sulle nuove tecnologie, molto più della metà ha risposto che preferisce le e-mail, mentre una minima parte si affida alla comunicazione mobile.

Sui report o le relazioni commerciali dei dati di vendita quasi la metà le controlla ogni giorno, mentre le attività di medie dimensioni (da 11 a 20 locali), le controllano invece ogni mese.

La gestione delle scorte, degli ordini online, e la conformità al PCI sono invece soluzioni ritenute poco importanti, come pure l’aggiornamento degli strumenti POS.

Come tutelare la propria salute al lavoro in un ristorante

Stare in salute, sia dal punto di vista fisico o mentale, è un compito difficile e impegnativo per i dipendenti di un ristorante. Per questo occorre sempre fare delle scelte salutari, adottando il giusto stile di vita.

Fare scelte salutari conviene a tutti, specialmente a chi fa un lavoro pesante come lo chef di cucina nei ristoranti o altre attività di settore.

Spesso infatti, l’eccesso di cibo, l’insonnia, l’abuso di sostanze specialmente chimiche, e scelte di vita semplicemente distruttive sono un tema fin troppo comune nelle cucine. Affrontare questo problema nella fase iniziale è fondamentale, soprattutto con la generazione Millenaria di oggi che è cresciuta ricevendo stimoli elettrici e tipicamente passivi.

Il nostro consiglio è semplice: fare le scelte giuste. Si possono prendere due direzioni opposte in questo settore, che portano a risultati estremamente diversi.

Cominciamo dall’alimentazione: spesso si vedono giovani collaboratori che si portano appresso una confezione maxi di bevande energetiche, pensando che possano aiutarli a tirare avanti per tutta la giornata lavorativa. Come ben sanno gli atleti però, non è certamente questo il tipo di spinta che aiuta a sopravvivere ad una intensa giornata di attività fisica come è il lavoro all’interno di una cucina di un ristorante. Bevendo molta acqua e facendo le scelte salutari giuste, i risultati si vedranno.

Un altro problema riguarda l’uso dell’alcol. Spesso, la tentazione di per prendere un drink o due, con i propri colleghi, dopo una notte difficile. Questo è vero soprattutto per i dipendenti più giovani, i quali cercando di integrarsi al gruppo. Piuttosto, dopo aver passato le ultime 16 ore a discutere e magari a litigare con i propri colleghi, meglio rifiutare l’invito e andare a fare qualcosa di costruttivo per distrarsi, e tornare dopo un po’.

Come qualsiasi altro impegno della vita, occorre iniziare da piccoli passi. Non è necessario spendere metà della giornata in una cucina e l’altra metà a scalare montagne o correre una maratona. Meglio iscriversi al Pilates o a delle rilassanti lezioni di yoga; andare in palestra e correre sul tapis roulant o sollevare qualche peso. Tutto questo per bilanciare una vita altrimenti troppo frenetica. In realtà bastano anche piccole scelte salutari, come parcheggiare lontano dall’ingresso e quindi poter camminare fino al luogo di lavoro, o fare le scale invece di prendere l’ascensore. Nel corso del tempo, questo tipo di decisioni si ripagheranno completamente, creando le basi per poter prenderne sempre di maggiori impegnative.

Certamente, anche la dieta è una scelta da prendere in modo consapevole. E’ stato fatto uno studio un paio di anni fa, durante il quale alcuni chef sono stati seguiti all’interno della cucina, controllando tutto ciò che assaggiavano. Lo studio ha rilevato che i cuochi consumano 3.500 a 4.000 calorie ogni giorno solo durante il lavoro di degustazione. Questa è una parte necessaria della professione di cuoco, quindi non c’è modo di evitarla, ma quando arriva il momento di scegliere i propri pasti quotidiani, è sempre bene ricordarsene. Esiste un pericolo reale di accumulare chili, in questo settore.

Le abitudini si formano nella fase iniziale della propria vita, e tendono ad essere seguite per tutto il resto della stessa. Ciò include dormire, per cui alcuni chef tendono a fare affidamento su diversi farmaci per superare l’insonnia e altri stress. Una volta che questa spirale comincia, è difficile tornare indietro. Fare le giuste scelte salutari al di fuori della cucina può assicurare che tali problemi non comincino affatto a presentarsi.

Food marketing: come capire i bisogni dei clienti con la targetizzazione.

Esistono centinaia, forse migliaia di fonti di dati disponibili, disconnessi tra di loro. Dal momento che non ci sono in tutto il settore, dei sistemi standard di aggregazione dei dati, è necessario capire come ogni sorgente sfocia in una visione completa. Se state cercando di ottenere un quadro più chiaro per capire i clienti della vostra attività, un’analisi completa dei dati a disposizione può rivelarsi fondamentale per capire quale direzione prendere ed effettuare decisioni più consapevoli.

Capire i clienti è alla base del successo di ogni attività

Al Summit sull’Innovazione nella Ristorazione 2015, Elena Battista, vice presidente e responsabile delle relazioni con la clientela di Fishbowl, ha condiviso l’importanza di trovare i dati veritieri, che permette di capire i clienti, chi sono, in quali fasi della vita sono e letteralmente, dove si trovano proprio ora. Soddisfare i segmenti di clientela più fedeli può portare a legami più profondi con i clienti e più lavoro per voi.

 

Andando più nello specifico, Battista ha dichiarato che “[Fishbowl] crede si dovrebbe puntare a non più di cinque a otto segmenti, in modo da poter adattare il vostro messaggio e personalizzarlo per loro.”

Attraverso l’analisi conoscitiva dei clienti, Fishbowl ha recentemente aiutato una grande catena di bar sportivi ad identificare i principali errori nel suo marketing. Prima di confermare un profilo del proprio cliente principale, alla catena in questione credevano che i propri clienti primari fossero prevalentemente di sesso maschile, di età compresa tra 18 e 45 anni, single e senza figli, con un guadagno di circa $ 60.000 all’anno, appassionato di sport, nello specifico al calcio, e utilizzava Facebook , Twitter e Instagram. Per creare un ambiente gradevole a questo tipo di clienti, la catena diffondeva una certa varietà di musica, tra cui le Top 40, country e hip-hop.

Attraverso la raccolta di dati di prima, seconda e di terza mano, perlustrando il Web e il collegamento transazioni effettive con i dati dei clienti, Fishbowl ha rilevato che il “cliente reale” della catena era prevalentemente di sesso maschile, di età compresa tra 35 e 60 anni, sposato con figli e aveva un reddito di circa $ 100.000 all’anno, non ascoltava nessuna stazione radio sportiva, giocava a golf, e utilizzava Facebook, LinkedIn e E-club.

Con queste nuove informazioni, la catena ha riposizionato il suo marchio, concentrandosi maggiormente sullo sport in generale, piuttosto che su sport specifici, e facendo appello alle famiglie. Hanno anche iniziato a farsi pubblicità su siti web finanziari, di notizie e di viaggi, e hanno iniziato a mandare musica di rock classico, quando sapevano che la maggior parte dei loro clienti più fedeli frequentava i loro locali. Dopo l’implementazione di questi cambiamenti, gli ospiti dei ristoranti rimanevano più a lungo e hanno iniziato a spendere più soldi, indicando che si godevano la loro esperienza.

Battista ha sottolineato il valore della raccolta di dati realmente fruibili; la raccolta dei dati fine a se stessa non è utile per il le attività commerciali.

“Il successo nel prossimo futuro non comprende solo l’uso della tecnologia; si tratta di avere la capacità di estrarre i dati giusti, trovare degli spunti e agire di conseguenza”, ha detto Battista. “Per scoprire quali dati è più utile conoscere per il bene del vostro ristorante, assicuratevi di avere le competenze adeguate – tramite il vostro personale o tramite partner esterni.”