Diversi riconoscimenti e Ambasciatore Expo 2015: intervista allo Chef Moreno Cedroni

Oggi abbiamo incontrato per voi lo Chef Moreno Cedroni, che ad oggi vanta ben 2 Stelle Michelin e grandi successi a livello editoriale. Inoltre ha avuto il privilegio di essere l’Ambasciatore dell’Expo 2015, che si è tenuta a Milano. Di seguito, vi riportiamo quello che ci ha svelato:

Come nasce il Suo amore per la cucina?

Il mio amore per la cucina nasce sicuramente dal fatto di aver mangiato sempre bene a casa. Nonna e mamma sono state due cuoche perfette, che conoscevano alla perfezione la tradizione marchigiana. Inoltre avevamo l’orto e gli animali da cortile pur vivendo di fronte al mare, quindi potrei dire di essere nato nel kilometro buono senza saperlo.

Quando nasce e come è stato il suo percorso Professionale?

Apro la “Madonnina del Pescatore” a vent’anni, nel 1984. Un inizio fatto di piatti tradizionali e una ristorazione semplice. Poi l’innata curiosità, la voglia di migliorare, la fame di conoscenza mi hanno portato  a studiare tanto, a fare stage ed a crescere con umiltà e perseveranza.

A cosa deve il Suo successo legato all’ambito editoriale?

Fin da subito ho capito che era necessario mettere nero su bianco quello che facevo, ed il libro in un certo senso segna il proprio territorio, dice: questo l’ho fatto io. Inoltre ho sempre voluto rendere visibile a tutti le ricette, le idee, senza gelosia, ma con spirito molto aperto. Io leggo libri di colleghi per imparare cose nuove e di conseguenza do il mio apporto alla conoscenza. Ora, sicuramente un percorso di 35 anni dimostra curiosità nei giovani che vogliono conoscere la mia storia e la leggono dai miei libri.

Quale sensazione ha provato nell’essere Ambassador dell’Expo 2015?

Ci sono emozioni locali ed emozioni globali, ecco essere uno degli Ambasciatori dell’Expo per me è stata un’emozione global. Sei visto da tutto il mondo e nel tuo piccolo puoi incuriosire a venire in Italia, visto che l’enogastronomia italiana è seguitissima all’estero.

Che cosa lo ha spinto ad avvicinarsi al mondo del “Susci”?

Prima del 2000 ero stanco di mangiare il pesce con il succo di limone e l’aceto ad occidente, e con la soia ad oriente, ho voluto creare un nuovo modo di interpretare il crudo. Così è nato il “Susci”, un concetto che ogni anno si rinnova e con i nuovi Menu del Clandestino trae nuova linfa.

A livello tecnologico, cosa consiglierebbe agli altri ristoratori di installare all’interno del ristorante, per garantirne aiuto nella gestione?

In questo momento ho realizzato The tunnel, un laboratorio di sviluppo e ricerca con liofilizzatore, distillatore, ultrasuoni e celle di maturazione, perché in un momento di maturità è il momento giusto per sviluppare la ricerca. Di tecnologia quotidiana per la migliore gestione del ristorante direi un sistema della gestione delle comande dalla sala verso la cucina, di un ottimo impianto di climatizzazione e delle luci che creino atmosfere magiche.

Vogliamo ringraziare lo Chef Moreno Cedroni per averci dedicato un po’ del suo prezioso tempo e averci svelato qualche dettaglio in più riguardo la sua vita professionale.

Cogliamo l’occasione per consigliarvi il Software Ristomanager per la gestione delle comande. Come ha rivelato lo Chef, è un elemento fondamentale avere un buon software, per non avere problemi durante i vostri servizi.

Pronti per la prova costume? Come superarla andando nei ristoranti

L’estate sta arrivando, non facciamoci trovare impreparati, sia che mangiamo a casa o che andiamo al ristorante è l’ultimo mese per tenere d’occhio la nostra linea, non rinunciando a qualche bella serata  da passare con amici o col proprio fidanzato al ristorante.

Non diventiamo maniaci della bilancia e non rinunciamo al piacere del cibo , per poter trascorrere delle belle serate in compagnia. ecco dei consigli semplici e facili da tener bene a mente, senza diventare ansiosi quando saliamo sulla bilancia.

1. Preferire i piatti unici

Concentrarsi sui piatti unici, tipo un’ insalatona o un buon secondo con contorno privilegiando le carni magre ed evitare troppi condimenti, nemici del nostro peso e fanno affaticare e accumulare tossine e grassi difficili da smaltire.

2. Aumentare gli spuntini

Quando ti viene presentato il menù e sei tra quelli che non rinunceresti al classico menù fatto di antipasto, primo, secondo e contorno fermati ora che sei in tempo, uno spuntino leggero con un aperitivo analcolico e l’ideale per spezzare la fame e mangiare lentamente senza abbuffarsi.

 

3. Cosa e quando mangiare pianifica i tuoi pasti

Organizzati per tempo e varia i  pasti se  a pranzo hai mangiato un primo a cena vai con verdura cotta o meglio verdura al vapore, manterrai il sapore degli alimenti e non avrai esagerato nelle calorie.

4. Scegliere una strategia

Anche se sei con amici e non ti va di rinunciare proprio a nulla, non a cibi troppo elaboratie con tanti carboidrati,  alterna le verdure alla frutta, non mangiare tutto e troppo ma poco e con gusto.

5. Non sai rinunciare al dolce

Si sa nella dieta italiana a fine pasto un dolce o un dessert è quasi d’obbligo, basta sostituirlo con una macedonia di frutta fresca, o un dessert come un sorbetto al limone o un gelato non al latte ma ad acqua i gelati vegan sono gli ideali.

 

6. Attenzione alle insalate

Le insalate si sa son leggere! Ne sei sicuro? se solo verdure ti do ragione ma se inizi ad aggiungerci grana, pollo grigliato, salse come maionese o al ketchup allora mi dispiace dirtelo ma non ci siamo.Buona si ma non abbondare  di tutto un pò, pochi ingredienti ma buoni e salutari.

E infine… la regola generale

In tutto bisogna essere moderati con equilibrio. Uno sgarro ogni tanto può capitare non tutti siamo svizzeri specialmente nel cibo ti do ragione.

Ma tu organizzati prima di andare al ristorante e chiedi consigli a qualche nutrizionista o a un dietista che ti prepara in base al tuo metabolismo, (nessuno è uguale all’altro) cosa mangiare e quanto mangiare, mangiando si tutto in modo vario ma mai abbuffarsi, una volta capito il proprio criterio dietetico ti sarà più facile capire se un giorno vuoi al coda alla vaccinara o verdure lesse  e grigliate.

Potrai andare senza problemi al tuo ristorante preferito senza stare con l’ansia da prestazione mangio questo o rinucio a quello, mangiare con gusto è un arte e un piacere, se non ci autoregoliamo poi che piacere è?

Ricetta: come preparare i burritos coreani al pollo

I Tacos coreani hanno scosso il mondo del cibo americano con il loro tocco asiatico-Mex-LA, ma piace anche il burritos Coreano. Con i Burritos ci si può divertire a sperimentare i ripieni, sapori e salse al desiderio del nostro cuore.

PREPARAZIONE

1. marinare il pollo per almeno 20 minuti nella marinata.

2. mescolare velocemente e friggere il pollo a fuoco medio-alto (aggiungendo la marinata nella padella).

3. Quando si è pronti per creare il burrito, inserire il contenuto nel centro di esso.

4. Inserire a strati il pollo, riso, cipolla, cavolo, e lattuga.

5. Spremere un po ‘di succo di lime sopra gli strati.

6. Avvolgere e servire ciascuno dei 4 burritos con panna acida sul lato.

” I Burritos sono uno dei più popolari prodotti Tex-Mex sul menu. Chi conosce un po ‘di spagnolo ha probabilmente alzato le sopracciglia al nome. In spagnolo, un” burro “è un asino, e” burrito “, il diminutivo, significa “piccolo asinello.” Per quanto ne sappiamo, la carne di asino non è mai stato un ingrediente popolare nel famoso piatto.

Il Dizzionario de Mexicanismos ha una voce per il burrito già nel 1895, alcuni anni prima dell’orario di Juan. La voce afferma che un burrito è una tortilla arrotolata con carne o altri ingredienti all’interno, chiamato ‘Cocito’ in Yucatán e ‘taco’ nella città di Cuernavaca e di Città del Messico.

Il termine burrito era popolare a Guanajuato, uno stato nel Messico centrale. Come la voce del dizionario è l’unica prova veloce che dobbiamo mostrare dove provengono i burritos. L’idea che hanno avuto origine in Guanajuato sembra essere la più probabile …

Purtroppo, non possiamo essere sicuri esattamente come il nome burritos si sia ottenuto.

Alcune persone credono che potrebbe essere semplicemente perché i burritos sembrano un po ‘come le orecchie di un asino o le confezioni arrotolati e sacchi a pelo spesso trasportati da asini.

Perché mangiare cibo indiano: 3 buone ragioni

Abbiamo visto attraverso un interessante articolo sul Washington Post di questa settimana, dal titolo – “Gli scienziati hanno capito ciò che rende il cibo indiano così delizioso” il quale parla del  subcontinente indiano che è la patria di oltre 1 miliardo di persone che dispone di una ricca tradizione culinaria che si basa molto sull’utilizzo di spezie e sapori forti.

I Piatti occidentali spesso usano meno ingredienti di piatti indiani. In molti casi, gli ingredienti utilizzati in un piatto condividono gli stessi composti aromatici. Come risultato, molti piatti indiani fanno sentire come se ci fosse una festa in corso in bocca. Anche se questo può creare un sovraccarico sensoriale per alcune persone.

Ci sono diversi vantaggi per incorporare la cucina indiana nella vostra cucina:

1 –  Il cibo indiano è davvero ottimo. Anche se non vi piace il cibo piccante, in molti casi è possibile richiedere le versioni meno piccanti di un piatto in un ristorante.

2 –  La cucina indiana è generalmente sana. C’è una grande enfasi su ingredienti vegetali , che rendono un paradiso per i vegani e vegetariani. Ad esempio, avere una lenticchia al posto di un hamburger vegetariano. L’uso delle spezie riduce drasticamente la necessità di sale infatti molti delle spezie hanno benefici per la salute.

3 –  Gli Ingredienti per il cibo indiano sono a buon mercato. Una libbra di lenticchie costa una frazione del prezzo di una libbra di carne rossa.

UN CONSIGLIO

Mentre si prepara piatti indiani in casa può sembrare scoraggiante in un primo momento, ma una volta che si ottiene la mano di esso, è piuttosto rapido. La maggior parte dei curry possono essere fatti in anticipo per una settimana prima e lasciare in frigo.